SUICIDAL ANXIETY

Negative Thoughts

2020 - Independent

A CURA DI
DAVIDE CILLO
20/07/2021
TEMPO DI LETTURA:
9

Introduzione recensione

Noi di Rock & Metal In My Blood ci soffermiamo quest'oggi su una realtà che non può e non deve essere trascurata, e che nell'ambito dell'underground Black Metal nostrano certamente ha qualcosa da dire; più che qualcosa, a dire il vero. I Suicidal Anxiety nascono a Bari, nel 2018, da un'idea del chitarrista Gaetano Allegrezza (aka Haborym), che non senza fatiche nel giro di un paio d'anni riesce a reclutare i componenti adeguati al progetto: entrano così nella band Frumorn, al microfono, Grima, al basso, Creator alla batteria, Exterminator alla chitarra. Questa la line-up all'uscita della demo, successivamente un ulteriore cambio: Berserkr sostituisce Exterminator alla sei corde. Non un momento ideale probabilmente per salire sui palchi, data la pandemia di COVID-19 ancora in corso al momento in cui scriviamo, circostanza che ha rallentato l'attività della band come quella di qualunque altra presente sulla scena. Quello che potreste aspettarvi è un black metal grezzo, puro, senza compromessi, ma lo andremo meglio a scoprire nel corso dell'ascolto. Ciò che più importa è che, al momento, i Suicidal Anxiety sono un progetto nuovo e al momento indipendente, in attesa che una label legata al genere, magari della nostra terra, possa notare e dare fiducia ad un gruppo di ragazzi a cui la passione certamente non manca; per quanto riguarda le abilità, poi, avremo ben modo di parlarne. Protagonista di oggi, ad ogni modo, è come vi stavamo anticipando il primissimo lavoro discografico della band: si tratta dunque non di un full-length, ma di una demo, intitolata "Negative Thoughts"; il lavoro, che si protrae per quindici minuti complessivi d'ascolto sparsi su quattro tracce, vede la luce a due anni dalla formazione della band. I componenti del gruppo sono tutti pugliesi, sparsi sul barese e brindisino, e non senza esperienze precedenti: Haborym, il fondatore della band, ha in particolar modo già suonato con l'heavy metal band pugliese Scream of Savage, oltre a militare attualmente negli Abyssum Chaos e nella sua nuovissima (e, anch'essa, validissima) one-man band Beyond Melancholy, su cui speriamo di poter tornare in futuro. Il nuovo componente del gruppo e altro chitarrista Berserkr, invece, è un chitarrista assolutamente ricco di esperienze: passato chitarrista della progressive-thrash metal band Semtex, attualmente milita nei Nevercare, Eagon e anch'esso, insieme ad Haborym, negli Abyssum Chaos. Prima di lanciarci sull'ascolto di questo lavoro, dunque, è bene comprendere il contesto dietro cui quest'ultimo è stato realizzato, e quelle che possono essere state le intenzioni della band: non si tratta certo di una di quelle produzioni moderne e che richiedono determinati costi, ma di un lavoro praticamente self-made e realizzato interamente in presa diretta; del resto, nel genere, non si è certo soliti ricercare sonorità moderne e figlie di grandi studi discografici, con l'autenticità che al contrario è sempre vista di buon occhio. Curiosi come non mai, siamo dunque pronti a lanciarci sull'ascolto di questo lavoro: buon ascolto!

Distorted Visions

Il lavoro si apre con la ferocissima "Distorted Visions" (Visioni distorte): il tupa tupa (per i più professionali, skunk beat) di Creator irrompe immediatamente, con un riff grezzo e violento, che abbraccia il più primordiale black metal nordico ma strizzando l'occhio al più diretto thrash metal teutonico germanico, sulla scia di lavori realizzati dai primissimi Sodom. Questo violento assalto, dalla durata complessiva di tre minuti e trenta circa, scorre che è una bellezza senza lasciare scampo alcuno all'ascoltatore; particolarmente apprezzabile lo stacco dopo cinquanta secondi d'ascolto, con cui la band riparte all'attacco più spietata di prima. Anche nella seconda parte della traccia, sono assolutamente calzati gli "intermezzi" (si veda ad esempio quello realizzato con chitarra singola a due minuti e venti d'ascolto) con cui i ragazzi scelgono di ricondurci al riff principale e portante del prezzo. La produzione, come anticipavamo, è grezza, feroce, in linea con quelle più autentiche del genere: scelta vincente! Non vi è dubbio che, i fan legati al genere, non possano che apprezzare quest'approccio carico di attitudine e voglia di rendere omaggio al genere nel più vero, e genuino, dei modi. All'altezza, semmai potessero esserci dubbi a riguardo, anche il lavoro dietro al microfono del vocalist Frumorn, feroce come lo ricordavamo. Le lyrics del pezzo rappresentano uno sfogo nei confronti di una società sempre più pronta a giudicare e disprezzare, puntando con ipocrisia il dito verso qualunque cosa che appaia diversa. La cattiveria, e appunto ipocrisia, del genere umano, si trasformano in un peso talvolta insopportabile sulle spalle dei più deboli e innocenti, inermi dinanzi alla violenza di certi comportamenti volti a estrometterli dalla "società che conta", quella che indossa vesti pulite e ben presentabili, ma vuota e malata, per riportare il termine letteralmente utilizzato dal cantante. "Distorted Vision" è dunque una denuncia, una denuncia nei confronti di tutto ciò che, nella vita di ogni giorno, bisognerebbe evitare di essere: rimanete sempre voi stessi, rimanete autentici, e fatevi beffa di chi prova a servirvi questo tipo di comportamenti.

Krieg

Il secondo brano si intitola "Krieg" (Guerra), un nome, una garanzia: l'arpeggio sporco d'apertura lascia sin dal primissimo intravedere tutte le potenzialità della traccia; dopo questo breve frangente, la band esplode nel riff principale del pezzo, carico di carisma, personalità, e degno dei più grandi maestri del genere. Ricco di stop and go, secco e violento, si evolve ben presto in quello che può essere definito senza esagerazione alcuna un vero e proprio inno del black metal, in continue alternanze fra frangenti "mid-tempo" e frangenti più rapidi in cui Creator, alla batteria, accelera all'impazzata. Il suono sporco della produzione, nella sua autenticità, valorizza ancor più questo insieme musicale, che davvero meriterebbe di non essere lasciato nel dimenticatoio ed essere scoperto da qualche etichetta solita a lavorare nel genere. Giunti a due minuti e trenta d'ascolto, siamo testimoni di una ulteriore evoluzione musicale, che funge da "bridge" e ci riconduce al riff principale del pezzo, che in maniera molto quadrata torna a chiudere il pezzo. "Krieg" è un brano violento, diretto, ma allo stesso tempo evocativo e memorabile: la melodia di questo brano rimane stampata in testa anche una volta terminato l'ascolto e, lasciatemelo dire, si tratta di una caratteristica che contraddistingue le grandi band. Il pezzo sfiora i quattro minuti complessivi di durata ma, proprio come accennavamo in "Distorted Vision", scorrono che è una meraviglia: al termine del pezzo, potremmo provare una certa nostalgia all'idea che l'ascolto sia già finito! Per quanto riguarda la parte relativa al testo di questo brano, "Krieg" ci parla di una guerra interiore fra il protagonista e il suo stato d'animo, sempre più lacerato dalle angustie del mondo e incerto di quale sia il suo esatto ruolo e destino in quest'ultimo. E' questo stato emotivo d'indecisione ad essere il vero protagonista del brano, portandoci nuovamente tematiche legate a difficoltà interiori, non prive tuttavia di una loro profondità.

Suicidal Anxiety

Arriviamo alla terza canzone, nientemeno che quella omonima del nome del gruppo: siamo a "Suicidal Anxiety" (Ansia suicida), un brano che dal titolo potrebbe richiamare la scena Depressive, a cui la band non è del tutto estranea. Anche per quanto riguarda questa traccia, siamo sulla durata di tre minuti e quaranta circa. "Suicidal Anxiety" si apre con il suo marcio riff principale, che dopo qualche momento iniziale esplode in un feroce blast beat. Certo, con il suono grezzo e diretto della produzione, distinguere i suoni potrebbe a tratti risultare ostile, ma non è del resto questo proprio il fascino di lavori di questo tipo? Dietro al microfono, il frontman della band, piuttosto che cantare in maniera continua e fluida, lascia respirare il brano lanciandosi in feroci scream, che infondono un'ulteriore carica alla spinta già notevole del pezzo. Non è un brano ricco di variazioni, ma piuttosto un'unità coerente e diretta, che superati i suoi due minuti si evolve in un nuova ed evocativa sezione musicale che funge da bridge, che ci ricongiunge al riff principale della canzone, chiusa senza fade-out alcuno. Si tratta, anche in questo caso, di un brano marcio e diretto, scaltro, ma mai banale e contraddistinto da una sua melodia, in grado di essere ricordata anche ad ascolto terminato. "Suicidal Anxiety" ci parla di un protagonista che, sentendosi sempre più estromesso dal mondo e disgustato dai comportamenti tipici della società, considera l'ipotesi estrema, quella del suicidio, in modo da abbandonare una realtà con cui ha sempre meno a che fare. "Un pensiero che ti fa restare sveglio", "un pensiero che genera dubbi", inevitabile e a tratti tremendo. Quest'urlo interiore di disperazione si palesa con una sola, intima, grande richiesta: "lasciatemi dormire", in pace.

Chant of Non-Existence

Siamo giunti al quarto ed ultimo capitolo di questo "Negative Thoughts", demo di debutto dei pugliesi Suicidal Anxiety. Il brano si intitola "Chant of Non-Existence" (Canto della non-esistenza), un titolo che richiama più che mai la scena Depressive Black, aspetto confermato sin dai primi secondi d'ascolto: aperto da un malinconico arpeggo in crunch, i quattro crush di Creator introducono un più che mai evocativo riff carico di tristezza, malinconia, ed espressione di un freddo disagio interiore. Non si tratta di un brano delle velocità estreme, tutt'altro, tempi medi si rivelano qui i più adeguati per trasmettere le emozioni intrinseche al pezzo. Il primo vero cambiamento della traccia arriva alle porte del secondo minuto d'ascolto: un triste arpeggio in clean, qui a metà brano, richiama ottimamente l'apertura della traccia, essendo sulla stessa chiave e sulla stessa melodia portante, ma con dei piccoli cambiamenti che contribuiscono a rendere il brano movimentato e "dinamico". L'arpeggio in clean ben presto si evolve nella distorsione di chitarra, che mette in risalto le emozioni interiori del pezzo, prima di esplodere in un nuovo ruggito black metal che ci porta alla lead di chitarra. Un'evoluzione meravigliosa e calzante più che mai, idonea a riportarci alla chiusura in pulito, che completa il disagio interiore del pezzo con particolare efficacia ed impatto. Le brevissime liriche di questo brano, estremamente enigmatiche e crittografate, sono specchio di un'anima interiore complessa e sofferente, nostalgica del passato, e vittima di ricordi che, in fondo, rievocare ha una scarsa utilità. In questa consapevolezza, tuttavia, evitare quello che è il proprio passato potrebbe essere non così semplice.

Conclusioni

Questa demo "Negative Thoughts" è meritevole di essere ascoltata e riascoltata, e rimane stampata in testa proprio come succede con i grandi lavori, mostrando una band carismatica e pronta ad osare, non a "scimmiottare" un genere in maniera facilmente accessibile a chiunque. Partendo dal brano d'apertura, "Distorted Vision", arriviamo al capolavoro "Krieg", un pezzo veramente degno dei grandi lavori figli dei grandi maestri del genere. "Suicidal Anxiety", il terzo brano, è fedele a questa linea, mentre la conclusiva "Chant of Non-Existence" mette in risalto l'anima più Depressive della band. Si tratta di un lavoro che dalla A alla Z sa cosa vuole e dove vuole arrivare, e anche la scelta "grezza" relativa alla produzione non và intesa come casuale: le sonorità sporche, "low-budget" e apparentemente senza pretese, sono il realtà le più adatte possibili per questo tipo di musica, un black metal fedele alle sue origini, fedele alle influenze derivanti dalla scena nordica e a tratti dal thrash teutonico più primordiale, ma con una personalità difficile da trovare e una continua voglia di osare, che come accennavamo è assolutamente da rimarcare. Personalmente, il brano che più mi è rimasto in testa è proprio la seconda "Krieg", ma l'intera demo è un capolavoro da 9 e lascia intendere potenzialità compositive immense: di questo, bisogna rendere conto ad Haborym, principale songwriter della band. Al fianco della produzione, la cover del lavoro: si tratta di un dipinto di Konstantin Makovskii, pittore russo del 19° secolo, che spesso dipingeva una visione idealizzata della Russia passata, e spesso ispirate alla vita del popolo. Evidentemente, i componenti della band avranno notato un legame con la musica che intendevano proporre. Questa piccola gemma nascosta rilasciata nel fine 2020 potrebbe trovare ancor più spazio e ascolti in futuro, una volta che la band otterrà la visibilità che merita. Noi non possiamo che sottoscriverne le qualità e i meriti, invitando ad un ascolto che sia appunto dalla A alla Z di questo lavoro, meritevole di un 9 pieno. Di lavori "di nicchia" nel black metal ce ne sono tanti, questo è indubbiamente vero, e anche qui in Puglia nel corso degli anni di piccoli progetti ne abbiamo visti molti: qui, però, ci tengo a precisarlo, si intravedono qualità importanti. Attendo allora questi Suicidal Anxiety con ansia, per richiamare il loro nome, curioso di ascoltare il loro prossimo lavoro che non ho dubbi arriverà; e noi di Rock & Metal In My Blood non mancheremo di raccontarvelo, statene certi.

1) Distorted Visions
2) Krieg
3) Suicidal Anxiety
4) Chant of Non-Existence