TESTAMENT

Practice What You Preach

1989 - Atlantic Records

A CURA DI
LUIGI TIZZANI
11/05/2011
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Il terzo lavoro dei californiani"TESTAMENT",dal titolo"Practice What You Preach"pubblicato nel 1989 su"MEGAFORCE RECORDS( ma "distribuito da"ATLANTIC"),fù atteso con molta ansia sia dagli addetti ai lavori che dai fans...il combo di Oakland,capitanato dal gigantesco vocalist Chuck Billy,dopo le due ottime release precedenti che li avevano presentati come una delle realtà piu' promettenti della Bay-Area,non aveva ancora definitivamente sfondato,soffrendo(ingiustamente,secondo me..)di un complesso di inferiorita verso i big four(sapete di chi parlo vero?)quindi come spesso succede,il terzo disco è fondamentale per il definitivo accreditamento verso critica e pubblico,quindi era importantissimo piazzare il colpo del "definitivo"K.O.Impresa riuscita?Scopriamolo assieme..

Sappiamo bene che l'arma in più dei TESTAMENT è stata,sin dall'inizio l'axeman Alex Skolnick,allievo di un certo Satriani,(che in maniera indiretta,ha tanto contribuito al sound Bay-Area,visto che molte asce del settore,hanno studiato da lui..)che a differenza di molti altri colleghi,ha sempre cercato sin dagli esordi di inglobare elementi estranei al genere,come il Jazz o il funky,fattore che è chiaramente avvertibile nel suo guitar work,che io personalmente trovo assai gradevole.Il disco,a livello di puro songwriting mostra qualche leziosità in più,che magari non si rivela nel'immediato,ma viene metabolizzato al meglio,solo dopo qualche ascolto,con risultati davvero ottimi,anche se un pelo inferiori ai primi due dischi,ma che comunque era solo il primo tassello della direzione stilistica che il gruppo avrebbe seguito in futuro,con alterne fortune in verità...Intendiamoci,siamo al cospetto di un ottimo album in puro thrash-testament-style,che certamente non lasciò delusi i sostenitori della band,ma che non portò al gruppo orde di nuovi fans,come loro speravano..Assieme a brani in pieno Testament-Style come" Perilous Nation"dove in verità,nonostante la qualità degli assoli(ascoltate il riff iniziale del basso di Greg Christian,c'è solo tanto buon mestiere,ma nulla di piu',mentre anche un inusuale esperimento,all'ottava traccia,dal nome di"The ballad",una song di poco più di 6 minuti,inizia con un dei ritmi piu' blandi,almeno per gli standard del combo,dove spicca l'ottimo lavoro tranquillo di drumming di Louie Clemente(battererista che poi lasciò la scena musicale,quando sposandosi decise di mettere sù un mobilificio!!!)Anche se resta uno dei brani piu' interessanti della band,anche a distanza di anni... "Practice What You Preach" il brano che apre il disco,che tradotto significa piu' o meno fà quello che dici..è l'ennesimo bel pezzone thrash,quì impreziosito dai solos di Skolnick,oltrechè da liriche piu' profonde e meno infantili..dimostazione che i nostri,almeno a livello mentale erano diventati veri musicisti completi.In"Envy Life"pezzo molto piu' malvagio per gli standardi del disco,benche non eccessivamente veloce,resta uno dei brani top dell'album,impreziosito anche dal growl iniziale(e qualche sovraincisione di troppo..) di Chuck ottimamente coadiuvato dal resto del gruppo,che ha ormai ha raggiunto una amalgama notevolissima,resta davvero una kill-song da antologia...! "Time Is Coming"altro tipico brano da tipici canoni Testamentiani è una song assai stimolante,sia per il gran lavoro della sezione ritmica che per i solos di Alex..esattamente ciò che chi ha comperato l'album voleva sentire...quindi promosso a pieni voti!

"Blessed in Contempt"violentissimo pezzone che ti i scuote il cranio sino all'emicrania,dove tutto la band si muove come un monolite,che schiaccia tutto..così come prosegue sulla stessa linea "Blessed in Contempt",wow! "Greenhouse Effect",invece,nonostante i suoi cambi di tempo,non riesce ad affascinarmi,ma naturalmente è solo una mia impressione..

"Sins of Omission"è il brano piu' ruffiano del disco,per me..ti entra in testa subito,con la voce di Chuck che con delle inedite sfumature melodiche nel refrain,rende la song assolutamente fantastica."Nightmare (Coming Back to You)" sembra il fratello minore di Blessed in Contemb,mentre arriviamo alla fine di quest'album di 46 minuti e mezzo,con"Confusion Fusion"interessante composizione strumentale,partorita ovviamente del talentuoso Skolnick,in cui assistiamo ad una gara tra Greg Christian: al basso e Alex alla chitarra,che si allontana un pò dagli stilemi tipici del gruppo.Forse il maggior difetto del disco,è la produzione,che fu' affidata ad Alex Perialas,che stranamente quì non riesce a dare alla band un suono che valorizzi appieno le composizioni.Registrato a New York,negli "HIT STUDIOS" di Tom Coyne,con una inquietante cover che mostra 5 statue di pietra(la stessa band?)in mezzo ad un deserto,creata da Nancy Lee Phicox.Secondo il mio consiglio,disco da avere,ma non prendetevela troppo con il suono,ok?La line up della band,resta immutata,con Billy;Clemente;Skolnick Peterson;Christian.


1) Practice What You Preach
2) Perilous Nation
3) Envy Life 
4) Time Is Coming 
5) Blessed In Contempt 
6) Greenhouse Effects 
7) Sins Of Omission  
8) The Ballad 
9) Nightmare
(Coming Back to You) 
10) Confusion Fusion

correlati