THISORDER

Inner Island

2010 - New Model Label

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
03/08/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

L'ordine ed il disordine..il caos generato dalla mente e nella mente,un'insieme di eventi imprevedibili che possono cambiare la nostra vita,l'esistenza è un universo interiore di interminabili battaglie psicologiche,che ci portano lungo un percorso esistenziale più o meno soddisfacente..in quel caso sta al diretto interessato vederne il bicchiere mezzo pieno e soprattutto affrontare la vita che gli si presenta con tenacia senza sprofondare nell'angoscia della non realizzazione.

La musica..uno dei tasselli fondamentali a rendere questa permanenza terrestre degna di essere vissuta,quanto meno per quello che mi riguarda,essa è un rifugio dai momenti bui,una scarica energetica,una soave compagna di vita..la musica è comunque passione,la stessa passione che ha spinto quattro ragazzi Ischitani ad intraprenderne la strada con la consapevolezza di incamminarsi su un sentiero tortuoso da percorrere.

Ischia un'isola meravigliosa nei suoi paesaggi,una terra però ancora non avvezza alla cultura rock che non ha certo "incoraggiato" i nostri musicisti dediti a sonorità non proprio "respirate" dalla popolana isola,che ha visto comunque la nascita e la crescita di una band alla ricerca di un mondo interiore fatto di sonorità particolari. Nascono così i THISORDER,nome significativo nel quale è racchiuso uno spirito di contrapposizione tra l'ordine ed il caos,tra la scrittura e la pronuncia sottolineata con acume da un'unica parola.

La passione e l'impegno portano negli anni questi ragazzi a dedicarsi in toto alla musica utilizzando ogni frammento di tempo libero,trovandosi a provare ed a comporre musica senza perdere di vista la realtà difficile in cui si stavano incamminando..ma un giorno decidono di voltare pagina concretamente abbracciando l'idea di mettere insieme tutto quello che avevano prodotto ed è così che se pur con mezzi "casalinghi" realizzano un demo composto da quattro tracce nel 2008 e successivamente un altro con 6 pezzi che li porta ad avere le prime buone recensioni. I primi approcci con le etichette discografiche sono scoraggianti ma finalmente la sorte si rivela magnanima e la New Model Label si accorge di loro mettendoli sotto contratto,così i Thisorder pubblicano il primo album intitolato .

Il titolo del disco è anch'esso significativo,un'isola interiore che rappresenta oltre allo stato d'animo,quella terra che ha li ha visti protagonisti di sforzo e sudore,di impegno e dedizione portando i nostri Ischitani al successo meritato.

La bravura dei Thisorder è riconosciuta a pieno titolo,lo dimostrano eventi e concorsi che li hanno visti partecipare e vincere,come tra i tanti l'arrivo in finale al premio Amnesty Intenational "Voci per la Libertà",vincitori con il video "Late Empire" al "Roma Videoclip Award 2010 – Indie" e tra i 10 migliori video indipendenti per Radio Alternative TV..che ne dite danno orgoglio alla nostra Italia questi ragazzi?..io direi proprio di si!!!

La formazione dei Thisorder al tempo dell'uscita del debut album era così composta:

Emanuele Rontino alla voce,Marco Albanelli alla chitarra,Domenico Muscariello al basso e Thomas Manna alla batteria;dopo l'uscita del disco la band subisce un cambio di line up,alle pelli ora infatti al posto di Thomas troviamo Marco Calise.

Il disco prodotto come detto poc'anzi dalla New Model Label viene distributo dalla Audioglobe e rilasciato il 27 maggio 2010;il genere musicale abbracciato dai Thisorder è principalmente rock ma condito da svariate spezie stilistiche,quali una forte componente grunge con nette venature progressive,si respirano talvolta suoni psichedelici altre volte più cupi,in questo piatto di cibo prelibato i condimenti non mancano di certo,andiamo ad assaggiarli insieme.

L'interiorità dell'isola Ischitana ci porta all'ascolto del primo brano "I'm Sorry" che parte con un ritmo lento piuttosto cupo che si rianima dopo poche battute con l'innesto di un'espressiva chitarra,le note di basso sono sempre evidenti e caratterizzano questa traccia dai toni rock melodici. La seconda track "Fingers" è anch'essa molto melodica ma non disdegna di momenti dal ritmo sostenuto,in questo caso da una buona batteria ed un basso suonato di "pancia",la voce di Emanuele la trovo assolutamente perfetta nel loro genere,bella la parte finale della chitarra che armonizza decisa.

Il terzo brano è uno dei singoli ufficiali tratto da il video che accompagna la song "Unus",mi ha fatto venire in mente capolavori cinematografici quali Pulp Fiction e Romanzo Criminale per i temi trattati,ma anche colossi come Kill Bill volume1 e Sin City per lo stile fumettoso..ed infatti la scena finale del videoclip è più che chiarificatrice! La canzone presenta un comparto ritmico energicamente sostenuto,una bella galoppata orecchiabile e non banale nonostante il suo intercalare musicale "lalalalalala-lààà".

"Rashua" stempera i toni più concitati della precedente canzone,il sound mi colpisce molto e mi riporta a quelle sonorità che tanto amo nei Creed,verso la fine c'è un inaspettato cambio stilistico per un paio di battute,davvero interessante..e poi il finale ritorna nella sua peculiare musicalità alternative,questa è senza dubbio la canzone che preferisco del disco.

Passiamo al quinto pezzo "Blood Upon the Wheel" dove le sfumature dei Nirvana si palesano alle mie orecchie nelle note iniziali,l'andamento rilassato prende foga fino a scoppiare sulla pressione decisa alle pelli e la chitarra con le sue corde distorte si legano simbiotiche.

"The Bitter Hail" è la prima vera ballata del disco,l'intro acustico mellifluamente si insinua nel mio udito..ed un brivido percorre la mia pelle ascoltandola,Emanuele accarezza le parole proferite con la sua timbrica impercettibilmente graffiata che in questo pezzo trovo particolarmente ispirata. La conclusione della traccia volge in sprazzi di corde elettriche per tornare ad acquietarsi come fa il calmo mare che circonda la bella Ischia.

Settima track "3Dawns" stilisticamente segue le orme dell'intero disco,un brano piacevole e fluido,senza picchi particolari ripercorre una strada fatta di note cupe il quale alone ci viene donato dalle corde del basso pizzicate con trasporto. Procediamo con "Tomorrow Will Be Gone" all'insegna sempre della melodia che sfocia poi in refrain più sostenuti portandoci ad un finale chitarristico bello tirato.

I 3 minuti e 10 secondi della penultima track "Fist" partono con enfasi e si concludono con la stessa energia apportando durante l'ascolto,un cambio ritmico più rilassato verso la parte centrale.

Il disco si conclude con la traccia che ha portato varie vittorie e conquiste ai nostri Ischitani "Late Empire" altro singolo ufficiale dal quale videoclip ammiriamo le intense immagini relative all'assassinio di Neda Agha-Soltan,donna che manifestava contro la sospetta elezione del presidente Iraniano nel 2009,la giovane viene freddata dalla milizia armata ed un video amatoriale che riprende gli ultimi istanti di vita della vittima,cominciano a circolare su internet. La canzone è un concentrato di emotività adagiata in un comparto tecnico decisamente convincente,ogni singolo strumento è protagonista,il  refrain si carica di suoni progressivi e la melodia che ne scaturisce fa da culla per Emanuele,il quale canta sorretto da altalenanti tocchi talvolta grunge talvolta in pieno stile rock.

Abbiamo detto che "Late Empire" è il brano conclusivo..ma il disco non si ferma,la traccia risulta durare 19 minuti..ed infatti il tempo trascorre silenzioso fino a 14 minuti e 33 secondi,poi una ghost track si palesa al nostro udito,pochi secondi di quiete lasciano spazio a note distruttive direi quasi spaccaossa..chi lo avrebbe pensato!!! Suoni distorti e cantato quasi incomprensibile...caos?? scompiglio?? cosa hanno voluto rappresentare i nostri Thisorder con questa canzone che pare quasi fatta suonare al contrario..a tratti angosciante a tratti emblematica,il pezzo fantasma mi ha sbalordita per la dinamica ed ha dimostrato le capacità sonore di questi ragazzi dalle idee ben chiare sulla musica che vogliono fare e sopratutto sul significato di ciò che per loro è SUONARE.

Alternative rock proveniente da una delle isole più belle dell'Italia,prodotto questo di Inner Island sicuramente non innovativo nel genere ma confezionato con cura e destrezza,convincente ed accattivante mi ha regalato buone emozioni;non sono mai stata amante del grunge ma i Thisorder hanno saputo mescolare sapientemente questo ingrediente miscelandolo con parsimonia ad altri più incisivi ed il risultato è un suono giovane e moderno che strizza l'occhio alle famose camicie di flanella anni'90.

Il nuovo album che si apprestano ad incidere Emanuele e compagni suscita in me forte curiosità,torneranno alla carica con il loro stile alternativo..o ci stupiranno con nuovi elementi e sonorità come nella traccia fantasma???..che quello sia stato un preludio?..Aspettiamo il prossimo lavoro e di tanto in tanto lasciamoci immergere nelle splendide acque dell'isola interiore dei Thisorder.


1) I'M Sorry
2) Fingers
3) Unus
4) Rashua
5) Blood Upon the Wheel
6) The Bitter Hail
7) 3Dawns
8) Tomorrow Will Be Gone
9) Fist
10) Late Empire