THE SMITHS

The Smiths

1984 - Rough Trade

A CURA DI
MARIKA LUCCIOLA
26/04/2020
TEMPO DI LETTURA:
9

Introduzione recensione

Non ho mai incontrato un fan degli Smiths che non abbia espresso il proprio amore per la band senza prima aggiungere: "Sì, lo so che Morrisey è terribile ma la band mi fa impazzire". Perchè nonostante la poderosa chitarra di Marr, c'è qualcosa negli The Smiths che ci tiene ancorati a Moz, razzista e miserabile vecchio petulante che è diventato. Sapete, la band vanno e vengono, e ognuno di noi prima o poi si trova ad abbandonare certi ascolti nelle nostre diverse fasi della vita, anche quelli che mai avremmo pensato di lasciare. Ma gli Smiths no, gli Smiths sono un impegno permanente. Certo, perchè ascoltarli a 18 anni e riascoltarli a 25, dona nuove chiavi di lettura e nuovi spunti interpretativi. Come se ogni brano, negli arrangiamenti e nei testi, si posi come un velo aderente su chi lo ascolta. La grandezza degli Smiths, risiedeva nella loro unicità. Fino a quel momento, nessuno aveva mai presentato qualcosa di simile. So che può sembrare strano oggi, passati ormai 36 anni dal loro debutto discografico The Smiths, ma l'omonimo gruppo prendeva un po' da tutta la scena musicale del momento, discostandosi allo stesso tempo da essa. Come? Be', gli Smiths non erano impegnativi come i Joy Division né abbastanza rock and roll come Elvis Costello. Non avevano quegli elementi dark di Cure o Siouxsie Sioux. Erano qualcosa di totalmente innovativo. La voce aspra di Morrissey contrastava con il maestoso lavoro di chitarra di Johnny Marr, i testi pieni di mistero e dolore cozzavano con l'apparente allegria delle melodie. Non so come fossero stati in grado di raggiungere un risultato come questo, se fosse frutto di uno studio approfondito o solamente di un particolarissimo estro artistico. Eppure funzionava, e funziona ancora oggi. Gli Smiths non appartengono solo al background culturale degli impietosi nostalgici degli anni '80, ma sono più attuali che mai, e non solo perché orde di ragazzini indossano con ostentata fierezza le loro t-shirt con The Queen is Dead, ma perché le loro argomentazioni, sviluppate in un lirismo quasi metafilosofico, trovano terreno fertile anche nel XXI secolo. Perché? Per essere il simbolo di uno stoica rassegnazione al corso degli eventi. Gli Smiths non volevano cambiare il mondo, si resero conto che era un esercizio inutile. Invece, hanno enfatizzato la desolazione, l'inutilità, l'ordinarietà della vita, aggiungendo il loro tocco amaro e divertente. In altre parole, parlavano in termini che i giovani potevano capire, di cose che solo i giovani potevano comprendere. Ciò a cui Morrissey deve il suo potere, sono i suoi testi, accompagnati da una voce che rimane lacerante, cinicamente estrema, cupamente umoristica e tenera al contempo. La sua capacità di trasformare un mondo di sentimenti in una manciata di parole rimane notevole. Sono essenzialmente l'equivalente britannico dei REM, per azzardare un confronto oltre oceano. La storia degli Smiths è la storia di una collaborazione creativa tra un cantante-paroliere singolare nel suo genere, e un cantautore-chitarrista con un talento folle la creazioni di scintillanti melodie orecchiabili. The Smiths, l'equivalente dei Rossi in Italia: fu Moz ha decidere il nome della band, reclamando che era tempo che la gente comune mostrasse il proprio volto. Questo è The Smiths in breve: dieci canzoni pop inquietanti e sconvolgenti il cui unico scopo è quello di confondere l'ascoltatore con la sua straordinaria aggressività passiva e con l'ambiguità dei suoi testi. Johnny Marr non aveva davvero un degno rivale nel 1984; non sapeva che stava introducendo il suono che moltitudini di band a venire avrebbero fatto del loro meglio per emulare. Il dispiacere espresso attraverso l'album di debutto melodicamente eccezionale e debolmente deprimente di The Smiths è qualcosa che non ero pronto ad abbracciare quando l'ho ascoltato molti anni fa, ma la prospettiva che ho ora mi ha concesso più rispetto per questa uscita. Sapete, The Smiths è considerata la sorella più brutta dei 4 album in studio pubblicati dalla band di Manchester. Quello che forse dovreste acoltare per ultimo provare per ultimo. In realtà si tratta forse  dell'album più coerente di tutta loro discografia. Le loro altre opere potrebbero essere più avventurose, argute e raffinate, ma "The Smiths" continuerà ad essere la Bibbia a cui ogni anima solitaria e confusa che striscia su questo mondo farà fede nel momento del bisogno. Per quanto riguarda la musica in generale, è abbastanza sorprendente quanto sia stata influente questa band. Tra The Smiths e The Kinks si può ricavare la maggior parte del Britpop dalla fine degli anni '80. questo potrebbe essere il loro album più dark di tutti. Anche se forse "dark" non è la parola migliore. È triste, terribilmente. È difficile descrivere quanto suonasse diverso The Smiths quando è stato pubblicato all'inizio del 1984. Questo album ha definito il pop nord britannico in un modo non diverso dai Beatles aveva due decenni prima. Vivendo in un'era dominata dal synth pop e dal cupo post-punk, l'omonimo debutto degli Smiths è stato l'inizio di una nuova era. In apparenza, Scrivendo su argomenti non convenzionali, dall'omosessualità ("Hand in Glove") alla molestia e all'omicidio di bambini, Morrissey aveva un punto di vista decisamente ironico, spiritoso e letterato la cui stranezza era accentuata dalla sua voce off-kilter, che si sarebbe spostata da un grido a una voce guaito in pochi secondi. Mentre la produzione di The Smiths è un po 'incontaminata, le canzoni sono vitali e vive, sviluppando una nuova voce unica nella musica pop. Sebbene gli Smith abbiano continuato a migliorare nel corso della loro carriera, il loro debutto rimane sorprendente ed eccitante.

Reel Around the Fountain

Reel Around the Fountain (mulinello attorno alla fontana) è l'apripista dell'album. Chissà perchè ho sempre pensato che la prima traccia di un album dovesse in qualche modo mediare il suo intero contenuto, come se fosse il punto capace di preparare l'ascoltatore ai successivi brani del disco. Chiaramente, gli Smiths non erano dello stesso parare. Reel Around the Fountain potrebbe essere una canzonetta pop di dubbia importanza, se non fosse per il suo contenuto ambiguo. Attraverso il brano, un giovane, o almeno, qualcuno che lo è stato, racconta di come abbia perso la propria verginità con un amante più vecchio o con più esperienza. Certo, questa probabilmente è l'interpretazione più inflazionata, ma quando Morrissey canta "Hai preso un bambino e l'hai fatto diventare "uomo" - o meglio, più esperto - non mi viene in mente nessun altro rito di passaggio equiparabile alla "perdita di innocenza" provocata dal sesso. Potrebbe riguardare un abuso su minore, o anche la storia di un giovane (non necessariamente troppo giovane) che si innamora di un coetaneo più persuasivo e con più esperienza. Insomma, offre più di una chiave di lettura. Quello che è certo, e che i i due portano avanti questa breve storia d'amore  clandestina che ha una significativa influenza trasformativa sulla psiche del giovane. Andando avanti poi, i riferimenti sessuali non scarseggiano, e i riferimenti più ambigui trovano una propria compiutezza. Moz ha un modo tutto suo di intendere la parola innocenza, che non è solo legato all'infanzia, e quindi alla fase più fanciullesca della vita. Morrisey vede l'innocenza come qualcosa che permane fino a quando non si entra "fisicamente" in contatto con qualcun altro. Un lirismo quindi, che di per sè è abbastanza d'impatto, se non ci fosse quest'aria di romantico disincanto a guidare l'intero arrangiamento. La melodia infatti dà una percezinoe meno seria dell'episodio,e rimanda ad un sentimento a metà tra il rimpianto e il compiacimento. Sembra come se Moz indossasse la maschera di un ragazzo alle prese con le prime volte e le sconvolgenti scoperte della pubertà. Quindi la melodia si assesta su una cantilena malinconica poppeggiante, mentre il testo descrive tutte le contraddizioni che un giovane si trova ad affrontare alle prese con un qualcuno che ha più esperienza di lui. Non c'è romanticismo nel loro rapporto, è qualcosa di puramente carnale: la voce narrante racconte che "potrebbe sbatterlo come una farfalla" ma non ha mai sentito uscire dalla sua bocca frasi dolci come "fammi entrare nel rifugio del tuo letto". Un'espressione che di per sè forse non significa nemmeno molto, ma forse per chi canta rappresenta qualcosa che si avvicini in qualche modo ad una dolcezza. Per quanto riguarda la struttura compositiva, Reel Around the Fountain è il brano più lungo dell'intero disco, e sembra essere diviso in 2 parti: la prima, più lunga - circa 4 minuti - sembra avere un tono più malinconico, e corrisponde alla parte della perdita di innocenza vera e propria, in cui la strofa si ripete per 4 volte. La seconda parte si estende per gli ultimi due minuti, e la melodia più incalzante, quasi allegra, dirotta sulla parte più romantica del testo. C'è questo perfetto incastro tra piano e organo che dona al brano un'anima tutta sua. Il piano tra l'altro è suonato da Paul Carrack, un cantautore e poli-strumentalista di un certo calibro, che nel suo curriculum vantava una serie di collaborazioni con artisti come Elton John, Eric Clapton, B.B. King e tanti altri. 

You've Got Everything Now

Musicalmente più aggressiva rispetto alla prima traccia, You've Got Everything (hai ottenuto tutto) racchiude tutti quegli elementi che diventeranno, di lì a poco, il marchio di fabbrica degli Smiths. A questo punto vi renderete conto che ogni brano degli SMiths si presta davvero a diverse chiavi di lettura; non nè esiste una particolarmente corretta, nè una totalmente sbagliata: ogni ascoltatore ha la propria. In You've Got Everything Now alcuni ci vedono l'amore. Io penso che l'analisi del brano sia molto più semplice, e conosconendo il personaggio, ho buone ragioni di credere che abbia una certa sfumatura autobiografica. La canzone ruota attorno al denaro e al successo, sembra verta su una sorta di confronto tra chi canta e un tipo che potremmo definire con la parola "vincente". Ed è come se tutto il lirismo sia permmeato da una buona dose di invidia. Dunque, questa persona sembra avere "tutto", dove con tutto possiamo pensare si parli di soldi, carriera e amore. Chi racconta però, sente di aver sempre potuto contare su una superiorità intellettuale maggiore rispetto all'oggetto del suo confronto: a scuola era più intelligente, per esempio. L'altra persona poi ha un lavoro, cosa che Moz con un sospirato verso preceduto da una pausa di sconforto indica di non aver mai voluto, ma questo in qualche modo lo pone più in basso rispetto all'altra perseona. Anche se poi ha buone ragioni di crede che tutto questo successo non lo renda comunque felice. Moz si chiede se tutto questo suuccesso lo renda veramente felice, e se non sia solo una facciata la sua. Tra i due probabilmente c'era un qualche rapporto, d'amicizia o forse altro, ma adesso non sono rimaste che le ceneri di questa relazione. E chi canta confessa di non averlo mai nemmeno sopportato la sua faccia. Per queste ragioni, You've Got Everything Now deve riguardare la disillusione, di Morrisey come di qualunque altro, sull'esistenza post-scolastica, post-univeristaria o quel che sia. E come se Morissey si trovasse a descrivere la dolorosa conclusione a cui qualcuno di noi è giunto personalmente: cioè che durante gli anni accademici, il successo, la popolarità raggiunta potrebbero non contare nulla una volta usciti. Tutt quelli reputati reietti p "sfigati", trovano un lavoro, mettono su famiglia, vivono una vita felice, almeno in apparenza. Mentre la vita di quegli esseri superiori, come probabilmente sentiva di essere Morrisey, sembra procedere senza seguire nessuna direzione, a  causa del rifiuto di trovare un lavoro - per esempio- e per l'invidia per il successo degli altri. È quasi un preludio a "We Hate When Our Friends Become Succesfull", una sorta di dolorosissima sorta celebrazione del fallimento. Scusa: non ho un lavoro perchè, pausa di sconforto, non è ho mai voluto uno.

Miserable Lie

Miserablie lie (bugia miserabile) è la terza traccia di The Smiths. Il suo inizio pacato, sembra assestarsi sulla stessa riga di Fountain, per poi sbilanciarsi verso un più movimentato pop-folk argutamente portato avanti dalle corde di Marr. Falsetto di Morrisey. Sembra una corsa frenetica. UN pezzo molto punk scandito dall'energica batteria di Tizio Caio, che seppur non spicchi tra i membri più interessanti del gruppo contribuisce a creare l'atmosfera. Che dire del flasetto forzato di Morrisey? Beh, certamente farebbe impallidire ogni maestro di canto esistente sulla faccia della terra. Che senso ha? Vocalismi isterici Una canzone che solo Morrissey poteva scrivere. Simile in tema lirico a "Pretty Girls Make Graves". Morrissey aveva già detto che aveva perso la verginità a 13 anni e che non era molto bello, quindi forse è questo il motivo della canzone: "Hai distrutto la mia vita simile a un fiore". C'è sicuramente un po' di un elemento omosessuale almeno latente: "Per favore, rimani con la tua specie e io starò con la mia". Anche un po' di critica alle persone che tengono il cervello tra le gambe.Penso che sia una delle canzoni di Moz che prende da un piccolo incidente della sua vita e lo drammatizza enormemente. pensi di essere gay e poi rendersi conto che non nr sei così sicuro e non vuoi che la confusione ritorni di nuovo.

"...by his sweetness and goodness to her through the brief years of his flower-like life."

-Oscar Wilde's De Profundis    

Per quanto riguarda "elemento omosessuale latente", e se invece si trattasse di una rinuncia completa alle relazioni romantiche? Anche se odio pensarlo, credoo che ci sia un chiaro indizio di un desiderio omosessuale latente che permane per tutta la canzone, mescolato con dubbi domande esistenziali ("Che cosa otteniamo per i nostri problemi e il nostro dolore?!"). Il protagonista pone due volte questa domanda, come per affermare che è alla disperata ricerca di una risposta a una domanda apparentemente reotorica, ma poi brontola "solo una stanza in affitto a Whalley Range", affermando chiaramente che la vita non vale davvero la pena di essere vissuta e che anche lui, è condannato a condurre una vita orribile della classe operaia nonostante tutti i suoi sforzi ("guai e dolori") e citazioni letterarie (Oscar Wilde aveva una poesia con le parole "vita da fiore"). Il protagonista è un vanitoso ragazzo che immagina gli uomini più grandi e le descrizioni di un addio ("così, arrivederci") sono tutte nella sua testa. Trova conforto e fuga nel fantasticare - come tutti noi - ma il romanzo immaginario cresto nella sua testa era inappropriato e sbagliato per via delle  molte leggi non scritte della società e quindi mette in scena l'addio. Analizza - intendi il gioco di parole, menti sporche - la perdita di una persona cara e si ritrova a incolpare l'immaginario amante di: "(Hai) distrutto la mia vita simile a un fiore. Non una, due volte. Hai corrotto la mia mente innocente. Non una volta, due volte". La linea sull'amante che corrompe la mente del protagonista è facilmente fraintesa, ma la considero una contraddizione che porta al verso "Ho bisogno di consigli". Come ho detto, l'uomo più anziano esiste solo nella testa del ragazzo, conflitto nella sua testo. Ha accusato una creatura della sua stessa mente di corrompere la sua stessa mente, come una madre che uccide il suo bambino. E quando il ragazzo si rende conto che sta combattendo solo se stesso, e che il suo è solo un conflitto interiore, si sente alla disperata ricerca di aiuto, quindi "Ho bisogno di consigli!". Infine, contrariamente a "Ho bisogno di consigli", il protagonista grida "portami quando vai!". Trovo che questa battuta sia abbastanza spiritosa perché, ancora una volta, il ragazzo trova una risposta alle sue ricerche esistenziali, come fa in "cosa otteniamo per i nostri problemi e dolori? Solo una stanza in affitto a Whalley Range", che è il classico spirito di Morrissey: affermare qualcosa, quindi rivalutare rapidamente tale affermazione e trovare una soluzione. "Prendimi quando vai" suona come se pregasse l'uomo più anziano, l'amante perduto, di riportarlo nella zona di comfort di una mente corrotta. Miserable Lie è una grande canzone e mi piacciono le grida da delfino di Morrissey. Johnny Marr merita elogi come sempre, così come chiunque abbia pensato al cambio di tempo, che si tratti di Johnny, Andy o Mike.

Pretty Girls Make Graves

Anche qui ambiguità. Una scena di vita quotidiana che se pur indirettemante ho già vissuto. L'avere smpre donne - o uomini bellissimi -  e di non essere in grado di soddisfarli. A questo punto il problema può essere emotivo o legato alla propria identità sessuale. Qui sembra che Moz si odi per essere gay (forse, non lo sappiamo se lo se).  E mentre queste donne avrebbero dovuto fargli bene, finivano per fargli del male. Come se stesse deludendo il mondo intero. Quindi credo sia a proposito di un uomo gay che è l'oggetto del desiderio di una donna che non è consapevole della sua sessualità. È frustrato, eppure è ancora più confuso quando si ritrova geloso quando la vede con qualcun altro, forse perchè prima significava che qualcuno lo voleva. Questa canzone potrebbe non aver nulla a che fare con l'omosessualità. Questa canzone parla di una donna che desidera fortemente un uomo ma che lo vuole solo per il sesso. È molto cauto per via dalle passate espansioni che lo hanno lasciato emotivamente segnato. "c'è un modo semplice e veloce, dici" è così emotivamente distaccata che l'unico modo in cui può esprimersi è attraverso il sesso. "Non sono l'uomo che pensi io sia", vuole il vero amore non solo il sesso (questo è il dilemma). "Mi strattoni il braccio e dici: arrenditi alla lussuria, arrenditi alla lussuria" - di nuovo lei vuole fare sesso! Non potrebbe essere più chiaro. Avrei potuto essere selvaggio e avrei potuto essere libero, ma la natura mi ha fatto questo scherzo "- non cambierà i suoi modi, è sensibile al". Lo vuole ora, e non aspetterà, Ma è troppo dura E io sono troppo delicata "-è molto sensibile emotivamente e può solo fare sesso ed essere soddisfatta." Poi, sulla sabbia Un altro uomo, le prende la mano, Un sorriso illumina il suo viso stupido "-ha praticamente dovuto lasciarla andare, è entrato in scena un altro uomo che può saziare i suoi desideri sessuali con meno attaccamento emotivo. E da questo momento, l'uomo si accorge di essere attratto da lei "Ho perso la fiducia nella femminilità" - è successo qualcosa nel suo passato che gli ha fatto perdere la sua fiducia quando  con le donne, è molto attento. Vuole una vera donna ... ma ammettiamolo, quasi impossibile da trovare di questi (e quei) tempi.  "Pretty girls make graves" è una citazione del Dharma Bums. Nel libro, la filosofia alla base è che le "belle ragazze" portano alla lussuria, che a sua volta porta alla nascita, che a sua volta porta alla sofferenza e poi, inevitabilmente, alla morte o vvero alle "tombe". Sulla base di questo, il personaggio vede il celibato come l'unico modo per interrompere il ciclo. Pertanto, non credo che il narratore è gay, come alcune persone hanno detto. Penso che il trucco a cui Morrissey fa riferimento sia in realtà la lussuria, qualcosa che sembra portare al piacere, ma in realtà è la causa di tutta la sofferenza.In riferimento ai commenti "asessuati", Morissey era ed è estremamente esperto, e sapeva che fare una dichiarazione generale sulla sua sessualità avrebbe influenzato negativamente alcuni dei suoi ascoltatori, nella misura in cui avrebbero potuto interpretare i suoi testi in modo diverso, o in un modo che potrebbe contaminare un approccio aperto alla sua musica. È ovvio che Morissey è bisessuale, o almeno le sue canzoni sembrano indicare questo. Se fosse veramente "asessuato", la sua musica non verrebbe iniettata con tanta passione. La sua musica parla più della lotta che dell'essere disinteressato. Molto probabilmente è come molti artisti, che non pongono confini / costrutti sociali su atteggiamenti o comportamenti. Morissey era in anticipo sui tempi, costringendo le persone a rivolgersi alla sua musica, non alla sua vita privata. In conclusione: Morrissey lotta con il sesso, la sessualità, le relazioni, ecc. E tutte queste lotte vengono fuori nella sua musica. Definirlo sarebbe limitante. "Avevo anche attraversato un intero anno di celibato basandomi sul sentimento che la lussuria era la causa diretta della nascita che era la causa diretta della sofferenza e della morte e non avevo davvero nessuna bugia arrivata al punto in cui consideravo la lussuria come offensiva e perfino crudele. "Le belle ragazze fanno le tombe". Pretty Girls Make Graves è una canzone dell'album di debutto acclamato dalla critica degli Smiths del 1984 intitolato The Smiths. Pretty Girls Make Graves, come suggerisce il nome, è una canzone che avverte gli uomini di stare lontani da belle femmine poiché ciò può portare a conseguenze disastrose. Nella canzone, la cantante (Morrissey) parla di un giovane che ha una relazione con una ragazza molto carina e di come questa ragazza continui costantemente a fargli pressione per impegnarsi in un rapporto con lei. Il costante rifiuto del giovane di fare ciò che la sua ragazza vuole che faccia la costringe a scaricarlo rapidamente e cercare un altro uomo. Lasciato con il cuore spezzato e triste, il giovane giura quindi di non fidarsi più della femminilità pronunciando di nuovo la linea classica "Ho perso la fiducia nella femminilità", che è una delle battute più famose della canzone. Tutto sommato, la canzone consiglia agli uomini di stare molto attenti quando hanno a che fare con belle ragazze poiché possono condurle alle loro prime tombe.

The Hand That Rocks The Cradle

The Hand That Rocks the Cradle Is the Hand That Rules the World (La mano che fa dondolare la culla è la mano che governa il mondo) è una poesia dello statunitense William Ross Wallace che elogia la maternità come la forza preminente nel mondo. Prende vita dal proverbio inglese, secondo cui le donne, e le madri in particolar modo, hanno un'influenza decisiva sulla società futura proprio perchè mettono al mondo e crescono la nuova generazione. A livello musicale, è tra le meno convincenti del disco insieme a I Don't Owe You Anything. Ma a differenza di quest'ultima, qui certi aspetti sono ponderati. Una ballata lenta, sempre uguale nella struttura melodica, senza particolari sussulti armonici. Considerato però il contenuto del suo testo, non è un caso che il brano assuma le sembianze di un moderna nenia brit-pop. Infatti, proprio come una ninna nanna, si muove lungo tutta la sua durata sempre allo stesso modo, con un giro di accordi sulla falsariga di «Kimberly» di Patti Smith. La scelta, come dicevo, è perfettamente coerente al significato intrinseco di The Hand that rocks the Cradle; perché la vera forza della canzone sta nel suo lirismo. Quando l'ho ascoltata la prima volta, ricordo di essere rimasta colpita dall'intensità e della bellezza del suo testo. Versi come "Le ombre sul soffitto sembrano prendere vita e l'armadio domina la stanza come una bestia rapace;mentre accade questo c'è tristezza nei tuoi bellissimi occhi, oh, i tuoi straordinari occhi intatti", hanno una struttura e una musicalità quasi poetica. Qui per la prima volta in tutto il disco, c'è un ritratto dell'amore nella sua forma più pura: quella di un padre verso suo figlio. SI parla di pianti, dell'uomo nero, di fantasmi, mostri e persino di cattive persone, cioè di tutti i più grandi timori di un bambino in tenera età. Che poi, sono anche elementi ricorrenti nelle nostre ninna nanne. Per ragioni sconosciute a noi ascoltatori, il nostro protagonista sembra aver abbandonato suo figlio appena nato, forse perché si trattava del frutto di un'unione avvenuta al di fuori del matrimonio, o semplicemente perché incapace di assumersi certe responsabilità. All'inizio, sembra non importargli nulla del bambino, tanto da non chiedersi nemmeno quale sia il suo nome. Ma qualcosa in lui cambia, e come "una falena torna verso le fiamme", così lui decide di ritornare da suo figlio. Il piccolo ormai a 3 anni, e il suo papà è profondamente rammaricato per le conseguenze delle sue azioni. Ma ora è lì con lui, e con lui resterà per sempre, proteggendolo da tutte le sue paure e dalle cose brutte del mondo. Nell'ultima strofa, sembra quasi che il narratore voglia lasciar intendere che il vero motivo del suo allontanamento non dipendesse totalmente da lui, ma che fosse una decisione presa per il bene della sua mamma. Ad ogni modo ora sono insieme, e lo amerà per sempre. Quindi qual è il messaggio che vuole darci Moz? Be', che nonostante la possibilità di mancanza di amore tra i suoi genitori, o di un rapporto convenzionale così come dettato dalla società, rimane un assoluto e incondizionato amore per il figlio. Quando a Morrissey fu chiesto quale fosse la storia dietro il brano, la sua risposta fu criptica tanto quanto il testo: "Deriva da una relazione che ho avuto che non aveva nulla a che fare col romanticismo. Quindi se stiamo parlando di quello, beh, non ne so davvero molto. Ma in altre cose, sono abbastanza capace di fare un'osservazione".

This Charming Man

Eccoci arrivati alla punta di diamante di The Smiths: This Charming Man. Questa è forse tra le canzone più importanti del gruppo inglese, quella con cui hanno guadagnato il consenso di pubblico e critica al contempo. In una sua intervista del 2007, Noel Gallagher, ex-Oasis, dirà che dopo aver ascoltato This Charming Man ogni cosa per lui ha cominciato ad avere un senso e che il suo testo è "fottutamente meraviglioso". E' stata inserita anche al primo posto  tra i 50 singoli indie rock inglesi di tutti tempi. Prima di cominciare, una precisazione: la versione di This Charming Man contenuta in The SMiths è la terza versione eseguita dalla band. All'inizio della loro straordinaria carriera, il singolo di debutto Hand in Glove non si rivelò un grande successo. Spinto dall'esigenza di pubblicare una hit che potesse essere all'altezza delle aspettative, Marr partorì questa meraviglia, un brano quasi rock'n'roll nell'andamento, e che per questo è più facilmente digeribile rispetto a tanti altri contenuti nel disco. Grazie a questo singolo, gli Smiths, diventarono la prima band indipendente a comparire su Top of the Pops, il 24 novembre del 1983, dove la band si esibì in playback, con Morrissey che impugnava dei gladiolo. per contrastare la onnicomprensiva estetica austera della Factory Records. La gente ha pensato che fosse un omaggio ad Oscar Wilde e da quel momento è diventata un'apparizione iconica. Il motivo di tanto successo è da ricercare nelle immagine meravigliose che This Charming man evoca. In questa nuova storia, il protagonista si trova su una collina deserta, in sella alla sua bicicletta. Buca una ruota, e nel momento in cui si trova a dover riflettere su un modo per poter tornare a casa, si chiede se l'affrontare certe avversità non lo renderanno finalmente più maturo. A questo punto, un uomo affascinante con la sua bella macchina si ferma e gli offre un passaggio. Indeciso se affrontare le cose da solo, imbracciando la bicicletta e faticando per tornare a casa, alla fine opta per la via più semplice: smettere di pensare e godersi il giro in macchina. Perché complicarsi la vita, "coccolare le sue complessità" pensando ad una soluzione per tornare a casa, se il cuoio su quel sedile "scorre così liscio"? A quel punto, l'uomo invita ad uscire il ragazzo, quella sera stessa. Lui risponde di non poterlo fare, non perchè non voglia, ma perchè non ha un vestito adatto: appartengono a due classi sociali troppo distanti. Ma l'uomo lo consola dicendo lui che è bellissimo anche così, e che lo sarebbe con qualsiasi cosa indosso. Al di là del ripetersi della relazione tra uomo e ragazzo, gli Smiths forniscono un ritratto tanto bello quanto triste della gioventù: racconta della naturale propensione di certi ragazzi a fare continuamente affidamento sugli altri per risolvere i propri dilemmi. Il verso "La natura farà di me un uomo ancora?" si riferisce al fatto che il protagonista è abituato al mondo protetto della società moderna, e non è in grado di gestirsi da solo. E c'è la  giustapposizione tra colui che usa le proprie gambe per superare la vita contro chi sceglie di farsi dare un passaggio dagli altri. In uno scenario in cui il giovane potrebbe essere incline a badare a sè stesso, viene attirato dal "giro libero" che l'uomo ha da offrire e prende la via d'uscita facile, dove non deve meditare su come sopravviverà: può semplicemente farsi aiutare da qualcun altro. Qui Morrissey inserisce un interessante riferimento cinematografico come guida all'interpretazione: Il verso A jumped-up pantry boy è, infatti, un riferimento a Gli insospettabili, film con Laurence Olivier e Michael Caine e sceneggiato da Anthony Shaffer: in un dialogo del film Olivier accusa Caine, minacciandolo con un'arma, di essere a jumped-up pantry boy who doesn't know his place. Ora è qui che la canzone diventa un po' oscura. Questo stile di vita ha un prezzo, ed ecco il colpo di scena: la frase "Restituisci l'anello" è di per sé enigmatica, e potrebbe essere la metafora di una relazione seria, dove l'anello indica l'anello di fidanzamento. Il fatto che lo debba restituire, sta ad indicare che una volta soddisfatti i suoi bisogni, dopo averlo usato per i suoi scopi, questo uomo non ha più bisogno del ragazzo. E lui si ritrova a dover affrontare la sua mancata crescita ancora una volta. O più forzatamente, che per godere di certi lussi, o bisogna nascere in un certo ambiente, o faticare molto per averli.

Still Ill

 la mente che controlla il corpo, o il corpo che controlla la mente?"

Questo è il grande dubbio esistenziale che Moz e soci si trovano a dover affrontare in Still Ill, sesto brano di The Smiths. Punto alto del disco, Still Ill fa parte dei brani più amati dai fan e non della band. Anche qui, il punto di forza del brano sta nel suo contenuto. Lo so, probabilmente sono ripetitiva, ma il connubio lirismo e melodia trainante è così ben assestato da renderla una piccola perla. Forse l'obliquità e l'ambiguità delle parole avevano lo scopo di rendere canzoni come Still Ill qualcosa con cui fosse possibile relazionarsi sempre, e ognuno nella propria misura. Questa malattia di cui Moz parla potrebbe essere un'allusione alla depressione, o all'omosessualità. Io personalmente ci leggo una forte componente politica, è la malattia a cui fa riferimento è quella che attraversa il suo paese ormai da un decennio. Apriamo una piccola parentesi storica: Margaret Thatcher è stata Primo Ministro dell'Inghilterra tra il 1979 e il 1990, periodo in cui, secondo Morrissey e molti altri, l'Inghilterra finì in rovina. A quel tempo l'industria manifatturiera britannica fu distrutta, ci fu una disoccupazione di massa a causa delle politiche di Thatcher, il latte gratuito per i bambini delle scuole in Gran Bretagna fu abolito, c'era la famigerata imposta sui sondaggi che finì per vedere i poveri pagare più tasse dei ricchi, e vennero adottati tutta un'altra serie di provvedimenti che misero in ginocchio l'intera nazione .Morrissey veniva da una famiglia umile, apparteneva a quell'ultimo scalino della società, e come milioni di altre persone nelle sue condizioni, deve aver sofferto molto in quegli anni. Come se ciò non bastasse, il governo Thatcher era dichiaratamente contro gli omosessuali; è vero, Moz non si dichiarerà mai apertamente omosessuale, ma non ho dubbi di credere che fosse e sia un tipo di ampie vedute. L'iconica "è il corpo che governa la mente o la mente che governa il corpo" assume la forma di una chiara allusione alla società inglese. Morrissey si chiede come siano potuti arrivare a quel punto, se l'Inghilterra degli anni Ottanta fosse il prodotto del popolo o di chi la governava. Anche diversi anni dopo, quando Thatcher morì, nel 2013, Morrissey nutriva ancora odio per lei, non risparmiandosi nemmeno il giorno della sua morte, definendola una persona "barbara, senza un' atomo di umanità". Nel brano quindi prende piede con una critica satirica piuttosto letterale della società inglese moderna, e rappresenta "un infuso di amarezza per i fallimenti politici del paese", come definito dall'indipendent  nel 2018. Il testo della canzone vede il narratore parlare dell'Inghilterra che cambia in peggio; secondo Morrissey, le cose sono andate così male che sente che la gente non può più "aggrapparsi ai vecchi sogni". È una canzone lunatica e toccante che teme che la vita non sarà mai più semplice e spensierata. C'è un sentimento di tristezza e rabbia nei testi, come se non potesse ancora accettare ciò che è accaduto. Per sottolineare quanto l'Inghilterra fosse cambiata in peggio, Morrissey si spinge fino a parlare di baciare affettuosamente il suo amante e di non provare lo stesso modo in cui si sentiva ai vecchi tempi quando si baciavano. Anche il ponte di ferro è un riferimento nostalgico, un simbolo arrugginito di un tempo migliore, forse più significativo. Proprio come non riesce a trovare un posto nell'Inghilterra moderna, non riesce a trovare l'amore.

Hand In Glove

Hand in Glove fu il primo singolo estratto, quello che non ottenne il successo sperato e che convinse Marr a ripiegare su qualcosa che potesse essere più allegro e radio-friendly: This charming man, come già detto poco fa. Qualche tempo dopo l'uscita del singolo, la canzone venne reinterpretata da Sandie Shaw, con Morrissey in secondo piano all'accompagnamento vocale, ed ebbe un buon successo nelle classifiche, cosa che non era riuscita alla versione originale.L'approccio ritmico è secco e veloce, il riff si muove su una serie di accordi aperti che donano al brano una freschezza particolare. L'armonica poi è un tratto di pregio dell'intero brano. Lo spirito cantato è lo stesso della chitarra, e il duo Marr-Moz sembra viaggiare sugli stessi binari, anche se su treni differenti. Una canzone che ha bisogno di tempo per essere assimilata, questo è certo. Secondo Morrissey (in un'intervista con la rivista Star Hits), Hand in Glove è una canzone che parla di solitudine; stando a quanto detto invece da Johnny Marr  all'NME, tratta di amore e amicizia. Marr una volta disse anche al biografo Simon Goddard che sentiva che il testo di Hand in Glove fosse una celebrazione alla grande amicizia tra lui e Moz. Non è detto che un'interpretazione escluda necessariamente l'altra, anzi: penso che parli di entrambi le cose. Parte di questa canzone - come molti dei testi di Morrissey - è presa dal dramma A Taste of Honey (Sapore di miele): nello specifico, dalla condannata storia d'amore tra la protagonista adolescente Jo, vivace e sessualmente inesperta, e il marinaio nero più anziano, Jimmy. Quando Morrissey canta "E se le persone fissano, allora le persone fissano / oh, davvero non lo so e davvero non mi interessa" sta semplicemente rielaborando il dialogo che segue il tentativo di Jimmy di baciare Jo in pubblico. E una dimostrazione d'affetto in pubblico, tra una coppia di razza mista e con tanta differenza d'età, non era solo sconveniente, ma un vero e proprio fosse tabù sociale. Al si là del citazionismo, per cui gli Smiths scomodano anche Leonard Cohen e la sua "Take This Longing", questa relazione ideale potrebbe essere tanto d'amore quanto d'amicizia. E' un rapporto vissuto con grande sintonia, e reciproco rispetto, tra due persone che sono "pappa e ciccia", o melgio, che vanno "d'amore e d'accordo", come indica il titolo del brano. I due protagonisti credono che il loro rapporto sia migliore di qualsiasi altro al mondo. Questa bella sinergia però è destinata a finir, rovinata dal pessimismo di uno dei due e da una società conformista che giudica senza conoscere. Da qui, la necessità di adattarsi e troncare la storia. Io, che ho una visione tutta romantica del mondo, credo che Morrissey abbia voluto raccontare quanto giovi dal vicendevole scambio di stimoli e input che ha con Marr. Si parla d'amore sì, ma in senso lato, e forse della forma di affetto che per Morrissey è meno edulcorata tra tutte: la reciproca stima. Il finale è sì drammatico, ma racconta la realtà dei fatti in un mondo parallelo in cui il mitico duo non ha la capacità di reggere tutte le critiche legate al loro lavoro, e che in qualche modo avranno a che fare anche con i testi e con il personaggio di morrissey. Che Marr e Mozz siano una coppia rimasta nella leggenda della musica indipendente poi, è un dato di fatto.

What Difference Does It Make?

Siamo in dirittura di arrivo, verso il finale di un album che, almeno per il momento, non conta nemmeno un punto basso. What Difference does It Make - letteralmente, Che Differenza fa? - è un brano di successo, nonostante rientri tra i meno amati da Moz stesso. La melodia è incalzante come al solito, merito dei riff azzeccatissimi ideati da Marr e da Miky e Roucrke che nonostante siano sempre nell'ombra di voce e chitarra, riescono a tenere testa ad entrambi, creando una sezione ritmica di tutto rispetto. La canzone parla della fine di una relazione, che non è ben chiaro fosse d'amicizia o d'amore. Ma ormai abbiamo capito che l'indefinitezza fa parte dello scintillante mondo degli smiths. Il brano prende il via con un taglio ironico; il narratore dice di avere un segreto, esattamente come gli altri uomini, e che è arrivato il momento per lui di rilevarlo..dunque, che razza di segreti sono se vengono divulgati? Ad ogni modo, decide di vuotare il sacco, di raccontare qualcosa che non hai mai detto prima, nella speranza che l'altro lo possa accettare. Dopotutto, racconta Moz, hanno "attraversato l'inferno e la marea insieme", e sa di poter fare affidamento su lui/lei. Questi invece sembra sconvolto da quanto appreso,e si allontana dal suo amico/amante, rifiutando di mandare avanti il loro rapporto e vomitandogli addosso anche parole offensive. Lo fa vergognare di essere quel che è . Ma Moz continua col suo canto esasperato, domandandosi che differenza possa esserci tra la persona che era prima, e quello che è diventato dopo aver rivelato il vero sé stesso. Dopotutto, i suoi sentimenti non sono mutati,e prenderebbe una pallottola per il suo amico/fidanzata; e se ha mentito sulla sua vera natura, è solo perchè l'altro, forse indirettamente anche, gli aveva chiesto di farlo. Nonostante la sofferenza provocata sia così immensa non può continuare a portare avanti certi segreti, si sente stanco e afflitto, ma sarà sempre pazzo di lui/lei. Molti fan di Smiths credono che la canzone riguardi la vita personale del cantante degli Smiths. Secondo loro Morrissey sta fondamentalmente cantando di essere stato respinto da un suo amico dopo avergli rivelato della sua omosessualità. Tuttavia è vero, ci sono persone che rimandano l'intera discografia degli Smiths ad una presunta omosessualità di Moz, ma qui c'è qualcosa che lascia credere anche a me che si tratta di un rapporto tra uomo e uomo: l'uso della parola "pregiudizio". Potrebbe trattarsi anche di un uomo adultero, che trova finalmente il coraggio di confessare alla sua donna certe scorrettezze; ma in questo caso, perché parlare di un pregiudizio?

I Don't Owe You Anything

Non so se per voi valga lo stesso, ma la musica degli Smiths mi fa venire voglia di ballare e di buttarmi sul letto a pensare, nello stesso momento. I Don't Owe You Anything incarna alla perfezione questo spirito di nostalgica malinconia che difficilmente troverete in altri brani. La canzone inizia con il narratore, forse ubriaco, che prova ad attaccare bottone con una ragazza che conosce bene. Lei risponde"Oh, non voglio uscire stasera" ma il protagonista sa che è solo un diniego gentile, un modo elegante per dirgli che non è interessata. Il ragazzo è profondamente deluso dalla sua risposta, perchè sa che è un persona che è esce sempre e che uscirà anche quella sera, probabilmente con un altro ragazzo che la farà sorridere. E, in  preda alla collera, le urla contro che lei, in fin dei conti, glielo deve.  Dopo tutto il tempo passato a inseguirla, a corteggiarla, pretende che i suoi sforzi vengano ripagati in qualche modo. Ma la ragazza non sembra curarsene troppo, perchè a talmente tante alternativa a disposizione che non si cura di ferire i sentimenti di qualcuno. E' una amore adolescenziale, forse sofferto, e qanche questa volta la figura della donna viene associata a quella di un'arpia senza empatia che sfrutta a proprio piacimento l'amore di una povera anima. Un tantino misogino da parte di Moz, che in altre parti del disco comunque non ha nascosto la sua antipatia nei confornti del genere femminile. Niente di particolarmente sorpendente in I Don't Owe You Anything: piacevole nell'ascolto e con un testo apparentemente trasparente, va a stemperare l'aria più intellettualmente onerosa del resto del disco. Un momento disimpegnato ma armonicamente coerente col resto del disco, che non va in alcun modo a minarne la continuità. Dopotutto, mica poteva essere un album di soli capolavori.

Suffer little Children

L'ultimo brano di The SMiths è anche il primo che Morrissey e Marr abbiano mai scritto in assoluto. Come in Still Ill, Moz torna a parlare dei turbamenti che coinvolgono la sua amata Inghilterra. Ma questa volta, il brano non riguarda la politica; Suffer Little Children racconta gli efferati Moors Murders (Omicidi delle brughiere), una serie di delitti che sconvolsero l'intera Gran Bretagna negli anni sessanta, compiuti dalla coppia di serial killer Ian Brady e Myra Hindley tra il luglio 1963 e l'ottobre 1965, nella zona della Greater Manchester. Le vittime furono cinque, e si trattò di bambini ed adolescenti di età compresa dai 10 ai 17 anni. Ai tempi degli omicidi, le vittime avevano solo qualche anno in più di Morrissey, e l'episodio costrinse l'intera nazione ad accettare una nuova scomoda verità: che una donna - definita dai tabloid la "più malvagia al mondo" - può essere crudele e disumanizzata tanto quanto un uomo; e che protezione e sicurezza, sono due frangenti della vita incontrollabili. Il titolo della canzone è una frase del Vangelo secondo Matteo, capitolo 19, versetto 14, in cui Gesù rimprovera i suoi discepoli per aver allontanato un gruppo di bambini e dice: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». Sebbene cinque bambini siano stati assassinati nei Moors Murders, solo tre sono nominati nella canzone: John Kilbride ("oh John non sarai mai un uomo"), Lesley Ann Downey ("Lesley Ann con le tue belle perle bianche"), ed Edward Evans ("Edward, vedi quelle luci seducenti"). Gli omicidi di Keith Bennett e Pauline Reade furono attribuiti a Myra Hindley e Ian Brady solo dopo che "Suffer Little Children" era già stato rilasciato. "Potrai dormire, ma non sognerai mai", è un chiaro messaggio agli assassini; Moz sentenzia che i fantasmi degli orrori perpetrati li tormentano per il resto dei loro giorni. Il pezzo chiaramente ebbe una certa risonanza mediatica ai tempi, visto il tema trattato. Quando l'arte assume ed ingloba un'atrocità storica, il pubblico non reagisce sempre nel migliore dei modi: in questo caso, non venne visto come un omaggio alle vittime, ma come un modo per sfruttare l'episodio per i propri personalissimi scopi. Il disco venne inizialmente ritirato dagli store proprio a causa di Suffer Little Children e ci vorranno anni prima che il pezzo venga accettato comunemente come un'opera senza fini di lucro. Morrissey diventerà in seguito amico di Ann West, madre della piccola Leslie Ann.

Conclusioni

"Qualunque cosa voi mettiate in un testo per definire il vostro amore o il vostro odio, Morrissey lo fa meglio"

(Noel Gallagher)

Che dire di The Smiths? In poche parole, è melodicamente eccezionale e debolmente deprimente. Il dispiacere espresso attraverso l'album di debutto degli Smiths è qualcosa che non ero pronta ad abbracciare quando l'ho ascoltato la prima volta, molti anni fa. Ma la prospettiva che ho acquisito ora, dopo anni, mi ha concesso di ascoltare con più rispetto quest'opera. Perchè dovete sapere che The Smiths è considerata la sorella brutta dei 4 album in studio pubblicati dalla band.. Quello che forse dovreste ascoltare per ultimo. In realtà si tratta forse  dell'album più coerente di tutta la discografia. Le loro altre opere sono più avventurose, argute e raffinate, ma "The Smiths" continuerà ad essere la Bibbia a cui ogni anima solitaria e confusa che striscia su questo mondo si rivolgerà nei momenti più bui. I suoi  testi cupi e romantici trovano sostegno nei riff di chitarra, mentre questa voce sempre a un passo dalla stonatura, canta di tutte le contraddizioni e i baratri emotivi dell'epoca. Forse The Smiths è il più dark di tutti, anche se "dark" non è la parola più azzeccata. Diciamo solo che è triste, terribilmente. Risulta difficile poi descrivere quanto diverso suonasse The Smiths quando è stato pubblicato all'inizio del 1984. Questo album ha definito il pop nord britannico in un modo non diverso dai Beatles due decenni prima. Scrivendo su argomenti non convenzionali, dall'omosessualità, alla molestia e all'omicidio di bambini, Morrissey aveva un punto di vista decisamente ironico, spiritoso e letterato. A differenza delle più prepotenti icone punk, Morrissey è un elegante e raffinato provocatore. Sapeva che scrivere un certo tipo di testi avrebbe influenzato negativamente alcuni dei suoi ascoltatori, nella misura in cui avrebbero potuto interpretarli in modo sbagliato. Ma non gli interessava. È molto probabile che Morrissey sia bisessuale, o almeno, ci sono degli elementi nella sua musica, e nella sua vita, che sembrano indicarlo. E di norma, la cosa non mi interesserebbe più di tanto. Ma nel caso degli Smiths bisogna tenerne conto, perché questo aspetto  rende la loro musica più vivida, più vera ; non verrebbe iniettata con tanta passione, se parte di quello che viene cantato non fosse il frutto di esperienze vissute. In questo senso, Morissey  è un anticipatore, costringendo le persone a rivolgersi alla sua musica, e non alla sua vita privata. E definire la musica degli Smiths unicamente sulla base degli orientamenti di Moz, sarebbe limitante. Gli Smiths portano avanti delle lotte molto personali, contro il sesso, la sessualità, le relazioni, ecc. attraverso un rock-pop basic, rispetto alle imperanti cadenze elettroniche del synth pop degli anni '80. La vicinanza artistica ai cugini punk e dark si sente, ed è ovvio che non avrebbero potuto dissociarsi tanto dalle tendenze del secolo. Ma la differenza sta nel fatto che  Marr è capace di tessere melodie cariche di malinconia con un gusto immediatamente riconoscibile. Per non parlare poi della figura del rocker macho che qui viene terribilmente stravolta: il cantante non è più un aggressivo individuo truccato e cosparso di borchie e lattex, ma un hipster dagli occhiali grandi che gira in bicicletta e canta dell'amore vero. Moz è un nuovo poeta romantico decadente che vede il sesso come un demone capace di divorare i più puri sentimenti. E questo differenzia The Smiths  anche dalle più tradizionali canzoni d'amore che compongono l'universo musicale. E' un piccolo capolavoro che dovrebbe far parte della collezione di ogni cultura, e nonostante i suoi 36 anni, sembra invecchiare benissimo Gli Smiths sapevano qual era il loro posto nel mondo fin da subito. Sebbene abbiano continuato a migliorare nel corso della loro carriera, il loro debutto rimane sorprendentemente disarmante.

1) Reel Around the Fountain
2) You've Got Everything Now
3) Miserable Lie
4) Pretty Girls Make Graves
5) The Hand That Rocks The Cradle
6) This Charming Man
7) Still Ill
8) Hand In Glove
9) What Difference Does It Make?
10) I Don't Owe You Anything
11) Suffer little Children