THE BLASTER

Hard Line

1985 - Slash

A CURA DI
ESSEQU
01/10/2011
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9

Recensione

L’album in questione è del 1985. La band era tra le più famose della città degli angeli, ebbe ahimè vita breve e produsse un album divenuto cult e premiato come miglior debut album degli anni ‘80.

Siamo a L.A. sul finire degli anni ‘70, il quartiere è quello di Downey, zona  popolata da emigranti, neri ed ispanici e fu qui che i 2 fratelli Alvin, Dave e Phil faranno partire la loro parabola.

All’epoca nella città degli angeli c’era una fanzine a dir poco sconosciuta ma con uno spiccato senso di indipendenza, con la voglia di “far conoscere” nuove band e di dare supporto a nuove idee e artisti, questa fanzine si chiamava “Slash”.

La scena musicale losangelina era costellata da una miriade di suoni, tra questi quello di nuove band come Dickies, Germs,  gli X che si scostavano dal suono punk di quei giorni.

La forza, la coerenza della fanzine farà si che questa si trasformi ben presto (78) in etichetta discografica mantenendo non solo lo stesso nome, ma lo stesso spirito producendo album di band sconosciute ma diventate un punto di riferimento come: Green On Red, Los Lobos, Violent Femmes e appunto i Blaster.

I 2 fratelli erano stati catturati dal suono dei CCR e dalla magia di Fogerty nonché di quello di monumenti come Chuck Berry e dal sound rockabilly. Spinti dalla voglia di comporre e suonare chiamano altri 2 ragazzi del quartiere, John Bazz al basso e Bill Bateman alla batteria e così nel 79 danno alla luce i Blaster.

Questi 4 si differenziano da tutto e da tutti non solo per la capacità di mischiare R’n’R al blues e il country al punk con il rock più ruvido, ma si differenziano anche per il loro abbigliamento fatto da camicie stile cowboy e giacche di pelle.

Registrano e danno alla luce in breve tempo "America Music"  prendendo la velocità del punk e mettendola al servizio di country e r'n’r. Riempiono la scena di L.A. e  i locali come il "Whisky" ed il loro sound si espande. Seguirà  “The Blaster”, il loro vero primo album, e partoriscono 2 gemme: "Marie Marie" e "Border Radio".

Segue "Non Fiction"  e in breve si ritrovano nel film di Walter Hill a cantare loro stessi in 2 brani diventati cult dal titolo "Blue Shadow" e "One Bad Stud". Il film è “Street Of Fire”, all’epoca visto 2 volte di seguito (a quei tempi si poteva) in quel di Roma.

Ma il capolavoro è di li a venire insieme alle prime scaramucce dei 2 fratellini. Un certo Mellencamp regala "Coloured Light" ( digli niente) e l’album in questione vede la partecipazione di Hidalgo dei Lobos ed è il sogno che diventa materia per ogni musicista, il capolavoro si chiama "Hard Line"!!!

Il suono è contaminato da violini, fisarmoniche prestate al rock e dai cori dei "Jordanaires" (i cori di un tipo di nome Elvis Ndr).

"A Trouble Bound" è affidata la partenza dell’album e proprio i cori dei Jordanaires danno il timbro al brano rendendolo unico con un incipit indimenticabile, chitarra e cori all’unisono il piano di Gene in ombra e la voce di Phil a tirare le corde, "Just Another Sunday" scritta da Dave con l’amico John Doe degli X è una meravigliosa ballata, dove spicca la voce di Phil e quella di Dave gli fa da controaltare, bel riff di chitarra, Hammond in sottofondo echi del puma e sono loro i Blaster.

Appare una fisarmonica e "Hey Girl", canzone dalla melodia allegra con il sound di stile cajun fa da apripista a "Dark Night". La canzone stravolge per il riff e per il sound che più roots non si può con la batteria a scandire il tempo. Bellissimo l’intro bella la melodia della canzone e la voce di Phil si erge meravigliosa.

Che inizio, non si riesce a tirare il fiato che un violino ti apre la mente e "Little Honey" si apre nel suo splendore. Dave e John si inventano questo brano dolce con la partecipazione del violino, del mandolino di Hidalgo (Los Lobos) e contrabbasso. Le percussioni sono opera di Stan Lynch, puro folk, toni della voce a volte con una dose di sofferenza.

"Samson And Delilah" è un traditional della musica americana, qui in versione gospel inventata da Phil e apre le porte del paradiso per quella "Colored Light" che Mellencamp regala ai 4 dopo averli incontrati a Capri (si hai letto bene Capri) in quanto divennero amici e confidarono al piccolo bastardo che gli piaceva molto il suo sound.

"Colored Light" è quel tipo di canzone puro stile Mellencamp ma cantata magistralmente da Phil che ti entra nella pelle e ti vibra nelle ossa. Doo wap Doo wap "Help Your Dream"  è tra l’honky tonk e il R’n’R, I "Jordanaires" in spolvero, un brano che sembra messo apposta perché la canzone successiva ti possa stordire e così è perché Dave ti zittisce con il riff della sua chitarra in un pezzo veloce.

Chitarra indiavolata e la voce di Phil regge siamo con "Common Man" Chiude Hard Line un pezzo in stile anni 50, con Gene Taylor che libera le dita sui tasti di avorio. Pure rock and roll, due minuti e mezzo per "Rock and Roll Will Stand" ( gran bel titolo) e degna chiusura di un album storico e 35 minuti di pura adrenalina. Questi brani lasciano il segno, cazzo e che segno.

È innovazione allo stato puro per quei  tempi (spostate indietro la lancetta di 25 anni) ma anche per quelli di adesso. Tutti si aspettavano il proseguito ma la band di li a poco si scioglie. L’album è stato ristampato nel 2010.

Ci fu una reunion nel 2002 ed in una gelida serata di febbraio del 2003 mi trovai davanti all’ingresso del City Square di Milano in compagnia di mio fratello, altre 500 persone tra le quali Kim dei Kim and the Cadillacs, "2 freddo cane non 1", tre ore al freddo, entrammo alle 22.00, dio ma che serata, band non al completo ma al gran completo con Gene Taylor ed il sassofonista Lee Allen (R.I.P.) ci fecero saltare in aria ed ebbi la fortuna di stringere la mano ai fratelli.

Cari fratelli e sorelle se non avete nulla della Band vi suggerisco "Testament  The  Complete  Slash Recodings" del 2002 (c’è tutto "Hard Line" e di più).

Thats all folks, Keep on rocking!



 


1) Trouble Bound
2) Dark Night
3) Little Honey
4) Samson and Delilah
5) Colored light
6) Help your dream
7) Common Man
8) Rock and Roll Will Stand