Rockrace

Valkirja

2011 - Self

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
22/06/2012
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Un po' come nella vita anche nella musica l'età e l'esperienza hanno il loro peso, questo è il caso dei Rockrace un gruppo rock abruzzese sulle scene da circa 10 anni, originariamente formato da tre amici di vecchia data, Antonio Gambacorta alla chitarra e voce, Glauco Di Sabatino alla batteria e Tommaso Paolone al basso.

La band è il risultato di esperienze e gusti musicali diversi ma con in comune la matrice rock settantiana la cui ispirazione compositiva è data da band quali Beatles, Led Zeppelin e Rolling Stones, mentre il mood più aggressivo è preso da Guns'n'Roses e Whitesnake, indubbiamente un sound caratterizzato da un raffinato ed impetuoso temperamento.

Una grande affinità artistica ed umana li ha accompagnati fin dalle prime apparizioni live, in una realtà locale che li ha poi catapultati all'insegna della produzione di un vero e proprio disco; il debutto vedeva i tre amici alle prese con pezzi originali e due cover dei Beatles, con il recente innesto in formazione di Rudi Baiocchi gli abruzzesi Rockrace hanno sfornato il secondo lavoro in studio dal titolo Valkirja.

Ciò che i musicisti vogliono far trasparire dalle proprie note è la lotta contro una società sempre più improntata sull'apparenza a discapito del contenuto, proponendo il rock come appiglio e speranza in modo tale da indurre i giovani, in particolare le generazioni a venire, a riscoprire le radici ormai perdute dalle quali si proviene.

Tutto questo è sicuramente degno di rispetto e cercare di "usare" la musica come metodo di riabilitazione e salvataggio piuttosto che redenzione è sempre sintomo di passione e fermezza, di credere nelle proprie idee e sopratutto di credere che qualcosa, anche la più piccola può essere recuperata positivamente.

Il secondo full length è auto prodotto, registrato presso il Modern Music Lab ad Alba Adriatica nel settembre 2011; Valkirja contiene dieci tracce per una durata di 42' e 52''.

The Beginning ha un deciso attacco alle corde ma la traccia è sostanzialmente melodica, il mood prende forza progressivamente sino al momento di solo di una chitarra abilmente impugnata. Pelli e basso sono il supporto dietro le quinte e la voce graffiata di Baiocchi è perfetta per questo genere.

Veloce nella durata e nel ritmo la seconda track Best Love ha tutti i crismi del rock diretto e senza fronzoli, nella quale veste i musicisti sono innegabilmente a loro agio, decisamente accattivante il momento solistico alle corde supportate dal wah wah.

L'attacco stilisticamente di matrice settantiana introduce il terzo brano I Hate the World, le distorsioni della chitarra sono amplificate e sottolineate e donano un'aura psichedelica nella quale le note danzano ipnotiche, verso il finale il tocco alle pelli si accentua.

Devo ammettere che i Rockrace hanno davvero preso ispirazione dalle band prima citate, poiché proseguendo con l'ascolto di To Love and Hate il riferimento allo stile dei Guns'n'Roses è d'obbligo. La struttura di semi ballad melodica si evolve in una struttura concettualmente più dinamica, ove ritmiche altalenanti si mescolano a veri e propri paragrafi armonnici. La sezione ritmica ha un atteggiamento peculiare nel tenere salde le redini del pezzo, certo la batteria non spicca per protagonismo, ma assolve un ruolo egualmente importante di accompagnamento a chitarra e voce.

Too Bad unisce sonorità più old a concezioni stilistiche moderne, con il risultato di una canzone "evocativa" e di facile presa. L'eco dell'hard rock respirato nelle decadi precedenti è costantemente palpabile con in più una strizzatina d'occhio al sound tipico di Lenny Kravitz, incentrato su venature folk e soul.

La seconda metà dell'album raggiunge l'apice con l'intensa Hole in my Soul, 6' e 34'' di ardente passionalità scaturisce da ognuno dei musicisti. La struttura compositiva non è nulla di eclatante e la bellezza di questa canzone sta nell'atteggiamento musicale e nell'interpretazione accorata di Baiocchi. Se dovessimo prendere un gruppo di ballate di gruppi quali, Europe, Bon Jovi, Deff Leppard, Skid Row, Great White ecc ecc questo piccolo gioiellino dei Rockrace non sfigurerebbe affatto.

Le esibizioni solistiche di Gambacorta sono sempre pulite ed efficaci e così dopo oltre metà canzone dando sfoggio della sua attitudine, il compagno di squadra Paolone si palesa al basso con un piccolo cammeo da protagonista.

Un riff che suona fortemente familiare introduce la title track Valkirja, assetto armonico lineare e sostanzialmente melodico delineano un pezzo semplice nel songwriting e nell'interpretazione pacata del vocalist, il tutto calato in un ambient rock tipicamente ottantiano!

La parte iniziale di Uprising è un misto tra una nenia ed una cantilena velocemente ritmata, mentre il refrain prende corpo e rianima la sua fiammella piacevolmente.

La penultima traccia Walk on by Myself mi ha subito riportato alla mente toccanti ballate come quelle create da Tesla, Slaughter ed L.A. Guns con un pizzico di blues e moderne linee rock che si ripercuotono nelle seguenti note, rinvigorendo un assetto inizialmente soft melodico. Convincente e ben equilibrato il netto distacco di queste sezioni, abilmente legate da ponti che seguono con naturalezza il sentiero musicale intrapreso dai Rockrace in questa song.

L'album Valkirja chiude i battenti con Wide Hips 69 e lo fa con lo stile che rappresenta i Rockrace, il rock! In questa traccia sempre piuttosto semplice nella concezione della scrittura musicale, racchiude un contenuto di vivacità e forza, di melodia ed ottima esecuzione. La nitidezza del suono di Gambacorta alle corde è impeccabile, la sezione ritmica svolge il ruolo di accompagnamento nel migliore dei modi, e pur non brillando di luce propria riesce a riflettere un'aura radiosa che emana agli altri componenti di squadra.

Sono stati una bella scoperta questi Rockrace, hanno prodotto un disco semplice e pulito ma allo stesso tempo accattivante, nulla sopra le righe ma un sound di facile impatto, diretto e per certi versi raffinato, insomma per quanto mi riguarda un posto nel regno del rock AOR credo possano meritarselo.


1) The Beginning
2) Best Love
3) I Hate the World
4) To Love and Hate
5) Too Bad
6) Hole in my Soul
7) Valkirja
8) Uprising
9) Walk on by Myself
10) Wide Hips 69