YERBADIABLO

It Doesn't Work

2014 - Atomic stuff records

A CURA DI
PAOLO VALHALLA RIBALDINI
19/02/2014
TEMPO DI LETTURA:
6,5

Recensione

Gli Yerbadiablo nascono nel 2010 come progetto solista del bassista bolognese Nick, ed il debutto discografico arriva nel 2012 con Logic(il)logic, che pubblica Jester In Brick Lane, album in cui presenziano vari turnisti ed ospiti speciali. Incoraggiato dal successo di critica, il fondatore solitario recluta i componenti necessari a costituire una vera e propria band. Si aggiungono così alla formazione Elvis (chitarre), Pol (basso) e Gomez (batteria). In realtà ogni componente ricopre più ruoli, spesso fornendo i backing vocals o lavorando sull'effettistica e su non meglio identificati 'Diablo Toys'. Non mancano inoltre su questa seconda release numerosi ospiti che suonano in una o due tracce. Gli Yerbadiablo spendono praticamente un anno intero a comporre le tracce del secondo disco, It Doesn't Work. Il titolo, come dichiarato dalla stessa biografia su Facebook della band, indica la complessa e disastrosa situazione del mondo odierno. Mentre l'album precedente proponeva una visione molto oscura e pessimista, It Doesn't Work sembra contenere una prospettiva leggermente più speranzosa nonostante la montagna di avvenimenti catastrofici succedutisi dal 2012 ad oggi. Secondo gli Yerbadiablo sembra che la coscienza collettiva si stia faticosamente svegliando, come dimostrato da alcuni movimenti di protesta o informazione libera che prendono piede in diversi angoli del mondo. Rimane comunque da considerare che un mondo nuovo e che possa nutrire una pur minima speranza si otterrà solo dopo una rivoluzione senza quartiere che spazzi via il marciume della società odierna. Si possono citare a tal proposito le parole stesse della band: "Ma in realtà di avvenimenti importanti negli ultimi anni ce ne sono stati parecchi. Il disastro di Fukushima, la primavera araba, le rivolte in Brasile durante la Confederation Cup, lo scandalo datagate, la crisi economica dell'Eurozona ormai cronica, il movimento di Anonymous che ha assunto proporzioni significative e tanto altro ancora."

"Hemp Generation" presenta la situazione di un mondo contemporaneo in cui, nonostante le grandi battaglie ideologiche delle generazioni precedenti, i giovani ancora non si trovano in condizioni di parità e civiltà sufficienti a garantire la giustizia mondiale. Per questo motivo la generazione odierna leva un grido di insoddisfazione mirato a detronizzare i potenti del mondo, nelle cui mani sono concentrati ricchezze ed influenza. In questo primo brano, più che sonorità metal, si trovano un misto di alternative, progressive rock, psichedelia e perfino un certo sound pop 'da classifica'. Ricompare come protagonista anche il suono dell'organo Hammond! Il groove strumentale della canzone è indiscutibile, ma viene un po' smorzato, o perlomeno reso meno efficace, dalla pronuncia non proprio encomiabile dell'Inglese (e credetemi, conta tanto!). A metà canzone comincia una sezione semi-acustica in cui il testo vira sullo Spagnolo, prima di un furioso solo di saxofono. "El Viparo", forte di un riff iniziale efficace e coinvolgente, è il ritratto di un personaggio dalle caratteristiche miste: un po' cowboy - e infatti il brano è un tipico assalto di pesante southern rock moderno, condito anche dal suono di armonica - un po' Aladino, un po' (tanto) tossicomane che gira con una bottiglia piena di 'qualcosa' in grado di farlo volare. Inutile domandarsi di cosa si tratta... Lo strumentale "Eurozone" serve ad aumentare la tensione nella tradizione dei Pink Floyd e del David Bowie più famosi, quelli per intenderci di album come The Wall o "Heroes". Principalmente si basa su manipolazioni elettroniche nello stile degli anni Settanta, per esempio a "V2-Schneider" di Bowie stesso.

"USA (United States Of Alienation)", piuttosto che esplorare nello specifico le idiosincrasie della società americana come suggerirebbe il titolo, è una denuncia contro la sostituzione della macchina a ciò che una volta veniva fatto dall'uomo, presumibilmente anche al pensiero. Continuano le influenze dichiaratamente alternative e di metal moderno, ma qui e là riecheggia anche qualche voce di heavy classico dagli Anni Ottanta. "Black Bird" comincia con un'atmosfera da rock classico, ed anche il testo si mantiene in linea coi 'bei vecchi tempi' di qualche decennio fa, proponendo immagini lisergiche in rapida successione tra cui l'apprezzabile citazione testuale ai Beatles ('yellow submarine'). "Imbunche" è un altro brano strumentale basato su un riff ripetitivo - che richiama "Eurozone" - e su percussioni acustiche, anche in questo caso tendente ad incrementare l'attesa e la sensazione di pericolo. Nella parte finale emerge un sassofono che si sbizzarrisce in un altro solo jazzistico e 'selvaggio', come già visto anche nell'opener. "Calavera Y Veneno" comincia con lo stesso feeling da musica nera, per trasformarsi poi in un altro esempio di southern rock cui l'inno di esortazione alla libertà, cantato in Spagnolo, dà la sensazione di trovarsi in New Mexico o in Texas: sole a picco, atmosfera rovente e teschi di animali lungo la strada polverosa.

"!Crash" è un pezzo dal ritmo più veloce, contraddistinto da un sound punk rock e che professa finalmente la discesa nelle piazze per cominciare una rivoluzione violenta e senza via di scampo che stabilisca finalmente un nuovo ordine mondiale più equo. Un po' come dire che 'bisogna toccare il fondo per poter risalire'. La lunga e molto più lenta "Ojos De Bruja" (occhi di strega) è un altro trip onirico in una pianura desolata - forse post-atomica? - a caccia di demoni ed in sostanziale solitudine, una solitudine non eroica bensì decadente e senza speranza. L'influenza musicale di brani psichedelici come "Sabbath, pietra miliare in questo archetipo di canzone, è palese. Tuttavia, si ripropongono anche l'ispirazione ai Pink Floyd ed in generale lo sguardo rivolto al progressive rock degli Anni Settanta (qualcuno ha detto King Crimson!?), mentre la parte finale rimane cadenzata ma più aggressiva, pesante e 'contemporanea' nell'elaborazione dei suoni.



"Rattlesnake Tail In The Belly Of The Whale" si regge su un riff ripetuto all'ossessione e si rifà nel concetto ai grandi del rock alternativo come i Faith No More, e proprio come in alcune performance di Patton e soci anche qui si susseguono schiamazzi pazzoidi e coretti da manicomio! Non a caso il protagonista della canzone è proprio un malato di disordine asociale della personalità. "Diving Chamber" si attesta nuovamente sulle coordinate southern e denuncia con una melodia piuttosto allegra la decadenza definitiva della società, impossibilitata ormai a riappropriarsi della capacità di spostarsi sia fisicamente che mentalmente, e rinchiusa negli stereotipi offerti dai media e dalla cultura di massa. "Habemus Punk" è non a caso un quasi-omaggio ad "Ace Of Spades" dei Mötörhead... Il testo professa l'anarchia totale e la liberazione da qualsiasi ideologia convenzionalmente 'statale' (necessariamente asservita al potere centrale) per darsi alla lotta senza quartiere contro i burattinai del sistema. Chiude l'album "Pink Clouds Purple Eyes", un altro strumentale acustico di notevole durata, che contribuisce sicuramente all'atmosfera ma non aggiunge niente di sostanziale all'idea musicale già espressa nel corso del disco, sostanzialmente riprendendo il materiale dei brani precedenti e mescolandolo in un grande calderone finale che fornisce un riepilogo musicale dell'album.

Complessivamente, It's Not Working è un buon album che mescola diverse influenze (classic rock, psychedelic rock, jazz, southern, alternative, punk, e molto altro), di cui pochissime sono metal, ed è in generale ben suonato soprattutto per quanto riguarda il groove. La sequenza delle canzoni offre spesso varietà di ascolto, mentre l'alternanza di Inglese e Spagnolo è una piacevole novità in un genere che, salvo ovviamente eccezioni, è generalmente dominato dal solo Inglese. Sul lato delle critiche, l'impegno politico nei testi è lodevole ma forse un po' trito, dato che gli argomenti preferiti delle band metal ed alternative odierne sono pazzia, serial killer e, appunto critica alla società... Nel caso ovviamente l'album sia veicolo di un'ideologia (e non il contrario) gli Yerbadiablo raggiungono lo scopo perfettamente, comunicando chiaro e tondo il messaggio di insoddisfazione di fronte al corso attuale degli eventi. Sul fronte dell'Inglese sarebbe opportuna più di una revisione, soprattutto nella pronuncia del cantato, ancora non molto credibile. In generale, sembra che la musica degli Yerbadiablo debba essere presa nel suo complesso, più come un 'viaggio' che come una tracklist di canzoni: anche se con spunti diversi, sia a livello lirico che musicale, l'album è percorso dal filo conduttore della politica di protesta. L'altro lato della medaglia, tuttavia, è che l'ampiezza della varietà stilistica lascia più volte un po' perplessi, e rende faticoso apprezzare l'album in un solo ascolto. In generale la ricerca di un sound vario è un punto a favore, ma in questo caso il ventaglio è talmente ampio da peccare un po' in quanto a coerenza. Album di questo tipo, in cui si mescolano influenze così variegate, sono grandi capolavori o mezzi flop, difficilmente 'buoni dischi'. La si può considerare una scelta ben consapevole, e probabilmente non è nelle intenzioni degli Yerbadiablo proporre una musica ear-friendly, ma allo stesso tempo un orientamento di questo tipo è un facile preludio all'elitarismo: la musica per palati fini verrà probabilmente apprezzata solo da pochi, cioè da quelli che avranno la 'pazienza di ascolto' necessaria ad addentrarsi in un mondo complesso. Sorge spontanea la domanda: una protesta rivolta a pochi si può considerare veramente efficace? Al loro secondo appuntamento discografico, e per la prima volta con una vera formazione, gli Yerbadiablo offrono un buon disco che sembra far ben presagire per il futuro, posto che mettano in atto alcuni fondamentali accorgimenti!


1) Hemp Generation
2) El Viparo
3) Eurozone
4) U.S.A.
5) Black Bird
6) Imbunche
7) Calavera Y Veneno
8) Crash
9) Ojos De Bruja
10) Rattlesnake In THe Belly 
Of The Whale
11) Diving Chamber
12) Habemus Punk
13) Pink Clouds Purple Eyes