RAINBOW

Long Live Rock'n'Roll

1978 - Polygram Records

A CURA DI
PAOLO VALHALLA RIBALDINI
11/03/2011
TEMPO DI LETTURA:
9,5

Recensione

I RAINBOW con "Long Live Rock'n'Roll" del 1978 raggiungono la definitiva consacrazione: l'ultimo album con Dio dietro il microfono vede un ulteriore cambio di formazione rispetto al tour di "Rising", con l'arrivo di Bob Daisley al basso e David Stone alla tastiera (già nel tardo 1977 i due si sono uniti alla band, e la formazione con Blackmore, Dio, Daisley, Stone e Powell incide un memorabile live il 24 ottobre, oggi commercializzato sia in cd audio che in dvd video sotto il nome di "Live in Munich 1977"; se vi capita ascoltatelo senza indugi perché è a dir poco favoloso) che rimpiazzano i predecessori Bain e Carey. Per registrare il disco, il problema principale è il reperimento di un bassista valido, che assolva il compito assegnatogli da Blackmore, di suonare sul basso tanto veloce quanto suona lui sulla chitarra. Inizialmente viene richiamato il primo bassista della band, Craig Gruber, poi sostituito con Mark Clarke, ex-Colosseum e Uriah Heep, ma entrambi non riescono a rispondere alle esigenze del chitarrista, che probabilmente incide tutte le parti di basso salvo "Gates of Babylon". C'è chi dice che l'autore della maggioranza delle linee di tastiera sia Carey e che il lavoro di Stone sia solo una rifinitura, ma al pari della storia su Blackmore che suona le linee di basso, la verità probabilmente non si saprà mai, visto che non è saltata fuori in 32 anni. Resta il fatto che il trio Dio-Powell-Blackmore è sicuramente il maggior artefice di un disco al livello dei precedenti, oggi famoso anche perché tirato dal singolo immortale "Long Live Rock'n'Roll"; secondo alcuni critici la qualità di questo terzo album sarebbe inferiore ai due precedenti, "Rising" e "Ritchie Blackmore's Rainbow": a mio modesto parere invece questo prodotto non ha nulla da invidiare ai due predecessori, anche se la tracklist è di sicuro rimasta meno conosciuta negli anni, complice anche il fatto che pezzi favolosi come "Gates of Babylon" e "Lady of the Lake" non hanno mai fatto parte della setlist dei concerti, per non parlare di "Rainbow Eyes", oggettivamente difficile da proporre live in maniera efficace. Se la title track e la poderosa "Kill the King" appaiono solo su questo cd, già da tempo sono inserite nella scaletta dei concerti dei RAINBOW, ovviamente con arrangiamenti un po' diversi rispetto alle versioni in studio. Perla dimenticata nella discografia della band, "Lady of the Lake" è un pezzo dal testo suggestivo e dalla costruzione perfetta per esaltare la vocalità di Dio, che pur in grande semplicità riesce a rendere la canzone davvero trascinante, stesso discorso vale per la ritmata "L.A. Connection"; "Gates of Babylon" è un esempio della maestria compositiva di Blackmore, che si destreggia abilmente tra scale modali e modulazioni a raffica, anche qui componendo un anthem in cui la voce del piccolo elfo la fa da padrone. Se dopo "Kill the King" arriva un pezzo un po' più in ombra come "The Shed (Subtle)", il puro hard rock di "Sensitive to Light", anche questa canzone praticamente sconosciuta persino ai fan della band, riporta i toni su di giri, prima del gran finale con la ballata "Rainbow Eyes", forse il pezzo strumentalmente più bello mai scritto da Blackmore insieme a "Weiss Heim" e "Vielleicht das Nächste Mal": inutile dire che il testo di Dio (unico della band insieme a Blackmore a dare contributo a questo pezzo) e la sua stessa voce impreziosiscono un brano già di per sé straordinario, in cui la chitarra pur non lasciando le atmosfere blues che contraddistinguono tutta la produzione dell'ex-Deep Purple, concede spazio ad un flauto, al quartetto d'archi ed alle sonorità quasi à la Blackmore's Night che siamo abituati a sentire di questi tempi. Benché l'ultima traccia sia forse la più suggestiva dell'album, forse meglio proporne una che rappresenti più il concetto musicale del disco, un heavy rock inquieto e nervoso che anticipa già l'esplosione sonora del decennio successivo: ecco quindi la title track "Long Live Rock'n'Roll" in doppia versione, studio e live.


1) Long Live Rock'n'Roll
2) Lady of the Lake
3) L.A. Connection
4) Gates of Babylon
5) Kill the King
6) The Shed (Subtle)
7) Sensitive to Light
8) Rainbow Eyes

correlati