RAMMSTEIN

Reise, Reise

2004 - Motor Music Records/Republic Records

A CURA DI
FABIO MALAVOLTI
23/10/2011
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Il 12 Agosto 1985 un Boeing 747 partito dal Giappone si schianta provocando la morte di oltre 500 persone, per quello che verrà ricordato come uno dei maggiori disastri aerei di sempre. A distanza di quasi 20 anni i Rammstein decisero di ricordare il tragico evento dedicandogli "Reise, Reise", che esce per la Motor Records a 3 anni dal capolavoro "Mutter". Si tratta di un tributo totale alla strage, infatti la copertina raffigura l'involucro della scatola nera di quell'aereo, divenuto la tomba per tante anime innocenti. Il titolo dell'album è invece riferito alla tipica espressione dei marinai tedeschi che consiste in una sorta di proposizione utilizzata nel momento del risveglio dei compagni di viaggio. Dopo questo breve excursus contestuale al disco, andiamo ad analizzare l'aspetto uditivo, quindi constatando l'evoluzione del sound (che proseguirà nelle release successive) dei 6 ragazzi teutonici, che pongono in secondo piano le sonorità elettroniche che avevano contraddistinto le prime, fortunate uscite del periodo pre - 2000, virando su un sound vicino ad un energico Alternative misto persino a qualche sottile elemento che riporta alla mente il Gothic Metal (è l'unico album in cui compare, peraltro in secondo piano). Dunque, dopo la bella apertura con la title track "Reise, Reise", che è caratterizzata da una vaga aria "marinara", con effetti sonori facilmente riscontrabili durante un tragitto per via marina, si passa ad uno dei brani più energici in assoluto, cioè "Mein Teil", che volendo potrebbe essere ritenuto come uno dei più chiari esempi del nuovo sound adottato da Till Lindemann & co. Dopo due intro esplosivi, si passa ad un lato più riflessivo e cadenzato: è l'apertura di "Dalai Lama", brano che rivela (finalmente) una certa ricercatezza melodica (notare le dolci inserzioni del Dr. Flake verso la metà del brano che poi accompagnano sino alla conclusione apparendo in diversi momenti) da parte della band, e che rimane su tonalità abbastanza pacate anche quando si raggiunge l'apice a livello di potenza. Ed ecco uno dei maggiori cavalli di battaglia del disco: "Keine Lust" unisce magistralmente energia ed orecchiabilità risultando come uno dei brani più azzeccati, in particolar modo per il trascinante riffaggio. Un delicatissimo arpeggio introduce "Los", altro pezzo apprezzatissimo dai fan della band tedesca, con sonorità vagamente folkeggianti che lo fanno distinguere "fra la massa", e poco importa se soprattutto Lindemann e Schneider sono autori di una prestazione meno grintosa a come ci hanno abituato, lo scopo qui è unicamente quello di appassionare l'ascoltatore, che viene letteralmente rapito da questo brano epico. Il brano successivo "A.m.e.r.i.k.a." è una pesante accusa agli sfruttamenti ed alla sete di denaro agli Stati Uniti, ritenuto un paese volto unicamente al lucro ed all'accumulo di ricchezza materiale, e riporta il cd su livelli molto grintosi. Si prosegue con "Moskau", brano nel quale la band si avvale del duo russo "t.A.t.U.", in veste di guest, che esegue nella sua lingua madre le strofe di questo brano in cui le sonorità Industrial vengono parzialmente riprese. In "Morgenstern" riappaiono invece la melodia e l'orecchiabilità ma in fin dei conti è uno dei pezzi meno coinvolgenti di Reise, Reise, decisamente scialbo. Con il brano "Stein um Stein" torniamo nella tipica atmosfera "Neue Deutsche Arte" con un pezzo veramente potente che vede un Lindemann in versione "incazzata" mentre gli altri membri tornano a pestare impiegando l'artiglieria pesante. Con "Ohne Dich" rientriamo in una stanza melodica pervasa da un intenso sapore malinconico, forse il capolavoro assoluto del disco, poetico ed intenso allo stesso tempo. In chiusura la ballata dedicata all'indomabile e pazzo sentimento dell'amore, ed il fatto di averla intitolata con l'espressione in lingua francese ne accentua la dolcezza rendendola ancora più romantica. Il tema del viaggio, che ci ha accompagnato per gran parte del disco, viene dunque analizzato sotto diversi punti di vista in questo bellissimo album che in alcune versioni si conclude con l'ultimo ricordo alla tragedia che sconvolse l'intero Giappone e non solo, cioè gli ultimi, angoscianti secondi dell'aereo negli istanti precedenti al terribile schianto.


1) Reise, Reise
2) Mein Teil
3) Dalai Lama
4) Keine Lust
5) Los
6) Amerika
7) Moskau
8) Morgenstern
9) Stein um Stein
10) Ohne Dich
11) Amour

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