RILUTTANZA

Riluttanza

2011 - Self

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
19/06/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

A costo di sembrare ripetitivo, non mi stancherò mai di ribadire quanta qualità possiamo trovare nell'underground metal italiano, con delle band capaci di stupire per la loro originalità e per quella passionalità tutta italiana che riescono a mettere in ogni singola nota che suonano.

Ed eccoci arrivati a parlare dei Riluttanza, band proveniente dalla bella Sardegna che, dopo diverse difficoltà inerenti alla Line-up e a trovare posti dove portare la propria musica su un palco, arriva finalmente a incidere il loro primo full Lenght.

Il full lenght inizia con "Scream of Agony", pezzo che in certi passaggi ricorda i grandi Slayer ma senza dare quella stucchevole sensazione di "già sentito", mostrando la maturità di una band che ha affrontato le tipiche difficoltà delle metal band italiane e ne è uscita vincitrice.

Il disco continua con "Melancholy", pezzo dove il cantante Federico Pia si erge con voce rabbiosa mentre le due chitarre si danno battaglia a colpi di riff assassini supportati da una batteria tritaossa che accompagna benissimo il pezzo, regalandoci un'esperienza veramente distruttiva.

Nemmeno il tempo di riprenderci che subito i Riluttanza ci colpiscono con la violenza di "Torment", traccia dall'andamento quasi marziale che tra improvvise accelerazioni e morbosi rallentamenti farà di tutto per farci crollare i muri della casa, complice anche l'ottima produzione curata dalla band e dall'ottimo Fabrizio Sanna.

Un intro di batteria ci introduce "Insomnia", pezzo dal riffaggio che fonde Thrash Metal e Death Metal in maniera personalissima mostrandoci una band matura capace di creare il proprio sound già dal primo ful lenght (cosa che purtroppo capita raramente tra tutte le band che affollano l'underground italiano).

Arriviamo a "Deny your God", una delle tracce più interessanti dell'album, dove il cantante Federico Pia colpisce di nuovo con il suo personalissimo screaming violento e senza fronzoli mentre le chitarre danno vita ad un riffing violento che sfocia in un bel finale melodico dove fanno capolino vocals femminili e tastiere che impreziosiscono il pezzo con il giusto tocco Progressive. Questo bel finale sfocia in "Revenge", introdotta da ottime chitarre acustiche in un crescendo di violenza e velocità fino a diventare un pezzo devastante che si conclude in un altro finale melodico.

Un riff ipnotico ci introduce "Desire of Illusion", pezzo dove le female vocals della brava Paola Atzori acquisiscono importanza creando un contrasto di sicuro effetto con lo screaming del singer Federico, regalandoci un pezzo veramente molto interessante.

Con "Inner Ego" la violenza torna a far da padrona regalandoci un pezzo devastante e maligno che massacrerà allo stesso modo le nostre orecchie e le nostre anime.

A chiudere quest'ottimo album ci pensa "Visions in Black", pezzo violentissimo che chiude in maniera egregia un ottimo debutto dai pochissimi (se non assenti) difetti che ci fa ben sperare per il futuro della band e della tradizione Thrash Metal italiana, che è stata in grado di scrivere vere e proprie pagine di storia alla pari dei loro colleghi statunitensi.


1) Scream of Agony
2) Melancholy
3) Torment
4) Insomnia
5) Deny your God
6) Revenge
7) Desire of Illusion
8) Inner Ego
9) Vision in Black