TALKING HEADS

Sand In The Vaseline: Popular Favorities

- Warner Bros, 1992

A CURA DI
ESSEQU
21/11/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

14 ottobre 2011, fila D, seat 15, h 20:20 mi preparo per un trip di 2h e sprofondo nella poltrona in attesa di Cheyenne, la rockstar Cheyenne con il dono di avere come amico alla quale nutre molto rispetto: mr. David Byrne.

David appare nel film in modo a dir strepitoso, affascinante, cattura prima con i capelli bianchi, poi con lo sguardo ed i padiglioni auricolari lasciano entrare le prime note che si impadroniscono della mia mente dei miei sensi e rimango sospeso nell’aria a 30 cm dalla poltrona al solo udire delle primissime note della canzone che da il titolo al film di Sorrentino, e così le Menti Parlanti prendono la mia di mente e la scaraventano ad effettuare una rapida e brusca scansione riportandomi nel 1974 dove "ITS ONLY ROCKANROLL (BUT I LIKE IT)" dei Rolling veniva sparata alla radio, "LIVE AND LET DIE" di un certo Paul non passava inosservata, ARTHUR LEE  decide di sciogliere I LOVE lasciando più di amico a bocca aperta, la scansione mi ripropone anche "PLANET WAVES" di Dylan, "LOTUS" di Santana, "ROCK AND ROLL ANIMAL" di REED e le prime mitiche immagini di una nuova serie televisiva  negli U.S.A.: Happy Days

Tutto questo con lo sconquasso che stava per imperversare di li a poco nella scena musicale d’oltre manica, con una nuova ribellione musicale contro lo status quo inglese in arrivo che sfocerà dando vita all’ennesimo movimento rock: il punk e che avrà nel king J.Rotten delle pistole del sesso uno dei suoi massimi esponenti.

Con tutti questi avvenimenti, un signore allampanato di nome David, di origini scozzesi ma che dall’età di otto anni vive nel Maryland, trasferitosi poi a N.Y. per godere del fermento che solo la città della mela di quegli anni sapeva dare e con in testa una gran voglia di comunicare al mondo il suo linguaggio musicale, decide con l’amico e compagno di scuola della Rhode Island School Of  Design, Chris Frantz e della sua ragazza, la bassista Tina Weymouth, di dedicarsi al canto ed alla musica.

Era il periodo di Warhol e dell’avanguardia delle arti visive e grafiche, senza dimenticare che nelle Avenue di N.Y.C. la brezza rock iniziava a schiaffeggiarti con le note del primo album di un gruppo che di li a poco avrebbe fatto parlare molto di se: "RAMONES"

Pubblicano il loro primo album nel 74 e si esibiscono nel famosissimo locale CBGB’S.

Oltre ai Ramones nella scena musicale newyorchese di allora troviamo Blondie, i Television di Tom Verlain, Patti Smith, i Velvet Underground, i New York Dolls di un tale David Johansen (cercate Flamingo Road) e poi loro, la loro band: i TALKING HEADS capitanati da David Byrne che inizieranno a muovere i primi passi aderendo al Greenwich Village Movement ed esibendosi da spalla ai Ramones.

In un concerto a Boston, tra gli spettatori c’è Jerry, che non è l’amico di Tom ma è Harrison, che rimasto affascinato dal suono del gruppo chiede di poterne fare parte. E così fece.

Il chitarrista e tastierista Harrison (aveva suonato nei MODERN LOVERS) è il tassello mancante di un puzzle. I primi embrioni si erano visti nel 73, ed il primo nome della band è ARTISTIC, cambiato poi in AUTHISTIC  per poi planare definitivamente in TALKING HEADS.

I T.H.  scombussoleranno gli schemi rock del periodo grazie ad una sezione ritmica da paura con il drumming preciso di Frantz ed il basso ipnotico di Tina, ed  una tecnica invidiabile .

Per la prima volta nella storia del rock una figura femminile non è relegata a lead/back singer, ma è parte vitale del sound della band .

Fanno da contraltare ai punkettari anche per lo stile nel modo di vestire, e saranno soprannominati  “gli intellettuali “ del rock!!

Il primo singolo, "Love Goes To Building On Fire", viene pubblicato quando ancora sono un trio senza Harrison, ed illumina la città della mela, e nel 75 il singolo "Psyco Killer"  invece che illuminarla la sconvolge.

Lavorano al loro primo album che verrà pubblicato nel 1977 mentre sono in Inghilterra come supporter al tour dei Ramones, dal titolo: "TALKINGHEADS :77"

Album che riempie le pagine delle riviste musicali Melody Maker e Rolling Stones ed è considerato pietra miliare dell’era postpunk che presto anche grazie a loro muterà in un nuovo stile musicale, in una nuova ondata, una nuova matrice rock che prenderà il nome di NEW WAVE con artisti del calibro di PERE UBU, TUXEDOMOON, B52’S senza dimenticare i DEVO!!

Un brano per eccellenza per antonomasia contenuto nell’album di debutto della band, PSYCHO KILLER è passato alla storia per il suo delirante ritornello cantato in francese che ti trivella le menti con quel famosissimo: “Psycho Killer/ Qu'est-ce que c'est/ fa fa fa fa fa fa fa fa fa far better/ Run run run run run run run away”, sarà il delirante e meraviglioso tatuaggio del gruppo che imperverserà in tutte le strade e radio rock facendoli così conoscere piano piano non solo negli U.S.A.

Durante la tournè in U.K. con i Ramones ad un loro show vengono notati da colui che in poco tempo si ergerà a loro mentore, che li aiuterà nel creare quelle sinfonie ritmiche che faranno impazzire i pensieri umani del periodo per freschezza, nevrosi, possenza e cristallinità dei suoni.

Lui è Brian Eno, polistrumentista con i leggendari Roxy Music che aveva lasciato per incompatibilità con il leader B.Ferry (in realtà cacciato da Brian ndr).

Eno li prende sottobraccio e produrrà i loro successivi 3 album donando al gruppo le sue capacità sensoriali di alchimista del suono (vedi la trilogia di Bowie epoca Berlino con lo spettacolare Heroes del 77).

Dopo 77, incidono "MORE SONGS ABOUT BUILDING AND FOODS" nel 78, nel 79 partoriscono il gioiello "FEAR OF MUSIC" che sarà superato dal capolavoro del 1980 "REMAIN IN LIGHT".

Tre album, densi di ritmi africani mischiati al rock e al punk, ritmi latini rivisti a modo loro, ipnotici, una ritmica impressionante condita in alcuni casi da una sezione fiati da sballo, suoni irreali, alienanti, convulsivi, nevrotici, cori da sballo e refrain che una volta entrati in testa sono difficili da mandare via .

Dischi pulsanti per vitalità, dischi impressionanti per quegli anni in quanto la scena musicale era per così dire “ orfana” di nuove idee e sensazioni (il punk stava sciamando) e loro trasformano in musica i dialoghi interiori dell’uomo con la propria psiche, prendono  la filosofia del postmoderno e la mettono in note musicali, in poche parole ti portano allo sballo totale.

La carriera dei T.HEADS, a mio giudizio è divisa in Ante e Post Eno. Quando Eno prende altre strade il suono ipnotico del gruppo si dirada con viraggi rock-funk, rock-soul, a volte dance ma sempre di altissimo livello, in quanto i membri sono ottimi polistrumentisti e poi c’è lui il camaleonte Byrne.

Nel periodo post Eno pubblicano: "Speaking in Tounge" nel 1983 che contiene "This Must Be the Place (Naïve Melody)" oggi conosciuta per il titolo del film di Sorrentino, Little Creatures nel 85, True Stories nel 1988.

Prima di Speaking Byrne e Eno danno alla luce: "MYLIFE IN THE BUSH OF GHOST", album completato durante la registrazione di "Remain in Light". Album da tenere sul comodino e sorseggiare ogni tanto.

Regalano alcune compilation diverse tra di loro a seconda del mercato e delle complesse logiche marchettare (nel vero senso della parola) che regnano nelle case discografiche. Tra tutte segnalo la prima del 1992 in edizione doppio cd  "SAND IN VASELINE"  per il mercato U.S.A., mentre per il mercato E.U. ne fanno un estratto pubblicandola in edizione singola. Tutte e 2 contengono il meglio dei loro primi 4 lavori.

La raccolta singola del 2004 "THE BEST OF TALKING HEADS" può essere considerata a mio giudizio un buon approccio al mondo delle teste parlanti. I brani presenti in scaletta, ripuliti grazie alla tecnologia, fanno riesplodere il caleidoscopio delle Menti.

Ma torniamo a "SAND IN VASELINE". Il doppio cd regala 33 brani di cui 2 in versione live presenti sul CD #2.

Dura forse impossibile parlare di tutti i 33 brani. La compilation parte con "Sugar On My Tounge", "I Want To Live" e "LOVE : BUILDING ON FIRE". I primissimi brani della band ancora senza Harrison, di cui i primi 2 registrati in fretta su audiocassetta tra una esibizione e l’altra al CBGB da Mark Spector il primo a credere il loro. La cassetta si perse e ricomparve solo molti anni dopo ed indusse il gruppo ad inserire i brani in SAND. Suoni acerbi, nervosi  che lasciano capire la potenzialità del trio. Voce secca di Byrne, basso alienante di Tina, Frantz preciso con le bacchette. Love inizia con il cinguettio di uccellini, e poi escono gli echi di psicadelia mischiata a tratti ai fiati in background, cose dell’altro mondo in quel periodo di Punkettari pieni di brufoli. Andiamo dallo Psycho Killer per gustare il basso secco di Tina, dum dum dum dum, incipit da paura, batteria precisa e poi la chitarra fa luce nella nebbia e la stridula voce di Byrne ti ipnotizza per la melodia di quel famoso ritornello mezzo francese mezzo inglese. (Qu'est-ce que c'est) Ci portano  in paradiso con Heaven prendendoti sottobraccio sulle note di un pianoforte semi-nascosto. Bellissima melodia, belli i cori e delizioso ritornello. Ci guidano al fiume con il suono di un hammond per Take Me To The River, organo mixato con basso e voce nevrotica di Byrne. Drumming preciso, stilizzato, un blues del XXX secolo (siamo nel 78). Please signore e signori lets Pump up the volume per le prossime tre canzoni, un tris che ti schiaccia al soffitto e non ti fa scendere e ti costringe a vedere cosa succede da lassù: I Zimbra carica di frenesia, chitarra impazzita di un certo Robert Fripp a duellare con le congas e le voci sono ancora più pazze:" YOU MAY FIND YOURSELF IN ANOTHER PART OF THE WORLD", la mitica Once In a Lifetime inizia con un pugno allo stomaco, toglie il fiato e ti trafigge. Il Kaleidoscopio di suoni gira e tu stai appeso e ti chiedi: ma dove sono e lui ti risponde: "Same as it ever was!!" Il cervello è spaccato in 2 e loro più tardi te lo restituiscono intero per la gioia di bere la Crosseyed and Painless con Eno e Nona Hendrix alle voci. Il brano ti avvolge, ti fa “smuovere” ma non ti stacchi dal soffitto, si rimane ipnotizzati da tanta bellezza di world music. Si scende dal soffitto solo per entrare con scasso nella famosissima: Burning Down The House, inizio in sordina con la chitarra appena accennata e poi l’urlo "watch out baby" e il gruppo guida le danze con le grida del refrain che ti martella ed intermezzo drammer ipnotico che ti trascina. Ritmica nervosa per Memory Can’t Wait, sei steso dal suono della band, la voce si erge sulle note del basso batteria e tastiere, brano disperato nel suo splendore (il muro arriverà molto più tardi). Chiude il primo CD lei la strepitosa, solare magnifica This Must Be The Place. Il brano è senza Eno, prodotto da loro stessi. Non puoi stare fermo con questa melodia, una meraviglia allo stato solido. Ritmo dolce e ossessivo allo stesso tempo, voce che a tratti sembra non intonata ma che che matcha magistralmente con i suoni e le emozioni che il brano regala.

Il secondo CD ci porta ad Hollywood nel dicembre del 83 per assistere ed iniettarci 2, no 3 dosi di Life During Wartime, band allargata a 7 elementi per i live con 3 backing vocals. Song dura, funkeggiante, rokkata e la band ti dimostra cos’è in grado di fare on stage. Sezione ritmica in spolvero, cori di matrice soul regalati alla psicadelia con viraggi dark, tastiere trascinanti del mago Jerry. Ritroviamo la dolcezza in "And She Was…Laying In The Bed".

Trenta secondi di gospel per l’inizio di “Road To Nowhere" e poi si sale tutti sul carro del pastore David Byrne che aiutandosi con una fisarmonica ti conduce sulla strada per nessun posto, località sperduta che in alcuni momenti del nostro viaggio interiore non è molto difficile da trovare in quanto porta a scoprire noi stessi. Sublime! 

Frantz spara sulla batteria e parte Wild Wild Life con quel "OHH OHH gettin the wild wild life", secco che ti stride nelle orecchie.

City of Dreams culla i nos sogni, ballata di grande spessore, intima, urla la rabbia interiore sul rincorrere i nostri sogni. Mr Jones, di chiaro stampo funk-rock ti porta sull’orlo del precipizio musicale ed ogni volta che stai per cadere ti riprende. Fiati in gran spolvero, note dal Messico, dal Brasile, Cuba nell’anima e si s(balla) nuovamente. Brano prodotto in collaborazione con un certo Steve Lillywhite. Blind ti blinda, sono ancora i fiati a farla da padrone, fiati che ipnotizzano (i 4 in quel periodo scoprono l’atmosfera di Parigi)

Un balzo nei sixties donato dalla 12 corde della chitarra di Marr, ospite d’onore per la strepitosa (Nothing) But Flower brano anch’esso registrato a Parigi. Strepitosa

Lifetime Pilling Up dura, l’inizio ti taglia l’aria con il drum cupo e preciso, poi la durezza che solo la dolcezza sa avere ti porta al capolinea, ti dice di scendere ma tu non ci riesci e riprendi a correre con le Teste Parlanti

Earwideopen!! certo non sono di facile ascolto, alcuni brani necessitano di essere riascoltati ma una volta catturati non ci si stacca. La band spiazza e cattura. Si suggerisce di ascoltare ad alto volume.

Molti i segni lasciati dalla band e usati dai posteri di oggi. "Sand In The Vaseline" è da tenere nel freezer e gustare a grandi sorsi per stop making sense!!



Flash: Se vi volete spellare le mani e svuotare il portafoglio cercate BRICK, il boxset del 2005 dedicato alla band, curato da HARRISON e che contiene tutti gli 8 album della band rimasterizzati in edizione dualdisc, plus foto e DVD.

Film da nn perdere: "Stop Making Sense" del 1984 e poi "True Story" sempre con Byrne e i T.H. protagonisti, il brano che da il titolo al film di Sorrentino è stato oggetto di cover da parte di molte band, Counting Crows,  ma soprattutto sono stati i canadesi ARCADE FIRE a riportarlo a nuovo splendore, tant’è che Byrne compiaciuto compare come vocalist nella canzone del lato B del singolo dal titolo Neighborhood#3 (power out).



Flash 2: per motivi di lavoro non sono riuscito a vedere i Talking, ma lui David Byrne si!! tra i dischi preferiti di Byrne figura quello di un famosissimo cantautore italiano di nome Fabrizio originario di Genova: CRUEZA DE MA. Questo vi fa capire con che personaggio si ha a che  fare. Nelle note del CD Byrne dichiara: "l'uso diffuso di droghe è un sintomo di una società malata. la guerra alla droga è una merda, poiché la CIA è uno dei più grandi rivenditori in giro per il mondo. La droga raccoglie soldi e fondi e riesce a tenere a bada i giovani ragazzi di colore (per lo più) rendendoli docili"

Keep on rockin’!


Disc 1:
1) Sugar on my tongue
2) I want to live
3) Love-building on fire
4) I wish you wouldn't say that
5) Psycho killer
6) Don't worry about the government
7) No compassion
8) Warning sign
9) The big country
10) Take me to the river
11) Heaven
12) Memorie's can't wait
13) I zimbaraonce in a lifetime
14) Crosseyed and painless
15) Burning down the houseswamp
16) This must be the place (Naivemelody)
 
Disc 2:
17) Life during wartime ( LIVE )
18) Girlfriend is better ( LIVE )
19) And she was
20) Stay up late
21) Road to nowhere
22) Wild wild life
23) Love for sale
24) City of dreams
25) Mr jones
26) Blind
27) (nothing) but flower
28) Sax and violins
29) Gangster of love
30 Lifetime Piling Up
31) Pscile