W.A.S.P.

The Idol

1992 - Parlophone

A CURA DI
WALE ROCK
10/01/2022
TEMPO DI LETTURA:
9,5

Recensione singolo

Corre l'anno 1992 e mentre il grunge sta spazzando via i riff potenti e distorti dell'heavy metal anni '80, dissolvendo le chitarre esplosive dagli assoli veloci, e mentre una nuova generazione di musicisti -dall'indole più intimista e riflessiva e dai toni più cupi- sta prendendo il sopravvento, proprio in questo anno gli W.A.S.P. danno alla luce uno dei loro migliori album di sempre: "The Crimson Idol". Gli W.A.S.P. sono un gruppo heavy metal statunitense fondato da Blackie Lawless, nome d'arte di Steven Edward Duren, e dal suo amico di vecchia data e chitarrista Randy Piper nel 1982, a Los Angeles. Il loro sound ha influenze prese dal glam metal unito alla potenza dell'heavy metal e con linee melodiche che rimandano all'hard rock anni '70 stile Kiss. Sono conosciuti per le loro esibizioni dal vivo con performance eccentrice che ricordano lo stile shock rock di Alice Cooper, che fu il primo a introdurre questo genere di spettacolo. Nelle loro esibizioni infatti non mancano teatrini a sfondo horror, come mangiare vermi, rappresentazioni cruente, testi incrostati di sangue, allusioni sessuali e simili.
Il significato reale del nome della band non è mai stato veramente rivelato, W.A.S.P. è una sigla che in inglese significa "White Anglo-Saxon Protestant" e fa riferirimento a un gruppo religioso statunitense. I fan attribuirono diversi significati a questa sigla tra cui: "We are sexual perverts", dicitura che era peraltro riportata sul loro primo LP, mentre altri ipotizzano "We Are Satan's People" oppure "Watch As Sinners Play", o ancora "We Are Satan's Preachers"; infine, il nome poteva anche richiamare un insetto, la vespa, lasciando però un alone di mistero che perdura ancora oggi.
La mente principale e creativa della band è Blackie Lawless che nel corso della sua carriera ha composto testi e musiche dapprima con stili piú taglienti, diretti e con sonorità più potenti riferibili all'heavy metal, per approdare ad affrontare temi di maggior maturità sia artistico-compositiva sia poetica.
Il culmine di questo percorso lo possiamo ritrovare nel quinto album "The Crimson Idol", dove vengono inserite anche allusioni ad alcune vicende personali di Lawless.
Durante il tour per questo album, gli W.A.S.P. hanno volutamente deciso di mettere da parte la rappresentazione scenica horror per dar maggiore centralità alla parte musicale e rendere protagoniste parole e interpretazione. Questo album è una rock opera, cioè la narrazione di una trama attraverso le canzoni.
La storia nel particolare appare in una canzone, inserita nel singolo The Idol, uscito nel 1992 e intitolata "The Story of Jonathan", recitata e suonata da Lawless con un sottofondo di chitarra acustica da lui stesso composto. Brano molto suggestivo sia per la scelta della recitazione, sia per l'atmosfera creata dalla parte musicale, quasi rievocando lo stato d'animo di Jonathan, protagonista della storia.
Vengono narrate le vicende di questo ragazzo malvoluto dalla sua famiglia che lo considera un fallimento e un peso, soprattutto rispetto a suo fratello maggiore che invece è portato in palmo di mano dai genitori e considerato il figlio modello.
Jonathan conduce così un'infanzia triste e. per colmare la solitudine. trova consolazione in uno specchio che assume un carattere mistico e intorno al quale egli può immaginare il mondo ideale che desidererebbe. Crescendo instaura col fratello un rapporto di rispetto, e col tempo il loro legame si rafforza diventando qualcosa di importante. Improvvisamente, un giorno accade una tragedia: il fratello di Jonathan muore sul colpo in un incidente d'auto causato da  un ubriaco. Sconvolto e totalmente perso e disorientato, Jonathan scappa dalla sua famiglia d'origine e per lui ha unizio un periodo buio, in cui si abbandona a una vita vuota fatta di alcol e di ribellione fine a se stessa.Questo suo vagabondare viene interrotto quando un giorno la sua attenzione viene catturata da una chitarra presente nella vetrina di un negozio; improvvisamente sente dentro di lui che imparare a suonare quello strumento potrebbe essere l'unico modo per esorcizzare i suoi demoni interiori, e così tornare a fiorire dopo aver seminato il deserto. Comincia quindi a dedicarsi a questo strumento e scopre di essere particolarmente portato e di avere talento, ma per due anni i suoi sogni non si avverano e suona per le vie della città cercando fortuna, finché un giorno incontra un uomo che si rivela essere il presidente di una delle maggiori case discografiche; l'uomo lo introduce nella sua azienda, permettendogli così di incidere un disco con professionisti di alto livello. Poco prima della pubblicazione del suo primo album, Jonathan incontra una zingara da cui si fa predire il futuro, ma dalla lettura dei tarocchi non c'è nulla di positivo in serbo per lui: gli aspetta il futuro tetro di un individuo che ha raggiunto la grandezza, ma che purtroppo cade in disgrazia. Jonathan intanto diventa un musicista di grande fama e notorietà a livello mondiale: finalmente il suo più grande sogno si è avverato e si sente all'apice del successo, in possesso di tutto quello che aveva sempre desiderato. Una sera però incontra un personaggio strano e ambiguo, il dottor Rockter, che si rivela essere uno spacciatore e che lo introduce a una vita fatta di dissolutezze estreme, portando Jonathan quasi a perdere nuovamente se stesso; persino lo specchio, che era diventato il suo confidente immaginario, aveva perso questo potere.Sull'orlo della totale perdizione, una mattina viene svegliato dalle minacce del suo manager che lo avvisa di un possibile licenziamento nel caso decida di continuare con quello stile di vita distruttivo. Nonostante si senta intorpidito dai vizi, riesce a sentire improvvisamente l'illuminazione ed ha come una visione che fa luce nella sua mente, facendogli capire di come negli anni si fosse circondato di una realtà tossica e ipocrita. In questo momento catartico realizza che ciò che gli era mancato maggiormente era l'affetto familiare, quindi pieno di buoni propositi decide di chiamare la sua famiglia per riagganciare i rapporti che si erano logorati del tutto nel tempo. Purtroppo, tutte le aspettative che si era immaginato vengono amaramente infrante: sua mamma durante la chiamata dice di non avere figli e gli riattacca il telefono, lasciandolo in preda allo sconforto e al suo triste destino. Jonathan, completamente distrutto dal dolore, sprofonda in una grave depressione e pochi giorni dopo si toglie la vita impiccandosi in camerino con le corde della sua chitarra, la stessa che lo aveva fatto così tanto sognare. La desolata vicenda di Jonathan viene appunto raccontata nel terzo brano recitato del singolo di
The Idol, mentre nel secondo brano, che si intitola "The Eulogy" e che letteralmente rappresenta l'elogio funebre, viene raccontato solo e unicamente attraverso la musica l'elogio a Jonathan, idolo che dopo esser caduto in rovina non è più riuscito ad affrontare la propria esistenza. Questa canzone è prettamente strumentale, con alto potere evocativo e sotto qualche aspetto ricorda un po' una colonna sonora, la quale in questo caso fa da cornice alle vicende del protagonista. Musicalmente c'è un crescendo progressivo con una breve parte centrale cantata da Lawless e un finale che si ricollega al giro musicale dell'introduzione. Il testo cantato è appunto molto contenuto, ma incisivo: lo specchio, quasi una "creatura" immaginaria con cui il protagonista si interfaccia e suo unico rifugio illusorio, lo mette davanti alla verità delle sue fragilità e all'assenza di un affetto e di un amore che lo faccia sentire protetto e voluto. La consapevolezza della sua condizione di infelicitá traspare pienamente nel primo brano omonimo del singolo, qui presente nella versione più breve la stessa inserita nell'album "The Crimson Idol". Fin dall'inizio del brano, Jonathan si presenta come una stella che ha smesso di brillare e che si sgretola, realizzando fino a che punto la sua vita dissoluta l'avesse portato e sentendosi prigioniero di se stesso e di questa falsa felicità che si era costruito, pur di diventare l'idolo. I suoi sensi e la sua mente lo portano a sentire la mancanza d'affetto e d'amore, come una voragine mai colmata. L'arpeggio iniziale con la sua atmosfera struggente avvolge di malinconia le sensazioni dell'ascoltatore per poi approdare alla strofa con un ritmo sommesso; al ritornello la canzone esplode quasi con un tono da accusa verso l'amore che risulta essere solo una menzogna; la parte dell'assolo è allo stesso tempo intrisa di malinconia, ma anche profondamente riflessiva, con suoni vibranti che arrivano fino a toccare le corde più intime dell'anima dell'ascoltatore. Sulle note di The idol e di tutto l'album a cui appartiene, fuoriesce tutta la capacità, la creatività, la dedizione e un po' anche qualcosa di autobiografia che Blackie Lawless ha infuso nella sua creazione: in assoluto uno dei concept album più belli di sempre e che percorre i sentieri oscuri in cui tante rockstar del passato sono incappati.

Lineup:
Blackie Lawless: voce, chitarra ritmica, tastiera, basso
Frankie Banali: Percussioni
Bob Kulick: chitarra solista

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