THE RITUAL

Beyond the Fragile Horizon

2011 - Bakerteam Records

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
22/10/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Innegabile quanta potenza si respiri nel thrash anni '80, l'old school dei Metallica, Megadeth, Anthrax, Testament e di tutti quei gruppi simbolo del portentoso speed metal di allora. Oggi ne abbiamo un vivido ricordo, che teniamo sempre acceso ascoltando con passione i gioielli musicali, di un'era che ahimè non tornerà più, e sempre più spesso oggi rimpiangiamo quel sound sporco ma tanto trascinante, che in pochi riescono a ripercorrere ai giorni nostri.

Da allora molte sono state le evoluzioni del thrash metal, dal death alla black, dal groove al punk e dal tanto inflazionato alternative al metalcore, lo stile si è ampliato, con innesti sonori e ritmiche più moderne, il vecchio thrash nato nella Bay Area Californiana, guarda dal suo piedistallo gli eredi che ha generato, con la consapevolezza di essere comunque il Re indiscusso di questo filone musicale.

Parlando nello specifico di metalcore, mi soffermo su una nuova band italiana tutta piemontese, i The Ritual che nascono dalle ceneri di una precedente band i Free Spirits, inizialmente improntata sul lavoro di cover di gruppi famosi quali Metallica, Pantera, Van Halen e Deep Purple, rispolverando tali capolavori in versione thrash. Il cambio dal vecchio al nuovo gruppo, coincide anche con la composizione del primo pezzo originale, avvio di una strada sempre più all'insegna di scritture autonome; si palesano i primi concerti, le partecipazioni a manifestazioni e concorsi dai quali scaturiscono anche dei premi, inoltre un cambio di formazione oggi in pianta stabile, porta i ragazzi piemontesi a realizzare un promo nel 2009 ed un altro nel 2011, presto succeduto dal primo full lenght di prossima uscita.

La line up odierna che compone i The Ritual vede Marco Obice alla voce e chitarra ritmica, Marco Pastorino (Secret Sphere, Shining Fury) alla chitarra solista, Luca De Vito alla batteria e Liuk J. Abbott al basso, i quattro musicisti si cimentano nell'opera prima con questo full lenght "Beyond the Fragile Horizon" distribuito per la Bakerteam Records, che uscirà il 14 novembre 2011 e conterrà 10 tracce.

Comincio l'ascolto del disco e la prima canzone è la title track dell'album "Beyond The Fragile Horizon" uno strumentale melodico ed evocativo, adornato dall'eco di una voce femminile, preludio della seconda traccia "Show Me What You Can Do" che irrompe subito poderoso, con portentose rullate di cassa; già dalle prime note si evince la netta componente groove/core. Il serrato blast beat è protagonista indiscusso, la ritmica è dinamica e coinvolgente, porta ad un bel solo di chitarra con conseguente cambio di armonie, sicuramente il tutto non è nulla di originale, ma ben eseguito.

La forte impronta dei Bullet for my Valentine è presente nel sound dei The Ritual, l'ispirazione tratta dalla band di Matt Tuck è palpabile ovunque, come nella seguente "Jason On The River" dove un potente muro sonoro si alterna a fasi più melodiche, per quanto mi riguarda questi ragazzi ci sanno fare, la strada è ancora lunga per trarre le mie conclusioni, per cui continuo l'ascolto e mi ritrovo avvolta da dinamiche dalla fitta trama, in cui la strumentazione si lega in nodi compatti, difficili da sciogliere, insinuandosi nelle orecchie con persistente convinzione.

L'inizio di "Hysteria & Madness" spara le note tutt'intorno come un mitra impazzito, le cui pallottole vagano alla velocità della luce, bucando letteralmente i timpani, ed ecco arrivare i primi momenti di thrash puro, un po' oltre metà canzone lo spasmo è cadenzato e martellante, delirio!!!

La calma non vuole saperne di arrivare, i The Ritual continuano con concitazione in "Shoot Me" un breve intermezzo più melodico stempera i toni accesi di quest'altra bordata, ma è solo un attimo, proprio i quattro ragazzi non ci pensano a rallentare la presa, very good!

Con "Without" assaporo un andamento più blando, ma sempre denso di energia, mi piace la grinta costantemente palpabile in ogni brano, in ogni singola nota, ed un particolare apprezzamento lo rivolgo al batterista, il quale non si limita a picchiare le sue pelli, le fa vivere di vita propria, mentre le corde di Pastorino danzano elettriche attorno alla penetrante voce di Obice.. mi piacciono, si si mi piacciono proprio!!!

I 7 min di "Together" scorrono all'insegna di partizioni musicali basate sulla commistione, peculiare nel metalcore, di parti tirate ad altre più melodiche, questa traccia chiaramente non fa eccezione; l'interpretazione vocale di Obice è impeccabile, il giovane vocalist dimostra doti qualitative molto buone, personalità e carisma lo rappresentano, spaziando abilmente dalle fasi più concitate e quelle più armoniche.

L'ottavo pezzo "The Slave" è uno spaccaossa dal comparto sonoro densamente amalgamato, il veterano Pastorino dimostra la sua abilità apportando una rilevante carica emotiva, imbracciando la chitarra con passionale avidità.

Il concetto di devasto si perpetra nella successiva "The Liar" in cui la batteria di De Vito e le corde di Pastorino, creano un legame empatico di disumano impatto sonoro, il tutto avvolto dal basso intento ad avvolgere i complici di tanta potenza distruttiva.

La traccia conclusiva è "Nothing Is The Same (Sacrifice)" ultima cannonata di questo musicalmente parlando, bellicoso album, che mantiene tutti i crismi della potenza, dalle evoluzioni alle corde, al blast beat serrato, all'energia travolgente, alla quale è impossibile sottrarsi, il funambolico riff nel finale precede l'incattivita e disperata interpretazione di Obice, il quale ormai gode di tutto il mio apprezzamento.

Il debut album dei The Ritual è un esordio dal mio punto di vista più che buono, il thrash/core che li rappresenta, non ha portato chissà quale originalità compositiva, ma l'abile esecuzione, il coinvolgimento emotivo e la trascinante carica esplosiva che emanano, è indiscussa e né fa ai miei occhi, una delle nuove bands che seguirò con interesse ed affetto, per cui supportiamo il metal italiano, cominciando ad acquistare dischi che come questo, meritano un posto nella nostra personale collezione.


1) Beyond The Fragile Horizon
2) Show Me What You Can Do
3) Jason On The River
4) Hysteria & Madness
5) Shoot Me
6) Without
7) Together
8) The Slave
9) The Liar
10) Nothing Is The Same
(Sacrifice)