YOUR TOMORROW ALONE

Ordinary Lives

2012 - My Kingdom Music

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
04/09/2012
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

"Ha una sua solitudine lo spazio,

solitudine il mare

e solitudine la morte, eppure

tutte queste son folla

in confronto a quel punto più profondo,

segretezza polare,

che è un'anima al cospetto di se stessa:

infinità finita."



Con queste semplici ma incisive parole Emily Dickinson descrive la solitudine umana, quella che molti (forse tutti) consciamente o meno, provano nella profondità della propria anima. Condizione in cui l'uomo è riversato su malgrado o che ricerca cosciente della scelta, poiché spesso da soli ci si sente più al sicuro che in mezzo ad altri. Da questo stato emotivo gli Your Tomorrow Alone hanno tratto ispirazione per il nome della band e non solo, la musicalità in cui si cimentano è una sorta di gothic/doom metal, generi che hanno sempre favorito l'incentrare le liriche su solitudine, malinconia, depressione, nichilismo, morte e tutte quelle condizioni sociali che sono diventate oggi vere e proprie prigioni mentali, dalle quali è difficile uscire una volta entrati. In modo più specifico Your Tomorrow Alone che tradotto significa "il tuo domani da solo" sta ad indicare l'uomo che sceglie di rimanere solo poiché non accetta i canoni di standardizzazione imposti dalla società, non accetta di scendere a patti stringendo accordi e compromessi che vanno contro i propri principi, per cui si isola risultando incapace di comunicare con gli altri esseri "normali". In effetti sulla normalità si potrebbe aprire un altro capitolo per disquisire di quali siano i giusti comportamenti dell'essere umano definito savio, io personalmente mi schiero dalla parte dei "soli" e come dicono gli Your Tomorrow, meglio essere emarginati che mescolarsi con chi nella società ricopre il ruolo di marionetta.. ma si sa la diversità ha sempre fatto molta paura! Nel 2009 Il cantante Eugenio Mucio ed il chitarrista Marco Priore in quel di Salerno diventano artefici nella nascita della band, ci son voluti però svariati cambi di line up affinché il gruppo trovasse il giusto assetto ed oggi gli Your Tomorrow Alone sono così composti: abbiamo già citato Mucio alla voce e Priore alla chitarra solista, poi abbiamo Giovanni Sorgente alla clean vocals, Gianpiero Sica al basso, Giovanni Costabile alle tastiere e sintetizzatore, Daniele Ippolito alla batteria e percussioni e di recente l'innesto di Daniel De Santis alla chitarra ritmica. La band nel 2009 si cimenta con la primissima produzione di un demo e lo fa con la collaborazione di Marco Pastore ed avvalendosi dello studio di registrazione Garage 44, agli inizi dell'anno seguente il demo è pronto per la distribuzione. Il primo affaccio pubblico del gruppo, riscuote buoni consensi e permette agli Your Tomorrow Alone di firmare un contratto con la My Kingdom Music, così nel 2011 il Sonic Temple Studio di Fabio Cellulori diventa il giardino in cui viene piantato il seme del debut album dal titolo "Ordinary Lives"; a gennaio 2012 il seme si trasforma nel frutto tanto atteso. Daniel De Santis è doveroso specificare che è subentrato dopo la registrazione di Ordinary Lives, ma è assolutamente un membro ufficiale della band ed è attivo nei live. Il disco contiene nove tracce per una durata di 50' e 50''; prima di addentrarmi nei meandri di questa "vita ordinaria" voglio soffermarmi sull'artwork del cd. Le copertine sono diventate sempre più un importantissimo biglietto da visita per la band ed il suo prodotto, ed in questo caso se ci si sofferma un po' ad osservare, basta poco per rendersi conto di quanto sia esplicito il significato. Il cielo plumbeo ospita il volo di uno stormo di corvi neri che circonda un grande albero posto al centro dell'immagine, dai rami pendono delle maschere bianche truccate di nero, dinanzi all'albero spostato a sinistra dalla nostra visuale, un uomo distinto e ben vestito tiene in una mano una maschera come quelle appese ai rami dietro di lui, ed il suo volto è completamente vuoto incorniciato soltanto da un bianco pallore ed un cappello sulla testa. In una società popolata da anime finte, che recitano un ruolo per non essere emarginati c'è chi ancora cerca di vivere la sua vita privo di una maschera, rischiando la solitudine ma fiero della propria anima e delle proprie convinzioni nelle quali rifugiarsi al riparo dalla superficialità altrui. L'opera grafica è stata realizzata da Adhiira Art, graphic designer che opera e collabora anche nell'ambito degli artwork per bands nel panorama rock e metal, ed in altri ambiti come web designer, illustrazioni e t-shirt design. E' giunto il momento di esplorare la solitudine annidata in una qualsiasi vita ordinaria con il primo brano dell'album "Reinessance", si parte con un sound carico benché il tempo sia mediamente melodico, si respira energia data dal combo chitarra e batteria e dall'avvicendarsi delle due voci, il cantato pulito ha più spazio, mentre il growl ha il ruolo di sovvertire la purezza con i suoi squarci cavernosi, così come al minuto 3:26 le due voci si sovrappongono in un lamento intenso ed emotivo. La sezione ritmica è ben legata e tutto il contorno musicale serve da culla per i due vocalist, da sottolineare le tastiere che donano un'aura innegabilmente trascendentale. La vincente accoppiata dell'intro di "Praise for Nothing" eseguita da basso e batteria sembra rappresentare il battito cardiaco di un cuore apparentemente tranquillo, fin quando la chitarra non entra in scena, placidamente ma innestando in quel cuore un senso di malinconia; il lamento delicato descritto dalla voce pulita di Giovanni rivela la doppia emozione e la rabbia esplode quando Eugenio irrompe col suo growl. La traccia segue una linea piuttosto pacata quasi per tutta la sua durata, se pur si notano punte di enfasi interpretativa sempre ad opera dei due cantanti. Musicalmente abbiamo una linearità di fondo fino a quando al minuto 4:28 una rullata alle pelli preannuncia in un paio di secondi un cambio ritmico, che si palesa con un incremento dell'intensità di esecuzione di chitarra e sezione ritmica, l'assolo di per se piuttosto semplice è accompagnato interamente dall'effetto del wah wah. La bravura degli Your Tomorrow Alone sta nel rappresentare quello che provano non solo con le parole e la musica, ma con la perfetta accoppiata di questi due elementi. Un'aria inizialmente rarefatta ed evanescente viene rappresentata dalle tastiere e dai suoni del sintetizzatore, e la melodia cucita per far da tappeto alla voce pulita sono la perfetta interpretazione dell'essenza della malinconia, così "The Essence of Gloom" parla all'ascoltatore, con tutta la mestizia che scaturisce dall'intreccio dei musicisti che eseguono note tanto semplici quanto cariche di significato. Una parte cantata in italiano trova in me un gaio stupore, le parole proferite dicono: "Fa' che il suo pianto resti inascoltato, immobile, guardo le gocce tramutarsi in vapore, passano davanti, leccandosi si cibano, tutti assopiti nella loro falsa serenità, trovo conforto nella tua incompiutezza, assorto nell'incanto della tristezza e guardo il sole spegnersi dietro le colline silenziose...solo un oceano di volti, solo scheletri di sabbia ritratti su corpi deformi" descrivono l'universo umano omologato in una precipitosa ipocrisia, preludio ad un'atmosfera melodica talmente ricca di sfaccettature, da sembrare un'opera teatrale sonora. Tristezza, abbandono e sconforto trovano il loro simbolismo tra le corde della chitarra ed i suoi effetti, tra suoni di violini ed una sezione ritmica calata nel ruolo di traghettatore di tutte le pene provate che si scontra, mescola e lotta con la violenza e la furia del growl di Mucio, interprete di un'anima insofferente ed imprigionata in una mente attanagliata dalle restrizioni di un mondo troppo malato. Introduzione con suono pulito alle tastiere per "Guilty" la cui struttura segue un paio di interessanti cambi ritmici durante la durata della traccia, i punti cardine nel songwriting sono la chitarra che esegue un riff accattivante messo in primo piano e la batteria, fedele compagna che non delude mai, non dimenticandomi del duo canoro sempre in perfetta intesa. Si prosegue dopo una sostanziale traccia stilisticamente semplice, ad una in cui la parola chiave è "dinamismo" il quale si respira a pieni polmoni per tutta la durata del brano. L'intro strumentale di "Bursting Hope" è brevissimo, giusto una manciata di secondi e la voce limpida di Sorgente entra in scena, chitarra e sintetizzatore danzano amabilmente insieme e precedono il growl profondo e furioso di Mucio, tra una growllata e l'altra un melodioso assolo di tastiere addolcisce l'atmosfera, si palesa nuovamente al nostro udito la voce di Giovanni che questa volta è accompagnato da un bel coro progressivo di voci che quasi si sovrappongono pur rimanendo ben distinguibili l'una dall'altra. Il finale è una parata sonora alle corde scortata dai colpi alle pelli, in un fade out lungo ed intenso. "Far From the Sight" comprende una prima parte semplice e concisa, piuttosto diretta e funge da tappeto per un growl particolarmente intenso, la base musicale è concepita in modo tale da risaltare questo punto, oltre metà canzone i toni subiscono una leggera metamorfosi con un bel momento delicato alla chitarra, si procede verso il termine con il duo vocale le cui ultime parole vengono proferite dalla candida voce di Sorgente. Tastiera e suoni synth introducono "One Last Breathe" che accompagnano per mano la clean vocals, mentre il resto del gruppo irrompe ritmicamente a supporto del cantato in growl. In questa traccia si fa particolarmente notare il timbro particolare di Sorgente, la cui commistione con il growl di Mucio crea un legame solido ed accattivante. Batteria, basso e chitarra incedono con fierezza a dimostrazione di un songwriting compatto e ben congegnato, se pur in una semplicità creativa, ma tant'è che è il risultato a contare alla fine. Sapore acustico per la penultima traccia "Agony" cantata interamente in clean vocals; struttura lineare per un brano sempre in mid tempo che vede entrare in scena verso metà brano il tocco alle pelli e la seconda voce di accompagnamento sempre pulita. Come spesso accade tocca ad uno dei pezzi più pregevoli chiudere un album, ed in questo caso non si fa eccezione; "In Silence" ci propone una moltitudine di sensazioni uditive; l'intro fatto di passi e rumore di una porta che si chiude da l'attacco a Sorgente pronto a deliziarci con la sua voce, chitarra e batteria in primo piano godono dei suoni più in sottofondo di basso e sintetizzatore, culla melodiosa per un altro passaggio cantato in italiano. Non tarda ad entrare in scena il growl con l'immancabile contorno di un muro sonoro solidamente strutturato, capace di regalare picchi di energia non indifferenti. Cavalcata finale alle corde nel bel fade out già utilizzato in precedenza, accompagna la traccia al suo termine in una cadenzata marcia armonica. Giungo alla fine di questo percorso svolto da un'anima solitaria e mi rendo conto ancora di più di quanto la musica possa interpretare al meglio qualsiasi sensazione prova ognuno di noi; gli Your Tomorrow Alone pur non brillando per tecnica ed originalità, hanno confezionato un album ricco di emotività e sensazioni familiari a molti di noi. Solitudine e malinconia trovano rappresentazione nella voce di Sorgente, nelle tastiere e nelle melodiose note della chitarra, ma quando il suono delle corde irrompe supportato da pelli irrequiete, il growl di Mucio indica con rabbia che la speranza di vivere secondo i propri ideali, è sempre forte e non lascia spazio ad una resa. Le tracce mediamente lunghe risultano raramente ripetitive, ma in alcuni casi la mancanza di veri e propri assoli (anche brevi) arresta la fluidità dell'ascolto, ed è un peccato poiché una parte solista in particolare alla chitarra, anima in modo dinamico il brano e lo rende un minimo tecnico.  Con la moltitudine di gruppi e musicisti che ci sono al giorno d'oggi, occorre essere competitivi per emergere, non basta la fortuna e saper strimpellare, bisognerebbe riuscire a farsi distinguere per originalità ed abilità tecniche di un certo livello, agitare il tutto e versarlo sugli strumenti in modo tale da creare qualcosa di innovativo e sorprendente, oltre che di qualità. Di contro dove mancano questi due fattori ci sono sempre la buona esecuzione ed il saper confezionare con pochi elementi di base un sound accattivante, in questo gli Your Tomorrow Alone hanno fatto centro, riuscendo a toccare le giuste corde che si celano nell'intimità della mia anima.


1) Renaissance
2) Praise for Nothing 
3) The Essence of Gloom 
4) Guilty
5) Bursting Hope
6) Far From the Sight 
7) One Last Breath 
8) Agony (praeludium) 
9) In Silence