THE WHO

My Generation

1965 - Brunswick Records

A CURA DI
ESSEQU
05/09/2011
TEMPO DI LETTURA:
10

Recensione

Tra il 1964 ed il 1965 il panorama musicale spara canzoni quali "LIKE A ROLLING STONE", "(I CAN'T GET NO) SATISFACTION", "YESTERDAY"  e  che dire di "PEOPLE GET READY", o di una tremenda "YOU REALLY GOT ME".

Nell'ottobre del 1965, le grigie e fredde vie di Londra, le camere degli adolescenti di allora ed i festini scolastici vengono illuminati dalle note di una nuova canzone che ben presto diventerà l'inno di quella generazione creando stili di vita e dando il via al movimento MODS, diventandone di fatto inno e portabandiera.

A trasmetterla è sempre lei, l'emittente radiofonica più famosa e ricercata dalle autorità inglesi del periodo, vale a dire: RADIO CAROLINE  (guardatevi il film "I Love Radio Rock")

Sto parlando della canzone che darà il titolo al primo album degli WHO pubblicato poi  nel dicembre del 1965 la bellissima ed epocale "MY GENERATION".

Tutto ebbe inizio nel 1959 quando 2 ragazzi di nome Townshend ed Entwistle sui banchi della scuola d'arte EALING ART SCHOOL, suonano nei THE CONFEDERATES, dove Pete graffia il banjo e John soffia nel corno francese!!!

Nella stessa scuola ma con 1 anno in più c'è uno studente di nome Roger Daltrey. Roger, oltre che costruirsi le chitarre, aveva un gruppo di nome THE DETOURS e decise di chiamare John al basso il quale a sua volta suggerì a  Pete di aggregarsi  al gruppo a patto di abbandonare il banjo ed imbracciare una chitarra. Alla voce c'era Colin Dawson. Colin non durò molto, in breve tempo Roger lo cacciò dal gruppo e prese il suo posto.

Iniziarono a suonare per i locali, pub e sale da ballo di Londra e dintorni. Per un breve periodo i THE DETOURS cambiarono nome in "The High Numbers" fino a quando nel '64 Pete  suggerì di passare a "THE WHO".

In quel periodo alla batteria aveva suonato Doug Sandom, ma lasciò il gruppo e nel frattempo pensarono di affidarsi ad un session man che corrispondeva al nome di Dave Golding. Contemporaneamente fecero partire le audizioni per il nuovo batterista.

Una sera, dopo lo spettacolo, un ragazzo si presentò ai 3 sostenendo che lui suonava meglio, molto meglio di quel batterista. Gli diedero una chance e cosi il ragazzino si mise dietro la batteria e a forza di suonare la distrusse. Keith Moon entrò cosi nella band che a breve sarebbe diventata una tra le più famose del mondo.

Pubblicarono il singolo "I CAN'T EXPLAIN", seguito da un altro singolo "ANYWAY ANYHOW ANYWHERE" con scarso successo, ma al terzo tentativo con il singolo "MY GENERATION"  nell'ottobre del '65 raggiungono il secondo posto della classifica inglese.

In breve tempo registrano e debuttano con il loro primo album che avrà 2 titoli: "MY GENERATION" per il mercato inglese e "THE WHO SINGS MY GENERATION" per il mercato U.S.A. . L'album raggiunge la chart #5 in U.K, ma fu un fiasco negli U.S.A. .

La bocca del player ha fame, inserisco il cd, l'album parte in sordina, un timido fraseggio di Pete fa da apripista all'urlo di Roger e poi parte "OUT IN THE STREET". Brano con influenze soul, cori in controcanto, la voce ancora acerba di Roger ma il refrain prende: "You gonna know me!!! I'm gonna know you".

Con il suono "motown" sottopelle fanno partire "I DON'T MIND", James Brown nel DNA ma si intravedono le capacità di Pete, la batteria spacca e l'ospite d'onore del disco, tale Hopkins costruisce la sua ragnatela. Bella canzone.

Ma eccola, la Gibson sputa il suo urlo e apre "THE GOOD'S GONE", stile sixty ricorda forse le pietre rotolanti ma si comincia a capire che questi 4 hanno farina nel sacco, e che farina!

Batteria e pianoforte per l'inizio di "LA LA LAA LIES" con la voce di Roger supportata in falsetto da quella di Pete, bravo Roger.

Intro a cappella per "MUCH TOO MUCH" e poi si dilatano le note, sulle quali Keith sovrasta tutti, e il nostro Hopkins continua nella sua ragnatela.

L'inconfondibile giro di basso di John, le bacchette di Mad Keith, l'ugola di Roger, supportati dalla chitarra e dalla voce di Pete fanno partire la canzone che da il titolo all'album. Tre minuti e 21 di adrenalina che parte dall'alluce e ti arriva alle narici per farti assaporare nuovi odori. Sono odori sporchi di una generazione alle prese con i problemi di allora (non molto diversi da quelli di adesso ). Cito solo i versi iniziali:

"La gente cerca di metterci sotto parlando della mia generazione)

Solo perchè noi gli stiamo intorno (parlando della mia generazione)"

Il "Talkin' bout my generations" ripetuto ad oltranza spacca i timpani di signori attempati e di bigotte signore dell'epoca, aprendo contemporaneamente le menti degli adolescenti di allora facendo loro vibrare anche le parti più nascoste.

Una frase: "I hope to die before I get old", uscita dal genio di Pete riesce a far capire cosa succedeva in quei giorni.

"MY GENERATION" spacca, per intensità, per quel balbettio e per il giro di basso a metà canzone che entreranno nella storia. Grande canzone.

Non ci si rilassa che parte l'altro inno al movimento MODS, quella "THE KIDS ARE ALLRIGHT" che farà ballare e sognare ragazzini/e. La chitarra di Pete spara alcuni fraseggi che fanno intravedere di cosa sarà capace di li a poco.

Ci si rilassa con "PLEASE PLEASE PLEASE", da ascoltare ballando abbracciato stretto stretto alla tua dolce metà o sul sedile ribaltabile di una 500. Si intravedono le ombre di Percy Sledge d'annata.

Tiriamo su il sedile perchè parte una micidiale "IT'S NOT TRUE", la tela di Hopkins è sempre presente, la batteria è puntuale e con la chitarra di Pete ricamano sotto la voce impressionante di Roger. Gran bel rock si gusta d'un fiato come se si avesse una gran sete,

Blusaccio poderoso, nero che più nero della pece non si può, per "I'M A MAN" con le impronte di Diddley. Le dita di Hopkins baciano e si rincorrono sui tasti bianchi e neri, con  la chitarra distorta di Pete in bella evidenza.

Vorresti che la canzone non finisse mai, e invece ci pensa Keith distruggendo la batteria picchiando duro.

"A LEGAL MATTER", le dita di Pete pizzicano le corde della Gibson, 4 secondi  difficili da dimenticare.

Chiude l'album un brano strumentale dove Keith non suona la batteria, la accarezza come solo lui sa fare, spacca e ci sembra di essere in corsa su un treno e fa decollare "THE OX".

La canzone sembra scritta da Pete appositamente per lui e chiude "MY GENERATION", un album che troviamo al 236 posto secondo la classifica di ROLLING STONES per i migliori 500 album.

La canzone "My Generation" si colloca all'undicesimo posto di questa classifica.

L'album viene ristampato in edizione Deluxe nel 2002. Ottima scelta di re-inciderlo mantenendo il sound di allora, stereo.



FLASH N°1: nell'estate del 2007, credo, gli WHO atterrano a VERONA per l'unico concerto in Italia della loro tournè mondiale a supporto del loro ultimo album. John e Keith sono con gli angeli ma l'occasione è unica e imperdibile per godere delle note ascoltate solo in macchina o in camera.

E' una giornata uggiosa di luglio e si parte. L'attesa è mischiata al pensiero: Dio fa che non piova..!

Alle 21,30 le note di "I Can't Explain" fanno tremare l'arena, seguiranno tutti gli hits della band  nonostante l'interruzione di più di un'ora dovuta ad un forte temporale.

Godere delle gambe divaricate di Pete mentre schiaffeggia la Gibson ruotando vorticosamente il braccio ripaga alla grande il prezzo del biglietto (ho atteso una vita per potermelo godere).

Nonostante l'età è ancora un KID, e grazie al cielo è decisamente "ALL RIGTH", cosi "ALL RIGHT" che sulla via del ritorno a casa guido sulla SS 41 pensando di essere tra "Regent Street" e "Notting Hill".



FLASH N°2: Ringrazio mio zio Nino che da piccolo mi dava per colazione pane e Beatles e la merendina del pomeriggio a base di CCR, DEEP PURPLE con  succhi di frutta dal sapore rollingstoniano. Ricordo i 45 giri rimessi di continuo nel mangiadischi sul sedile della sua 850.

Keep On Rocking!


1) My Generation
2) Out in the Street
3) I Don't Mind
4) The Good's Gone
5) La-La-La Lies
6) Much Too Much
7) My Generation
8) The Kids Are Alright
9) Please, Please, Please
10) It's Not True
11) I'm a Man
12) A Legal Matter
13) The Ox
14) The Who Sings My Gen