Rob Zombie

Hellbilly Deluxe

1998 - Geffen

A CURA DI
ANGELO LORENZO TENACE
25/07/2012
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Quando decise di sciogliere i White Zombie nel 1998, Rob Zombie, al secolo Robert Bartleh Cummings, gettò nello scompiglio tutti i suoi fan, che erano rimasti orfani di uno dei gruppi di punta degli anni novanta. Ma il caro vecchio Rob, da bravo stakanovista mise in piedi una nuova line up, con alla batteria il vecchio compagno di viaggio John Tempesta (Testament, Exodus ecc...), al basso Rob Nicholson (Cryptic Slaughter, Ozzy Osbourne) ed alla chitarra Mike Riggs e nello stesso anno tirò fuori dal suo cilindro questo "Hellbilly Deluxe: 13 Tales Of Cadaverous Cavorting Inside The Spookshow International", abbreviato semplicemente in "Hellbilly Deluxe", per la Geffen Records, il cui titolo è una parodia dell'album di Dwight Yoakam "Hillbilly Deluxe", noto artista country. A differenza della ormai ex band madre, in questo parto Zombie oltre che a comporre tutto l'album, occupandosi anche dell'aspetto visivo, dall'artwork al booklet, fino ad i video ufficiali, portò elementi prettamente industrial, in parte influenzati dai massimi esponenti Ministry, ma sempre di stampo horrorifico, ed in alcuni casi inflenzati da dei dance beat anni ottanta, forgiando un sound tipicamente fracassone e coinvolgente, che ha contribuito al suo enorme successo, che come vedremo ha avuto un forte impatto negli altri media,  senza contare la sua classica iconografia ed i temi trattati, fortemente debitori agli horror anni 50' e 60', oltre che ad Alice Cooper in un certo senso. L'album è stato prodotto dallo stesso Rob, in collaborazione con Scott Humphrey, famoso per le sue collaborazioni con i Metallica, i Mötley Crüe ed i Methods Of Mayhem, che contribuiranno alla presenza di nientepopodimeno che Tommy Lee alla batteria, in una delle tracce dell'album. La produzione è potente e cristallina, ed enfatizza ogni aspetto della proposta del nostro protagonista, infatti ascoltando quest'album si ha come la sensazione di essere immersi veramente in un lungo film horror, condito da diverse storie, senza contare che i diversi intermezzi inseriti nella tracklist, contribuiscono ulteriormente ad aumentarne il coinvolgimento. Quindi accomodatevi comodi comodi sul divano e preparate i popcorn, il film sta per cominciare! Ad introdurci in questo oscuro e ramificato plot, ci pensano poche note di carrion con la voce sinistra di una bambina che narra del presagio di morte che si abbatterà sui padiglioni auricolari dell'ascoltatore. "Call Of The Zombie" svolge in maniera egregia il suo ruolo, tanto è che dopo una sinistra risatina della bambina si udiranno tuoni ed urla disperate da cui prenderà forma la prima vera traccia dell'album "Superbeast", scandita da un sintetizzatore accompagnato da alcuni oscuri synth, per poi snodarsi su un pesante riff di chitarra che poggia su un ritmo semplice ed incalzante, con i synth che diventano sempre più disturbati, fino all'ingresso del vocione del caro Cummings, qui al massimo della suo splendore. Elemento che risalta ancora di più durante le strofe, accompagnate soltanto da batteria e basso, fino ai devastanti chorus incita folle dove la chitarra irrompe in maniera prepotente, davvero molto ben pensati e riusciti. Viene narrata la storia della "superbestia", un chiaro riferimento alla licantropia ed ai non morti che seminano morte e panico tra la gente, inoltre la traccia è stata inserita nella colonna sonora del videogioco a base di rock e metal "Brütal Legend". Sempre con un synth ci viene introdotta "Dragula", che però questa volta ha un piglio danzereccio molto incalzante e morboso dove nuovamente un ruolo di rilievo viene svolto dal basso di Nicholson, dove anche la chitarra riesce ritagliarsi il suo spazio vitale, in maniera molto malata e malsana, soprattutto nei devastanti chorus, con un gogliardico Rob a recitare in maniera perfetta la sua parte di mattatore e aggiungerei mattacchione! Questa volta si parla di un hot rod infernale guidato dal nostro protagonista che devasta tutto al suo passaggio, tema debitore in egual parte al rock n'roll ed agli anni 60'. "Living Dead Girl" oltre che ad essere inclusa nei titoli di testa del film horror "La sposa di Chuky", continua sulla scia della traccia che l'ha preceduta, ma con un piglio un pò più rock. Infatti anche a livello di vocals, qui Rob fa utilizzo di un malato e sinuoso pulito, accompagnato dal solito piglio dance beat, anche se questa volta il tutto è costruito più sulle tastiere e sui synth con chitarra e basso a fare qualche sporadica apparizione nei momenti più appropriati fino ad un apertura dove si ode una sensuale voce femminile accompagnata da un paio di assoli di cornamusa scozzese, che vanno a variare un pò il registro della track. Tema portante della traccia è una donna non morta, che si rende molesta ed uccide, seducendo, tutti i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di incrociarla. "Perversion 99" è un breve e malato intermezzo caratterizzato da un atmosfera sulfurea ed ammaliante, immergendo l'ascoltatore in atmosfere di altri tempi, in maniera davvero molto sinistra ed horrorifica, concedendoci un'attimo di respiro e facendo da preambolo alla traccia migliore del platter, l'aggressiva e devastante "Demonoid Phenomenon" che verrà inclusa anche nell'opening del famoso e violento videogioco d'altri tempi "Nightmare Creatures II", oltre ad altre tracce estratte da questo album. Si parte con pochissime note di piano filtrate al termine del quale ci saranno delle urla disperate, da cui partirà il massacro, con un ritmo veramente spinto ed incalzante, con i classici riffoni di Mike Riggs a fare il resto. Nelle strofe si ha un ritmo più sostenuto con Rob che alterna le sue marce vocals con la sua suadente voce in pulito, come un botta e risposta continuo, condito da degli adrenalinici synth, per poi riprendere la furia nei stramalettamente ben congegnati chorus che contribuiscono a gettare benzina sul fuoco. Altro punto a favore è un minisolo che va a spezzare il serrato andamento, variano leggermente la formula. A quanto pare il tema portante è l'ascesa del demonio sulla terra, intento a conquistare ciò che gli spetta di diritto, distruggendo tutto il "creato". Su dei strani synth arabi fa il suo ingresso "Spookshow Baby", che è un altra delle tracce più rock oriented dell'album, dove il caro Cummings canta con una profonda voce pulita accompagnato come al solito nelle strofe da basso e batteria, fino agli incalzanti chorus. Il tutto si muove come da copione con un apertura ariosa con i synth posti in precedenza, che si snodano in maniera più estesa ed opprimente allo stesso tempo, andando a spezzare un pò l'andamento. Si parla di una donna che pratica il voodoo sugli uomini costringedoli ad uccidere per il suo perverso piacere. "How To Make A Monster" è una via di mezzo fra una traccia vera e propria ed un intermezzo, visto che stranamente in essa è tutto filtrato, come i precedenti intermezzi. Ed infatti va a riprendere le linee di synth di "Perversion 99" però creando un pezzo molto tirato con gli altri strumenti intenti a cucire un devastante quadro sonoro, in cui viene narrato delle creature nate come uomini ma diventate creature della notte assetate di sangue. "Meet The Creeper" oltre ad essere una delle tracce più pesanti dell'album, annovera la presenza dello special guest Tommy Lee alla batteria, che ovviamente svolge ottimamente il suo lavoro. Infatti anche qui si batte su territori serrati, dove ogni strumento ha il suo spazio vitale, come un grande piatto di alta cucina, dove tutto è dosato al meglio. Dai riff pesantissimi di Riggs alle linee di basso di Nicholson tutto funziona alla perfezione, tanto è che in alcuni frangenti il sopracitato Riggs inserisce dei microscopici solos che aggiungono un tocco di classe al tutto. Viene decantata una gigantesca ed assassina pianta rampicante e carnivora che strisciando lentamente miete vittime a non finire, divorandole. "The Ballad Of Resurrection Of Rosa Whore" sembra che Zombie abbia voluto creare il suo personale tributo agli Snap!, complesso eurodance tedesco che ha goduto di un grande successo agli inizi degli anni novanta, ma tranquilli, il brano suona Rob Zombie al 100%! Se infatti durante le strofe c'è un oscura base eurodance nonchè darkwave, con synth in primo piano ad accompagnare la voce ultra filtrata di Rob, è nei chorus che l'aggressione sonora diventa tangibile, in maniera molto pesante e roboante, fino al devastante break dove si alza leggermente il tiro, per poi proseguire su queste coordinate fino al suo termine. Questa volta si ha a che fare con una coppia che sotto l'effetto di stupefacenti comincia a torturarsi a vicenda, arrivando ad insanguinare tutte le pareti della stanza da loro affittata, riempiendo di chiodi il letto ed insanguinadolo fino a renderlo inzuppato fradicio. "What Lurks On Channel X?" è un chiaro tributo ai Ministry più aggressivi, in quanto ci sono delle analogie sia a livello vocale che nei testi, che fanno leva sulle paure della gente che non sa cosa gli verrà propinato dal misterioso "Canale X" che terrorizza le proprie menti. Vista la sua durata anche questa traccia va a candidarsi come una specie di via di mezzo fra un intermezzo ed una traccia vera e propria. "Return Of The Phantom Stranger" è scandito da inquietante discorso condito da un perfido organo, per poi snodarsi su un ritmo sostenuto, in maniera molto cupa ed opprimente fino ad i chorus ammalianti ed estranianti che a livello vocale potrebbero ricordare "Il Reverendo", fino ad un apertura dove i synth e dei cori infantili fanno presagire il peggio, per poi essere interrotti da una pesante irruzione della chitarra, per poi riprendere il tutto da dove si era interrotto. Come da titolo viene narrato il ritorno di un fantasma straniero che è stato evocato durante un rito, per seminare morte e distruzione. A chiudere l'album c'è un'altro intermezzo molto dark ed opprimente, "The Beginning Of The End" dove c'è spazio per strani suoni metallici ed atmosfere ricche di malsanità, che va a stendere il sipario, come i migliori film horror, lasciando intendere che il peggio è passato. Con questo album Rob Zombie arriverà all'apice della sua carriera solista, appena all'inizio, visto che non riuscirà mai ad eguagliare la qualità del songwriting di questo parto, senza contare il grande impatto mediatico che è riuscito ad ottenere ai tempi, almeno in madre patria. Certo non sarà un album da cui hanno preso ispirazione altre leve dell'industrial, ma indubbiamente è uno degli album di maggior qualità nel suo genere, davvero imperdibile per i fan di queste sonorità. Se poi siete fan del Rob Zombie regista, vi invitiamo ad approfondire anche la sua carriera da musicista, che siano i White Zombie o in veste solista, riuscirete ad avere una visione più ampia e completa di questo grandissimo ed horrorifico personaggio. To be continued..



 


1) Call Of The Zombie
2) Superbeast 
3) Dragula 
4) Living Dead Girl 
5) Perversion 99 
6) Demonoid Phenomenon 
7) Spookshow Baby 
8) How To Make A Monster 
9) Meet The Creeper 
10) The Ballad Of Resurrection Joe
and Rosa Whore 
11) What Lurks On Channel X? 
12) Return Of The Phantom Stranger 
13) The Beginning Of The End