SEPULTURA

Sepultura Under My Skin

2015 - Nuclear Blast

A CURA DI
FABRIZIO IORIO
14/07/2020
TEMPO DI LETTURA:
6,5

Introduzione Recensione

Dopo un disco veramente poco riuscito come The Mediator Between Head and Hands Must Be The Heart, pubblicato nel 2014, i Sepultura immettono nei due anni successivi: un live album, un Ep, uno sostanzioso split cd con i grandi Exodus e due singoli, oltre che ovviamente una intensa attività live per promuovere il nuovo (ribadisco) deludente lavoro. Siamo nel 2015, anno in cui ricorre il trentesimo anniversario della band carioca. Una band che nel corso di una gloriosa carriera ha dovuto anche reinventarsi a causa di forti scossoni e tremendi problemi avvenuti con l'abbandono dei fratelli Cavalera, ovvero, i pilastri portanti della band intera. Eppure i Nostri non si sono persi di certo d'animo ed hanno continuato a produrre lavori, a volte molto ma molto discutibili, ma sempre cercando di essere coerenti con loro stessi. Bisogna dare atto ad Andreas Kisser e Paulo Jr. di aver avuto una grandissima forza di volontà, superando critiche a volte troppo dure e decisamente fuori luogo. La storica etichetta Nuclear Blast, decide così di mettere a disposizione dei fan un prodotto molto interessante. Non tanto per il contenuto in sé, ma per la rarità del suddetto. Ecco dunque che ci troviamo di fronte ad un singolo intitolato Sepultura Under My Skin a tiratura limitata di sole seicento copie sotto forma di vinile da sette pollici contenente il brano appena sopracitato e la versione live di Kairos, ovvero la title track dell'album pubblicato nel 2011. Se vi chiedete del perché questo singolo sia piuttosto raro al di la del numero di copie, sta nel fatto che si possono trovare duecento dischi nella classica colorazione nera, duecento di color verde, cento in formato rosso ed altre cento in colorazione gialla solamente ordinandolo direttamente dalla casa discografica stessa. Diciamo subito che il brano inedito che andremo ad analizzare è stato registrato negli Audio Arena Studio di San Paolo, mentre la versione live di Kairos è stata registrata nel novembre del 2014 al Carioca Club della capitale brasiliana. Questa è una operazione anche piuttosto "strana" se vogliamo. Insomma, solitamente quando ricorre un anniversario importante per una band del calibro dei Sepultura ci si aspetta magari un Box set, un live video, oppure una raccolta. Invece la band vuole rimanere con i piedi per terra e ci propone giusto un singolo che possa stuzzicare l'appetito prima dell'uscita di un nuovo lavoro. Vediamo dunque di cosa si tratta e soprattutto, vediamo insieme se Kisser e soci abbiano le carte in regola per mandare nel dimenticatoio un album che ha veramente deluso chiunque sotto tutti i punti di vista. Non ci resta che schiacciare il tasto play ed iniziare la nostra analisi.

Sepultura Under My Skin

Sembra di essere di fronte ad una esibizione live, ma così non è. "Sepultura Under My Skin (Sepultura sotto la mia pelle)" Infatti, ad attenderci è presente un pubblico sostanzioso che urla a gran voce la band brasiliana. Un'introduzione piuttosto particolare che lascia spazio quasi immediatamente alla furia distruttiva della band che inizia immediatamente a picchiare duro. Non tanto a velocità di esecuzione, ma si concentra molto sull'impatto sonoro vero e proprio. La sezione ritmica è potentissima e il gigante dietro al microfono sparge immediatamente il verbo dei Sepultura a chiunque li si pari davanti. Diciamo che questo brano è piuttosto un tributo vero e proprio per i fan che hanno sempre creduto e seguito Kisser e soci, anche quando le cose non sembravano andare per il verso giusto. Il testo infatti è un continuo ringraziamento a chi sente la band scorrere nelle proprie vene, a chi ha marchiato indelebilmente la propria pelle con il loro logo. Questo brano è anche un modo per rafforzare le scelte fatte nel tempo da una band che sembrava ormai persa, ma che ha saputo e voluto fortemente rialzarsi ed andare per la propria strada. Frasi del tipo "Tutti voi con il marchio, vi salutiamo con tutto il nostro cuore" "Siamo forti, insieme siamo forti" stanno a significare un attaccamento quasi morboso verso il proprio pubblico, che non vuole essere deluso per nessun motivo. Per questo "insieme saremo forti". Per questo se band e fan uniranno le forze e si faranno rimbalzare l'adrenalina che dal palco scende prepotentemente, rispedendola alla band stessa, allora si creerà un qualcosa di estremamente profondo ed esaltante. Il brano prosegue con monolitica potenza, ed anche se a dir la verità troviamo dei momenti in cui la chitarra diventa quasi "fastidiosa" con il suo ripetersi, fortunatamente non va ad abbassare il grado di potenza sprigionata da questo pezzo. L'assolo invece, l'ho trovato molto interessante; non siamo a chissà quali livelli di esecuzione sia chiaro, ma in questo contesto si trova perfettamente incastonato nonostante la sua semplicità. Con un ultimo sussulto ed un leggero aumento di velocità, si chiude un pezzo interessante ma non memorabile, che però ha dalla sua una forte volontà di dichiarare apertamente ai fan che senza di loro non esisterebbe né la band né la musica in generale. Non solo, i Seps chiedono proprio esplicitamente di supportarli e di trasmettere quella forza necessaria per poter migliorare ad ogni passo, promettendo di restituire il favore sfornando lavori che possano appagare i propri seguaci. Insomma, un buon brano che si fa ascoltare piacevolmente.

Kairos (Live)

Facciamo un salto in Brasile, precisamente al Carioca Club e torniamo nel 2014 quando la band si esibì e suonò "Kairos" (title track dell'omonimo album del 2011). Anche in questo caso troviamo il pubblico ad acclamare a gran voce la band brasiliana, la quale attacca con estrema potenza i presenti fino a tramortirli. La parola "Kairos" nell'antica Grecia stava a significare "Momento giusto" oppure "Momento opportuno". Ci troviamo infatti davanti ad una sorta di riflessione, dove il protagonista di questo brano potrebbe essere ognuno di noi. Non dobbiamo mai perdere di vista il nostro destino, ed anche se molti cercheranno in tutti i modi di ostacolarci, bisogna cercare di mantenere la calma ma soprattutto una buona perseveranza e determinazione. Sembra aver viaggiato nel tempo, anzi sembra averlo modellato in modo tale che possa tornare dove vuole in qualsiasi momento. Se Derrick alla voce sembra a volte mangiarsi un po' troppo le parole, il lavoro svolto dal resto della band è di grande livello grazie soprattutto ad una buona registrazione con suoni discretamente ben definiti. Cerca di svegliarsi da un sogno per poter affrontare le proprie paure, le quali iniziano ad esplodere ad una ad una nella propria mente. Una reazione a catena che rischia di devastarlo fisicamente. Deve assolutamente bilanciare il tempo e lo spazio perché questa sofferenza sta iniziando ad ucciderlo. Potentissimo è l'attacco centrale con una sezione ritmica a dir poco devastante ed una chitarra splendidamente rovente. Il lavoro che sta cercando di portare a termine è estremamente pericoloso, ma ormai niente e nessuno potrà fermarlo, perché sta costruendo con i mezzi che noi stessi gli abbiamo fornito. Il continuo cercare di sistemare le cose, la continua ricerca di una salvezza che forse nemmeno esiste, quella voglia di trovare a tutti i costi questo benedetto "momento giusto". Sono probabilmente tutte false speranze che non fanno altro che portare le persone alla pazzia. A credere in qualcosa che nemmeno forse esiste, facendosi prendere in giro da chi voglia sfruttarci in continuazione. Kairos è un pezzo che mi è sempre piaciuto, ed in versione live assume una bella dose di potenza che viene scagliata nel pubblico con estrema violenza. Ottima prova come al solito, che dimostra ancora una volta (come se ce ne fosse bisogno) che tutta l'esperienza accumulata in questi anni è servita eccome.

Conclusioni

Cosa possiamo concludere dopo l'ascolto di questo singolo? Iniziamo con il dire che per festeggiare i trent'anni di attività della band mi sarei aspettato molto ma molto di più, ma ho anche apprezzato il fatto che la band abbia voluto creare un brano appositamente per i fan con tanto di videoclip che dimostra quanto la fede per questa band sia cambiata in realtà molto poco. E' vero, molti fan si sono persi persi per strada dopo l'abbandono di Cavalera, ma è anche vero che molti sono rimasti fedeli ed hanno creduto e credono ancora in loro. Ed è proprio a questa schiera che Kisser, Derrick, Paulo e Casagrande si vogliono rivolgere con grande affetto e stima, perché sanno benissimo che se la gente smettesse di seguirli, loro sarebbero morti e sepolti. Sono felice che questo non sia successo, perché i Sepultura meritano rispetto a prescindere. Una band che ha fatto al storia della nostra musica preferita non può e non deve sparire, né tanto meno essere bistrattata solo perché ha scelto di intraprendere una strada leggermente diversa da quella che aveva inizialmente battuto. Per quanto riguarda il brano dal vivo, ovvero Kairos, come ho già espresso è un pezzo che mi è sempre andato a genio perché riesce a ricordarmi in qualche modo i tempi di Chaos A.D. Forse per qualche riff particolare, forse per qualche atmosfera o passaggio ritmico, insomma, un pezzo che mi evoca ricordi indelebili e che dovrebbero essere scolpiti dentro il cuore di ognuno di noi. Ho trovato molto piacevole anche la cover di questo singolo vi devo dire la verità. Si perché troviamo la grande S con all'interno praticamente tutte le copertine delle varie uscite discografiche che formano un collage davvero molto interessante. Aggiungiamoci poi il bel faccione in bella vista del buon Andreas Kisser ed il gioco è fatto. In definitiva, siamo di fronte ad un lavoro sicuramente ricercatissimo dai collezionisti che però a livello quantitativo non offre praticamente nulla. A livello qualitativo invece siamo su buoni livelli ma ribadisco il fatto che per un anniversario importante come quello dei Sepultura, mi sarei aspettato molto di più.

1) Sepultura Under My Skin
2) Kairos (Live)
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