TWISTED SISTER

I Wanna Rock

1984 - Atlantic Records

A CURA DI
NIMA TAYEBIAN
29/01/2021
TEMPO DI LETTURA:
7

Introduzione

Parlando dei Twisted Sister trattiamo di una band di valore immenso che, nonostante l'esiguo numero di full length (sette, in una carriera che parte addirittura nel 1979 - anno della loro prima demo - e arriva al 2016, con il live "Metal Meltdown - Live from the Hard Rock Casino Las Vegas") ha saputo tracciare in maniera indelebile un solco di indubbia importanza dell'ambito del cosiddetto "rock duro". Termine, quest'ultimo, che utilizzo in maniera onnicomprensiva per riferirmi a vari gruppi e artisti che hanno gradualmente "smaltato" il loro sound rendendolo più "possente", abrasivo e tagliente. Quindi solo di misura riferito all'analogo inglese "hard rock", che i Twisted Sister hanno contribuito a sviluppare, ma sono stati fondamentali anche per la crescita e l'evoluzione di tipologie musicali differenti tra loro, quali il glam metal, l'hair metal, lo sleaze, il class metal e varie frange di capelloni cotonati/glitterati (e non) responsabili di un metallo meno incline a certi estremismi proposti da lì a breve da altri artisti, ma più goliardico e "godereccio". Del resto, riguardo alla storia e alle suddette influenze, credo - e non penso di sbagliarmi - che si siano dedicate pagine un po' ovunque: dalle riviste, ai libri sino ad arrivare alle webzines, che da tempo si (pre)occupano di fornire un ampio spaccato su generi, influenze, derivazioni, artisti e gruppi. E dunque anche sul gruppo in questione, preso in esame dal sottoscritto, stavolta, per passare ai raggi x uno dei loro singoli, ossia I Wanna Rock, pubblicato nell'ottobre del 1984 dalla Atlantic. La B side scelta ufficialmente è The Kids Are Back. Ma non è l'unica "opzione", dato che, spulciando la sempre utilissima Encyclopaedia Metallum, possiamo notare come altre edizioni optino per Burn In Hell (live), S.M.F. (sempre live, in accoppiamento con Burn In Hell), le versioni "ispaniche" di I Wanna Rock e The Kids Are Back (Quiero Rock e Regresaron Los Chicos), le due song appena citate di nuovo in inglese ma in versione "video intro edit", e ancora una versione del singolo senza altri brani in modalità "vocal/edited version". Tutte con o 1) copertine diverse o 2) con versioni "picture disc" differenti. Chiaramente cercherò di attenermi alla versione considerabile ufficiale, dunque quella con il singolo in questione e The Kids Are Back, la prima tratta dal precedente "Stay Hungry" (sempre del 1984) e la seconda dal disco ancora prima "You Can't Stop Rock 'n' Roll" del 1983. Entrambe leggendarie. Ambedue considerabili tra i veri classici del loro repertorio, pubblicate a più riprese in diversi dischi (vari best of, Stay Hungry e Still Hungry, i singoli I Wanna Rock [appunto] e Leader Of The Pack la prima; ancora vari best of, You Can't Stop Rock 'n' Roll, i singoli I Wanna Rock e The Kids Are Back la seconda. Escludendo naturalmente le varie versioni live, sia dei Nostri sia del leader Dee Snider in veste solista, con un paio di live albums). Quindi, facendo un piccolo passo indietro, invece di concentrare le energie per darvi l'ennesimo spaccato di "quanto abbiano fatto i nostri", con tanto di bio (ripeto: ogni genere di info sull'argomento è reperibile praticamente ovunque), vado direttamente al sodo focalizzandomi su un'analisi al bisturi del singolo in questione. Siete pronti?

I Wanna Rock

Si inizia alla grande con "I Wanna Rock" (Voglio Scuotere), divenuto nel tempo - non a caso - uno dei classici intramontabili della band. Energica, spigliata, dotata di un appeal unico e una grinta contagiosa, la song - tanto per ripetermi - è entrata nel repertorio del gruppo praticamente in ogni occasione. Innumerevoli sono i live albums in cui figura, e lo stesso dicasi per le molteplici raccolte date alle stampe nel corso degli anni. Un pezzo "cardine" per farsi un'idea della classe schietta, ruspante, ma anche immensamente genuina della band: un brano che rappresenta indubbiamente un inno al "voler rockeggiare", come ripetuto incessantemente da Snider a pieni polmoni. "Rockeggiare", ho detto: ma alla stessa maniera "i wanna rock" potrebbe essere interpretato - in maniera letterale - con "voler scuotere". E in effetti i nostri quasi sembrano prefiggersi il compito di scuotere la società e il mondo "contemporaneo" (dell'epoca, naturalmente) tramite il loro appeal selvaggio, grezzo, terremotante, facendo da contraltare ad altri gruppi che proprio in quel periodo stavano parimenti scuotendo il mondo del rock dalle fondamenta. Quanto offerto a livello testuale in realtà è diverso: il discorso che si evince è meno generalizzato, focalizzandosi sullo scambio di pensieri tra il protagonista e un suo interlocutore. A questi, il personaggio cardine del brano dice che vuole far baldoria, vuole "scuotere" (o rockeggiare). Questi si sente potente, e dato che ha atteso a lungo per poter sentire la sua canzone preferita, invita chi è con lui ad andare, avendo come "colonna sonora" delle sue allegre scorrazzate, a "scuotere il mondo" e a rockeggiare come se non ci fosse un domani. Sul piano musicale abbiamo un brano considerabile come un classicissimo concentrato di energia dinamitarda: niente impeti di velocità, e un sound che, valutato ai giorni odierni, può sembrare molto meno granitico rispetto a certi tripudi di durezza offerti successivamente anche dal metal più classico (batterie a elicottero, assoli infiammati etc.), ma la "durezza" qui è da ricercarsi in un sound ribelle, diretto, senza fronzoli. Un vero inno al rock cromato quanto basta. Chiunque abbia una particolare affezione alla genealogia del rock duro non può fare altro che inchinarsi di fronte a un simile pezzo di storia, divertente e goliardico, cardine indiscutibile di tutta la discografia dei Nostri.

The Kids Are Back

La seconda traccia, "The Kids Are Back" (I Ragazzi Sono Tornati), si pone nella discografia dei nostri con un'importanza alquanto simile al suo diretto predecessore, e basterebbe la mole di inclusioni tra raccolte e uscite varie (già elencate in precedenza), in versione studio o dal vivo, ad attestarne la rilevanza. Il brano in questione, testualmente, si pone di nuovo come una palese dichiarazione di intenti: esattamente come il suo diretto predecessore, che a lettere cubitali dichiarava sin dal titolo "Voglio Rockeggiare", questo attesta che i nostri ragazzi fracassoni e ruspanti, sono tornati per fare baldoria. E dopo aver percorso strade fatte a brandelli, con un cuore da leoni nel petto, sono di nuovo tra noi: non per cercare problemi, ma solo per divertirsi. Ragazzi che vogliono vivere i loro sogni e non per questo sono da biasimare, anzi. Impossibile recriminarli perché non seguono la routine. Forse questo loro non volersi adagiare nelle comuni abitudini, nei comuni usi e costumi dei classici borghesi, è un elemento che - come riferisce la voce narrante - sembra quasi essere portato avanti invano. Ma l'importante è lo spirito. E provarci. Loro comunque non smetteranno mai di divertirsi, ma inutile domandare il perché, dato che anche i Nostri ne sono all'oscuro. L'unica cosa che ci è data sapere è che se non si ha nulla da perdere allora non ha senso smettere di fare qualcosa che fa stare bene. Come rockeggiare, divertirsi, portare avanti il proprio impeto goliardico. Questa è la vita di un autentico rocker, e rifiutare le convenzioni comuni portando avanti la propria smania godereccia è quanto di meglio possa fare. Buona musica e tanta baldoria. Musicalmente, ancora una volta abbiamo a che fare con un brano goliardico, gestito su tempi medi e screziato dalla voce talvolta lasciva, talvolta stentorea, del magnetico Dee Snider. Un brano che cattura al primo ascolto e che, esattamente come il precedente, riesce a sciogliere letteralmente il cuore di qualsiasi fan sfegatato dei TS e di chiunque si consideri un amante dei classici del rock duro invecchiati bene. Questo si caratterizza per un'introduzione quasi marziale, che funge da apripista per la voce del grande Snider. Il brano avanza su un roccioso mid tempo sino al refrain, urlato a squarciagola: "The Kids Are Back!", per poi riprendere ad avanzare su ritmiche granitiche. Come già sottolineato - e neanche ci sarebbe bisogno di ripeterlo - un simile pezzo da novanta non può che fare breccia immediatamente nel cuore e nel cervello di qualsiasi metal kids che possa  fregiarsi a tutti gli effetti di questa nomea. Semplicemente un pezzo incredibile.

Conclusioni

Cosa aggiungere, dunque, arrivati alla fine di questa clamorosa doppietta (e della nostra recensione)? Ben poco: pur non essendo un'uscita imprescindibile per l'ascoltatore o il rocker medio (ambedue i pezzi sono reperibili - cosa detta a più riprese - in tante altre uscite dei Nostri), il singolo in questione è sicuramente un gioiellino da collezionisti, che, tra l'altro - e anche questo lo abbiamo detto - essendo stato rilasciato in più versioni (con b-sides differenti o differenti picture disc) può essere un vanto, per taluni, poter dire di avere diverse versioni di questo piccolo cimelio. Per il resto, prescindendo dal "collezionismo", è chiaro che il fan medio della band - non il "completista" ma il semplice ascoltatore - non ha bisogno di una simile "chicca". Basta fare riferimento ai due dischi nei quali i pezzi sono inclusi ("Stay Hungry" e "You Can't Stop Rock 'n' Roll"). Basta insomma che abbia questi autentici capolavori del rock duro per poter ascoltare e riascoltare sino allo sfinimento le due suddette perle. Due brani che teoricamente non hanno bisogno di essere presentati: in fondo, se c'è una cosa che caratterizza parte dei rockers e dei metalheads medi, è la buona cultura almeno in fatto di "storia del loro genere preferito" (se non addirittura di altri generi, cosa che capita spesso), e anche se alcuni metal kids magari siano più inclini a sonorità "recenti" non possono non riconoscere la grandezza delle succitate perle e dei TS. Per chi scrive è diverso. Non sono incline a un perido rispetto che a un altro, riconoscendo obiettivamente che nella lunga storia del rock duro sono tanti gli artisti che hanno contribuito all'evoluzione del genere. Magari posso catalogarmi come uno di quei "brontosauri" in via di estinzione (dunque il vecchio rock nel sottoscritto fa sempre un certo effetto) e per fortuna non ancora estinti, ma (e forse anche per questo) quando ho a che fare con la Storia (esse maiuscola d'obbligo) non posso fare a meno di inchinarmi di fronte ai Maestri, senza il cui apporto non avremmo certo goduto di tante evoluzioni, artisti epigoni e non. Tramite loro (TS compresi) ora abbiamo un panorama ampio e variegato, fatto di mille sfaccettature, complesso. Dunque un plauso a chi ha dato il via tramite le proprie brillanti intuizioni a tutto il macrocosmo della musica dura. E plaudo ai grandi Twisted Sister per aver spianato una strada poi percorsa, tramite vie differenti, da gruppi più o meno noti. Anche grazie a perle come I Wanna Rock e The Kids Are Back, brani indiscussi della loro discografia, sicuramente ingenui e adloescenziali, ma che "brontosauri" come me continuano ad ascoltare e riascoltare provando sempre quel senso di gaudio come la prima volta che finirono nel mio mangiacassette. Quindi, ragazzi: i pezzi citati non sono solo consigliati. Qualcosa di più. E nel caso non abbiate la possibilità di reperire il singolo, state tranquilli, andate a pescare questi due pezzoni sui loro album in studio. Rock on, e alla prossima recensione!

1) Introduzione
2) I Wanna Rock
3) The Kids Are Back
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