TRILLION

TRILLION

1978 - Epic Records (vinile) / 2010

A CURA DI
CESARE VACCARI
01/02/2012
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Tra il 1978 e il 1979 la CBS italiana lanciò una campagna promozionale per attirare l'attenzione del pubblico più giovane verso le band del proprio roster che proponevano rock.

Questa promozione, chiamata "Dal Rock al Rock", aveva come testimonial d'eccezione Ted Nugent, o meglio la copertina del suo album "Weekend Warriors", dove Ted è rappresentato mentre imbraccia la chitarra, trasformata in un fucile a pompa, scaricando piombo rovente al grido "Guai a chi non ascolta Rock!!", lo slogan che accompagnava l'operazione commerciale.

Le band proposte dalla major coprivano tutte le sfumature del rock: si andava da nomi consolidati come Aerosmith, Ted Nugent, Boston, Molly Hatchet, Journey, Blue Oyster Cult, Meat Loaf, Toto e Kansas a formazioni praticamente sconosciute come Aviary, Tonio K, Nantucket, David Johansen (nome nuovo se non si conoscevano i New York Dolls) e Trillion.

Devo dire che questa campagna ebbe nei miei confronti l'effetto voluto, perché nel giro di pochi mesi mi portai a casa quasi tutti i titoli pubblicizzati... almeno quelli che non mi ero già accaparrato precedentemente.

Ovviamente tra questi anche l'esordio dei Trillion, uscito per la Epic nel 1978.

Complice del mio acquisto anche la bella grafica di copertina, con tre teste di leone dalle fauci spalancate scolpite nella pietra e parzialmente coperte dalla neve (pensate che per parecchio tempo ho pensato che il nome della band, Trillion, fosse la forma contratta di Three-Lions, proprio a causa della copertina... ero giovane e inesperto he, he, he!! però l'idea era buona!!).

La band statunitense (Chicago) nasce grazie a Patrick Leonard (piano e tastiere) e Dennis "Fergie" Frederiksen (voce e tubular bells), a cui si uniscono Ron Anaman (basso 4 e 8 corde), Frank Barbalace (chitarra acustica ed elettrica, voce) e Bill Wilkins (batteria e percussioni).

A differenza degli altri componenti, nomi nuovi nel panorama musicale, Frederiksen ha già alle spalle l'esperienza con gli MS Funk, band nella quale era entrato nel 1975 per sostituire l'amico dimissionario Tommy Shaw, che stava per unirsi agli Styx.

Del resto Fergie è l'unico che porterà avanti collaborazioni importanti nell'ambiente rock dopo i Trillion, coinvolgendo, in tempi diversi, gli amici Ricky Phillips (The Babys, Bad English, Firefly, Styx) e Pat Torpey (Mr. Big), entrando nei Toto nel 1984 e pubblicando diversi album solisti: tra i più recenti quello insieme al chitarrista Tommy Denander, "Baptism By Fire", del 2007 e  l’ultimo “Happiness Is The Road” dell’Ottobre del 2011, che festeggia il risultato positivo delle cure contro il cancro inoperabile che lo aveva colpito e la sua definitiva guarigione.

Questo non significa assolutamente che gli altri elementi della band fossero meno dotati di talento; al contrario si tratta di ottimi musicisti che mostrano le loro grandi capacità in tutta la durata del long play.

"Trillion", estremamente raffinato per essere un esordio, ha il grande pregio di fondere in maniera magistrale

il progressive anni '70 con l'hard rock melodico e il pomp rock di matrice Styx, rendendo il risultato estremamente appetibile anche a chi non è mai stato un grande amante del prog.

Un risultato simile verrà raggiunto più tardi nel primo album dei Touch (1980).

In generale si possono riconoscere varie influenze nelle canzoni che lo compongono, sia riconducibili ai maestri del pomp che ho citato in precedenza, sia ai Boston, per certe sonorità della chitarra. Ma anche ai Toto dei primi due

album nelle scelte melodiche, nelle linee vocali e nell'uso delle tastiere.

Dal punto di vista del prog, probabilmente la loro ispirazione maggiore viene da band americane come gli Starcastle e i Kansas, più che dagli esponenti europei del genere.

Nel caso di questo album descrivere canzone per canzone il contenuto del disco è praticamente impossibile. Ogni singola traccia è un piccolo gioiello dalle mille sfacettature, ciascuno diverso dall'altro, ma con in comune l'incredibile fantasia con cui vengono affrontati gli arrangiamenti e la raffinata originalità con cui si risolvono tutte le situazioni, anche quelle più complesse, lasciando chi ascolta sorpreso ad ogni passaggio.

Facendo un parallelo culinario, sarebbe come cercare di descrivere a parole il sapore dei vostri piatti preferiti: potremmo parlarne per un'ora, ma finché non li si assaggia (nel nostro caso, non le si ascolta) non si ha che una opaca idea di quello che ci aspetta nella realtà.

L'uso della chitarra distorta è centellinato per tutta la durata dell'album, dove prevalgono gli ottimi arrangiamenti di tastiera e delle voci. Ma quando i coni sputano distorsione, sono colate di lava che si riversano sull'ascoltatore. E' il

caso di "Hold Out", in apertura alla side A, dall'introduzione marziale affidata alla sezione ritmica e alle tubular bells, dove il ritornello è saturo di energia.

Oppure di "May As Well Go", in chiusura dello stesso lato, forse la composizione più hard rock dell'album. Particolarmente articolate e complesse "Big Boy" e "Never Had It So Good", le più vicine al prog, anche se le melodie sviluppate dalla sempre notevole voce di Frederiksen restano stampate nel cervello dal primo ascolto.

Particolarmente radiofonica e immediata "Give Me Your Money, Honey", dall'impronta pop. Anche "Fancy Action" e "Hand It To The Wind", all'inizio della facciata B, portano avanti questa impostazione più easy, ma sempre di grande qualità.

A conclusione dell'album "Bright Night Lights", che riprende l'aspetto progressivo dei Trillion e "Child Upon The Earth", un lento malinconico fantastico cantato dal chitarrista Frank Barbalace, dalle atmosfere fantasy, particolarmente epico nel finale, dove all'assolo di chitarra si sovrappongono effetti spaziali psichedelici così cari a band come Hawkwind e Eloy.

Un disco questo dei Trillion che si affianca, come risultato ottenuto, in maniera perfetta ai due album dei canadesi Zon, di cui ho intenzione di parlarvi in un prossimo futuro.

Dobbiamo ringraziare la Rock Candy inglese che ristampandolo in CD nel 2010 ha permesso a questo ottimo esordio di non venire dimenticato, tra l’altro ad un prezzo veramente economico (per i collezionisti, il vinile è comunque accessibile, 15/20 euro su MusicStack.com).

La stessa operazione di recupero è stata fatta anche con il secondo album dei Trillion, "Clear Approach" (1980) con in aggiunta una bonus track, tratta da una b-side inedita di un singolo.

Forse per l'abbandono di Frederiksen o forse per la possibile inferiore qualità artistica del contenuto, quando uscì questa loro fatica passò completamente inosservata, tra l’indifferenza della stampa musicale.

Non sono certo di quale fu il vero motivo, visto che a causa della scarsa reperibilità nel 1980 del vinile, anche io me lo sono comprato solo ora ristampato.

Quando l’avrò ascoltato attentamente ed assimilato come il loro album di esordio, magari ne riparleremo.


1) Hold Out
2) Big Boy
3) Give Me Your Money Honey
4) Never Had It So Good
5) May As Well Go
6) Fancy Action
7) Hand It To The Wind
8) Bright Night Lights
9) Child Upon The Earth