RYAN ADAMS

Ashes & Fire

2011 - Pax

A CURA DI
ESSEQU
20/10/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Ryan è del 1974, nativo di Jacksonville North Carolina, fonda il suo primo gruppo "The Patty Duke Syndrome" nel 1994 pubblicando un paio di singoli, genere punk stile Husker Du. Di li a poco scioglie i TPDS e forma una band che in breve tempo diventa il punto di riferimento per la scena musicale e fa gridare al miracolo, una band divenuta un culto, vale a dire i "Whiskeytown".

Se in quegli anni i Nirvana erano il riferimento per la scena grunge, loro lo sono per il movimento alternative country. Pubblicano tre album e poi Ryan decide di fare da se così da il via alla sua carriera solista costellata da capolavori e da cambiamenti di direzione non sempre facili da seguire per i suoi fan.

Ryan è capace con disinvoltura di passare da un album country ad uno metal, vedi "Orion" del 2010 uscito solo su vinile (famosa la sua cover di "Wasted Years" degli Iron Maiden del '86) o di pubblicare ben 3 album nello stesso anno, il 2005. In questo suo ultimo lavoro troviamo un certo Glen John alla produzione (Eagles, Rolling Stones, The Who –Who's Next-) Norah Jones e Benmont Tench degli "Tom Petty and The Heartbreakers", senza dimenticare la moglie Mandy Moore a dargli manforte.

14 brani capaci di rapirti l'anima, di avvolgerti in lunghi abbracci facendoti volare sorridere pensare. Un album vero, sincero pieno di emozioni dove l'emozione pura al mondo d'oggi è difficile da trovare, dove si riesce a capire quanto siamo vulnerabili, dove esplodono i colori dell'amore, colori a volte tenui altre volte crudi e forti, i colori della sconfitta ed i colori del più bel dono che abbiamo: il dono di vivere e di vivere su queste note.

"Dirty Rain" apre il disco, partenza dolce, acustica, quasi sussurrata poi la bellissima voce di Ryan sorretta dal prato di note di Tench ti prende per mano ed inizia il volo... DANCE IN A DIRTY RAIN!!!!

La titletrack non delude, si coglie più energia già nella sua voce. Bella la melodia che non ti molla (Driving in a river of tears), Tench intreccia le dita e con la chitarra ficcante esplodono a metà brano per "Ashes And Fire".

"Come Home" ti distrugge cuore e anima, brano cantato in modo sublime, come solo lui sa fare, con la voce di Norah dietro l'angolo e la pedalsteel che ti invita a correre.

"Noboby Has To Cry", bellissima la parte cantata a 2 voci, intensa e sofferta. 3 capolavori uno dietro l'altro!!! Ed è solo l'inizio.

Arriva "Rocks", la mia preferita, intro lento, ma ti fa salire sulla nuvola, la tua nuvola piena di sogni per l'intensità della voce e riesci a vibrare. Lenta a tratti sussurrata.

"Do I Wait" (Here forever for you) canta il nostro, Tench che lavora nel sottobosco per tutto il brano, una bella ballata che esplode con una chitarra tagliente. "Chains Of Love", in lontananza ricorda echi di archi stile Verve, brano che scorre pieno dello script del primo Ryan e che gode di un buon arrangiamento.

"Invisible Riverside" un'altra grande canzone, di un lento crescendo.

"Save Me", uno Young d'annata si scorge a tratti, nel refrain, steel che ti fa chiudere gli occhi, occhi che vedono le mani di Tench sull'hammond per portarti via. Grande voce di Ryan. Ci si scioglie con tanta dolcezza.

"Kindness", altro colpo al cuore, grande pezzo, stupenda ballata con il piano di Tench a tessere le armonie vocali di Ryan che si supera per densità e la band gira gira gira!! Stupenda, coinvolgente.

"Lucky Now", ballata dai toni solari, semplice ma è nella semplicità delle cose che regna la difficoltà, bella chitarra per una ballata che mette allegria, in stile roots.

Chiude l'album "I Love You But I Don't Know What To Say", intro lento, la voce di Ryan si erge a tratti in falsetto. Un inno all'amore per la persona che è parte di noi cantata con tanto sentimento ed una voce a tratti struggente, Tench accompagna il brano per prenderne possesso a metà canzone.

Dannatamente splendido!!! Volutamente registrato in analogico per offrire la purezza dei suoni e che suoni, incredibilmente splendidi. Non si può dire che appartiene alla musica country si può solo dire che è grande musica e la grande musica non ha bisogna di etichette, parlano le note!! Un album intimo, solare che ti fa stare bene, 45 minuti di poesia, poesia da bere a qualsiasi ora del giorno e della notte Per chi non ha niente di Ryan suggerisco i primi 2 album "Heartbreaker" e "Gold" e se riuscite il secondo lavoro dei Whiskeytown, "Stranger Almanac".



FLASH: Corsi a Milano nel 2002 all'Alcatraz per l'unica apparizione di Ryan ad oggi in Italia. Serata da incorniciare, band che girava a duemila, quasi 2ore e mezza di spettacolo. Una delle sue più belle canzoni riuscì in un bruttissimo 11 settembre a dare forza al popolo americano e ai cittadini di N.Y. in quanto fu trasmessa incessantemente. Il titolo è "New York New York", splendida! Potete andate a dissetarvi.

Keep on rocking!


1) Dirty Rain
2) Ashes & Fire
3) Come Home
4) Rocks
5) Do I Wait
6) Chains Of Love
7) Invisible Riverside
8) Save Me
9) Kindness
10) Lucky Now
11) I Love You But I Don't Know
What To Say