THE FORESHADOWING

Days of Nothing

2007 - Candlelight Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
13/01/2012
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Dopo l'exploit dei primi anni '90, il Doom Metal sembrava essere entrato in uno stato comatoso forse irreversibile. La defezione di band come Katatonia, Anathema e Moonspell e le mediocri uscite dei capisaldi My Dying Bride e Tiamat e di tutte quelle band che si sono cimentate in questo sound sembravano peggiorare ancora di più la condizione di questo gigante depresso rendendone impossibile il risveglio. Sembrava impossibile anche che un paese solare come l'Italia riuscisse a cimentarsi in un genere che sembrava doppiamente legato alle fredde e nebbiose terre di Svezia, Norvegia ed Inghilterra. Ma la tristezza e il buio interiore sono sentimenti che superano i confini posti dall'uomo e sono costante di molti animi poetici che si sfogano in musica.



Eccoci quindi a parlare dei The Foreshadowing, formazione romana che, assieme ai siciliani Resonance Room,  sembra aver ridato un pò di vita a quel gigante addormentato chiamato Doom Metal.



Il loro esordio si apre con pochi accordi di chitarra pulita subito interrotti dai power chords delle pesanti chitarre distorte che aprono la strada alla cupa e sofferta voce di Marco Benevento. Il riffing delle chitarre è secco e scarno ma questo aggiunge ancora più fascino ed atmosfera all'album. "Cold Waste" lascia spazio a "The Wandering", pezzo che dimostra in pieno le ottime capacità della band a livello di songwriting confezionando un pezzo diretto e orecchiabile che non scade mai nell'easy - Listening.



Death is our freedom

Makes us equal men

Regardless of our place of birth

Regardless of our reason to live

She never break promises




Arriviamo di fronte alla quarta traccia ed eccoci di fronte ad un grande capolavoro, quella "Death is our freedom" dove un grande lavoro della batteria concorre con le ottime chitarre e con le tastiere a formare la perfetta cornice per il meraviglioso testo ottimamente interpretato dal bravissimo Marco Benevento. L'intro di pianoforte subito seguito da chitarre al limite della saturazione di "Departure" ci permette di notare la splendida produzione curata da Giuseppe Orlando che si conferma uno dei migliori produttori metal italiani in grado di aggiungere valore ad un album che già di per se è un capolavoro. Con "Eschaton" si evidenziano ancora una volta le ottime capacità compositive di una band che ha perfettamente assorbito le lezioni impartite dai mostri sacri My dying bride e le ha rilette in modo assolutamente personale per quanto quest'album non sia proprio colmo di novità che stravolgeranno il death/doom metal. Arriviamo a "Last minute train" e ci troviamo di fronte ad una meravigliosa ballad che mostra quanta cura è stata riposta nei testi imperniati di tristezza e riflessioni filosofiche degne delle poesie decadenti che abbiamo imparato ad odiare o amare a scuola. "Ladykiller" è supportata da una meravigliosa trama melodica di chitarre e un sapiente uso di campionamenti di campane che danno al pezzo un'atmosfera impareggiabilmente cupa dipingendo il mondo attorno all'ascoltatore con tutte le possibili sfumature di grigio. L'organo che introduce "The Fall" non fa che amplificare le tristi emozioni che quest'album ci regala prima di esplodere in una rincorsa di chitarre sature come nella migliore tradizione Doom/Death che, complice la perfetta produzione, aggiungono decadenza all'atmosfera senza risultare inascoltabili. Uno splendido riff di chitarra ci introduce la titletrack, che risulta essere uno dei capolavori dell'album con il suo incedere furioso che lascia l'ascoltatore senza respiro. A chiudere questo lungo viaggio nel nero abisso della depressione e della tristezza troviamo la bella "Into the Lips of the Earth" che chiude degnamente un album che, seppur non porti enormi novità, risulta essere di pregevole qualità che contribuisce a riportare nuova linfa vitale al genere doom/death.


1) Cold Waste
2) The Wandering
3) Death Is Our Freedom
4) Departure
5) Eschaton
6) Last Minute Train
7) Ladykiller
8) The Fall
9) Days Of Nothing
10) Into The Lips Of The Earth

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