TROUBLE

Manic Frustration

1992 - Def American

A CURA DI
PIETRO LA BARBERA
18/07/2013
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

I Trouble sono riconosciuti come una delle band principali della scena Doom Metal grazie a capolavori del calibro di Psalm 9 (1984) e The Skull (1985), la band di Chicago è sempre stata fedele ai dettami tracciati dai Black Sabbath affrontando però tematiche religiose di stampo cristiano e venendo così incasellata nel filone "White Metal", i nostri hanno sempre mantenuto una personalità propria irrorando la loro musica di influenze sonore variegate e creando percorsi capaci di esprimere in modo esemplare l'aspetto Metal per poi divincolarsi tra Stoner e Hard Rock di matrice British, la splendida voce del singer Eric Wagner è stata uno dei punti di forza assoluti, un'espressività straordinaria capace di richiamare alla memoria grandi cantanti Hard Rock degli anni "70" del calibro di Robert Plant e David Coverdale con prestazioni in grado di fornire un contributo fondamentale per rendere unico l'impasto sonoro di una band unica. Nel 1990 i Trouble inaugurano il loro rapporto con la  Def American di Rick Rubin pubblicando il loro disco omonimo, Rubin è un produttore "criptico", il suo lavoro in ambito Metal era iniziato producendo l'immenso Reign In Blood degli Slayer per poi diventare celebre grazie al suo contributo nello sviluppo musicale dei Danzig e per la produzione di dischi per band quali Red Hot Chili Peppers e Metallica, il suo apporto nel processo musicale dei Trouble segna un cambiamento stilistico particolarmente incentrato sullo sviluppo di una proposta che incrocia costantemente ogni influenza della band ammantandola di Psychedelic Rock derivativo da dischi di Beatles e Pink Floyd, una convincente fusione tra espressioni aggressive e sfumature acide, le stesse liriche risentono dell'approccio musicale " nuovo" sfornando testi che riportano alla memoria ideologie Hippie traducendosi in percorsi "allucinogeni" sconosciuti fin qui nella loro proposta artistica. Manic Frustration viene pubblicato il 16 Giugno 1992 in un periodo monopolizzato dall'espansione della scena Grunge, i nostri centrano comunque il bersaglio con un disco pregevole e coraggioso che diviene anche il loro album più venduto, un periodo fulgido che porta i nostri in tour con band quali Pantera, Danzig, White Zombie e Metallica. Discostandosi dal loro percorso artistico precedente i Trouble riescono a fornire una prestazione davvero esemplare dando prova di grande capacità compositiva in territori musicali di diversa estrazione, sinonimo di maturità artistica e desiderio di esprimere radici fin qui celate dal verbo Sabbathiano. Andiamo adesso a ripercorrere le tracce del disco che si apre con COME TOUCH THE SKY, il testo ci porta subito in un mondo parallelo creando un'amore immaginario che si consuma nei sogni e dipingendo una coppia felice che vaga mano nella mano fino alle prime luci dell'alba, una curiosa espressione di romanticismo che non trova sbocchi nella realtà e che ci accompagna diretti in uno scenario visionario, il brano musicalmente parte con un riffing accattivante e riesce a far coesistere al meglio le espressioni dei precedenti lavori con la "nuova" veste compositiva, il pezzo è molto ricco di groove e riesce ad essere immediato conquistando subito l'ascoltatore, la voce di Wagner è sontuosa e seducente nel dominare la struttura possente creata dai musicisti, un riffing che entra diretto nella mente per non uscirne più! La traccia successiva è SCUSE ME, le liriche questa volta ci fanno vivere una sensazione di tormento nell'ossessivo desiderio di perdono per ciò che un'uomo non è stato e soprattutto per ciò che non può essere, un'uomo che ama ancora una donna non venendo ricambiato e finendo per angosciare sè stesso, un pensiero struggente e malinconico. Il pezzo parte con un suono caotico e "distante" per esplodere in una splendida cavalcata che incrocia in modo esemplare Black Sabbath, Led Zeppelin e Psychedelic Rock attraverso chitarre che invertono suoni solidi e liquidi, le due asce Wartell/Franklin sono molto ispirate e costruiscono intrecci corrosivi e spettacolari arpeggi sulla possente sezione ritmica del duo composto da Barry Stern (batteria) e Ron Holzner (basso), la prestazione di Wagner è sempre esaltante sviscerando una timbrica penetrante e affascinante nelle tonalità alte. Il passaggio successivo è THE SLEEPER, il testo esprime un'espressione del desiderio di pace interiore tra i suoni della natura e la ricerca di un luogo dove l'anima senta forte la comprensione, ben espressa nel passaggio che recita: "Non c'è luogo con un sole migliore!", il sound terroso delle chitarre apre il pezzo offrendo un rifferama variegato e ancora una volta ricco di groove, gli assoli sono davvero notevoli e mostrano tutta la freschezza creativa dei chitarristi, ancora toni alti ed espressivi per Eric Wagner che rimarca la svolta British Hard Blues dei Trouble con momenti di grande forza comunicativa ben ammaestrati dalla piacevolissima esecuzione della dinamica sezione ritmica. Il percorso prosegue con FEAR, le liriche sono molto introspettive, si ha paura  della vita ma la paura è la vita stessa, la vita è il viaggio verso la morte, nelle nostre giornate speriamo di vedere sempre la luce del sole ma la pioggia può far crescere il piacere di vivere, possiamo dare colore ai sogni e vedere ad occhi chiusi, una serie di pensieri che ci spingono a riflettere sulla possibilità di vedere ogni aspetto della nostra vita con una luce diversa, il pezzo parte in modo spettacolare, il sound iniziale ci riporta indietro nel tempo creando un piacevole impasto sonoro reso ancora più affascinante dagli arpeggi armonizzati e dal solismo acido e penetrante delle chitarre, il rifferama alterna momenti blues oriented a sfumature decadenti, il cantato di Eric Wagner è sempre molto espressivo e mostra istanti di grande capacità melodica nei rallentamenti in una prestazione per il resto molto aggressiva . La quinta traccia è RAIN, le tematiche malinconiche tornano protagoniste nel ricordo di momenti felici vissuti sotto la pioggia incessante, la pioggia stessa finisce per essere amata da chi l'ha temuta nella continua ricerca del sole, tutti noi in fondo abbiamo colori e immagini alla quale siamo legati da ricordi e stati d'animo e a volte ciò che respingiamo è ciò che ci farebbe bene. Musicalmente il pezzo parte con una ritmica chitarristica dal sapore Country sul quale si và ad appoggiare uno splendido assolo, le chitarre continuano ad essere protagoniste assolute tra passaggi di grande intensità creativa ed un solismo di gran gusto, il cantato di Wagner tocca vertici di intensità assoluta accompagnato dall'inserto di cori mai troppo invadenti per una ballad davvero piacevolissima nel suo andamento malinconico. Il pezzo successivo è TRAGEDY MAN, l'uomo della tragedia è il figlio del male, partorito da Rosemary esso è morto tramutandosi in un fantasma e liberando il mondo da chi prometteva pene, i Trouble esprimono l'ossessivo dolore di Rosemary dando risalto alla crudeltà di una madre che perde il proprio figlio nonostante la sua entità malvagia. Il pezzo è aggressivo e alterna riff cruenti ad arpeggi dal sound gustoso, bello il cambio ritmico che dona dinamismo esprimendo un breve assolo, dopo un rallentamento dal sapore decadente le chitarre si riproducono in un'altro assolo per poi riprendere il riffing iniziale, sorprendono le varianti soniche che si alternano con grande continuità mostrando un'impasto davvero curioso e originale. Il percorso prosegue con MEMORY'S GARDEN, il tema è la visione di un'uomo il quale immagina il momento in cui la donna della sua vita lo lascerà solo e immerso nel ricordo dei bei momenti, un giardino della memoria creato nella mente e nel quale compare la porta per raggiungere la sua amata, una visione struggente e malinconica che esalta il legame tra due persone ed il vivere l'uno per l'altro. L'approccio musicale ci accompagna in strutture che alternano fraseggi psichedelici a riff possenti, arpeggi decadenti e chitarre pesanti si susseguono tra assoli ispirati e un'interpretazione da parte di Eric Wagner che ricorda molto Robert Plant, l'alternanza continua di espressioni strumentali spinge lo stesso Wagner ad un'interpretazione molto variegata che ne innalza il valore espressivo. Il passaggio seguente è rappresentato dalla title-track, MANIC FRUSTRATION ci porta all'interno di un viaggio mentale angosciante, un'uomo stà per morire e la sua mente partorisce visioni agghiaccianti, il telefono squilla incessantemente come un'ossessione, il suo corpo diventa sempre più freddo e guardando fisso una finestra vede i vetri scuri tingersi di rosso sangue, la morte è vicina ma la mente è più viva che mai diventando complice della sofferenza. Il pezzo si apre con un riffing ruvido e trascinante ricco di groove, splendida l'esecuzione degli assoli dal gusto anni "70" e blues oriented, molto convincente la prova del duo ritmico Stern/Holzner capaci di offrire dinamismo a continue variazioni, ancora una volta Eric Wagner si esprime in un'interpretazione ricca di espressioni e colori. La strada prosegue con HELLO STRAWBERRY SKIES, le liriche tornano ad essere introspettive rivisitando il desiderio di trovare la pace interiore, ci sono persone che vivono di solitudine tra le difficoltà della vita e sogni distrutti, il desiderio è quello di raggiungere un luogo dove l'anima non muoia mai in un profondo senso di libertà, il cielo sembra il posto ideale. Musicalmente il brano propone un riffing serrato ricco di peripezie ritmiche di estrazione anni "70", molto belli gli assoli che si vanno a intrecciare in modo esemplare dando un'impatto adrenalinico, il pezzo è un'impasto di influenze British Hard Rock davvero ben amalgamato e costruito, i Trouble mostrano una personalità compositiva sorprendente nella capacità di far confluire con grande continuità varianti musicali di diversa estrazione. La traccia successiva è MR.WHITE, la mente è di nuovo protagonista, Mr. White è un'uomo immaginario che sparisce come una lacrima nella pioggia, un'essere con il quale non si riesce a parlare, una visione immaginaria ingannevole che rischia di diventare una realtà mentale pericolosa, un'essere creato dalla nostra mente è in fondo una parte di noi stessi che rimane sospesa tra realtà e immaginazione. Il pezzo si apre con un'assolo per proseguire con ritmiche dall'andamento leggero tra riff solidi e ben articolati, le chitarre sono sempre in prima linea grazie ad una fantasia costruttiva di assoluto valore ben supportate da una sezione ritmica che non perde mai dinamismo e impatto, Eric Wagner sà sempre interpretare con gusto dando un senso melodico di pregevole fattura. La chiusura del disco è affidata a BREATHE..., il testo esprime la ricerca di uno spazio dove restituire colore all'anima, la razza umana vive sospesa sù uno spazio crepuscolare e l'oceano è il luogo ideale per ritrovare la strada della pace dell'anima e il sole nella mente, in fondo all'oceano una voce continua a cantare tracciando la via, una via che tutti noi cerchiamo per rinvigorire la nostra forza interiore schiacciata dall'essere materialisti, ogni luogo può essere l'oceano. Musicalmente il brano è un ricamo Psychedelic Rock dall'andamento decadente ma non privo di acuti di grande intensità, le chitarre ricamano tessiture melodiche davvero pregevoli regalandoci gli ultimi assoli e momenti di esemplare creatività, un'altra grande prova vocale da parte di Eric Wagner per intensità emotiva e bellezza esecutiva. In conclusione un disco davvero bello, sorprendente se paragonato ai primi capitoli discografici della band ma geniale e ben eseguito nel suo impasto sonoro, una menzione di rilievo per la prova vocale di Eric Wagner e la compatezza della coppia chitarristica Franklin/Wartell, una miscela creativa capace di regalare espressioni fantasiose e cariche di passione. Bel disco, non il capolavoro della band ma un'album meritevole di essere riscoperto.


1) Come Touch The Sky
2) Scuse Me
3) The Sleeper
4) Fear
5) Rain
6) Tragedy Man
7) Memory's Garden
8) Manic Frustration
9) Hello Strawberry Skies
10) Mr. White
11) Breathe..

correlati