SCHWARZ PEST

Morbvs Invictvs

2020 - Aon Records

A CURA DI
CLAUDIA ZANNI
14/05/2022
TEMPO DI LETTURA:
6,5

Recensione

Eccoci nuovamente con una nuova proposta, parlo dell'orgoglio torinese Schwarz Pest e del loro album "Morbvs Invictvs" uscito a Febbraio 2020, una novità dopo l'esperienza del demo "Eternal War" uscito nel Dicembre 2015, lavoro marchiato Aon Records e distribuito da Asrar Label. La band prende vita con: Flagellyon come seconda voce e alla chitarra; Inniscor come autore dei testi e voce principale; Plague di cattiveria alla batteria e infine Pater Abraxas al basso?ma andiamo a scoprirli insieme che ne dite?

La band è molto riconosciuta nel territorio fiorentino in quanto li abbiamo spesso apprezzati in diverse loro tappe. Il loro sound ed estetica viene ormai riconosciuta da molti ed è proprio così che tornano con "Morbvs Invictvs", un album black old school pieno di rabbia con un'atmosfera fortemente decadente in cui prevale un forte senso di macabro e morte, come suggerisce anche la copertina dell'album. Il nome germanico proposto dai nostri artisti letteralmente si traduce in "Nero Peste", l'intero lavoro ha uno stampo black con influenze funeral e rievoca le angosce e i periodi bui propri della peste nera; esso si propone con un ritmo funeral felpato e decadente. La loro prima attività risale al 2009, la band ha subito diversi cambi di formazione nel corso degli anni e ha esordito con "Eternal War", dove era molto presente una forte influenza black metal con una matrice svedese ed elementi norvegesi, l'intero album presentava delle dinamiche di denuncia sociale e puntava in alcune tracce alla riflessione personale riguardo il degrado che spesso ci accompagna nella vita di tutti i giorni. L'illustrazione di copertina dell'album, di cui invece oggi andremo a trattare, presenta un medico della peste, che indossa la tipica maschera chiamata Speziale e che sembra intento a passare uno strumento rudimentale a un piccolo demonio che, armato di questa specie di tridente, si trova intento a flagellare un cadavere sottostante. L'opera è realizzata da un'artista molto singolare: Elisa Lo Presti, le sue straordinarie doti in tale campo hanno ispirato e ammaliato la band.

"Hey guarda che figo questo album! Non mi avevi detto che in questi borsoni poteva esserci qualcosa della Lo Presti!" mi disse il compagno accanto a me, mentre mi sorseggiavo il mio caffè che, per chi se lo domandasse, deve essere assolutamente sempre amaro servito sulla sempre-solita-tazzina di vetro che avrà più anni di me. "Che significa che la conosci?" chiesi con un sogghigno, mentre allungavo anche a lui una tazza con del buon vino, conscia del fatto che non apprezza come me il gusto forte e pungente del caffè. Il ragazzo non ha vizi che siano bere caffè, fumare sigarette o chissà altro, ma si accompagna sempre fedelmente al suo basso. Il suo unico vizio è la musica, e non sono ancora riuscita a scindere dove è che inizia la musica e dove è che inizi lui; inutile dire che prese a ignorare la mia tazza gentilmente offerta per concentrarsi sul cd, quando la porta del camper si aprì all'improvviso.

"Eccovi qua! Iniziamo sessione!". Con queste parole si palesarono degli individui che, da alti quali sono, per poco non mi hanno fatto slogare il collo per guardarli, armati di manuali di gioco di ruolo e da tavolo. Inizia il nostro nuovo viaggio ragazzi miei, oggi vi troverete ospiti nel camper degli Schwarz Pest! Fuori da noi una radura incontaminata con cinguettii, all'interno del camper invece solo vero black accompagnato da tiri di dado e goffi tentativi di sopravvivere al dungeon.

"Prendo uno dei seguaci del culto provando a raggirarlo" viene detto, affermazione seguita da un fumble critico di dado, questo sarà proprio ciò che mi sentirete dire mentre siete intenti a fare headbanging a ritmo di schiaffi con i mostri in sound black. Il testo, completamente in latino, che accompagna il mio vergognoso fumble (tiro di dadi con insuccesso critico) è quello di "Columna Infamis" letteralmente "Colonna D'infamia", come il destino infame che mi sarebbe aspettato dopo un simile fallimento. Il video originale della traccia riporta immagini edite tratte dai "I Promessi Sposi" e rappresenta appieno lo stile della band. Queste note rendono lo scontro nel dungeon ancora più terribile, i riferimenti musicali black e funeral sono ampiamente evidenti, i riff e la voce danno all'atmosfera un grande senso di angoscia, e quasi mi sembra di sentire il cultore che ho ingannato rialzarsi per prendermi a schiaffi ridendo sadicamente. La situazione ci viene suggerito da un avanzare prepotente della batteria fino a sentire le grida ampliate che ci immergono in un'atmosfera grottesca, tutte le track dell'album sono caratterizzate da un avanzare delle melodie che rievocano angoscia e tensione. L'intera canzone è in latino ed è un ottimo inizio per questo meraviglioso album. Non passa molto tempo che ripresa dall'infausto critico di dado, decido di prendere un'altra goffa decisione mentre mi sorseggio un altro po' di caffè e, a ritmo di capelli che oscillano sul tavolo, viene cambiata traccia proponendoci un sound che inizialmente sembrerebbe infondermi speranza.

Si tratta della seconda canzone in sequenza dell'album "White Death", a partire dal riff iniziale abbiamo un rimando a "Storm Of The Lights Bane" dei Dissection per poi precipitare nelle profondità più assolute, ed è proprio in questo momento che esordisco con "Decido di mandare il mio valletto, completamente assuefatto dal veleno di vipera, in perlustrazione" mentre tiro il dado (questa volta sono più fortunata). L'azione si conclude con il mio personaggio che tira un bel calcione nelle natiche al valletto Mortimer, che sprofonda anche lui nell'oscurità più totale gridando "Perché signore???". Mentre le profondità abissali soffocano il suono di questa voce, Il mio compagno armato di basso mi guarda con uno sguardo sorpreso mentre la band ridacchia sotto ai baffi. "White Death" si apre con un riff di chitarra e un accompagnamento alla base da una batteria crescente, gli scream caratteristici di Inniscor sono un piacere uditivo, a minuto 0.30 notiamo un'evoluzione della track, una melodia avanza dalle chitarre, scale semplici ma decise che rievocano alla mia memoria momenti salienti e di bivio. L' atmosfera ritorna cupa, abissale e tormentata poco dopo come nello stile dell'album.

La terza canzone si apre con un'atmosfera tesa che mi fa riflettere sulla sconsiderata azione da me compiuta, il brano in questione è "MCCCXLVII - MMXVIII". Ora nessuno rivedrà più il valletto Mortimer mentre avanziamo tra i cunicoli. Le influenze funeral qua sono molto presenti e concitate, qualcuno suggerisce di avanzare nel dungeon e proseguire verso un'altra strada, e benché Mortimer ci comunichi dal basso degli abissi che si trova in un terreno battuto e sicuro, decidiamo di procedere rassicurandolo con un "Torneremo! Aspettaci!" La strada di fronte a noi si biforca, riflettiamo riguardo la decisione da prendere e sul nostro futuro da avventurieri, quando sentiamo bussare allo sportello del camper. Abbassiamo la musica per essere inebriati dal cinguettio dei passerotti, le teste smettono di ondeggiare per concentrarci su ciò che sta per succedere? "Ciao?ehm, sorry ! We are lost. HEY?" Inniscor tira un gran sospiro e, alzandosi mentre mi spavento per la sua stazza, accoglie i due alla porta che appaiono abbastanza impauriti. Il suo tentativo di ergersi rimane alquanto goffo in quanto deve rimanere piegato per non sbattere la testa, e questa cosa mi fa ripensare al suo alter-ego suggestivo che lo accompagna sul palcoscenico e che lo "dipinge" molto più spaventoso rispetto al buon uomo che in realtà è. "Do you wish some coffee?", avanza Inniscor. Rimango un po' sorpresa di questa domanda, ma ancora di più quando sento i forestieri cambiare quasi tono di voce e rispondere energicamente con un "YESSSS, PLEASE!" ? ma non si erano persi? Adesso scommetto la mia vecchia logora tazzina che salgono sul camper e si uniscono ai giochi. E proprio così succede, resto letteralmente esterrefatta in un misto di emozioni, non so se ridere o rimanerne perplessa.

La track esordisce melodicamente con un'atmosfera tipicamente funeral, sembra quasi di ritrovarci in un club dark per poi avanzare ritmicamente. Il testo suggerire dei comandamenti provenienti da un'era lontana per plasmare un presente più consapevole "?è così che abbiamo distrutto il futuro e il passato... Ora è tempo di iniziare una guerra. È tempo per una pestilenza. È così che rinasciamo". Presagisce la fine di un qualcosa e anche la parte strumentale suggerisce una serie di eventi di chiusura, la track si conclude trascinando il suono come falcate stanche verso la fine, la pestilenza.

Anche la track seguente esordisce con un'atmosfera funerea, il macabro ci viene suggerito dalle note di chitarra iniziale accompagnate da una voce sussurrata che ci racconta di come adesso stiamo difatti danzando con i fantasmi e siamo invitati ad ascoltarli, a quasi 2 minuti iniziano gli scream e qua ci chiedono se difatti ci crediamo immortali, si appellano alla nostra coscienza. "So dieeeee!" è la risposta in coro degli spiriti, è così che morirai imbrattando le strade di sangue e non ritroverai più la tua via, non tornerai più a casa. Ed è proprio con Ulgher e Fiona, due personaggi totalmente a caso che non sanno neanche loro il come, ma neanche il quando, e specialmente il perché, si trovano ad entrare nel camper mentre segue la traccia di "Descent To The Innermost Part Of My Dying Soul". Mi ripeto di sforzarmi di non fissare i nuovi arrivati e decido di indossare un'espressione imbronciata per trattenere la mascella che involontariamente vuole aprirsi e toccare il tavolo, da quanto assurda mi sembra la vicenda. La track si apre con un tono molto malinconico e ciò mi aiuta ad assumere un'innaturale posa rilassata, la voce sussurrata mette a proprio agio tutti quanti e per fortuna non ci invoglia a mostrare le nostre chiome volteggiare, evitando di spaventare i forestieri. Se Ulgher pare incuriosito dai dadi e dal sound, Fiona al primo scream salta letteralmente sulla sedia facendo quasi complimenti sul caffè, il che mi indispettisce, il black può spaventare ma il caffè no, il caffè è sacro. Evidentemente lei nota il mio sguardo, sarà lunga reggere questo confronto dato che la traccia dura ben 12 minuti!Penso questo mentre mi si dipinge in faccia un sorriso che la induce a pensare, sbagliando, che voglia fare amicizia con lei, e sentendosi ambientata decide finalmente di bere il caffè offerto. Così ci siamo. Ultimate le nuove schede degli ultimi arrivati, avanziamo nel dungeon mentre dinanzi ci troviamo un altare che presenta un sinistro enigma a protezione della porta. "Enig..ma?" pronunciano incerti i due ospiti. "Si .. voglio dire, cioè .. yes ! Riddle ! Arcane Riddle!" tento di suggerire alla coppia mentre Inniscor, anche narratore del gdr, mi corregge con: "Eh no, Arcane, knowledge riddles!" "Ahia?" è ciò che penso e che mi si legge in faccia senza bisogno di traduzioni.

Qualcuno mette mano alla tracklist, avanzando alla prossima canzone in programma. Nel mentre ci fermiamo per fare una breve pausa, per poi riprendere dove ci eravamo persi nei nostri enigmi. "Per la conoscenza devi offrire in sacrificio qualcosa di inconsapevole" viene suggerito dalla statua a protezione dell'altare, caratterizzata da delle radici che si sviluppano attorno e che sembrano assetate di sangue. Ed è su queste note stridenti di "Flame Of Knowledge" che decidiamo di attingere a questo estremo sapere, ormai siamo rimasti in pochi avventurieri nella nostra missione e Fiona sembra quasi divertita. L'atmosfera è molto più pesante, e sembra quasi di percepire delle pareti verdognole stile Lovecraft tutt'intorno alle nostre figure, mentre con angoscia tentiamo di seguire il rituale e di sacrificare nel gioco quanto è chiesto. Gli Schwarz Pest in tutto questo si trovano a loro agio, e il loro sottofondo musicale gli conferisce una nuova apparenza non più celata come prima, adesso ci mostrano il loro vissuto e conoscenza, non sembrano più dei coetanei, ma delle persone con un profondo vissuto con cui noi abbiamo l'onore di interagire.

"Fire Fire ! We are going to dieeeeeee - in fiamme , in fiamme ! finiremo per morire". Queste sono le liriche che suggeriscono "Flame Of Knowledge", fiamme che avanzano e devastano i nostri corpi ormai pestilenziali, a minuto 0.30 troviamo un'evoluzione, l'agitazione viene suggerita dalla batteria che rievoca un campo sterminato dinanzi ai nostri occhi. E' curioso notare come gli artisti abbiano una predisposizione anche per introdurre in alcune track dei cambi melodici circa nello stesso frangente e in delle ripetizioni numeriche spiritualmente simboliche.

Segue il brano in successione "Oratio Unctorius", ecco che prendendo velocità sprofondiamo nel caos mentre sentiamo evocare l'oratio nelle nostre orecchie, nella nostra avventura una figura ancestrale si presenta davanti a noi con una spada lucente che sembra poter aiutare, se non addirittura risolvere, la nostra missione. Si tratta dell'obbiettivo di riportare il mondo nello stato di quiete prima della apocalisse; i ragazzi hanno smesso di fare headbanding ormai totalmente presi dal gioco, le track accompagnano da contorto ogni nostra azione in game. Il sottofondo musicale è angosciante e di stampo decisamente black, e mentre continuano a rockeggiare nelle nostre orecchie le grida di -Oratio ! Unctoriusss-, seguite da riff di chitarra sicuramente prepotenti, non ci rendiamo neanche conto del cambio di musicalità che ci fa letteralmente trovare difronte a un epico scontro.

Ecco che ci troviamo ad ascoltare "Morbida Vis", ma che ci crediate o meno mi capita un Fumble, di nuovo? non faccio in tempo neanche a sfoderare l'arma che il mio personaggio si accascia a terre sulle note della canzone, proprio invasa dal veleno della malattia. Le urla che prima invocavano l'oratio adesso sono solo versi strozzati, malati, distorti. L'alternanza di linguaggi ci catapulta in una realtà onirica, come innanzi ad un'antica evocazione. La track si preannuncia con un avanzare lento ma deciso, interamente in latino, la tensione è sempre presente, funeral e black si sposano insieme proiettando un'atmosfera lugubre e di cattivo presagio. Ormai "Morbida vis" ha preso il sopravvento. Per quanto riguarda il gioco invece non c 'è più speranza, almeno per me che sono ormai out-of-game. Non me la prendo, infondo è solo un gioco e fremo all'idea di realizzare la prossima scheda e magari andare a recuperare il mio povero valletto lasciato giù nelle tenebre. Forse avrebbe potuto cambiare le sorti, ripensandoci adesso e riconoscendo una leggera punta di ipocrisia personale e senso di colpa. I ragazzi seguono con gesta eroiche, e mentre sono ancora intenta a rifarmi il personaggio, appare una visione nefasta che suggerisce la fine inesorabile della campagna. A fare da contorno a questo scenario troviamo il nostro boss finale contornato dall'ultima track che conclude la nostra avventura: "De Homine Et Capra".

Ed è con questa ultima traccia che si conclude il nostro viaggio e campagna, la track inizia con un riff di chitarra che accompagna perfettamente lo scontro finale che sta per verificarsi. Il nemico finale è fin troppo più forte di noi, ma non degli Schwarz Pest che invece riescono senza sforzi a sconfiggere il demone che si palesa difronte a loro. Nel video ufficiale di "De Homine Et Capra" troviamo immagini tratte dallo storico film "Haxan , Witchcraft Through The Ages" del 1922. Consiglio di visionare per la bellezza di questo video, molto suggestivo e mistico, si traduce letteralmente in "La Stregoneria Attraverso I Secoli', diretto dal regista Benjamin Christensen. La canzone è una dualità di latino e inglese, chiede di elevarci e rinunciare alla nostra umanità e di sconfiggere e superare i nostri limiti, personalmente ritengo che a livello di sonorità si tratti della canzone che più ho apprezzato dell'album, di seguito riporterò parte del testo: "And once again you'll reincarnate - Ancora una volta tu ti reincarnerai. And once again you will lower - Ancora una volta cadrai. And once again the divine treasor will be manifest - E ancora una volta il tesoro divino i tsi manifesterà."

Il suono ci catapulta proprio all'interno della battaglia finale, sentiamo la tensione crescere quando Inniscor con un colpo di scure riesce a decapitare il nostro avversario, al minuto 02:34 ci sentiamo quasi accerchiati da un coro inquisitorio e dopo una serie di assoli e virtuosismi sonori, a piena voce inizia a cantare e ci troviamo difronte a un live improvvisato degli Schwarz Pest. È con questa ultima tappa alternativa, molto infernal e black, che vi rinnovo i miei più distinti saluti aspettandovi alla prossima meta, non fatevi trovare impreparati, spero che un po' di magia vi accompagni in queste prossime serate estive,

Stay Rock, Stay Metal

Stay Rock&Metal !


Tracklist:

       1. Columna Infamis

       2. White Death 

       3. MCCCXLVII - MMXVIII 

       4. Descent to the Innermost Part of my Dying Soul

       5. Flame of Knowledge 

       6. Oratio Unctoris 

       7. Morbida Vis 

       8. De Homine et Capra