RUNOVER

Rage Pain Fear

2010 - Self

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
28/06/2011
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

Considerato sempre come un genere di musica ribelle ed aggressivo,il metal dalla così detta "massa benpensante" è stato ghettizzato e ricoperto da stupidi taboo ed assurde legende metropolitane,in cui artisti ed appassionati sono devoti alle atrocità più bestiali. Con troppa facilità si tende a demonizzare quello che non si conosce o semplicemente ciò che non si ha voglia di approfondire fino in fondo,in effetti noi metallari sappiamo benissimo cosa sia tale musica per noi e se porta a manifestare situazioni di vita difficile,intolleranza verso le brutture della società,mettendo a servizio un qualsiasi sfogo di tipo umano,ben venga ogni disquisizione in merito a tutto quello che circonda il panorama metal. Il fatto che se ne parli,è sempre e comunque sintomo di importanza e rilevanza,le generazioni col passare del tempo hanno affidato alla musica la capacità di comunicare un malessere interiore e rock e metal in questo hanno fatto la parte da leone,spesso più di qualsiasi rivolta vera e propria...di per se è vero che i metallari sono in un certo senso un esempio lampante di ribellione a mio avviso un grande punto a nostro favore che ci rende persone con la capacità di ragionare e portare avanti le proprie idee ed i propri ideali. Se per chi si affaccia al metal come fan il motivo è quello di una sorta di evasione dalla superficialità del mondo in cui si vive,da parte di un artista oltre questo c'è sicuramente il fattore importantissimo della passione che non va di pari passo con la necessità di fama e successo,per lo meno non nella maggior parte dei casi;il comporre suonare e mettere su una band per fare quello che più dona soddisfazione è il motivo principale che spinge un musicista a suonare il rock. Peculiarità questa di un netto vantaggio morale a mio avviso punto fondamentale per essere orgogliosi di appartenere al mondo del metallo,l'abbigliamento il look in genere,orpelli ed atteggiamenti definiti tipici per rappresentarci,rendono il metaller un individuo da tenere a debita distanza??!!Ok a noi poco importa,se i nostri segni distintivi fanno così paura al fighetto impomatato con la camicetta rosa da discotecaro impenitente,il jeans strappato le borchie le catene ed i capelli lunghi sono un marchio di fabbrica,la nostra icona estetica,quello che ci differenzia dalla massa di robottini tutti uguali pronti a marciare in fila indiana verso un destino di rincoglionimento celebrale...io non ci sto a conformarmi alla massa..io ascolterò il picchiare di una batteria con un blast beat in perfetto sincrono col mio battito cardiaco,la musica mi rende  viva..il metallo accelera lo scorrere dell'adrenalina nelle vene e mi da il coraggio di urlare alle altre pecore che popolano questo mondo marcio.."fottetevi e vivete nella vostra fabbrica di plastica.. IO PREFERISCO RAGIONARE CON LA MIA TESTA" \m/ La nostra Italia è un concentrato di tutto il peggio citato prima,ma di contro la realtà metal è sempre più fiorente ed il fatto che moltissime bands emergenti provano a suonare e a farsi spazio,pur con la consapevolezza di non riuscire a sfondare,ci provano comunque..se non è passione questa!!! Sono  Toscani i musicisti che ho scovato,gruppo di recente formazione chiamato Runover,quattro ragazzi di età media 25 anni accomunati dalla passione per sonorità incisive e potenti. La mente della band è Andrea Vitelli chitarrista che si affaccia quindicenne al primo ascolto di sonorità grunge con i Nirvana,ma subito dopo l'ascolto di bands quali Metallica e Guns'N'Roses gli cambiano la vita;ho avuto modo di parlare personalmente con Andrea ed è un ragazzo che esprime la sua adorazione per la musica con enfasi. Mi racconta il nostro chitarrista che per anni ha cercato di cantare "imitando" (testuali parole) vocalist del calibro di Phil Anselmo e Jonathan Davis,ma si è reso conto che la passione per la chitarra era ben superiore ed ha così iniziato a 18 anni a strimpellarla. Andrea mette in piedi la prima band chiamata RattleSnake in cui la sua esperienza è stata indimenticabile,milita in altre bands per un periodo di circa un anno e decide in seguito di fondare un nuovo gruppo rock/metal,ecco quindi giungere tra di noi nel 2009 i Runover. La formazione di partenza vedeva oltre Andrea alla chitarra,Davide Mei alla voce e basso e Furio Biagioni alla batteria,accodatosi in formazione anche Leonardo Deri il gruppo incide la track "Memory's gone" ma successivamente quest'ultimo abbandona i compagni per dedicarsi ad altri progetti. Questo evento porta Andrea a chiamare nei Runover la sezione ritmica della sua precedente band i RattleSnake e cioè Igor Giuliani al basso e Alberto Marzano alle pelli,mentre varie audizioni concretizzano l'arrivo di Marco Biagioli alla voce. I quattro rockers sono pronti e nel 2010 producono l'ep rilasciato indipendentemente, quattro tracce sono presenti in questo mini dalla qualità di registrazione chiaramente non eccelsa ma non del tutto pessima,del resto non avendo un'etichetta che li produca mi sembra comprensibile,sicuramente di gran lunga superiore a molte cose "fatte in casa" ascoltate di recente. La prima traccia che ascolto è "Overrun" il sound si presenta corposo e potente,una certa cupezza è palpabile dalla batteria e dal basso che sono un vero martellamento,la voce di Marco è "urlata" senza essere stridente e fastidiosa,piuttosto intonata ed azzeccata allo stile del gruppo,le bands a cui si ispirano i Runover sono nettamente presenti nel loro stile,i Pantera aggressivi si fondono con la melodia tipicamente hard rock anni '80 ricordata ad esempio dagli Skid Row;il mix che crea la formazione di Vitelli è una musica che possiamo definire,dovendola etichettare, un groove metal a cavallo tra il thrash e l'hard rock. Nella seconda track "Nowhere" troviamo inizialmente quel riff di chitarra ottantiano che tanto mi gasa,la canzone si presenta più "orecchiabile" rispetto al precedente pezzo ma questo non vuol dire meno incisiva,anzi le aperture ritmiche sono più articolate e le armonie risultano cavalcare un'onda sulla quale ci si lascia trasportare dalla voce,talvolta urlata altre più cavernosa,con un buon andamento alle corde ricco ed energico. Il terzo brano è una semi ballad con andamento rock che ci rimanda a suoni più alternative,le dinamiche degli strumenti evolvono in crescendo arrivando ad un refrain armonico caratterizzato dalla sempre curata chitarra che ci sorprende con articolate evoluzioni,il basso enfatizza in accordi ombrosi che si sposano perfettamente con le sonorità di questo pezzo. La track conclusiva è "Bitter Blossom" in cui le peculiarità sono la batteria ritmicamente sostenuta e la chitarra imbracciata all'insegna del bel vecchio hard rock,Marco sempre aggressivo nella sua timbrica viene sostenuto in un'altalena di accordi decisi al basso ad altri sulle effervescenti corde della chitarra. L'ep dei Runover si conclude con da parte mia un'unica nota di amarezza...avrei voluto ascoltare un full length!!! Questi giovani ragazzi sono davvero promettenti,se continueranno su questa scia avranno buone probabilità di diventare un nome conosciuto in ambito metal apportando ulteriore orgoglio all'Italia nel panorama musicale. Questa è la passione di cui parlavo inizialmente,suonare per il gusto di farlo,certo provare anche a raggiungere il successo e fare della propria arte un vero lavoro,ma se così non dovesse essere mai abbandonare la musica,che rimarrà comunque una grande ragione di vita,un posto felice e sicuro nel quale ripararsi dalla negatività che respiriamo ogni giorno.


1) Overrun
2) Nowhere
3) Memory's Gone
4) Bitter Blossom