The Mung

The Mung

2010 - Rotten Roll Rex

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
13/01/2012
TEMPO DI LETTURA:
6,5

Recensione

Il bellissimo continente dell'Australia, con i suoi paesaggi incontaminati, le vedute cittadine modernissime ed irradiate da milioni di luci durante la notte, gode di un fiorente e prolifico underground metal, che spazia tra i vari generi, dal thrash al black, dal gothic al death metal.

Dalla gigantesca Melbourne, città seconda solo a Sydney per estensione e popolazione, provengono i The Mung, band di brutal death metal formatasi nel 2009; la band si cimenta in quello che è sicuramente il genere più estremo musicalmente, e l'anno successivo alla loro nascita, pubblicano il primo lavoro discografico, un ep dal titolo "The Splatter Sessions".

In una città come Melbourne, che possiamo assolutamente definire una metropoli, troviamo una paesaggistica mozzafiato; clima oceanico e specie animali e vegetali pittoresche e variopinte creano una tavolozza di iridescenti gradazioni cromatiche che possiamo inoltre ammirare nei vari quartieri della città, dall'architettura agli innumerevoli parchi dislocati in molte aree cittadine.

Tutto ciò porta ad un immaginario molto estivo, festaiolo e leggiadro, miscuglio che va letteralmente a contrapporsi col genere musicale dei brutal metaller, che dalla terra dei simpatici e volteggianti canguri, ci trasportano in una dimensione sonora distorta e malsana.

Al momento del debutto la band dei The Mung era composta da Luke the Wog alla batteria, da Dave Stepanavacius alla chitarra e basso e da James Turfrey alla voce; The Splatter Sessions viene rilasciato nell'agosto 2010 e distribuito dalla Rotten Roll Rex, contenente sette tracce per una durata di 14 min. e 23 s.

L'ep si districa in un deathcore piuttosto netto, con brani di breve durata e ritmicamente martellanti, le liriche riprendono temi di violenza, pornografia, perversione ed houmor, da padri di famiglia a padri intesi come preti, nessuno scampa alla macchina divoratrice dei The Mung.

Il gruppo ha seguito la via più facile per la realizzazione di questo primo impegno musicale, e lo ha fatto inanellando tracce sintentiche, suonate con un'accordatura degli strumenti molto bassa, al fine di ottenere un suono più cupo ed aggressivo, le distorsioni sono innumerevoli ed a volte superflue, il cantato growl e gutturale è alternato ai grugniti di un suino, che abbinato alle distorsioni di ogni singola traccia, rende il tutto sicuramente molto più marcio e lurido. Se l'intento era questo, la band ci è sicuramente riuscita... (N.B. Da sottolineare inoltre la copertina dell'ep raffigurante un water colmo di escrementi.)

Lontani anni luce da composizioni geniali ed originali come quelle di Carcass e Cannibal Corpse, con i The Mung non ci troviamo davanti ad estro creativo e genialità, ma quello che ci propongono musicalmente è tecnica ritmica e strumentazione decisamente incazzata; si picchia sulle pelli, si violentano corde di basso e chitarra e si canta squarciando i timpani con versi da fattoria del terrore; per gli amanti del genere tale combinazione risulta accattivante, io personalmente gradisco una dimensione estrema ma concepita con fasi melodiche alternate a mood di fondo violento.

The Splatter Sessions è un debutto ancora un po' acerbo per questi ragazzi, che hanno dimostrato sicuramente di avere le idee chiare e l'energia adatta, ma che dovrebbero concentrarsi in un songwriting più articolato, comporre su varie scale e soprattutto inserire delle parti solistiche ben delineate alla chitarra, insomma perfezionare un lavoro promettente, al fine di farsi notare in un ambito troppo sottovalutato tecnicamente e preso in maniera semplicistica.

Gli innesti sonori cinematografici sono quel punto assolutamente favorevole, che hanno dato movimento ad un lavoro che altrimenti sarebbe risultato troppo monocorde, l'intro minaccioso con quelle trombe che sembrano incombere sui nostri capi, sono un buon punto di partenza. Si attacca con la prima traccia You Caught a Yeast Infection from a Priest's Erection, per incedere attraverso un percorso distorto e martellante, che si perpetra attraverso le seguenti canzoni.

Fun with Fudge è la track più lunga dell'ep, ed in questi 3 min. e 16 s. sono presenti diramazioni ritmiche un tantino diversificate, mentre in Sucking Dongs to Fund the Bongs il suono del basso ha un posto ancora più rilevante, il cantato alterna scream, growl pesantemente gutturale e grugniti.

L'ultimo brano Smell My Digits, They've Been in Midgets, mette la parola fine a questa sorta di concept o meglio ancora a questa unica canzone suddivisa in 7 capitoli, i The Mung hanno liberato selvaggiamente la propria cattiveria musicale, concentrandosi troppo sui decibel e poco sul songwriting. Che sia stata una scelta voluta? Con il rilascio di un futuro full lenght avremo probabilmente la risposta, ma per ora chi volesse urlare accompagnato da suoni distorti e vocalizzi incazzati, può ascoltarsi The Splatter Sessions e pogare per casa saltellando come un canguro australiano.


1) Intro
2) You Caught a Yeast Infection
from a Priest's Erection
3) Penetrating the Plump
4) Fun with Fudge
5) Digesting Dad's Dirty Dingers
6) Sucking Dongs to Fund the Bongs
7) Smell My Digits, They've
Been in Midgets