RYAN BINGHAM & THE DEAD HORSES

Junky Star

2010 - Lost Highway Records

A CURA DI
ESSEQU
15/09/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Gli sono servite 3 autoproduzioni prima che qualcuno nel lontano far west si accorgesse di lui. Quel qualcuno corrispose al nome di Marc Ford, chitarrista dei grandi BLACK CROWS, che nel 2007 oltre a produrgli "Mescalito" suona pure in alcuni brani insieme ad altri 2 grandi musicisti: JOE ELY e TERRY ALEN. Sto parlando di RYAN BINGHAM e del suo ultimo lavoro: "JUNKY STAR".

Dietro l'angolo, nel 2010, un altro grande produttore, se non il più grande, Mr. T.BONE BURNETTE, si accorge delle sue qualità e lo aiuta ad incidere il nuovo album.

Lo aiuta a raggiungere quell'equilibrio che ogni musicista ricerca, magari fino allo spasimo senza mai trovarlo, ma con T-Bone non è difficile ed è così che arriva un successo inaspettato, al punto da vincere un Grammy e l'oscar come miglior canzone nel 2010 per il film "CRAZY HEART" con il brano "THE WEARY KIND" (tra l'altro lui e la sua band recitano proprio nel film come band di supporto per un cantautore texano sull'onda del declino interpretato da JEFF BRIDGES).

Ryan è texano, faccia da bravo ragazzo, umile dotato di un eccellente songwriting, di una voce calda e roca che ho potuto gustare quest'estate così come della sua bravura alla slide in uno show del tutto gratuito a Sarnico(BG),dove il nostro si è esibito con la sua band i DEAD HORSES.

L'album è meno elettrico del precedente "ROADHOUSE SUN", ma mantiene le radici roots che l'hanno contraddistinto. Ryan è un tipo tosto, uno che non si "svende" ed in questo lavoro amplifica i suoi orizzonti Rock con inserimenti acustici e blusati da far accapponare la pelle.

Echi di Dylan, l'ombra di Darkness, lo script a volte di Joe Henry e la voglia di raccontare storie vere, storie di loner, di disperati e dei loro amori da farlo paragonare per alcuni piccoli aspetti al grande uomo in nero.

Gli orizzonti che ti si aprono guardando fuori dalla finestra sono quelli dei deserti del TX, del vento e della sabbia della strada.

Si parte con "POET", chitarra acustica e armonica lasciano spazio alla voce di Ryan, calda, aspra. Una bellissima ballata ti porta fino ai confini della città. Brano molto coinvolgente. 5 minuti di viaggio nella prateria texana.

"THE WANDERING", dylaniana nell'anima. La canzone si lascia bere come un margarita (tutto d'un fiato). In bella evidenza l'armonica iniziale (non è Peter Wolf, ma ci soffia eccome), gran voce, bella la slide a metà brano. Grande canzone.

"STRANGE FEELING IN THE AIR", blues, blues, blues e Rock, il primo brano elettrico dell'album. La chitarra è protagonista del brano ed è abbastanza acid  nella parte finale.

Dalle canzoni che danno il titolo all'album ci si aspetta sempre quel qualcosa in più e anche "JUNKY STAR" lo fa e lo fa alla grande. Una canzone forte, emotivamente parlando, una canzone che comunica sofferenza, l'acustica regala tocchi soffici come la neve e fa da tappeto per la voce di Ryan. Sembra quasi un racconto, dal lento intercedere, spruzzi di armonica a colorare e cresce piano, ma cresce, ascolto dopo ascolto.

"DEPRESSION", blusata rockeggiante, a tratti acustica supportata dalla band in grande spolvero. "Dance all night in this depression" canta Ryan nel ritornello.

"HALLELUJA", la gemma che si incastona nell'anello, un'altra grande canzone. No non è la cover di Leonardo (Cohen), è una delle più belle canzoni di Ryan. Chitarra acustica e voce per la prima parte del brano, poi assume toni ancora più colorati grazie al lavoro della band fino al coito della  chitarra, nell'ultimissima parte del brano, breve ma intenso.

"YESTERDAY'S BLUES", voce  e chitarra che lascia il posto alla slide per introdurre "DIRECTION OF THE WIND". Un bel blues, che piace, a tratti sembra sempliciotta ma è questa la particolarità, come tutte le cose che più semplici sono, più piacciono più van giù.

"LAY MY HEAD ON THE RAIL", ballata acustica molto molto intensa.

"HARD WORN TRAIL" altra ballata semi-acustica interpretata con sentimento e con quel gioco del dai e vai con la band, a tratti acustica a tratti leggermente elettrica. Molto bello l'intro acustico e poi è una doccia con la voce di Ryan.

"SELF RIGHTEOUS WALL", parte piano e piano entra sottopelle per non uscirne più. Un'altra grande ballata da gustare in tutta la sua bellezza. Ryan aiutato dal mago Burnette ricama note su note, la batteria sembra una colt, chiudi gli occhi e per un momento, come diceva uno dei nostri, sei tra la via Emilia e il West.

"ALL CHOCKED UP AGAIN" chiude l'album nella versione americana.

L'edizione europea è corredata dalla canzone che lo ha consacrato, la canzone che gli ha valso l'Oscar, a voi, da ascoltare in assortimento, almeno la prima volta, e poi una volta capita la grandezza della song va bene in qualsiasi occasione "THE WEARY KIND" è di rara bellezza.



FLASH: Dal vangelo secondo EsseQu: confesso che il disco all'inizio mi ha spiazzato perchè abituato al suono più Rock di "MESCALITO" e "ROADHOUSE SUN", ma mi sono poi dovuto ricredere (a voi scoprirli).

Lo spessore artistico qui è molto più alto dei precedenti lavori e grande è il lavoro di quel mago di Burnette, dove va, mette sapori nuovi.

Le canzoni di "JURKY" sono come il buon vino più le ascolti  più scopri sensazioni nuove, E POI CHE VOCE!!!.

E' adatto mentre ti fai la barba al mattino o alla sera se seduto in camera vuoi per un pò rilassarti e correre per praterie e cieli azzurri ad occhi chiusi, oppure ti vuoi appartare sui fossi o in riva al lago con la ragazza (di turno che ti dirà rimettimelo ancora e tu non capirai cosa).

Non lasciatevelo sfuggire voi che amate gli artisti di riferimento che ho citato.

Il ragazzo e i suoi cavalli morti, dal vivo piacciono, suonano e lui alla slide mi ha regalato note cariche di emozioni.

Nello show si riusciva a catturare la loro felicità dagli sguardi che si lanciavano per capirsi al volo su che brano eseguire .

Cose che succedono solo alle band quando sei/sono all'inizio, quando poi hai raggiunto il successo subentra magari il mestiere, non dai più emozioni ed intaschi solo i maledetti soldi.

Keep on Rocking!


1) The Poet The Wandering
2) Strange Feelin' in the air
3) Junky Star
4) Depression
5) Hallelujah
7) Yesterday's Blues
8) Direction of the wind
9) Lay my head on the rail
10) Hard Worn Trail
11) Self-Righteous wall
12) All choked up again
13) Bonus track versione europea:
14) The Weary Kind