SEPULTURA

Isolation

2019 - Nuclear Blast

A CURA DI
FABRIZIO IORIO
26/04/2020
TEMPO DI LETTURA:
7

Introduzione Recensione

Verso la fine del 2019, i Sepultura si riaffacciano sul mercato con un singolo che andrà a precedere l'uscita del nuovo lavoro targato Kisser e soci. Sono passati quasi tre anni dunque dall'ottimo Machine Messiah, il quale è sembrato essere una sorta di nuovo inizio musicale dopo lavori che, sinceramente, non avevano certamente fatto gridare al miracolo. Sicuramente la formazione senza i fratelli Cavalera ha fatto voltare le spalle a numerosi fan della prima ondata della loro carriera, ma bisogna dire anche che i Nostri non abbiano sicuramente fatto troppi sforzi per mantenere quella qualità che ne aveva sempre contraddistinto gli album almeno fino alla metà degli anni 90. Certo, i tempi d'oro sono ormai lontani, ma molto probabilmente la band, essendo stata investita da continue critiche, ha subito il colpo più del dovuto e purtroppo questo malumore è stato trasmesso nei loro dischi. Ovviamente non tutto quello fatto fino ad ora è da scartare, ci mancherebbe altro, ma credo che il disco del 2017 abbia ridato quella fiducia necessaria per far si che i Sepultura possa venire apprezzati nuovamente anche da chi ultimamente gli aveva boicottati a prescindere. Ora, siamo alle porte di un nuovo lavoro che verrà pubblicato agli inizi del nuovo anno e,giustamente, come antipasto ecco che puntualmente ci viene messo sul tavolo un primo assaggio con il brano che andrà proprio ad aprire il nuovo Quadra. Parliamo di Isolation, un singolo che si presenta nei suoi quasi cinque minuti di durata e che vede una cover minimale ed in bianco e nero ritrarre (come suggerisce il titolo stesso) una cella di isolamento. Un muro completamente rovinato, un pavimento fatiscente e giusto qualche sbarra atta a filtrare una flebile luce, sono indizi che ci portano a pensare che quello che andremo ad ascoltare possa essere un brano oscuro, carico di disperazione e magari anche pieno di emozioni contrastanti. La classica S dei Sepu posta al centro è sempre un bel vedere. Insomma, quanti di noi non vorrebbero tatuarsi un logo tanto bello ed affascinante anche solo per rievocare i bei tempi? Divagazioni a parte, ho sempre amato la band di San Paolo e nonostante tutti gli avvenimenti accaduti continuo a seguirli, conscio del fatto che i fasti di un tempo non torneranno più. La musica si evolve, si rinnova per quanto possibile e non è nemmeno giusto ancorarsi ad un certo periodo dimenticandosi che Andreas, Derrick, Paulo Jr. e Casagrande sono ancora in giro cercando di tenere alto un nome pesante quanto quello dei Sepultura.

Isolation

Eccoci dunque al cospetto di "Isolation (Isolazione)". Il riff iniziale è potentissimo e l'atmosfera che viene creata dalla band assume toni quasi surreali. Il muro sonoro eretto dalla sezione ritmica è subito interessantissimo ed è una cosa più che positiva visto che siamo solamente alla fase introduttiva della song. Ecco che Derrick fa la sua comparsa ed il suo cantato si rivela molto deciso e potente. SI parte dunque in quarta ed il risultato riesce quasi a sorprendere. Siamo sull'orlo della pazzia ed i nostri pensieri vengono pian piano oscurati da una nebbia insana che ne impedisce ogni logica. Ci viene proposto l'isolamento per allontanare le continue voci che si insinuano nella nostra mente, ma questa soluzione potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio. Si perché una volta soli con noi stessi, queste voci inizieranno ad urlare nella mente facendo un fracasso assurdo nel silenzio più totale. Siamo arrivati ad un punto in cui la razza umana sta inconsciamente effettuando un suicidio di massa, una procedura terrificante che vede l'incarcerazione dello spirito fino a farlo soffocare. Questa sensazione malsana di mancanza totale di ossigeno viene espressa notevolmente bene dalla band, ed il lavoro di chitarra di Kisser è tanto potente quanto disperato. Green, quasi noncurante della situazione, continua imperterrito a spargere la propria sentenza con una veemenza tale che può essere solamente applaudita. E' come se corresse alla disperata cercando di sfuggire ad una condanna ormai più che certa. Paulo Jr. ed Eloy Casagrande, rendono il tutto molto più massiccio ed inespugnabile, costruendo mattone dopo mattone quella maledetta camera di isolamento senza però un benché minimo di imbottitura. L'assolo di Kisser è inizialmente un po' anonimo ma fortunatamente si riprende quasi immediatamente, sfociando in un finale molto convincente. In un modo o nell'altro, ogni giorno dobbiamo combattere con noi stessi, contro i nostri demoni. E' una lotta continua che non si sa dove porterà, ma saremo sempre messi alla prova da qualcosa. Viviamo, o meglio, sopravviviamo giorno per giorno ma uno di questi prima o poi si rivelerà essere anche l'ultimo. A volte rimaniamo ciechi e stupidi per nostra volontà in modo da non vedere come stanno le cose nella realtà. Forse per paura o forse perché crediamo di non essere all'altezza. Magari inizialmente si potrà trarre giovamento da questa "fuga", ma prima o poi la verità sarà sempre li ad attenderci più forte di prima. Il lavoro della band è veramente ottimo, la doppia cassa martella che è un piacere, mentre il gigante Derrick sembra aver finalmente trovato quella grinta che gli è sempre mancata nei lavori precedenti. In definitiva siamo alla prese con un ottimo pezzo che fa più che ben sperare per la buona riuscita di un lavoro che è giusto attendere come uno dei più importanti dell'anno.

Conclusioni

Eccoci ora alla parte più difficile della nostra analisi, ovvero quella di dare un giudizio come sempre oggettivo a quello appena ascoltato. In realtà non è così complicato come potrebbe essere, perché Isolation è un signor brano punto e basta. Musicalmente è molto valido, la chitarra di Kisser è tanto ruvida quanto convincente e ci dimostra che il musicista non ha affatto perso la voglia di stupire e di suonare. La sezione ritmica è imponente, Paulo fa ottimamente il proprio dovere dando una spinta notevole alla profondità sonora proposta, mentre Casagrande dietro le pelli è a tratti mostruoso e dimostra di avere una assoluta padronanza dello strumento. Che dire di Derrick? Il tanto criticato cantante di una band rinnovata se volgiamo, ma che ha sempre ricoperto un ruolo scomodo dopo l'abbandono di Max Cavalera. Devo dire che in questo frangente mi ha convinto forse di più rispetto alle aspettative, sfoderando una prova convincente e di assoluto livello. Amalgamando tutto quello che ho detto poc'anzi, il risultato non può che essere positivo. Certo, dare un giudizio su quello che poi sarà il prodotto finale sarebbe da pazzi, ma se le premesse sono queste forse avremo un lavoro con i fiocchi. Non so cosa aspettarmi sinceramente dall'intera opera, anche perché sicuramente ci sarà qualche variante compositiva che cercherà di rendere il tutto variegato. Se non fosse così il rischio di trovarsi di fronte ad un disco tutto uguale sarebbe un azzardo, ma non credo che i Sepultura siano così avvezzi al rischio. Sarebbe troppo facile partorire un qualcosa di troppo brutale e forse anche un rischi bello grosso, perché alla lunga potrebbe stancare. La produzione fatta nei Fascination Street Studios in Svezia è ottima, forse troppo pulita ma che risalta a dovere tutti i suoni e rende complessivamente il tutto molto piacevole e "pesante". Facciamo ora finta di essere seduti al tavolo di un ottimo e rinomato ristorante e che, una volta ordinato un antipasto di cui non siamo sicuri del gusto, ci venga portato Isolation. Lo guardiamo con occhi curiosi non sapendo cosa ci potremmo aspettare; prendiamo in mano la nostra forchetta, assaggiamo un pezzettino per vedere di non trovarci in bocca qualche sorpresa e con stupore questo si riveli gustoso ed appagante. Allora iniziamo ad assaporare tutto con grande gusto in attesa che ci venga consegnata la portata principale. E se tutta la cena si rivelerà di questo livello, allora usciremo dal ristorante soddisfatti e consapevoli di aver speso bene il nostro tempo. Non ci resta dunque che aspettare il cameriere ed arrivare a fine serata per trarre le nostre conclusioni, sperando di tornare nuovamente, magari in Brasile, per gustarci un altro menu che possa farci ricordare che i Sepultura sanno ancora come appagare i propri fan.

1) Isolation
correlati