RED HOT CHILI PEPPERS

Mother's Milk

1989 - EMI

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
21/08/2012
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

"Hillel ha lasciato questo pianeta. Era il nostro caro amico e un familiare, un'immensa influenza sulla direzione della nostra vita. Ci siamo divertiti un mondo insieme. Ho belle immagini di lui nella mia testa tutto il tempo. Mi ha mostrato ciò che era la musica rock."  Queste parole scritte da Anthony Kiedis in ricordo del compianto Hillel Slovak, scomparso nell'estate 1988 a causa di un'overdose di eroina, aprono il booklet di MOTHER'S MILK, quarto album in studio dei RED HOT CHILI PEPPERS.  Ma facciamo un pò di cronostoria per ricostruire quei momenti salienti che sono a tutti gli effetti dei passaggi significativi che avrebbero alterato per sempre gli equilibri della band californiana.   Siamo nel settembre 1987 e i RED HOT CHILI PEPPERS hanno appena pubblicato The Uplift Mofo Party Plan, un buon lavoro dai connotati funk/punk che dimostrava tutta la disinvoltura e il talento di un gruppo giovane ma affiatato. Di lì a poco la band si mette in viaggio per un lungo e mirabolante tour americano al fianco di band come Beastie Boys e Faith No More, suonando a più non posso in infuocati (quanto efficaci) show dal vivo molto provocatori e sarcastici, tali da attirare perfino le attenzioni (e le ire) delle associazioni di controllo del Parents Music Resource Center (Centro d'Informazione Musicale per Genitori) capeggiato dall'intransigente e settaria Mary Elizabeth Aitcheson Gore, alias Tipper Gore, moglie dell'ex vicepresidente degli Stati Uniti d'America, Al Gore. Questi episodi non fecero altro che accrescere ancora di più la fama e la notorietà della band a livello mediatico, tanto più che riescono nell'intento di scalare le classifiche di Billboard e fare vendere più di 1 milione di copie al disco The Uplift Mofo Party Plan. Tuttavia quando tutto sembra andare per il verso giusto, degli eventi poco piacevoli turbano la serenità del gruppo al suo interno: il chitarrista Hillel Slovak è sempre più tossicodipendente da eroina, e i membri dei RHCP sono sempre più preoccupati e sofferenti per le condizioni di salute precarie del loro amico fraterno. Per fare distogliere il chitarrista dal suo calvario, i RHCH trascorrono alcune settimane in Inghilterra per incidere l'ep The Abbey Road, un mini album di b-sides e cover. Memorabile rimane la copertina del disco dove si vedono i 4 componenti del gruppo che in veste di una riproposizione alternativa del famoso disco dei Beatles si trovano ad attraversare nudi (ma con un calzino nei genitali) le strisce pedonali di Abbey Road, storica via di Londra vicina al quartiere di Camden, sede degli studi di registrazione della EMI, l'etichetta dei Red Hot Chili Peppers. Dopo alcune settimane però le cose non sembrano cambiare e nel giugno 1988 Hillel Slovak perde la sua battaglia contro la droga e muore di overdose. Kiedis, Flea e Jack Irons sono confusi e frastornati e decidono di prendersi alcuni mesi di riflessione lasciando momentaneamente in stand-by il progetto RHCP. Nel frattempo Kiedis si rifugia in un paesino messicano per risolvere i suoi problemi legati all'uso di sostanze stupefacenti (che lo perseguitano fin dall'adolescenza) e disintossicarsi in maniera definitiva. Jack Irons invece rimase il più sconvolto e accusa i suoi compagni di non aver fatto tutto il possibile per salvare Slovak; a quel punto decide di abbandonare i RHCP e di lasciare momentaneamente il mondo della musica.

Flea fu l'unico in grado di non perdersi d'animo e di rimanere con i piedi ben ancorati per terra. Infatti con grande autocontrollo e saviezza decide subito di continuare a tenere vivi i RHCH e lascia ad Anthony tutto il tempo necessario per ravvedersi. A quel punto però i Peppers, dopo un periodo così atroce e drammatico, andavano riformati. Occorreva innanzitutto partire alla ricerca di un chitarrista e di un batterista all'altezza delle loro aspettative, in grado così di sostituire in maniera dignitosa i loro ex compagni che non ci sono più. E la loro scelta che avvenne poco dopo fu più che azzeccatissima. :) Siamo nell'autunno 1988 e Flea, durante una jam session assieme all'amico Darren Henley (meglio conosciuto con lo pseudonimo di D.H. Peligro), batterista dei Dead Kennedys, conosce John Frusciante, giovanissimo chitarrista dotato di grande estro e talento con la passione per il funk di Eddie Hazel e il rock di Jimi Hendrix. La cosa più incredibile era che Frusciante seguiva da tempo i RHCP ed era un fan sfegatato di Slovak, e questo particolare influì molto quando fu il momento di ingaggiarlo. Accolto Frusciante al posto di Slovak, mancava solo un batterista in grado di rimpiazzare Irons. Kiedis (che frattanto si è riabilitato in modo soddisfacente) è rientrato alla base e insieme a Flea appongono un annuncio sul Los Angeles Times, giornale locale, e organizzano nel dicembre 1988 delle audizioni di prove con una serie di batteristi provenienti dalla zona della California. Un giorno si presenta davanta a loro un tale Chadwick Gaylord Smith, in arte Chad Smith, possente batterista con una tecnica bestiale proveniente dai Toby Redd, una rock band di Detroit. Dopo alcuni pezzi suonati in maniera tanto selvaggia quanto stupefacente con tanto di parolacce e trivialità, i RHCP capiscono che è la persona giusta al loro gruppo e un paio di giorni dopo viene immediatamento reclutato senza indugi. Kiedis in seguito all'arruolamento del nuovo batterista dichiarerà: "Quando Chad iniziò a suonare sembrava che la stanza fosse stata invasa da un branco di gorilla psichedelici!" :D Gennaio 1989. La formazione storica dei Red Hot Chili Peppers è finalmente al completo ed è pronta per incidere uno sbalorditivo nuovo disco. Per la registrazione dell'album i 4 amici decidono così di trasferirsi negli Ocean Way Studios di Hollywood in California assieme al produttore Michael Beinhorn, stesso fautore ed esecutore in cabina di regia del precedente The Uplift Mofo Party Plan. Le idee non mancano e iniziano piano piano a svilupparsi con Frusciante che si esercita su delle ritmiche funk rock molto accattivanti mentre Kiedis tenta di scrivere dei testi creativi ed efficaci in linea con il brand del gruppo. Flea e Chad Smith cercano di destreggiarsi tra loro con esercizi di basso e batteria molto articolati e composti. Nel giro di poche settimane i RHCP riescono con molta scioltezza a trovare una fisionomia definitiva e una quadratura perfetta da dare al loro sound e completano l'album. Ma andiamo a dissezionare bene il contenuto di questo fantastico capitolo discografico. MOTHER'S MILK esce nell'agosto 1989 e si compone di 13 tracce (con l'aggiunta di 6 inediti nella versione rimasterizzata). Un giro martellante di basso in slap di Flea assieme a drone loop distorti della chitarra di Frusciante aprono le danze in Good Time Boys, opening track del disco. La canzone è segnata dalle sventagliate di riff chitarristici di matrice prettamente hard di Frusciante con una serie di efficaci strofe cantate in stile rap da un Kiedis che dimostra subito di essere in uno stato di grazia. Meglio inizio non poteva esserci per aprire l'album. Si passa a Higher Ground, 2^track, una riproposizione di una cover di Stevie Wonder rivista in chiave hard funk psichedelica. Memorabile rimarrà il break centrale del pezzo cantato a più riprese dai coretti adolescenziali ("... I'm so darn glad He let me try it again,... 'Cause my last time on earth I lived a whole world of sin.....I'm so glad that I know more than I knew then....Gonna keep on tryin' till I reach the highest ground...") La 3^track, Subway To Venus, è segnata dalla schitarrate funk unite a influssi hard di stampo aerosmithiano di Frusciante con tanto di arrangiamento orchestrale: qui Flea si diletta a suonare in maniera goliardica e festaiola la tromba, uno strumento a lui molto consono!!! :D Si prosegue con l'ironica Magic Johnson, 4^track, e qui i RHCP si trasformano in tifosi di basket pronti a celebrare la passione per la squadra del cuore; in questo burlesco siparietto vengono invocate le star dell'NBA del tempo come il grande Magic Johnson e Kareem Abdul Jabbar, giocatori di punta dei Los Angeles Lakers negli anni 80. A essere protagonisti qui sono i colpi batteria di Chad Smith, il basso di Flea in coppia con Kiedis che lanciano proclami da curva con un fanatismo parossistico degno delle migliori cheerleaders a bordo campo ("L.A. Lakers fast break makers.... Kings of the court shake and bake all takers... back to back is a bad ass fact a claim that remains in tact... M-A-G-I-C see you in purple and gold.... You can swim, but you won't get far so you might as well go home... M-A-G-I-C in buck we trust... Restoring order to the court and justice is a must...")

Nobody Weird Like Me, 5^track, è una delle più lunghe e terremotanti canzoni del disco. Gli attacchi di basso iniziali di Flea aprono la strada alle bordate chitarristiche di Frusciante e alle ritmiche serratissime della batteria di Smith con Kiedis che mette in mostra le sue doti principali di grande cantante di con passaggi vocali ammiccanti e impudici. La 6^track, Knock Me Down, è il brano che i RHCP dedicano allo scomparso chitarrista Hillel Slovak. Qui a mettersi in evidenza sono la coppia Flea/Frusciante con intrecci tra basso e chitarra di derivazione rock molto allettanti supportati dalla voce di Kiedis che nel testo esprime (con emotività nostalgica) un pensiero per l'amico che non c'è più ("...I'm tired of being untouchable... I'm not above the love....I'm part of you and you're part of me....Why did you go away?...Finding what you're looking for.... Can end up being, being such a bore.... I pray for you most every day....My love's with you, now fly away..."). (N.b. Azzeccata la scelta di inserire una vocalist femminile nei cori finali del pezzo!) Taste The Pain, 7^track, parte in una dimensione di sottofondo quasi dark per poi avviarsi in territori cadenzati più funky modulati superbamente dal basso di Flea e dalla chitarra di Frusciante. Arriviamo a Stone Cold Bush, 8^track, sicuramente una della canzoni più aggressive e frenetiche del disco. L'apertura affidata alla chitarra dal tiro acid funk di Frusciante porta il brano in una direzione hard con una serie di power chord arroventati e assoli al fulmicotone. Degno di nota il fantastico assolo di basso di Flea nel break centrale che suggella in modo strepitoso il pezzo. Nella 9^track, i RHCP si concedono lo spazio di suonare una cover.. e che cover: Fire di Jimi Hendrix! L'entrata concitata e tellurica della chitarra di Frusciante che tira fuori un incredibile showcase di assoli a effetto lascia poi spazio a un esagitatissimo Kiedis che si lancia a declamare le strofe del pezzo con una tempistica quasi rap. Incredibile l'urlo animalesco (con tanto di acuto alla Eric Adams) che emette per alcuni secondi nel refrain, quando esclama "...Oh move over rover...And let Mr Huckleberry take over... You know he's bad, you know he jams, you know who he gives it to ...YEEEEEEEEEEEEEAH!  Bestiale!!! Pretty Little Ditty, 10^track, è un pezzo strumentale eccezionale che vede come interprete la solita coppia Flea/Frusciante. Partendo con un intro di basso ipnotico e suggestivo si fa largo la chitarra con accordi funk in una mini jam session calda e ammaliante ma il momento clou dopo pochi secondi con un interludio chitarristico da brividi! (P.s. Questo frammento verrà tra l'altro recuperato e campionato dai Crazy Town per essere inserito nel loro singolo di maggior successo, Butterfly). Eccoci arrivare alla 11^track, Punk Rock Classic, che come dice il titolo è canzone tiratissima caratterizzata da una cavalcata furiosa e dissonante tra basso e batteria in stile funk/punk con la batteria di Smith che funge da vero motore ritmico del gruppo. La penultima track, Sexy Mexican Maid, è un piacevole brano segnato dal basso pulsante di Flea e dalla chitarra dal tiro hard funk di Frusciante con Kiedis che descrive nel testo la sua grande passione per le belle ragazze ("...When i wake up in the morn...she greets me where i lay...I look outside to find that i's a bright and sunny day...So serene she gives to me my toast and marmalade...What more can I say she's my sexy mexican maid..."). Bellissimo il finale con l'innesto del sax che sigilla briosamente il pezzo. A concludere il disco c'è Johnny, Kick a Hole in the Sky, una canzone segnata dall'uso del wah wah chitarristico in stile funk di Frusciante e racconta la triste vicenda dei nativi americani vista con Kiedis che descrive il contesto con gli occhi di un indiano del posto ("... I decide to defy... Kill my trust if you must... But in my blood there is the lust... For life that's right... Apache blood is in my heart ... Thrashing though me like a shark... Crashing through the dark...")   Per dovere di cronaca vanno citati i pezzi outtakes inseriti nel versione rimasterizzata del 2003 ovvero la lunga e torrenziale canzone strumentale Song That Made Us What We Are Today,  le versioni orginali in studio di Knock Me Down e Sexy Mexican Maid, la versione demo di Salute To Kareem che riprende il discorso lasciato in sospeso con Magic Johnson, e nel finale le due cover di Hendrix (Castles Made of Sand e Crosstown Traffic) riproposte dal vivo. In definitiva MOTHER'S MILK rappresenta per il sottoscritto il vero punto di partenza (almeno da un punto di vista di line up e di musica espressa) dei RED HOT CHILI PEPPERS. Punto di partenza perchè evidenzia tutto il meglio del loro repertorio con la tipicità essenziale del sound base (crossover, funk, hard rock, punk, rap) assieme a freschezza e genuinità. Il disco rivela anche tutte le perizie tecniche di John Frusciante, il genio creativo dei RHCP, che non viene considerato solamente un jolly bensì un elemento risolutivo alla causa della band. E se non bastassero nemmeno queste motivazioni a convincervi aggiungo anche la loro straordinaria vena provocatoria a cominciare dalla scelta dell'artwork e del titolo del disco. Infatti nella copertina viene raffigurata una donna completamente nuda che tiene tra le braccia i 4 Peppers in dimensioni lilipuzziane. Nonostante Kiedis volesse inizialmente scegliere la sua fidanzata dell'epoca (Ione Skye) alla fine venne selezionata la modella Alaine Dawn, che poi sarebbe stata immortalata nella foto. Per quanto riguarda la scelta del titolo, all'inizio il pensiero comune era che il riferimento fosse dovuto all’eroina ma in realtà MOTHER'S MILK venne scelto come titolo da Flea come omaggio al latte di Loesha, sua moglie, che stava nutrendo la loro figlia appena nata, Clara.  Per importanza artistica e storica MOTHER'S MILK è l'album con cui i RHCP solcano un punto di rottura con il passato e si impongono definitivamente a livello mainstream (l'album venderà più di 2 milioni di copie nel giro di pochi anni). Questo sarà anche l'antipasto per il successivo capolavoro (seppur molto commerciale) Blood Sugar Sex Magik del 1991. Chi volesse riscoprire i veri RHCP deve assolutamente reperire questo album e se gli scettici si domandano ancora quale sia la loro musica ci pensa Anthony Kiedis a risolvere il rebus: Hard-core, Bone-crunching, Mayhem Psychedelic Sex-Funk From Heaven. Puro e semplice!


1) Good Time Boys
2) Higher Ground
3) Subway to Venus
4) Magic Johnson
5) Nobody Weird Like Me
6) Knock Me Down
7) Taste the Pain
8) Stone Cold Bush
9) Fire
10) Pretty Little Ditty
11) Punk Rock Classic
12) Sexy Mexican Maid
13) Johnny, Kick a Hole in the Sky
14) Song That Made Us What We Are Today (demo)
15) Knock Me Down  
(original version)
16) Sexy Mexican Maid
(original version)
17) Salute to Kareem
(demo)
18) Castles Made of Sand (live)
19) Crosstown Traffic (live)

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