RAINTIME

Tales From Sadness

2005 - Arise Records

A CURA DI
SAMUELE MAMELI
15/10/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Se gli esordi discografici fossero di tale portata, non mi esimerei ad accalappiarne uno al dì per volgere al meglio la giornata. Un debutto effervescente da far invidia a gruppi blasonati che possono tranquillamente sognarselo e trattandosi di band italiana, rimango oltremodo orgoglioso e fiero di una scena ormai competitiva in tutto il campo metal. Questi sono i Raintime che formatisi nel 1999, con appena un solo demo, diedero alle stampe il qui presente Tales From Sadness datato 2005 che si dimena in un death power metal tastieristico con accentuate venature prog, accostabile all'incirca ai Children Of Bodom,Mercenary,Dark Age e company,un sucessone da garantirgli il seguito della loro carriera più che meritevole. Piccola parentesi per menzionare la copertina dell'artwork realizzata da Mattias Noren, un artista che consiglio di seguire e scoprire. Una volta inserito il cd nel lettore e premuto play, mi ritrovo "Moot-Lie", in sostanza un assalto all'arma bianca... dalle casse audio si ode in lontananza un giro di tastiere che aumenta sempre di volume per sfociare nel galoppante muro sonoro, ritmiche serrate e clean vocals che si alternano al growl, creano un perfetto connubio nell'allestire una song potente e irrefrenabile. La considero la migliore dell'album, ne racchiude l'essenza dei Raintime, travolgente e di facile presa... mai mi sarei aspettato una tale partenza con i fiocchi. Ancora soggiogato dai primi minuti infuocati, echi dei Children Of Bodom si avvertono in "Faithland", un impetuoso wall of sound padroneggiato da un azzeccato leit motiv di synth, ci dona un brano veloce molto power oriented, un intermezzo eccezionale di fraseggi mette in chiaro le doti tecniche di Luca Martina alla chitarra e il superlativo Claudio Coassin alle keyboards, per una forma grintosa e convincente. Maledettamente stregato, ci pensa la breve "Creation" a donare un po' di quiete, inframmezzata da suoni di caos cittadino, battiti cardiaci e un pesante respiro lasciano a delle semplici battute di keys concedere quel pizzico di apprensione.

In "The Experiment", un ineffabile Enrico Fabris, sbroglia la batteria per inalberare una traccia percussiva e carica, ne sorregge l'ottimo guitar work e le onnipresenti keyboards, voce che si snoda in trame ben articolate per un episodio anthemico dai forti richiami power progressive. "Denied Recollection" sguaina note ipnotiche tastieristiche su riff corposi, una canzone squadrata e sostenuta dal forte mood sinistro, ottenuto altresì dalla sinergia dei vocalizzi death e clean... egregi i virtuosismi strumentali sul finale. Non c'è un attimo di pace, "Chains Of Sadness" mi spazza letteralmente via, una musica pregna di sofferenza, cadenzata e ricca di pathos, attanaglia l'animo per sopprimerlo... prestazione sopra le righe di Coassin che sfodera un timbro emozionante destreggiandosi tra il Midnight recitativo e il Kiske più mielato, da applausi. Inizio di organo per la power metal song "Using The Light Forever" dove si destreggia una sezione ritmica prorompente e solida in un motivo costruito con tocco certosino e articolato, ricco di riprese fulminee, ritornelli catchy adornati da una voce dinamica che in sede live coinvolgerà non poco i presenti... energica. Purtroppo, arriviamo al termine con l'ultima in scaletta dal titolo "Daily Execution / Paradox Defeat", una speedy track spensierata, congegnata in maniera minuziosa; dopo un cenno dai ritmi cauti e pomposi, un improvviso raptus ridimensiona l'approccio, stabilizzandosi su coordinate ponderate alternate ad attacchi dissennati... ennesima schermaglia tra cantato disumano e pulito, una cavalcata trionfale che diffonde musicalità appassionante scaricando tonnellate di melodia per mano anche dei "duelli" tra chitarre e tastiere... da ascoltare tutto di un fiato. Bene, questo platter è da fare vostro, beati coloro che già lo possiedono, per chi no, è meglio che corra ad accaparrarselo. Codesto lavoro rilascia un'energia quasi provenga dal sottosuolo, sconquassa in sostanza ogni arto, idoneo per chi cerca incisività; i singoli brani sono adatti a esaltarne le doti di ciascun elemento della band, confermandosi precisi esecutori e strappando i miei più sentiti complimenti.


1) Moot-Lie
2) Faithland
3) Creation
4) The Experiment
5) Denied Recollection
6) Chains Of Sadness
7) Using The Light Forever
8) Daily Execution / Paradox Defeat