THE BLACK KEYS

El Camino

2011 - NONESUCH

A CURA DI
ESSEQU
23/12/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Il comandante Auerbach ordina l'immersione, ed il vice comandante Carney inizia la discesa negli abissi del rock sul piccolo sottomarino nero. Azioniamo il Sonar.

Il brano dalle tinte folk blues dal titolo The Little Black Submarine è diviso in due e ti schiaccia contro il muro. Intro acustico e negli abissi rivedo John Barleycorn dei mitici Traffic di Capaldi e Winwood.

Li ad accogliermi e mi avvolgono facendomi chiudere gli occhi che si riaprono immediatamente dopo soli due minuti per lo schianto contro il muro di acqua e di note Zeppeliane. "A broken heart is blind canta Auerbach (vero)", ma qui il cuore e la mente si aprono di fronte a tanta bellezza capace di rapirti e tramortirti con la devastante sezione ritmica dei Black Keys e la lancinante chitarra che non ti fa capire un cazzo in quanto non realizzi se sei sott'acqua o in aria con Jimmy Page!! Non importa, importa solo di godere! Brano epico per il gruppo ed è a mio giudizio il capolavoro assoluto del loro ultimo album EL CAMINO. Album finito di registrare nella primavera 2011 a Nashville presso gli Easy Eye Sound Studio e distribuito il 6 dicembre. Ne han fatto di cammino i due ragazzi di Akron Ohio, sette album in dieci anni e oramai si possono considerare un trio in quanto oltre ad Auerbach e Carney fondatori del gruppo si è aggiunto mr. Burton che partecipa al writing, nonchè co-produttore con loro stessi di tutti gli undici brani di questa ultima fatica.

Garage rock, echi di soul, riflessi anni '50 e sixty miscelati da Burton in modo impeccabile ed incredibile da rendere El Camino un punto di riferimento per il rock and roll dei prossimi anni.

Avevano stupito con Brother del 2010 ma qui danno sfoggio delle loro capacità e della loro bravura.

Influenzati dal groove dei Clash e dei Cramps da loro citati come ispiratori, il laser tra i solchi intravede anche angoli ombrati del punk rock di Verlain dei newyorchesi Television.

Il singolo Lonely Boys fa da apripista ed il riff di chitarra è da prendere ed incastonare sul soffitto della camera, del bagno, della macchina o di quello che vuoi per poterne godere in ogni momento. F...ck!! Che pezzo, trascina dal primo secondo con l'intro di chitarra semplice puro, ma devastante per le cellule cerebrali che si svegliano dal torpore e l'ingresso dei cori di voci femminili anni '50 che staccano un "Oh, oh-oh I got a love that keeps me waiting!!" Lo accentua ti prende i fianchi ti fa dondolare e ti fa (eia)ululare.

Già immagino l'effetto che può fare in un liveshow.

Dead And Gone è devastante, tastiere in sottofondo, la chitarra spennella la tela con colori duri e sinuosi, sezione ritmica da sballo di chiaro stampo Keys!!

Psicadelia pura per Gold On The Ceiling con la chitarra che ti frantuma i pori della pelle e ti apre le narici senza aver bisogno di brown sugar. Bello l'inserimento del synth, cori e voci in spolvero. Gran pezzo. Giù il periscopio e scendiamo nel sottomarino nero per passare da Money Maker dove basso e batteria ne fanno di soldi. Martellano fino a dar luce alla chitarra in stile talking guitar inventato nei 70 da Peter Frampton.

Run Right Back, garage sound con il drumming preciso, la voce di Auerbach sugli zampilli della chitarra acida e limpida!! Una chitarra tagliente introduce Sister, riff secco!! Tamburi tamburi e tamburi per Hell Of Season, elettrica, ritmo a tratti giamaicano e duramente torbida.

Funky rock del terzo millennio per Stop Stop, batteria e chitarra in spolvero, lo stop stop in falsetto ti penetra. Il suono della chitarra del rimpianto Joe Strummer risuona nell'aria, tastiere in supporto per Nova Baby.

Chiude El Camino il blusaccio Mind Eraser, il basso pompa nella drumming, la voce filtrata emana nuvole cariche di pioggia d'estate. Bello e limpido il taglio di chitarra durante il brano.

Su il periscopio, ma non si può riemergere rimaniamo nel sottomarino.

11 brani per 38 (pochi troppo pochi) mirabilanti minuti. Brani di breve durata ma intensi a tratti frenetici a tratti chirurgicamente modellati per nuovi orizzonti.

La copertina dell'album mostra i vari van usati dal gruppo per gli spostamenti da un luogo ad un altro dall'inizio del millennio e della loro carriera dove i due amici, che si conoscono dall'infanzia, suonavano in piccoli club per 30 dollari a sera.

Il nome del gruppo prende spunto da una affermazione che un artista/pittore di Akron, supportato dal padre di Auerbach in quanto mercante d'arte, utilizzava per indicare gli scocciatori.

Tra i loro fan cito: Robert Plant, Billy Gibson, Tom Yorke, Kirk Hammet.


1) Lonely Boy
2) Dead And Gone
3) Gold On The Ceiling
4) Little Black Submarine
5) Money mAKER
6) Run Right Back
7) Sister
8) Hell Of A Season
9) Stop Stop
10) Nova Baby
11) Mind Eraser