THE I DON'T KNOW

Night In The Mind

2011 - Nomadism Records

A CURA DI
LEA
28/05/2012
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Hey rockers,

dopo la scorsa abbuffata di Rolling Stones ci tuffiamo di nuovo nell’underground più vero con quattro ragazzacci della provincia cuneese che rispondono al nome di Stefano ‘Steve’ Repetto (voce/chitarra ritmica), un personaggio istrionico e di sicuro impatto che non sbaglio a definire, nel bene e nel male, il Dave Mustaine de noartri (ma moooooooolto più simpatico!). Degna spalla melodica è Matteo ‘Giri’ Giribone (chitarra solista/cori), piccolo (in tutti i sensi) ma potente suonatore delle sei corde. Il comparto ritmico è composto da <span style="color:" #ff7c00"="">Luca ‘Luke’ Morchio (basso/cori), essenziale ma sempre preciso e puntuale nell’esecuzione e da Andrea ‘Andre’ Gazzola (batteria), pestatore di pelli dalla “pacca” stupefacente nonostante l’esile corporatura. Quello che vado a presentarvi oggi, Night in the mind, lo definirei un super EP poiché racchiude in un solo disco i due precedenti EP Give me the light e I don’t know. 

In apertura troviamo GIVE ME THE LIGHT, pezzo ben studiato che travolge subito con un intro di batteria deciso e potente cui subentrano subito le chitarre in una cavalcata in stile Maideniano con la voce roca che fa da contrasto a suoni puliti e precisi ed a continui stacchi violenti. Verso la fine del brano il raddoppio del riff delle due chitarre è una vera chicca tecnica.

Proseguiamo con SHIT RIFF, brano violento fin dalle prime note che non lascia un attimo di respiro, né a chi suona né tantomeno agli esecutori. In questo pezzo esce di più l’influenza di Mustaine sulla voce mentre le chitarre sembrano sproloquiare ognuna per conto suo negli assolo per rientrare invece, col basso, in una struttura dinamica e godibile.

INSPIRATION è una quasi ballad, un pochino indecifrabile per la verità: l’intro suona tanto (o forse troppo) come Nothing else matthers anche se la velocità di esecuzione è sensibilmente più alta sul piano dei bpm. Andando avanti il pezzo esplode e le chitarre urlano così come la voce ma qui c’è meno precisione e pulizia, a tratti sembra che la canzone non convinca nemmeno loro, ma l’impegno è in ogni modo tanto. Certamente di maggior pregio WILD, bello thrashoso come piace agli amanti dell’old school: batteria schiacciasassi, basso dritto e duro, chitarre ben mixate tra di loro ed una sezione vocale più consapevole e sicuramente più convincente. Chissà cosa ne penserebbe di questo brano un certo mr. Kilmister anche se l’assolo finale sarebbe più per un redivivo John Norum. 

Anche FIRE ‘N’ FLAMES, nonostante sia un pezzo sicuramente bello e stilisticamente corretto, pare il frutto di un po’ di razzie dalle proprie influenze musicali: la musica è uno strano mix di Metallica, Motorhead e Megadeth; la voce all’inizio è calda e corposa come quella del miglior Eddie Vedder ma quando si alzano toni tende a scimmiottare un po’ tanto sua maestà Lemmy. Ben certo della buona fede dei nostri quattro, mi rammarico solo per un pezzo che avrebbe potuto suonare più originale.

I DON’T KNOW, uno dei pezzi portabandiera della band, suona notevolmente più originale; non c’è traccia evidente di musicisti blasonati ed il sound è tornato ad essere scarno e crudo così come piace al metallaro medio. Le chitarre si incrociano, si rincorrono, si sostengono; il basso va di comune accordo con la batteria per una ritmica pura e decisa. Un po’ dozzinale la parte vocale, più per la scelta stilistica che non per l’esecuzione in sé.

Lodi invece per BLADE STUCK, con un riff bello tirato così come la ritmica, possente e decisa. La voce è perfettamente inserita in ogni singolo attimo della canzone per una resa davvero ottimale e col risultato di far scapocciare anche il metallaro più esigente.

SEXY MOTHER non lo posso definire altrimenti se non come il pezzo più cazzone (in senso buono) di tutto il disco: se non fosse per il relativamente basso numero dei bpm potrebbe risultare un brano punk, l’irriverenza c’è tutta e anche l’ironia non manca di certo. Questa canzone rispecchia in pieno il senso del divertimento che si respira ai live di questa band.

Piccolo momento di gloria per il basso che apre EVERY LOST, pezzo più che onesto. Anche qui le chitarre se la cantano l’una con l’altra e le pelli vibrano a ritmo incalzante, mentre la voce fa da perfetto collante a tutta la struttura. 

Chiude la tracklist ANOTHER WORLD che se non fossi sicuro che è su questo disco collocherei nella produzione musicale di Steve Harris e soci. La cavalcata è degna dei più classici Iron Maiden così come gli urli, anche se forse sarebbe meglio lasciarli fare a mr. Dickinson.

 Nella sua totalità il disco è il frutto di un lavoro ben progettato nonostante non lo si possa definire un vero e proprio album; ci sono delle migliorie da fare come detto prima, ma all’ascolto traspare l’energia, verace e pulita, di questi quattro rockers di provincia. Caldamente consigliato l’ascolto dal vivo poiché su disco non potete certo godere delle scenette e delle facce che i nostri regalano alla platea, ogni volta con rinnovato entusiasmo.

Come sempre calzate bene le cuffie, slegate i capelli e che il thrash sia con voi!!!



video non disponibili su you tube. per i brani: http://www.myspace.com/theidontknowrock


1) Give me the light
2) Shit riff- Inspiration
3) Wild- Fire 'n' flames
4) I don't know
5) Blade stuck- Sexy mother
6) Every lost
7) Another world