TRISKELION

Burn

2011 - Self

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
17/04/2012
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

Prima di tutto devo fare pubblica ammenda: per una serie di svariati motivi (in primis l'eterna mancanza di tempo) negli ultimi anni ho trascurato parecchio il metal italiano, a parte i big con Rhapsody Of Fire e Labyrinth in prima fila e qualche recente scoperta (Mind Key e Timesword) con mio grande rammarico non ho avuto molte possibilità di scovare monicker nuovi, pur sapendo benissimo che il nostro paese è sempre stato una fonte inesauribile in termini di quantità e soprattutto di qualità. In cima alla mia lista di buoni propositi per il 2012 ho messo quello di recuperare tutto il tempo perduto rispolverando così anche la mia vena di scopritore di gruppi emergenti e per farlo nel modo migliore ho deciso di iniziare con l'interessante lavoro di debutto dei Triskelion, giovane band siciliana composta per 3/4 da grintose e determinatissime ragazze. Il combo nasce ufficialmente a Catania nel settembre del 2008 grazie all'incontro tra Mika (Micaela Kiske Messina,vc) Cristina (ch) e Kry (Cristina Settembrino,bt) raggiunti dopo qualche mese da Valentina Davis (bs) e Peppe Romano (ch). I Triskelion rispettando la classica trafila si dedicano fin dal principio alle esibizioni live, durante questo periodo l'act sposterà la propria direzione musicale dal rock al metal, contemporaneamente si registreranno degli avvicendamenti nella line-up che porteranno all'ingresso del chitarrista Giovanni Cali'al posto di Cristina e Peppe, con questa formazione i concerti proseguiranno con regolarità (Catania,Messina,Acireale, Siracusa,Reggio Calabria più vari contest e motoraduni) ed il loro repertorio verrà costantemente arricchito da inediti, con tutte queste premesse il passo successivo non poteva che essere il debut demo, obiettivo raggiunto lo scorso dicembre con i quattro pezzi contenuti in Burn. Il four-piece indica tra gli artisti preferiti nomi immortali del metal come Iron Maiden, Dio, Saxon e Running Wild ma anche famosissimi esponenti della scena alternative (per citarne alcuni: Korn,Slipknot,Evanescence e System Of A Down) dall'ascolto delle tracce che compongono l'ep emerge un amore profondo nei confronti della forma più classica dell'heavy metal, il tutto riletto naturalmente in un'ottica al passo coi tempi. Il mini si apre con la veloce Burn In My Hell: dopo i primi secondi contraddistinti da una granitica ed oscura marcia ritmica (personalmente mi ha riportato alla memoria l'irruenza dei primissimi anni del power tedesco) il pezzo parte in quarta grazie al possente lavoro svolto da Valentina e Kry ed al suono graffiante della chitarra di Giovanni, il cantato di Mika dosa sapientemente potenza ed armonia arrivando a toccare tonalità cupe e profonde nel tirato refrain, degno di nota anche il validissimo guitar solo, breve ma caratterizzato da un reale feeling metallico. La successiva Rebirth In Fire mette in mostra il dinamismo sonoro della band; poco meno di quattro minuti segnati da un'inarrestabile alternanza tra momenti veloci ad altri più rallentati, dal punto di vista strumentale il mood continua ad essere teso e martellante (la scelta dei suoni da questo punto di vista si rivela sempre efficace) la tensione viene leggermente affievolita dalla cantante, la sua voce si incastra in maniera perfetta nella rocciosa base della track toccando l'apice, in questa girandola di luce ed oscurità, nell'accattivante ritornello. Why è un up tempo diretto e lineare dove viene messo in mostra un lavoro particolarmente curato nella ricerca melodica, fin dal primo ascolto appare evidente che uno degli intenti primari dell'act sia proprio quello di trovare l'esatto punto d'incontro tra impatto e melodia, il terzo brano in scaletta dimostra come la via da percorrere intrapresa dai catanesi sia quella giusta, occhio e (soprattutto) orecchio all'ottimo refrain, basterà ascoltarlo una sola volta per non dimenticarlo più. Tocca alla frenetica Delirium chiudere il demo, titolo a dir poco perfetto per una traccia in cui il desiderio della band di esplorare sentieri più articolati domina la scena, il livello tecnico raggiunge vette piuttosto elevate; chitarra, basso e batteria si lanciano in un giro furioso colmo di improvvisi e micidiali cambi di tempo senza intaccare minimamente la forza del loro sound, la performance della singer contribuisce a rendere il clima ancora più elettrico e nervoso, per riassumere il tutto in sole due parole: trascinanti e sorprendenti! Complimenti ai Triskelion, raramente capita di trovare un gruppo che fin dalla prima prova riesce a delineare un personalissimo percorso musicale senza mai tralasciare le proprie fonti d'ispirazione, tutta l'energia e la voglia di progredire del combo costituiscono un'ulteriore conferma di come l'heavy metal dopo oltre trent'anni di storia leggendaria possa avere un'infinità di motivi d'interesse e le giovani leve come i siciliani sono qui per ribadirlo ad alta voce, continuate così ragazzi, continuerò a seguirvi in tutti i vostri passi futuri, promesso!


1) Burn In My Hell
2) Rebirth In Fire
3) Why
4) Delirium