TROUBLE

Simple Mind Condition

2007 - Escapi Music

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
23/08/2013
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

A dodici anni di distanza dall'ultimo parto discografico (Plastic Green Head) tornano sulle scene musicali i TROUBLE, complesso storico di Chicago nonchè antesignani e precursori del cosiddetto genere "stoner doom". Dalla reunion ufficiale avvenuta nel gennaio 2002 (senza non poche peripezie) è scaturita la voglia di rimettersi in gioco per registrare un nuovo capitolo della loro lunga carriera. Tutto ha inizio nel dicembre di quell'anno quando il complesso, dopo vari show dal vivo, annuncia la dipartita del bassista Ronald Holzner per "ragioni personali" reclutando al loro interno Chuck Robinson (ex basso dei This Tortured Soul.) I TROUBLE si concentrano dunque nel nuovo materiale da comporre ma dopo alcuni mesi si ritrovano a fare i conti con grattacapi contrattuali assieme alla successiva rinuncia della label Century Media a pubblicare altri dischi con la band. Il gruppo subisce dunque uno stop forzato a causa di questa situazione e i tempi per registrare il cd si rivelano più lunghi del previsto. Ciononostante Eric Wagner e soci non si danno per vinti e continuano a scrivere abbozzi di canzoni. Nel frattempo i membri del gruppo rimangono ugualmente attivi; nel novembre 2003 i TROUBLE suonano tra l'altro a Stoccolma in un grande concerto che registra il tutto esaurito. Mentre Franklin, Wartell, Robinson e Olson pensano a stilare la reincisione dei loro classici in versione acustica, nel febbraio 2004 Wagner viene chiamato da Dave Grohl (ex Nirvana) a prendere parte come ospite al side-project Probot dove canta le strofe di "My Tortured Soul". I tempi si allungano sempre più. Nell'autunno 2004 sono alla ricerca di una nuova etichetta discografica che li metta sotto contratto e solo nell'estate 2005 riescono a formalizzare un accordo con l'etichetta svedese Escapi Music. Qualche mese più tardi i TROUBLE stanno ridifinendo gli ultimi ritocchi alle nuove canzoni e dopo innumerevoli proclami, nell'aprile 2007 esce il nuovo disco che si intitola SIMPLE MIND CONDITION.



Questo full lenght si compone di 11 frastagliate tracks. Andiamo a scoprirlo nei dettagli. Si parte con l'opener track "Goin' Home", una song potente incentrata in un riff di vecchia matrice sabbathiana. L'atmosfera è cupa e ostile anche grazie agli assoli tenebrosi della coppia Franklin/Wartell che sferragliano un tran tran metallurgico di ottima fattura, sorretti a loro volta dal basso tonante di Robinson. Di fatto Eric Wagner entra nel brano con una voce graffiante e mordace introducendo un testo di un viaggio cosmico al limite con l'ignoto accompagnato da un fascino misterioso ("I'm goin' home to a place called Earth... It's where we all must come... Love is in the air, flowers in her har... Your most passionate desire... I'm goin' home... I'm goin' home" || "Sto andando giù in un posto chiamato Terra, è dove noi possiamo andare... L'amore è nell'aria, i fiori nei suoi capelli... i tuoi desideri più ardenti... sto andando a casa... sto andando a casa"). Si passa così a "Mindbender", 2° track, canzone chitarristicamente greve e ponderosa scandita da un ritmo di sottofondo assai elefantiaco e macchinoso controllato iperbolicamente da un indomito Jeff Olson. Qui Eric Wagner si dimostra un abile cerimoniere di corte portando nel brano la sua bravura di cantante consumato con liriche ispirate all'incanto mistico delle arti occulte e della negromanzia con dei versi velati di un sarcasmo beffardo ("... May I have your attention please? I need a couple of volunteers... Today's the day that we will be... Clearing up all your fear... So look into my eyes... Are you getting sleepy?... The sings say it won't be long now... Spirits are everywhere... With every passing moment... Heaven is over here... Hell is only a state of mind... All things of this Earth... Are yours to find... As silence of a pale dawn... Begins to pass me by... Good morning be upon us all... Till the day I die" || "Posso avere la vostra attenzione prego? Mi servono un paio di volontari... Oggi è il giorno che noi saremo... Liberandovi delle vostre paure... Guarda nei miei occhi... Stai prendendo sonno? I cantici dicono che non può essere distante... Gli spiriti sono dappertutto.. Con ogni singolo momento... Il paradiso è laggiù... L'inferno è solo uno stato mentale... Tutte le cose di questa Terra... Sono tue da trovare... Così come il silenzio è limitato... Comincia a passarmi attorno... Il giorno buono può essere contro di noi tutti fino al giorno che io muoio"). La successiva "Seven", 3° track, si contraddistingue per l'impeto brusco e rude delle chitarre della coppia Franklin/Wartell con mitragliate di wah-wah in bella mostra. Il testo è ricco di spunti critici che richiamano uno stato personale di disagio (presumibilmente verosimile) di Eric Wagner, senza poi contare la celata volontà di vincolarsi per attaccare le deformazioni della civiltà moderna (" Times grows dimmer as we run... From the little revelency bore... To ride on a visionary wing... Whose shadow fall before... The light shines from the tree... To hide my skulls depression... Let me keep inside your head... All my frustration... Like a spell upon my soul... The hours flown gently by... Seem as through the answers are... Obscured by the sky " || "Il tempo diventa oscuro come noi corriamo... dalla piccola rivelazione noiosa... per cavalcare un'ala visionaria... la cui ombra diminuisce antistante... La luce risplende dall'albero... per celare la mia depressione... Lasciami gestire la tua testa... tutte le mie frustrazioni... come un significato al di là della mia anima... Le ore scorrono gentili sembrando in linea con le risposte... oscurate dal cielo..."). La 4° track, "Pictures of Life", parte di soprassalto con riff di chitarra al fulmicotone facendo capire di che pasta sono fatti i TROUBLE. Degni di nota gli assoli con i virtuosismi scatenati dalla coppia Franklin/Wartell, qui più in palla che mai. Nel brano Eric Wagner cerca di enfatizzare la tematica del richiamo ascetico intersecato con la strenua ricerca di se stesso e dei propri ricordi del passato ( "...Who am I really, to be tryin'... Thought that I could change the world... I saw myself takin' all your hands... Showin' you how to touch the sky... Pictures of life are comin' down... Photographs of your soul... Pictures of life are comin' down... Man I sure look cold..." || "... Chi sono veramente... sto cercando... Attraverso questo posso cambiare il mondo... Ho visto me stesso prendere tutte le vostre mani... per mostrarvi come toccare il cielo... Le immagini della vita stanno emergendo... Fotografie della tua anima... Le immagini della vita stanno emergendo... assomiglio al freddo..."). "After the Rain", 5° track, è una power ballad molto evocativa che procede lentamente con il giusto equilibrio della sezione ritmica bilanciata verso lidi "doom prog". La canzone ci fa immergere nuovamente nei dilemmi interiori di Eric Wagner con un'autoesamina dei pensieri fissi che lo assillano ("...Nothing is moving today... Just in my mind, I really couldn't say... And it feels rather strange... So many different colored days... I'm still here wonderin' 'bout things... Whose to know what my life will bring... Not exactly sure what it means yet for me... Just to remember my dream... Seems like I've been here before... So much love... And it's all that it appears to be... After the rain.." || ".. Niente si sta muovendo oggi... solo nella mia testa... non posso veramente dirlo... ed è piuttosto strano... così tanti giorni variopinti... Sto ancora qui a domandarmi riguardo a delle cose... su cosa la vita mi procurerà... non esattamente sicuro di cosa significhi ancora per me... Giusto per ricordare il sogno... Come se fossi stato qui prima... così tanto amore... E tutto questo appare per essere... dopo la pioggia..."). La 6° track, "Trouble Maker", si avvia in territori hard rock con le chitarre che si irrobustiscono in una nervatura ai confini col metal che si fa cocente nel main riff. Il basso di Robinson crea un'amalgama densa e inscindibile che ben si adatta al sound metallico dei Trouble mentre gli stacchetti di batteria di Olson possiedono molto groove e si rivelano più azzeccati e vincenti che mai. Buona la prova di Eric Wagner che anche qui si dimostra un buon entertainer con una certe verve. "Arthur Brown's Whiskey Bar", 7° track, rallenta il passo rispetto alle precedenti tracks con un ritmo armonico e modulato mantenendo comunque una tensione emotiva di fondo. I giri di basso iniziali di Robinson imprimono nell'ascoltare una sensazione di asfissia, la sezione ritmica fa il proprio lavoro con classe e devozione e il canto di Wagner pare essere tanto flemmatico quanto sferzante tanto che ad un certo momento pare quasi di ascoltare un pezzo dei Type O Negative. Arriviamo dunque alla title track, canzone introdotta da un riff chitarristico efficace e fulmineo; qui Franklin e Wartell tirano fuori dal cilindro un motivetto in stile Slayer della serie "Do you remember Raining Blood?". Nelle liriche del testo Wagner fa il bello e il cattivo gioco tra humour nero e ironico dileggio: ("... Should have known... You couldn't make me see...Now it's your turn to bend over...Cause I'm going back to being me... They only come while I'm in bed.... What I think they really want... Is to have me dead...My, my, my simple mind condition... My, my,my simple mind condition..." || "... Avrebbe dovuto sapere ... Non si poteva farmi vedere ... Ora è il tuo turno per chinarsi ... Perché io torno ad essere me.... Essi sono disponibili solo quando sono a letto .... Quello che penso realmente è che vogliono... È di vedermi morto ... la mia, la mia, la mia semplice condizione mentale.. la mia, la mia, la mia semplice condizione mentale..."). La 9° track, "Ride the Sky", è nientepopodimeno che la celeberrima cover dei Lucifer's Friend, storica rock band tedesca degli anni 70. Questo pezzo vuole essere un tributo a dei musicisti che hanno fatto la storia della musica, forse meno famosi dei connazionali Scorpions ma non per questo meno importanti. La penultima track si intitola "If I Only Had A Reason", ed è un pezzo marchiato a fuoco dalla coppia Franklin/Wartell con riff e assoli impetuosi mentre il resto del gruppo da una prova del proprio talento confezionando un brano duttile, capace di coniugare malia e suggestione. A concludere il disco ci pensa "Beginning Of Sorrows", brano introdotto da note tastieristiche magniloquenti con Wagner che recita la parte dell'artista a tutto campo in un vortice doom monodico e ritmato ("... Verily, verily I come to you... Two fold more a child in hell... I am falling away from the light... The beginning of sorrows..." || In verità, in verità io vengo a te... Due volte più di un bambino all' inferno... Sto cadendo lontano dalla luce... L'inizio dei dolori.."). A mio giudizio questo capitolo della saga TROUBLE è da intendersi come un giusto proseguimento del precedente "Plastic Green Head" piuttosto che un disco che rimandi alle radici del gruppo. Chiaramente qui abbiamo a che fare con dei musicisti che sanno fare il proprio mestiere con classe e professionalità, tuttavia nonostante dei brani al di sopra della norma, si ha solo in parte la sensazione di trovare un'omogeneità d'insieme netta ed icastica. Manca dunque quella freschezza e originalità degli esordi che ovviamente è impossibile da recuperare; resta pertanto un buon episodio riservato ai fans della prima ora. Per chi non conoscesse "SIMPLE MIND CONDITION", consiglio ovviamente un ascolto doveroso e necessario per dei signori che sono già entrati di diritto nella storia della musica rock.


1) Goin' Home
2) Mindbender
3) Seven
4) Pictures of Life
5) After the Rain
6) Trouble Maker
7) Arthur Brown's Whiskey Bar
8) Simple Mind Condition
9) Ride the Sky
(Lucifer's Friend cover)

10) If I Only Had A Reason
11) Beginning Of Sorrows

correlati