TREAT

Coup De Grace

2010 - Frontiers Records

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
10/06/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

A Volte Ritornano... Il titolo di una raccolta del grandissimo Stephen King al giorno d'oggi si rivela sempre più azzeccato in campo musicale; ovviamente il motivo è legato a tutti quei gruppi che dopo anni e anni di silenzio decidono di ripresentarsi sulle scene (oramai credo sia inutile aprire ulteriori dibattiti sull'onestà di queste operazioni, la verità la conoscono soltanto i protagonisti) in questa categoria ritroviamo anche i Treat, una vera e propria istituzione dell'hard rock svedese. In patria sono sempre stati considerati come i rivali più credibili degli Europe e pur non avendo toccato le vette di popolarità di Joey Tempest e soci, riuscirono comunque ad emergere nell'affollato panorama del rock melodico ottantiano. Dal 1985 al 1992 hanno pubblicato cinque dischi, tutti di ottimo livello, piccola parentesi personale; ho sempre pensato che per conoscere la band al top della forma bisogna cominciare da Dreamhunter (1987) e Organized Crime (1989),anche per loro la continua ascesa di sonorità alternative fu fatale portandoli al conseguente  scioglimento; l'unico componente che ha continuato regolarmente la sua carriera è stato il batterista Jamie Borger (ha suonato con Talisman, Last Autumn Dream e Jeff Scott Soto tra gli altri).  Nel 2005 il chitarrista Anders "Gary" Wikström probabilmente pensando che se erano tornati insieme gli autori di The Final Countdown, potevano farlo pure loro, decise di riformare il gruppo richiamando anche il cantante Robert Ernlund (anni prima lo split non fu dei più amichevoli) in un tempo relativamente breve fu pubblicata una raccolta con due inediti dal titolo Weapons of Choice 1984-2006 questo disco, insieme ad alcuni concerti fu il primo passo dell'attesissimo ritorno. Il comeback ufficiale si è materializzato nel marzo 2010 con Coup De Grace, pubblicato dalla Frontiers Records (i complimenti ai responsabili della label partenopea non saranno mai troppi per l'eccezionale lavoro che stanno svolgendo) quest'album ci riconsegna i Treat agli antichi splendori; immagino che sia capitato a tutti di attendere tantissimo tempo, per ascoltare materiale nuovo da parte di un gruppo che si è sempre apprezzato e poi di rimanere (purtroppo) delusi, gli svedesi hanno confermato che non sempre è così, anzi... Non è da tutti ritornare alle magiche sonorità del passato rilette in un'ottica più moderna, loro ci sono riusciti in pieno, facendo la felicità di tutti i fans che non li hanno mai dimenticati in questi anni e di tutti gli amanti del miglior hard rock in generale. Le drammatiche note (rese ancora più intense dalle parole di alcuni presidenti americani) dell'intro Prelude: Coup De Grace aprono il disco in maniera solenne, poco più di due minuti che vengono interrotti bruscamente dall'energico riff di The War Is Over, traccia potente e trascinante con un refrain da cantare ad alta voce e che ci fa domandare immediatamente qual'è il segreto di Ernlund, considerato che ascoltandolo sembra che per lui il tempo non sia mai passato. Il rock diretto e potente di pezzi come All In, Roar, Heaven Can Wait e Tangled Up (quest'ultima fortemente influenzata dai Van Halen dell'epoca Hagar) sembrano provenire direttamente dall'assolata California e non dalla fredda Stoccolma, il periodo in cui alcuni davano per morto e sepolto questo tipo di sound per fortuna è soltanto un brutto ricordo. Le qualità tecniche di Wikström le conosciamo tutti, i suoi riff e i suoi assoli sono sempre di qualità elevatissima e rendono tracce come Papertiger, Skies Of Mongolia, I'm Not Running e No Way Without You (meravigliosa la parte finale) delle perle di classe sopraffina e non dimentichiamo il contributo fondamentale degli altri compagni d'avventura con il sopracitato Borger ed il bassista Nalle Påhlsson che si distinguono in ogni pezzo per la loro bravura e la loro precisione e ultimo ma non ultimo,il tastierista Patrick Appelgren, che con il suo tocco mai invadente dona la giusta atmosfera in ogni frangente. Che dire di quei lenti sognanti che chiunque si aspetterebbe da una band come i Treat? Nessun problema, anche quelli non mancano,  diventiamo tutti più romantici nel trovarci di fronte a canzoni come A Life To Die For (li perdoniamo per quelle battute iniziali che ricordano Wherever You Will Go dei The Calling) o We Own The Night che fedele al titolo potrebbe essere l'ideale colonna sonora in una calda notte d'estate. Spesso mi capita di ripensare con un pizzico di nostalgia a tutti quei dischi usciti più di vent'anni fa in cui c'era soltanto l'imbarazzo della scelta nello scovare il singolo capace di arrivare ai primi posti nelle charts internazionali; i tempi sono decisamente cambiati ma ascoltando un album come Coup De Grace si ha davvero la sensazione di essere finiti su di una macchina del tempo che ci riporta ad un'era meravigliosa ed irripetibile, tutto questo grazie alla classe, le grandi melodie ed il feeling magico che gli svedesi hanno dimostrato di possedere oggi come ieri; i loro colleghi/rivali più famosi da quando sono tornati hanno pubblicato tre lavori eccellenti, allora credo sia più che lecito attendersi dalla corazzata di Wikström altri momenti di grande musica!


1) Prelude – Coup De Grace
2) The War Is Over
3) All In
4) Paper Tiger
5) Roar
6) A Life To Die For
7) Tangled Up
8) Skies Of Mongolia
9) Heaven Can Wait
10) I'm Not Runnin'
11) No Way Without You
12) We Own The Night
13) All For Love
14) Breathless