SLAYER

Repentless

2015 - Nuclear Blast Records

A CURA DI
MAREK
14/04/2016
TEMPO DI LETTURA:
9,5

Introduzione Recensione

19 Giugno 2015. Segnatevi questa data, visto che -a parer di chi vi scrive- simboleggia senza ombra di dubbio il preciso istante in cui gli Slayer hanno ricominciato ufficialmente a fare sul serio; dando inizio ad un nuovo ciclo, pubblicando il re dei loro singoli "moderni". Avevamo già detto di quanto la nuova formazione avrebbe avuto bisogno di ben più di buoni singoli e di un bel full-length, per ritrovare energie da spendere e soprattutto una fatidica quadratura del cerchio. Giudizio che non mi rimangio né tanto meno ho voglia di rielaborare. Solamente: se le premesse di tutto questo rispondono al nome di "Repentless", allora ci è consentito almeno ben sperare. Sognare, addirittura. Essere più che ottimisti. Visto che, un tiro del genere -francamente- non lo si sentiva dal 2009. Da quando le manciate di odio rinchiuse in "World Painted Blood" non giungevano toste a rendere in pezzi più di qualche timpano. Da dopo "World..", le cose sembravano essersi notevolmente ridimensionate. La morte di Jeff, l'addio di Dave, i bravissimi Bostaph ed Holt presi al loro posto. Una formazione ridimensionata e pronta a re-iniziare da capo, cominciando a lavorare su di un nuovo album. Se però il singolo apripista di quest'ultimo, "Implode", non era stato portatore sano di esaltazione, e di pari passo "When The Stillness Comes" non ci aveva (di fatto) permesso di aspettarci grandissime cose (pur essendo una canzone molto valida e massiccia al punto giusto), adesso la musica cambia. Cambia l'orchestra, ed i Nostri si ricordano di poter picchiare come delle belve assatanate, non lasciando al loro pubblico modo o maniera di difendersi. Un bell'assalto sonoro di quelli come ai vecchi tempi, pervaso dallo stesso spirito profuso nella realizzazione di "Christ Illusion" e "World Painted Blood". "Dobbiamo fargli male", questo il pensiero comune. Un pensiero che già balenava da un po' nella testa di Kerry King, divenuto (dopo la morte di Hanneman) l'unico songwriter e frontman della band. Nonostante la presenza di Araya. Kerry era l'addetto ai conti e al mantenimento dell'andazzo generale, chiaro che l'idea vincente doveva provenire dal suo cervello. Tom in suo supporto, con l'ausilio di Bostaph; e Holt "fermo per contratto", in quanto sotto stessa ammissione di Kerry: "i fan non erano ancora pronti per udire del materiale composto da Gary". Un Gary che mantiene, dunque, il suo ruolo di comprimario di lusso, di turnista ben pagato. Poco male, in quanto il risultato finale è sicuramente d'eccezione. E la sua parte, Holt, l'ha fatta eccome. Pur essendo stato "relegato" a suonare del materiale non suo, interamente scritto da King. La genesi di "Repentless" sta dunque nella volontà del nerboruto axeman di creare un qualcosa che potesse suonare come si sarebbe dovuto confare agli Slayer. Semplicità di base, linearità strutturale, tanta ma veramente tanta CRUDELTA'. Velocità allo stato puro, riff massicci e devastanti, voglia di far male, di accoltellare, di prendere letteralmente a martellate chiunque capitasse a tiro. Come realizzare tutto questo, se non buttandosi a capofitto nel "ripasso" di quelli che furono i lavori migliori dell'amico Jeff? Furono proprio le linee di chitarra di quest'ultimo ad ispirare Kerry, che di fatto decise di dedicare il singolo "Repentless" alla memoria del fratello scomparso. "Questo è un Hannemanthem!! L'ho scritto per Jeff, è dannatamente veloce. Non potete sapere cosa ca**o stia per arrivare!!". Parole di un certo peso, da parte dell'orgoglioso Kerry che per una volta mette da parte il suo ego ed ammette il gran peso che lo scomparso chitarrista abbia avuto su di lui. Sul suo modo di suonare e comporre, soprattutto, come (e in misura particolare) in questo caso. L'approccio ragionato di Hanneman unito alla rozzezza esecutiva del Re. Un connubio dal quale venne fuori, e non esagero nemmeno un po', il singolo definitivo dei "nuovi" Slayer. Un pezzo che finalmente ci dà in mano più di qualcosa, ci fa tastare elementi concreti. Insomma, ci fa capire che -ancora una volta-, l'Assassino è pronto a ripartire. Proponendo materiale di alto livello. Il tutto accompagnato, successivamente, da un videoclip a dir poco "ignorante". Proprio come piace ad ogni Thrasher nonché ad ogni amante degli Slayer. Un videoclip a tinte splatter, violentissimo, il quale ci mostra una rivolta carceraria degenerata in una carneficina senza pari. Girato da BJ McDonnell, come location venne scelto il cortile del carcere femminile "Sibilla Brand Institute", situato a Los Angeles. Particolari furono gli aneddoti gravitanti attorno a questa autentica "impresa": innanzitutto, a detta dell'intero cast, il caldo asfissiante (picchi di 40°) rendeva letteralmente impossibile lavorare sereni. Nonostante tutto, gli Slayer dovettero suonare per ben 8 ore prima che McDonnell fosse soddisfatto della loro performance. Andò peggio ai "detenuti", i quali inscenarono la rivolta per dodici volte consecutive, prima di venir "promossi". L'intero cast, comunque, era composto da comparse extra-lusso. Molti attori erano infatti specializzati in film Horror, Pulp e d'Azione, proprio per permettere al video di riuscire al meglio del meglio. Troviamo nomi come Derek Mears ("Predators"), Tyler Mane ("Halloween"), Danny Trejo ("Machete") e tanti altri. Secco il commento di Tom Araya alla fine delle riprese: "definire questo videoclip 'violento' è poco". Or dunque, direi che gli elementi per esaltarci ci sono effettivamente tutti. Tuffiamoci in questo nuovo parto di casa Slayer, senza ulteriori indugi. Let's Play!

Repentless

Senza troppi giri di parole, "Repentless (Senza Rimorso)" viene aperta da un riff aggressivo e da precisi stacchi di batteria. Il tutto lascia preludere una violentissima galoppata, che di fatto è lì e lì per arrivare. Neanche a dirlo, il tutto comincia ad acquisire più linearità.. e si può cominciare a CORRERE. Non "correre", CORRERE. Perché sarebbe quanto meno difficile scendere in un dettaglio abbastanza approfondito, musicalmente parlando. Si tratta di un brano sorretto da riff terremotanti, semplicissimo nel suo incedere, frastagliato dai celeberrimi assoli "sofferenti" e taglienti come una ciclone di lamette arrugginite. Aggiungiamoci la voce di Tom Araya, quella delle grandi occasioni. Arrabbiata, a tratti acuta, graffiata, grave quando serve. Versi gettati come raffiche di mitra, il tutto cesellato grezzamente da un basso rimbombante ed anch'esso velocissimo. Senza parlare di un Bostaph che non perde il tempo neanche per un secondo, intento com'è a dar vita ad un drum work da pagina 7 del "Manuale della Batteria Thrash". Cosa ci sarebbe, dunque, da dire? Più di quanto voi pensiate.. perché per descrivere un episodio come "Repentless", e ve lo dico col cuore, non dovremmo fare altro che ritrovarci tutti nella piazza di quel carcere, facendo in modo che il pezzo prorompesse violento ed a volumi da codici penali. Una tempesta di amplificatori.. vibrazioni, bordate.. voglia di pogare. Di distruggerci a vicenda, di spintonarci, di surfare sulla folla, di salire sul palco e lanciarci, facendoci raccogliere dai nostri compari. Questa è una delle tante scene che -a parer mio- sarebbero efficaci più di mille parole, per descrivere quanto gli Slayer siano riusciti a CORRERE, questa volta. Perché "Repentless" non è solo un brano. "Repentless" è un tripudio di fauci fameliche intente a ridurci in poltiglia. Un brano che sembra la sintesi perfetta fra gli Slayer di "Reign in Blood" e "South of Heaven". Una durata non molto esigua ma comunque una struttura semplice, un assalto impostato sulla brevità ma al contempo ragionato e mirato. Un qualcosa che trascende l'umana comprensione e ci piazza davanti ad una vera e propria svolta. Quel che ci serviva per comprendere appieno quanto l'album in uscita possa far ben sperare. Dinnanzi ad un pezzo come questo, anche il più scettico degli scettici dovrà ammettere la manifesta superiorità degli Slayer. Velocità e violenza, passione, impeto, assoli al fulmicotone, squillanti ed urlanti. Chitarre predisposte all'amata ultraviolenza.. un brano che entrerà nelle nostre case con la delicatezza dei droogs di "A Clockwork Orange". Pronti, per il numero ""visita a sorpresa"? A vostro rischio e pericolo. Questo singolo è quanto di meglio di potesse attualmente chiedere, da un gruppo ridotto dei 2/4 della formazione originale. Parlavamo, poi, di dediche particolari. Un brano, "Repentless", che Kerry ha sentito di tributare a Jeff Hanneman, suo nume tutelare e fratello di tutti noi. Una dedica che non sembra solo musicale, viste le lyrics, le quali descrivono l'attitudine "zero compromessi" di un musicista Metal. Una personalità forte, intenta a "narrare gli orrori della guerra" mediante le sue canzoni. Mediante le sue liriche al vetriolo. Un musicista che detesta tutto e tutti: fama, successo, soldi.. nulla di questo schifo fa per lui. Egli vuol solo comporre musica capace di tirar fuori tutto l'odio che cova nella sua anima; nel suo cuore. Immerso in un mondo di insanità, di crudeltà, un mondo nel quale i demoni giungono a frotte e banchettano con cotanta "oscurità" manifesta e mai celata. Una persona, la protagonista delle lyrics, che non vuole nulla da nessuno. Che vive in maniera indipendente, che fa solo quello che vuole, non preoccupandosi di nulla e di nessuno. Senza rimorsi, questa è la parola d'ordine. Vivere al massimo e suonare quel che vuole. Il segreto, la chiave di volta per comprendere il vero e proprio spirito degli Slayer, si trovano proprio nei versi del ritornello: "vivi veloce, al massimo.. senza rimorsi, lascia che sia". "Io odio la vita, io odio l'umanità, odio la fottuta scena.. vaffanc*lo il vostro ego, la vostra vanità!!", parole ancora più dure con le quali gli Slayer vogliono forse scagliarsi contro colleghi ben più blasonati di loro, che sembrano aver dimenticato il vero spirito di certa musica, dandosi in pasto alla fama ed ai soldi. Un "vaffanc*lo" generale, indirizzato anche allo stesso Mondo, alla stessa umanità. Gli Slayer sono gli Slayer, e nessuno potrà mai cambiarli. Liriche che li descrivono dunque benissimo, che descrivono benissimo Jeff.. che descrivono benissimo i fan più affezionati dell'Assassino. E capite bene il sottoscritto, quando dice di rivedersi pienamente in questo testo.

Conclusioni

Siamo dunque giunti alla fine di questo brevissimo ascolto. Breve ma intenso, non importante a livello di durata.. ma devastante. Una vera e propria bordata sonora come non ne sentivamo da un bel po'. Un singolo, "Repentless", che ci fa ben sperare e soprattutto ci pone dinnanzi agli occhi un possibile futuro color cremisi ("roseo", proprio, mi rifiuto di dirlo. Se parliamo degli Slayer), per i nostri Assassini. I quali sono ufficialmente tornati. Pronti per iniziare una nuova vita compositiva, non scordandosi il passato ma anzi facendolo rivivere lungo solchi ormai immersi nella modernità. L'era del digitale e del blu-ray non ha certo mutato l'attitudine selvaggia dei nostri Slayer, i quali sono ancora qui, pronti a sfruttare questi nuovi mezzi per propagandare odio e tempeste di sangue. Cosa dovevamo chiedergli, di più? Se nei precedenti articoli avevo auspicato la presenza di una canzone come questa.. sembra quasi provvidenziale il fatto che i ragazzi abbiano udito la mia (ma non solo la mia) preghiera. Al contrario del dio che loro stessi dipingono, sordo ed indifferente, Kerry e co. debbono veramente tenere molto ai loro "adepti". Altrimenti, si sarebbero adagiati sugli allori proponendo l'ennesima canzone buona "ma nulla di più". Invece, il risultato finale è frutto di un notevole impegno, di una gran voglia di dimostrare. Nonostante il passato che pesa, nonostante una carriera monumentale e tutta una serie di vicissitudini che avrebbero potuto portare i nostri a dire "basta così". Il rischio di scioglimento in effetti era dietro l'angolo, inutile negarlo. Eppure, lo split non solo non è avvenuto; in più abbiamo addirittura un brano come questo, che magicamente aumenta il tiro degli altri due e quindi ci dipana dinnanzi agli occhi l'immagine di un organico / di una tracklist che ormai è quasi del tutto delineata. Un album in uscita, che ci riproporrà tanta brutalità come piace a noi. Che tornerà a far discutere, come "Christ Illusion". Che tornerà a parlare di sangue, come "World Painted Blood". Dissi, nella recensione del singolo "World.. / Atrocity Vendor" che forse non avremmo mai più rivisto sfumature cremisi piene e pregne come quelle di quel vinile. Forse è ancora così.. sta di fatto, però, che "Repentless" ha voglia di mostrarci altri colori, altre sfumature, altre ombre totalmente differenti ma parimenti esaltanti. Iniziare un nuovo percorso, in grado di metterci davanti dei "nuovi" Slayer. Quelli che vogliono comunque osare, quelli che sono riusciti a ripartire nonostante le difficoltà. L'esempio è presto fatto: il primo amore non si scorda mai, ma qualora questo dovesse terminare, non sarebbe d'uopo vivere stando sempre col pensiero ancorato a quegli avvenimenti, quelle sensazioni. Si va avanti, volenti o nolenti.. ed il mondo è pieno di persone pronte a volerci far provare qualche cosa di diverso, che comunque ci arricchirà. E' proprio per questo motivo che dobbiamo approcciarci con le migliori intenzioni, ad un singolo come "Repentless", ponte d'oro fra il vecchio ed il nuovo. Un qualcosa che rievoca il passato ma non lo impone, un qualcosa che ci provoca vibrazioni differenti eppure uguali. Un singolo che si tramuterà in un album, che a sua volta inizierà una nuova fase della (lunga e sfolgorante) carriera degli Slayer. Troncare con loro i rapporti, pretendendo sempre e solo i "nuovi Hell Awaits" o i "nuovi Reign in Blood" sarebbe sbagliatissimo. Diamogli una possibilità, questo pezzo ha veramente tutto quel che serve per esaltare e farci pogare con i muri, facendoci successivamente crollare a terra sfiniti. Sfiniti e felici.

1) Repentless
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