SHORES OF NULL

Beyond The Shores (On Death And Dying)

2020 - Spikerot Records

A CURA DI
CLAUDIA ZANNI
24/03/2022
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Siamo in inverno, l'atmosfera è gelida, Il vento pungente è in disarmonia con la dolcezza sprigionata dai primi violini; davanti a noi lo scenario è soffocato, siamo accompagnati solo dal lieve tepore della nube calda prodotta dall'alito, che a contrasto con il freddo produce un vapore avvolgente e altrettanto caldo. Mi rendo conto che sto ancora dormendo, quando passandomi la mano difronte alla faccia, nel goffo tentativo di guardare l'orario, mi ferisco accidentalmente non provando nessuna forma di dolore. Capisco inoltre di non essere sola, mi sento osservata: sono con voi ancora una volta. Mi rendo conto, analizzando meglio la situazione, che anche il rumore dei violini che sentiamo è soffocato mentre avanziamo con passi incerti e pesanti, come se la loro pesantezza riflettesse quella del nostro stato d' animo. Più avanziamo e più il soffiare del vento diviene sempre più incessante, sembra quasi unirsi in modo del tutto innaturale alle note di violino che emergono con una sonorità più lieve e armoniosa. Tutto appare soffocato e innaturale. Vediamo una sagoma nera dinanzi a noi, si tratta di un uomo che procede con passo greve verso una donna apparentemente raccolta in lutto, la base strumentale incornicia il tutto con note stridenti, fornendo al tempo una dimensione distorta? non notiamo molti dettagli, è da molto tempo che non vediamo i colori di ciò che ci circonda. Avanziamo con il medesimo passo falcato, le due figure sembrano accompagnarsi in un'inesorabile marcia, l'atmosfera è adesso lugubre e sentiamo il freddo entrare nelle ossa e nei polmoni, ma decidiamo noncuranti di proseguire. Sembra a tutti gli effetti una marcia funebre; notiamo che la figura femminile cela la sua identità portando su di sé una maschera raffinata, il ritmo della canzone sottolinea i nostri passi. 

Siamo al cospetto di Beyond The Shores (On Death And Dying) dei Shores Of Null, che vedono alla voce Davide Straccione e Gabriele Giacciari, Raffaele Colace con forte spirito e virtuosismo alle chitarre, Matteo Capozucca al basso, ed Emiliano Cantiano come egregia base nella batteria. In questo disco hanno preso parte alle registrazioni in studio artisti di grande impatto per una band italiana doom-gothic, partendo dai vocalist Mikko Kotamäki (Swallow The Sun), Thomas A.G. Jensen (Saturnus), Elisabetta Marchetti (Inno) e Martina Lesley McLean. La presenza di Jensen e Mikko dà un tocco magistrale secondo il mio parere. Inoltre, troviamo anche l'acclamato Marco "Cinghio" Mastrobuono (Hour Of Penance, Fleshgod Apocalypse) dietro il banco di produzione.

La band di cui andiamo a trattare oggi, grandissimo orgoglio italiano, è una realtà romana molto apprezzata nell'underground metal sin dal suo esordio musicale nel 2013, dove ha rappresentato un'interessante novità. Essa ha sfornato tre dischi impressionanti: il melodico e cupo "Quiescence" (Candlelight, 2014), il più oscuro e complesso "Black Drapes For Tomorrow" (Candlelight/Spinefarm, 2017), e infine il loro lavoro più ambizioso "Beyond The Shores (On Death And Dying)" (Spikerot Records, 2020), un'opera di 38 minuti costituita da un'unica traccia che continua a dimostrare la volontà della band di sorprenderci sempre, sorprendendo anche loro stessi, in un disco da cui si può solo apprendere molto. I Nostri si propongono qui con un doom -death mordente che risulta a tratti rilassante: l'aggressività in penombra si affianca a sezioni goth-doom dove nessuna delle due sonorità risulta come tono predominante, si armonizzano fondendosi. La loro musica, perciò, può essere sia malinconica che maestosa, fatta di trame di chitarra che spaziano in virtuosismi tecnici, sostenute da una potente sezione ritmica e da una raffinata miscela di voci pulite e mordenti, loro marchio distintivo.

Oggi però faremo una cosa un po' inconsueta e diversa rispetto alla mia precedente recensione, con il tuo consenso vorrei continuare a chiamarti 'tipo'. Non ti chiederò di immaginarti niente né di rockeggiare insieme; tutto ciò che ti chiedo è di prendere queste vecchie polaroid e dargli un senso. Ci troviamo nella vecchia dimora estiva dove sono cresciuta, era un bel rudere al tempo...

- Ehi, attacca pure quella foto là in alto!-

Sai, quando ho iniziato a restaurare questa vecchia colonia non avrei mai creduto di trovare così tanti ricordi misti a tanta polvere, a pensare da dove ero partita. Questi ricordi si erano andati ad annebbiare nella mia memoria, quasi a perdersi e continuavo a domandarmi: "Why? Why me? This cannot be true - Perchè? Perchè me? Non può essere vero".

Anche noi decidiamo per il momento di mantenere la nostra identità celata, e guardandoci intorno notiamo la bellezza paesaggistica che ci circonda; le note preannunciano che qualcosa di importante potrebbe avvenire, o che banalmente è da sempre inesorabilmente già accaduto, ciò che percepiamo è un forte nervosismo, mentre uno stormo di corvi si innalza improvvisamente senza che questo ci procuri nessuna sorpresa. Siamo totalmente assorti ne ritmo, come in una visione onirica e ipnotica.

Guardo l'orologio e non sono passati nemmeno tre minuti quando l'uomo difronte a noi inizia a cantare, la sua voce è armoniosa, potente, e  smuove qualcosa dentro di me, mi sento irrequieta e anche il ritmo comincia a evolversi, avanza deciso, non è incerto. Iniziamo a sentire un emanazione di dolore sordo provenire dall'uomo e dalla donna, sembrano rincorrersi e mai trovarsi. A volte pervade l'impressione di star seguendo un'ombra, la donna sembra come cercarla, l'uomo dal 'canto' suo sembra come chiamarla per rassicurarla o rassicurare se stesso, con punte sonore di rammarico.

Ora mi sono resa conto che le parole da me citate poco fa, erano le stesse parole che recitava quell'uomo nel sogno, nei primi cinque minuti di orologio. Quando poi ho realizzato che dovevo andare avanti e provare qualcosa di nuovo... In quel momento ho cominciato a sudare rigirandomi nervosa fra le lenzuola, abitavo ancora qua ora che ci penso. Tornare nella vecchia casa dove sono cresciuta mi ha riportato alla memoria tante cose. Continuavo a domandarmi anch'io se esistesse davvero un dio benevolo quando all'improvviso come nel sogno un riff di chitarra che avanzava di pari passo al mio nervosismo mi riportò alla memoria ciò che sognai, attraverso l'occhi della donna in lutto ricordo di aver visto assieme a voi me stessa che cercava di fuggire da qualcosa... ma da cosa stavo fuggendo?

Ho una forte fitta alla testa e decido di non pensarci. Inizia tutto con quel dannato riff, e diventa tutto così dinamico, così fuori controllo.. Ci rendiamo conto che il suono segue e si sposa con il canto dell'uomo mantenendo però sempre una ritmica quasi 'falcata' che scandisce questa sofferente marcia. A un certo punto... silenzio, seguito da violini, i due cercano invano di guardarsi prima disperati, poi rassegnati poi quasi con rassegnazione ripartono e l'uomo narra di nuovo attraverso la sua voce. Intuiamo che ci troviamo ad assistere al suo funerale, trovandoci fuori posto prendiamo forza e continuiamo il nostro viaggi

Sono passati 5 minuti dall'inizio del nostro percorso e le note diventano nostalgiche, capiamo che l'uomo interpreta la morte quasi come una dolce donna in lutto, almeno così mi è sembrato mentre percorro questo viaggio nel suo vissuto assieme a voi. Con note stridenti ci  viene ricordato come dal fallimento si possa risalire e che la morte può anche non essere necessariamente la fine di tutto. 

La musica è sempre più pensante e pungente alle nostre orecchie, e tornando a noi, in un'intervista a Gabriele Giacciari il cantante ci ha rivelato il perché di questa unica (ma duratura) traccia che domina tutto l'album. La sua risposta rivela che il gruppo difatti stava affrontando un duro momento nella loro carriera artistica, e Il progetto nasce perciò con un forte sentimento di rivalsa- "Un unico brano funeral doom di 40 minuti, sperimentale, diverso da quanto avevamo già fatto, solo come sfogo, per vedere cosa sarebbe successo, e decidere poi che farci. E così abbiamo fatto".

Una scelta veramente ottima, arrangiando le basi in poco tempo e in via sperimentale hanno creato un capolavoro senza eguali. Personalmente penso che questo disco verrà sempre più conosciuto e apprezzato dal pubblico del genere. Questa traccia, che sembra non avere mai fine, è come se fosse una chimera tra molte; si sviluppa cambiando forma e ad ogni mutazione si evolve verso nuove sonorità sempre connesse fra loro, ma in continuo avanzamento.

L' uscita di "Beyond The Shores" non ha precedenti e ha suscitato molto clamore tra le persone, anche per chi già li adorava per "Quiescence", opera che presentava venature più black metal - il loro album di debutto è difatti il più acclamato. Anche qui troviamo un riferimento alla decadenza, si è pervasi da un'atmosfera autunnale, di una sospensione vitale letargica che descrive i brani di ''Night Will Come'',''Ruins Alive'',''Quiescent'' e ''Time Is A Waste Land''. Queste note ci ricordano che l'oscurità dentro di noi è sempre in agguato e che non ci resta che accoglierla con serenità. Le influenze sonore che ho trovato in questo magistrale album mi hanno riportato alla mente molto i Katatonia, Amon Amarth e Opeth. Quest'album resta per me il ''pezzo forte'' marchiato Shores of Null. Se non l'avete ancora ascoltato vi consiglio fortemente di prestargli un ascolto, probabilmente mi ringrazierete.

Vedi la prima polaroid con quel capellone centrale? Ottimo! Sai, con questo gelo e l'arrivo della primavera, sto pensando di fare un quadretto. Non so perché questo mi ha ricordato "Quiescence" e quindi la band ... Come dici? Ti è venuta voglia di ascoltare" Beyond The Shores"? Vedi quel vecchio stereo laggiù? Prova a inserire la chiavetta usb che si trova sul tavolo, con qualche piccola dimostrazione d'affetto dovrebbe andare.

-Vedi?così! - (dissi, colpendo con decisione sotto il suo sguardo incredulo.)
-Aveva giusto bisogno solo di un po' di carezze! -

Scossa ancora dal nervosismo del ricordo del sogno avevo fatto ripartire lo stereo e un forte senso di malinconia mi pervase. Guardai l'orologio al polso come nel sogno, erano passati esattamente quasi 10 minuti come allora in quel sogno e la stessa melodia riempiva la sala ormai vuota e altrettanto fredda. La melodia in questo momento subisce un'ulteriore metamorfosi, mi sembra di assistere di nuovo a una sorta di chimera di emozioni, come quella volta, assieme a voi. La parte strumentale marcia nuovamente con sonorità decise e intercalate, della frenesia pervade nuovamente il mio corpo con forte senso di vergogna nell'assistere a qualcosa che non mi appartiene ma un forte sentimento di prevalsa mi spinge a voler continuare il mio cammino come quella volta nel sogno e cercare di riuscire a scoprire qualcosa di più. "Life is at war with us - La vita è in guerra con noi", e noi bisogna andare avanti. Il nostro campo di battaglia è la vita stessa.

-Perché piangi adesso? -

Come compatirlo, adesso la sonorità era di una tristezza più unica che rara, nel sogno arrivata a questo punto mi sembrava quasi di vedere la tomba dell'uomo che avevo seguito, il suo canto era stato sostituito da una forma gutturale e questa visione insieme alla sonorità dava un senso di vuoto e di fermo, nello spazio e nel tempo stesso.

Non sono passati neanche 20 minuti che un suono prima flebile e poi presente arriva dalle chitarre e sconvolge nuovamente il ritmo, mi trovo come allora in estasi. Risentiamo una voce, come nel sogno, adesso chiara e limpida che assieme alla parte strumentale ci rasserena e ci infonde speranza. Avevo quasi dimenticato questa sensazione, la speranza. Come nel sogno è solo una piccola pausa prima di riprendere i ritmi marcati e duri della vita. Decido di allungarvi un fazzoletto per farvi asciugare le lacrime versate, siamo difronte a un cambiamento io e te. Sentiamo una voce femminile farsi spazio.

Le sezioni femminili mi ricordano molto i Draconian e come altri rimandi di influenze sentiamo forte anche l'influenza di My Dying Bride, Paradise Lost e Saturns (dove appunto troviamo la stessa voce che rievoca molto le stesse sonorità, quasi evocandole al loro fianco).bLe due voci sembrano fondersi insieme all'unisono, per poi lasciare spazio a una sonorità quasi spettrale ma carica di energia che sembra suggerire un loro atteso incontro e ciò si denota anche dell'evoluzione che sussegue poco dopo siffatta di armonie più armoniose seguite sempre dalla stessa base falciata, che risulta meno pesante. La coppia racconta, urlando in maniera soffocata i loro sentimenti repressi, la melodia di un pianoforte inaspettatamente prende la scena e ciò ci fa inarcare le sopracciglia in espressione incuriosita e sorpresa. Neanche tu con me ti aspettavi di udirlo, è come pausa ai nostri pensieri, pensando questo tiro un lungo sospiro. Anche tu, apri la finestra in mio tacito consenso e sentiamo provenire da fuori il cinguettio di qualche passerotto in contrasto con la malinconia del piano. 

Non passa molto tempo che mentre sistemiamo le varie foto, la porta-finestra sbatte costringendoci a richiuderla, la musica si evolve come ad apprezzare. Il freddo della finestra aveva finito per quasi assopirmi ma lo sbatter brusco della finestra ci aveva riportati entrambi ad uno stato più vigile, "Woke up to this, Blissful morning, Blazing sunlight - Ti risvegli in questo, una mattinata magnifica, con la luce del sole che splende - faccio entrare un po' di luce dalle finestre, che dici? 

Confidando che almeno la luce potesse essere un accordo con la finestra e il vento incessante. E aggiungo, riferendomi alla musica che il loro quarto album, registrato durante ''Beyond The Shores'', è attesissimo e la sua uscita dovrebbe essere prevista nella seconda metà del 2022, augurandoci nel mentre di rivederli in concerto sempre più spesso in più date possibili.

L'opera, ispirata alle cinque fasi del lutto formulate dalla psichiatra svizzero-americana Elisabeth Kübler-Ross, è stata molto apprezzata grazie anche alla scelta del video full-track di Sanda Movies, di cui vorrei sottolineare la presenza: si tratta di un team con una forte passione per la musica, ogni scena, ogni ripresa è magistrale in quanto rispecchia assolutamente le evoluzioni sonore e l'incipt che gli artisti intendono comunicare attraverso la musica. Questo cortometraggio è estasi visiva e uditiva,

Se chiudi gli occhi e immagini una realtà che prende vita dal suono ti potresti rendere conto che neanche la fantasia riuscirebbe a riprodurre immagini così nitide e profondamente artistiche. I Sanda Movies nascono nel 2013 guidati dalla regista Martina L.McLean, che dichiara di voler applicare una visione personale e unica ai video metal/alternativi e posso personalmente affermare che le riesce particolarmente bene.

Guardo l'orologio è quasi passata mezz'ora, la musicalità è evoluta nuovamente, ormai ho perso il conto delle evoluzioni assieme a te, ti alzi accendendo la televisione ? "Come down, grief, ride the waves as the cold wind blows. A matter of time till I drown in the glow - Vieni, rammarico, cavalca le onde mentre il freddo vento soffia. E' questione di tempo prima che io anneghi nel bagliore" -Ehi tipo ! Spegni quei dannati notiziari, stanno coprendo il SUONO ! Maledetta TV?

Non ne possiamo più di sentire sempre orribili notizie, la vita è una guerra, è come se la vita stessa fosse in guerra con noi , quindi perché non alziamo questa vecchia radio e facciamo di questo mondo la nostra dimora?

-Dai, metto su del caffè tu pensa a scrivere, la musica ci aspetta!-

Ma poi cos'è che scrivi? Sembra la letterina di babbo natale ? "vorrei andare ad un loro concerto per sentirli suonare".. al prossimo che dici se ci andiamo insieme? Prossima tappa, ci vediamo al concerto degli Shores of Null !

Accomodatevi e bevete il caffè finché è caldo, ci vediamo presto !


Tracklist:

       1. Beyond The Shores