rEarth

Pure and Simple

2011 - Self

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
29/03/2012
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Alla domanda del perché sia così interessata al nostro underground, rispondo semplicemente che le sorprese non finiscono mai, e soprattutto si scovano realtà musicali non solo piacevoli all'ascolto, ma dall'indiscutibile tecnica ed originalità.

Oggi giorno chiunque sappia fare un paio di accordi con uno strumento è convinto di poter diventare una grande star, ed è così che siamo sempre più sommersi da migliaia di gruppi, che spesso sono solo un numero in più, ma che tante altre volte hanno la fotuna ed il merito soprattutto, di farsi conoscere e di raggiungere una certa notorietà.

La gavetta, l'esperienza ed il tempo sono però elementi che non possono essere saltati, tappe fisse di un percorso obbligato.

Percorrendo l'Italia su e giù musicalmente, ho fatto sosta ad Udine, cittadina sorta attorno ad un colle la quale pianura leggendariamente, fu edificata da Attila. Dalla ferocia distruttiva di questo predatore e conquistatore  ci spostiamo sulle conquiste meno efferate di un gruppo metal chiamato rEarth.

Da qualche anno Fabio Tomasino e Simone Paoloni, rispettivamente chitarrista e cantante, hanno messo in opera un progetto stilisticamente eterogeneo, mescolanza di influenze ed ispirazioni che li ha portati ad una musicalità ricca di sfaccettature prog, in cui scorgere anche funky e flamenco, in bilico tra rock e metal.

Ad oggi la formazione oltre a Tomasino e Paoloni, comprende Edy Di Lenardo alla chitarra, Giulio Cervi alle pelli e al basso la special guest Denis Baselli, rinomato liutaio.

Nonostante il gruppo fosse entrato in studio per registrare il full lenght, a causa dei vari impegni di ogni membro, hanno deciso di mettere in circolazione almeno un loro demo, dal titolo "Pure and Simple".

Il demo contiene cinque tracce legate da un unico filo conduttore,una sorta di libro suddiviso in capitoli; questa scelta è stata fatta in base al songwriting particolare, sul quale si incentra non solo quella ormai già citata fusione di stili e ritmiche, ma anche dei testi, tutto questo al fine di produrre una melodia che sia una vera e propria storia da raccontare, suonare ed ascoltare.

Cosa racchiude musicalmente il primo assaggio che i rEarth ci propongono? Una tela cosparsa da molteplici sfumature, la cui tecnica è palesemente messa al servizio della musica ispiratrice ed unica fonte emozionale; le melodie soffuse intrecciano armonie sospirate come l'interpretazione ispirata del vocalist, gli arpeggi armonici e coinvolgenti si contrappongono a momenti infervorati.

Le cinque tracce denominate Theme e seguite dal numero progressivo corrispondente, hanno un sottotitolo, la prima No Longer a Child è un esempio di come per me una band riesce a comunicare la musica al 100%: atmosfera, armonie evanescenti, ricerca stilistica incentrata su un songwriting accattivante e mai banale, alternanza di ritmiche e tempi, il tutto concepito con elegante fluidità.

Si prosegue attraverso gli altri temi con la stessa intensità e peculiarità di stile, gli elementi progressive sono dosati nella giusta quantità, e non invadono la parte più aggressiva, che salta fuori pura e semplice, proprio come il titolo di questo convincente demo.

L'ultimo tema Here She Comes, Pure and Simple è quello che preferisco, 2' e 35'' viaggiano su note acustiche deliziosamente pizzicate con soavità, poi una ridondante carica energetica squarcia la calma ed il cantante esplode con la sua penetrante e corposa timbrica, il finale è dedicato nuovamente ad un arpeggio acustico degno di nota.



In definitiva i rEarth mi hanno piacevolmente convinta, trovo buone esecuzione e tecnica dei musicisti, la voce del cantante mi piace molto, il colore cupo e baritonale è piacevolissimo nel contesto, e riesce a spaziare bene tra interpretazione melliflua e gutturale, ho riscontrato solo delle imperfezioni sull'intonazione, ma con un accurato approfondimento della tecnica, sono sicura che tutto sarà risolto con ottimi risultati.

La prima prova direi che è discreta, ho la sensazione che il debut album con dovute accortezze e il perfezionamento delle lievi lacune presenti, dovute anche ed ovviamente all'acerba esperienza, sarà un prodotto buono che spianerà la strada a questi promettenti metaller italiani.


1) Theme 1 -
No Longer a Child
2) Theme 2 -
To My Faded Innocence
3) Theme 3 -
In the Shadow, in the Sand, You Can See the Man
4) Theme 4 -
Become Man, Becoming Death
5) Theme 5 -
Here She Comes, Pure and Simple