RY COODER

Pull Up Some Dust And Sit Down

2011 - Nonesuch Records

A CURA DI
ESSEQU
06/11/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Ryland Peter Cooder, è autore cantante produttore musicista, pluri-strumentista, session man, chitarrista all’ottavo posto della classifica dei migliori 100 chitarristi per la rivista Rolling Stones.

A 17 anni era nella band di un tale Captain Beefheart, e a 19 forma i RISING SONS con Mr.. Taj Mahal.

Ha collaborato con gente del calibro di Clapton, Rolling Stones, J.L.Hooker, Duane Eddy. Sicuramente avrete sentito parlare di Buena Vista Social Club o di un film dal titolo "Paris Texas" o dei "Chieftains" con i quali ha pubblicato uno splendido album dal titolo "San Patricio" o del super-gruppo Little Village con N.Lowe e J.Hiatt, senza dimenticare la collaborazione con Ali Farka Tourè e Mavis Staples, insomma niente male, direi che può bastare per destare l’attenzione anche di un cane cieco che dorme.

All’età di 5 anni in un incidente automobilistico perde la vista in un occhio, ma questo non gli proibisce di vedere le bellezze del mondo e tramutarle con le sue note in emozioni condividendole con tutti, seppur con un occhio solo vede anche le ingiustizie che regnano sovrane ed in barba a label ed editori le da in pasto a tutti perché tutti possano conoscere, farsi un idea e tirare le loro conclusioni, rischiando magari di vendere qualche copia in meno dei suoi album.

Da sempre usa la musica per parlare di truffe ai danni della povera gente, di banchieri poco onesti, del non governo americano, di aspetti razziali senza dimenticare il tema dell’immigrazione messicana.

Di chiara matrice nortena, dosi di roots music che più roots non si può, con il sound "Cooderiano" riconoscibile lontano due miglia, condito da voci di cori di stampo black, vede la luce in questo autunno 2011 il nuovo lavoro di Ryland Peter Cooder, in arte meglio conosciuto come Ry Cooder.

Il titolo della sua ultima fatica potremmo tradurlo dallo slang come un: "siediti e parliamo, e cazzo come parla, e come suona!!"

Si circonda dei suoi amici di sempre, oltre al figlio troviamo J.Keltner, F.Jimenez e T.Evans compagni di lunga battaglia con i quali ha realizzato vari capolavori dal 1970 ad oggi.

Parte puntando il dito contro i banchieri artefici secondo lui di questa crisi mondiale. Lo fa facendosi aiutare dal figlio Joachim alle percussioni. Chitarra acustica e percussioni per il grido di protesta. Ed è subito riconoscibile il suo inconfondibile sound in "The Banker Left Behind", una marcia roots, chitarra voce e percussioni, carica di rabbia, in alcuni momenti in puro stile Woody Guthry. Bellissimo brano di apertura. Ci spostiamo in Messico per "El Corrido De Jesse James" con fiati, tromboni e la fisarmonica dell’amico Flaco a distruggerci il cuore. Walzerone alla Cooder, di chiara matrice messicana con il suono della banda strampalata che strampalata invece non è a farci ballare. La bellezza del suono della banda made in Mexico e dei colori che emana la si gusta dall’inizio ma è a dir poco eccezionale nella parte centrale, e per chi come me ama questo genere di suono qui c’è da spellarsi occhi mani e gambe. Gran pezzo!! Ho messo repeat e non riesco a staccarmi sperando che J.J. torni con la sua colt a far piazza pulita dei traditori.

"Quick Sand", rock di protesta contro le leggi del governo americano e dello stato dell’Arizona nei confronti del popolo messicano in cerca di resurrezione. Brano profondo, ficcante, suonato magistralmente sempre in coppia con il figlio.

Le note di un pianoforte preludono alla dolce ballata per "Dirty Chateau", che lascia il posto alla reggheggiante "Humpty Dumpty World", bel ritornello con il coro capitanato da Evans, brano in stile primo Cooder.

Torniamo in Messico con "Christmas Time This Years", un facile esercizio, brano semplice che esalta il vecchio Flaco, la band gira, melodia piacevole.

"Baby Joined The Army", un brano cantato e suonato in "solo". Di non facile ascolto, molto intenso e intimo.

Tornano le 3 voci black a duettare con il nostro in "Lord Tell Me Why", soul e rock mischiati abilmente dal maestro con l’aiuto alle percussioni dell’altro maestro Mr.. Keltner, che si supera nella canzone successiva imitando in tutto e per tutto la voce, il cantato, di un tale di che di nome fa Tom ed il cognome lascio scoprirlo a voi... Bellissimo brano, cattura dalla prima nota, slide in spolvero, la voce di Ry che imita Tom per il modo di cantare ed i cori nel ritornello di "I Want My Crown" ad appoggiarsi ai fiati. Splendido.

Blusaccio acustico per un brano che solo con il titolo ti fa immaginare cosa sentiremo: "John Lee Hooker For President".

Si ritorna in Messico con "Dreamer", un brano semplice, a tratti struggente e ti senti cullare all’ombra di una palma con la fisa di Flaco ancora una volta ad accarezzarti e tu ti gusti la tua pinacolada.

"Simple Tools" il Cooder dei tempi migliori, orecchiabile, la dolcezza ti trascina a raggiungere "If There’s A God..." sezione ritmica da paradiso, ritmi cubani, devi per forza prenderti un daiquiri e muovere mente e fianchi!!

"No Hard Feelings" chiude un album molto ricco di suoni, di musica e di emozioni ed il maestro Ry si conferma per l’ennesima volta. Cori gospel sulla sua voce, cori che stordiscono per la delicatezza in sé, brano lento, a tratti raccontato come ci ha abituato da 30 anni a questa parte.

E' un album intenso che parla di verità quelle verità che colpiscono guarda caso sempre i più deboli, messe a nudo e denunciate con tanta grazia ed una miriade di note e di stili diversi. Si gusta tutto d’un fiato.

Se non lo conoscete, oltre a questo suo ultimo lavoro vi suggerisco la raccolta del 2008: "The Ry Cooder Anthology: The Ufo Has Landed".

Se poi volete fare colpo suggerisco "Tattler", brano in grado di far allargare non solo le braccia al vs compagno/a... Oppure una splendida cover di "Get Rithm" dell’uomo in nero nel caso siete sulla A1 oppure una struggente Accross the Borderline.



FLASH: Ho avuto il piacere di godermelo 2 volte, la prima volta era in compagnia degli amici Flaco e Keltner ad accompagnarlo a Milano, unico concerto in tutta la mia vita al quale andai con uno striscione con la scritta "grazie maestro" (eravamo in prima fila ed ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano noi alzavamo lo striscione e lui rideva) la seconda a Bollate con il family tour, acustico con il fido David Lindley (il mago della slide ) il figlio Joachim alle percussioni... Serata a dir poco indimenticabile!

Keep on Rocking!


1) The Banker Left Behind
2) El Corrido De Jesse James
3) Quick Sand
4) Dirty Chateau
5) Humpty Dumpty World
6) Christmas Time This Years
7) Baby Joined The Army
8) Lord Tell Me Why
9) I Want My Crown
10) John Lee Hooker For President
11) DreamerSimple Tools
12) If There's a God..
13) No Hard Feelings