RAMMSTEIN

Deutschland

2019 - Rammstein GBR/Vertigo/Capitol

A CURA DI
ELENA BAIARDI
19/11/2021
TEMPO DI LETTURA:
8

Introduzione Recensione

Siamo nel 2019, in quella che ora ci pare come una lontana epoca in cui ancora i concerti erano all'ordine del giorno e li attendevamo con ansia e frenesia, quando dopo quello che potremmo definire un decennio sabbatico dal punto di vista compositivo, i Rammstein annunciano finalmente un nuovo album, che sarà poi pubblicato il 17 maggio. Un annuncio decisamente criptico, in quanto sino all'ultimo non è stato ben chiaro quale sarebbe stato il titolo del loro nuovo lavoro: un omonimo? Un untitled? Stiamo parlando di "Rammstein", quello che si vociferava essere il loro ultimo album in studio, voce smentita recentemente dalla band che pare stia lavorando ad una nuova pubblicazione. In mezzo a tutta l'agitazione creata per questo annuncio decisamente spiazzante per i fan della band, il 28 marzo 2019 abbiamo un primo assaggio di questo loro nuovo lavoro, col singolo "Deutschland", che costituirà poi l'opening track dell'album, pubblicato da Universal. Ci accoglie un intro elettronico, deciso rimando ai loro primi lavori tra cui mi salta subito in mente "Du Riechst So Gut" e, più in generale, tutto lo stile sonoro dell'album "Herzeleid", capostipite della corrente musicale nota come Neue Deutsche Härt in cui il brano "Deutschland" si colloca decisamente bene, con anche una bella dose di sound industrial metal. Troveremo poi rimandi a questo stile sonoro per tutto l'album, che nonostante non abbia la stessa violenza sonora di altri loro album, ci riporta agli albori della loro carriera musicale. La melodia iniziale viene poi ripresa dalle chitarre e riproposta durante il brano. É una melodia di per sè semplice ma molto efficace, che ci si fissa facilmente nella mente. D'altronde, la validità di un brano, il fatto che ci piaccia o meno, non correla necessariamente con la sua complessità. O almeno, personalmente l'ho sempre vista in questo modo. Non sempre suonare mille note al secondo in melodie super intricate garantisce l'apprezzamento di un brano. Anzi, forse è quasi più difficile riuscire a creare qualcosa di piacevole con risorse limitate, no? Il ritornello, caricato dalla batteria di Christoph "Doom" Schneider, esplode con un DEUTSCHLAND! cantato in coro dalle voci di background. Una soluzione davvero d'impatto, che insieme alla voce piena, profonda ed espressiva di Till Lindemann, crea un connubio che coinvolge l'ascoltatore e lo colpisce coi sentimenti che trapelano non solo dalla performance vocale, ma anche dal testo. Ed è proprio questo ciò di cui vorrei parlarvi ora. Dal punto di vista stilistico, o poetico che dir si voglia, le liriche di "Deutschland" sono alquanto seplici, ma proprio per questo riescono a veicolare il proprio messaggio in maniera diretta, chiara ed efficace. La canzone è dedicata alla terra natale della band, la Germania. Il narratore di questa storia ama intensamente la propria patria, in quanto sua terra natia. Ma è allo stesso tempo turbato dai numerosi aspetti e periodi oscuri e negativi che si sono susseguiti nella storia di questo paese. Questo duplice aspetto lo tormenta e divide, e questa contrapposizione tra amore e odio, è appunto il cuore della canzone. Nel ritornello lo leggiamo chiaramente:
"Germania! Il mio cuore in fiamme
Voglio amarti e maledirti
Germania! Il tuo respiro freddo
Così giovane, e tuttavia così vecchia
Germania! Il tuo amore
È maledizione e benedizione
Germania! Non posso darti
Il mio amore
Germania! Germania!"
Non possiamo, a questo punto, non dedicare una parte del nostro discorso al video che accompagna la pubblicazione di questo brano. Diretto da Eric Remberg, conosciuto col nome d'arte di Spectre Berlin e fondatore dell'etichetta indipendente Aggro Berlin, è indubbiamente il video musicale più bello e spettacolare che abbia mai visto. Non solo ha una fotografia, una regia e degli effetti speciali di altissimo livello, ma riprende ed amplifica il contenuto del testo in maniera davvero curata e studiata. Durante i suoi 9 minuti e 22 secondi di lunghezza, ripercorriamo gli oltre 2000 anni di storia della terra tedesca, tra alti e bassi. Si parte con l'invasione romana nel 15 d.C, passando poi per il medioevo con i cavalieri dei Sacro Romano Impero fino ad arrivare al periodo storido più intenso e ricco per la Germania, il 900. Vengono citati infatti diversi momenti significativi della storia tedesca moderna, con una simbologia davvero molto forte: i dorati anni 20 e la crisi economica del 1929, gli scontri durante il Blutmai (maggio di sangue), l'ascesa e la caduta del nazismo, la tragedia del dirigibile Hindenburg, l'olocausto ed i roghi delle Bücherverbrennungen, la spaccatura del paese in seguito alla divisione in Germania dell'Est e dell'Ovest, le operazioni erroristiche della Rote Armee Fraktion. La sequenza che ha fatto più discutere è sicuramente quella in cui Lindemann, Landers, Riedel e Lorez, vestiti col tristemente noto pigiama a righe, vengono condotti al patibolo da Schneider e Kruspe nelle vesti di Kapo nazisti. Subito dopo la pubblicazione del video, la band fu additata come simpatizzante del nazismo proprio per questa scena. Viene da chiedersi se queste persone abbiano davvero capito questo video, o lo abbiano semplicemente guardato durante la manicure ed abbiano urlato allo scandalo appena vista una svastica ed una stella di David. Facciamo un piccolo passo indietro: la Germania viene interpretata dall'attrice e modella di colore Ruby Commey. Potrebbero dei simpatizzanti nazisti mai fare una scelta del genere? Non credo proprio. Analizzando poi in modo più approfondito il video, si nota come la Germania del periodo nazista non è direttamente presente in questa scena: è distante, voltata di spalle, ed è rappresentata con una benda sull'occhio. Questa non è infatti la vera Germania, è una Germania corrotta, che non vuole vedere, e che viene infine uccisa proprio dagli stessi internati insieme ai suoi generali. La troviamo invece presente quando si difende dall'invasione romana, quando guida i suoi cavalieri indossando una scintillante armatura dorata o quando viene sommersa da una pioggia di marchi ormai senza alcun valore a causa della crisi economica. Parlavamo della duplice natura dei sentimenti che il narratore (Lindemann) prova nei confronti della Germania, giusto? Ecco, questo concetto lo ritroviamo chiaramente sempre qui, nella scena del lager. Lindemann sta ormai per morire, ucciso proprio dai suoi compatrioti ormai traviati dall'ideologia nazista, eppure ha la forza di cantare, verso la telecamera, la sua ultima dichiarazione d'amore per la sua terra: "Deutschland, Deutschland über allen!". Viene ripreso proprio un momento prima della sua esecuzione, mentre gli sfugge una lacrima e canta "Germania! Non posso darti il mio amore". Una scena veramente toccante ed dall'enorme forza espressiva. Troviamo infine la Germania del futuro, dispersa nello spazio e rappresentata come una figura divina incinta. La band, che qui interpreta un gruppo di astronauti, la trova attorniata da statue e simboli del suo passato e la assiste nel parto, da cui nascono dei cuccioli di pastore tedesco, un criptico riferimento ai progetti di de-estinzione di Lutz Heck. É infatti lo stesso popolo tedesco che, con le proprie forze, può far rinascere la propria patria dal suo passato. Fermo restado che passato, presente, futuro, restano assolutamente interconnessi nella storia di un paese. Dall'inizio alla fine infatti ogni epoca vede presente sulla scena un fascio di luce rossa, che fa da filo conduttore fino al ritrovamento della Germania nel futuro.
Il "b-side" di questo singolo è un remix di Deutschland ad opera di Richard Z. Kruspe. É un arrangiamento decisamente radicale, in quanto il testo della canzone praticamente scompare, se non per pochissime parole quà e là, cosa che priva il brano di praticamene tutta la sua sostanza ed il suo carattere. Il sound industrial originale viene sostituito da un beat che ricorda la synthwave o la retrowave e nonostante io apprezzi questo tipo di musica elettronica, trovo che questo remix sia decisamente piatto, monotono...insomma manca davvero di carattere ed onestamente mi sento di bocciarlo in toto. Abbiamo parlato di numerosi aspetti riguardanti questo singolo che, pur nella sua semplicità, ci trasmette un messaggio molto potente e che riesce a trattare un tema controverso come l'amore per la propria patria, che spesso viene confuso con nazionalismo di matrice estremista come capitato appunto ai Rammstein, in maniera molto sentita ed emozionale. Penso che "Deutschland" possa piazzarsi di diritto tra i migliori brani della band. Speriamo di trovare altri brani di qualità come questo nel prossimo album!

Tracklist:

1. Deutschland
2. Deutschland - RMX by Richard Z. Kruspe

Line-up:

Till Lindemann
Richard Z. Kruspe
Paul Landers
Oliver Riedel
Christian Lorenz
Christoph Schneider

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