TRAIL OF MURDER

Shades of art

2012 - Metal Heaven

A CURA DI
DIEGO PIAZZA
07/11/2012
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

Svezia = Rock? Si direbbe proprio un equazione vera, anche strettamente legata al metallo pesante. Infatti e' veramente impressionante come la Svezia e, in generale, i paesi Scandinavi siano così fecondi nel proporre sempre nuove band hard rock e heavy metal! Come sono lontani i tempi in cui gli Europe nel rock melodico e Yngwie Malmsteen nel metal sembravano gli unici rappresentanti di quei paesi che sembravano lontani anni luce dalle produzionil rock/metal inglesi e USA.  Poi è arrivato addirittura il black metal norvegese e tanti gruppi di ogni genere; citando a caso: HammerFall, Stratovarius, Sonata Artica, Lordi, HIM , Nightwish, Sabaton, Therion, Nocturnal Rites, Hypocrisy, Apocalyptica  soltanto per citare alcuni tra i più famosi tra i gruppi scandinavi. Per altro per la stragrande maggioranza si tratta di band anche molto valide, come umilmente mi permetto di inserire i Trail of Murder.    Il progetto musicale è nato dalla fusione di ex membri dei Morgana Lefay e Tad Morose e precisamente parliamo del cantante Urban Breed, del chitarrista Daniel Olsson e del batterista Pelle Akerlind.  Dopo essere entrati in studio con Jonas Kjellgren , che ha mixato già i Sonic Syndicate e Scar Simmetry tra gli altri , la band è andata alla ricerca di un altro chitarrista , Hasse Eismar e ovviamente dell'ultimo strumento mancante , il basso. Sappiamo come oramai Facebook sia diventato un fenomeno di massa fondamentale anche sul piano della comunicazione, così grazie ad un annuncio proprio sul social network è stata data una chance a Johan Bergquist, che quindi completa i quintetto dei Trail of Murder. “Shades of Art” , titolo dell'album d'esordio degli svedesi è un album di metal melodico classico, dai suoni ottimamente mixati e dall’impatto felice fin dal primo ascolto.    La title-track, “Shades of Art” (in cui all’inizio vi è qualcosa, nel riff che mi ricorda gli WASP) è un esempio di metal melodico di qualità, in cui la potenza delle chitarre non viene sminuita minimamente dall’utilizzo delle tastiere.    La voce di Urban è abbastanza profonda, dalla timbrica medio bassa ma piacevole e lo dimostra anche nella successiva “Carnivore”. I ritornelli in generale hanno sempre un ottimo impatto, anche nei cori: melodici ma anche molto metal nell’approccio. Subito un grande riff, un po’ in stile Hansen / Weikath, apre la terza traccia “Lady don't answer”, ma il pezzo non è una cavalcata power ma piuttosto un mid tempo in puro stile hard rock, splendido e coinvolgente il ritornello; nel complesso un pezzo che starebbe bene su un qualsiasi album degli Whitesnake o degli Scorpions.    Percussioni tribali e una voce ancestrale aprono i primi secondi di “Mab”, prima che il pezzo assuma quasi subito una solidità ritmica tipicamente heavy rock, ancora ottimo Urban nell’interpretazione sofferta della canzone che mi ricorda i Brainstorm (band classic/power di medio successo in Germania / Ungheria contraddistinta dall’ottimo frontman Andy B. Frank).  Deboli e poche note di tastiere introducono ad una altro riff melodico e contagioso in “I know shadows”, classico schema verse+bridge+chorus ben strutturato ancora dai Trail of Murder e ancora una volta un ottimo lavoro nel refrain. Siamo già arrivati alla sesta traccia dal titolo “Your silence” eppure il cd non ci ha minimamente stancato, anzi continua a mantenersi su ottimi livelli. Qui i Trail of Murder abbozzano il riff prima in maniera acustica poi irrompono prepotentemente con basso e batteria creando percussioni suggestive sulle strofe cantate da Urban (con i sottofondo il solito non invadente sottofondo di keyboards).   Semplicemente straordinario come questi giovani svedesi sappiamo fare tesoro da quello proposto in passato anche dai loro connazionali  e lo sappiano però già riprodurre in una chiave così maestosa nei suoni e anche molto matura come composizioni ! Magari sarà solo una mia convinzione ma anche qui trovo riferimenti a Brainstorm, certo i Trail sono più pomposi rispetto ai tedeschi nei suoni.  Il pezzo più veloce, quasi da fare invidia agli ottimi veterani Unisonic (ricordiamo la storia del power metal tedesco: Kai Hansen + Micheal Kiske) è indubbiamente “Higher”, in questa traccia ritrovo anche qualcosa dell’ultima incarnazione dei Saxon, soprattutto quando la band dello yorkshire preme al massimo l’acceleratore (ho trovato anche somiglianze sottili con la canzone “Killing Ground” , titolo anche di un album di Biff Byford e soci). “ The song you never sang ” è forse leggermente inferiore a tutto quello ascoltato fino ad ora, ma proprio perché siamo a livello molto alti, non possiamo certo parlare di un pezzo filler. “Nightmares I stole” è un altro pezzo speed metal sempre gradevole ma anche in questo caso sotto il livello medio alto del resto dell’album. Subito un coro maestoso apre “Child of Darkest Night”, con un ottimo cambio di tempo anche le bridge, ancora una volta il pezzo stupisce nel refrain ben studiato e sicuramente adatto per far cantare dal vivo a squarciagola. Il brano possiede anche qualcosa di epico e sono da apprezzare anche i momenti di solo delle chitarre. Pronti e via ecco un altro pezzo in stile heavy metal anni ’80, sulla falsariga di band come Accept e Judas Priest, ecco anche i Trail of Murder brandire la spada del metal più iconoclastico in “Some stand alone”. “Shades of art” si conclude con un altro mid-tempo di pregevole fattura come “My heart still cries”, raffinata nei suoni e nei backing vocals. Il metal, in questo caso melodico e in parte classico, è un genere che davvero non morirà mai, finché esisteranno band come i Trail of Murder in grado di riciclare e riplasmare con abilità e sagacia canzoni ed emozioni delle grandi band del passato senza, ovviamente essere delle fotocopie sbiadite.


1) Shades of Art
2) Carnivore
3) Lady Don't Answer
4) Mab
5) I Know Shadows
6) Your Silence
7) Higher
8) The Song You Never Sang
9) Nightmares I Stole
10) Child of Darkest Night
11) Some Stand Alone
12) My Heart Still Cries