OZZY OSBOURNE

Diary Of A Madman

1981 - Jet Records

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
29/12/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

"Bisogna battere il ferro finchè è caldo". Deve aver preso in considerazione questo motto il buon OZZY OSBOURNE dopo i risultati positivi raggiunti e ottenuti con BLIZZARD OF OZZ, primo fortunato capitolo della sua discografia solista.
Infatti alla fine del 1980, Ozzy e il suo gruppo avevano racimolato molti consensi e raggiunto insperati elogi dagli addetti ai lavori, tanto da riuscire a sbalordire perfino tutti gli scettici che fino a qualche tempo prima lo avevano subissato di critiche a non finire.
Questo risultato fu possibile anche grazie alla perfetta coesione che si era creata all'interno del suo nuovo gruppo e alla recuperata voglia di stupire che Ozzy aveva ritrovato nel suo cammino personale.
Uno dei fattori determinanti per arrivare a questo traguardo fu tuttavia l'innesto del geniale e pirotecnico Randy Rhoads, vero fulcro risolutivo nelle alchimie del sound metallico forgiato da Ozzy & co.

Ed è proprio con questo assetto di collocazione che, a distanza di pochi mesi dal debutto, Osbourne e soci si stavano già posizionando e focalizzando sul versante realizzativo per redigere un nuovo e sorprendente nuovo capitolo della saga del Principe delle Tenebre. Dopo vari pensamenti fu scelto il titolo da affibiare all'album: DIARY OF A MADMAN (Diario di un pazzo), un' intitolazione bizzarra e curiosa che può essere decifrabile e spiegabile per il tentativo che Ozzy fece per catturare tutti i momenti salienti nei mesi che si intersecarono tra il Blizzard Of Ozz tour e il nuovo album.  
Già durante il live tour di Blizzard Of Ozz, Mr. Osbourne e la sua band avevano già disposto delle idee e del materiale di base da innestare nel nuovo lavoro, sempre con la stessa formula paritetica che aveva contraddistinto le registrazioni di Blizzard Of Ozz, identificabile e riassumibile con la denominazione chiamata "Immediate process of recording" (Processo immediato di incisione) e tutto questo con il cut finale già al primo take di session! (P.s. Megalomania a parte in anni più recenti Ozzy dichiarerà di essersi in parte pentito di non aver potuto trascorrere molto più tempo in sala di registrazione in quanto avrebbe potuto aggiungere degli ulteriori correttivi visto che non era pienamente soddisfatto sia dei dettagli sia della resa finale!)
Tuttavia gli unici grossi cambiamenti nel versante di componimento riguardarono la line up del gruppo: difatti al posto di Don Airey (impegnato dapprima con Cozy Powell nella realizzazione dell'album Tilt e successivamente in un tour a supporto dei Rainbow) subentrò il tastierista Johnny Cook, membro dei Mungo Jerry, jug band inglese degli anni 70 famosa per la memorabile hit "In The Summertime". Oltretutto a lavori quasi ultimati del disco si verificarono dei pesanti screzi che videro coinvolti Bob Daisley e Lee Kerslake. Questi episodi deprecabili e spiacevoli portarono inevitabilmente i due a fuoriuscire dalla band con dei risvolti negativi anche a livello legale. Proprio a causa di queste traversie e vicissitudini furono chiamati a sostituirli il bassista cubano Rudy Sarzo (ex Quiet Riot) e il possente e anfetaminico batterista Tommy Aldridge che aveva appena finito di incidere l'album Radio Active con la Pat Travers Band.
Insieme ai due nuovi elementi vengono definite le ultime session di registrazione con il fine di portare a compimento il nuovo album proprio per non comprometterne la pubblicazione. Questo processo non intaccò minimamente il risultato finale, anzi fu proprio una scossa corroborante di energia allo stato puro che permise di portare Ozzy e co al massimo delle loro forze. Ma andiamo innanzitutto a esaminare i connotati di questo incredibile full lenght.

DIARY OF A MADMAN, prodotto dalla Jet Records, esce nel novembre 1981 e si compone di 8 tracce molto notevoli e significative. Ad accendere la miccia ci pensa Over The Mountain, opener track adrenalinica e potente che corre nei sentieri nell'hard n' heavy classico con l'atteggiamento deciso e sfrontato tipico del punky. A fare da padrone qui sono i riff frastagliati e gli assoli al fulmicotone della chitarra di Randy Rhoads e il canto a pieni polmoni di Ozzy che donano al brano un'aura e una dimensione epica.
Segue la spumeggiante Flying High Again, solida canzone con una cospicua venatura hard di fondo molto catchy e orecchiabile. Si passa così a You Can't Kill Rock & Roll, una fantastica power ballad suggellata dagli arpeggi con note classicheggianti e dai momenti elettrici della chitarra di Randy senza contare il cantato duttile e versatile di Ozzy per un'interpretazione da 10 e lode.
La successiva Believer è una track inusuale con dei fantasiosi barocchismi che ad un primo ascolto sembrano richiamare ai Van Halen per certe analogie sonore (i primi secondi del pezzo con il basso pulsante e i riff dinamitardi assomigliano vagamente a Runnin With The Devil!) e nonostante allenti un pò la tensione, conserva quella verve metallica di fondo che tiene a galla il brano in maniera encomiabile e lodevole. Si arriva così a Little Dolls, altro pezzo dai contorni sonori roboanti segnato da un lavoro fantastico del duetto basso/batteria che con degli spazi ritmici supportano degnamente il lavoro della chitarra altisonante di Randy che si fa largo con assoli e riff di grande classe. Si passa a Tonight, una ballad melodica e dai toni soft che si tramuta ben presto in un pezzo energico soprattutto nel refrain e nel finale con degli splendidi assoli di Randy. La penultima track, S.A.T.O., è una canzone costruita su degli stilemi molto naif con un lavoro di gruppo molto valido e consistente.
Tra l'altro questo pezzo è molto caro a Ozzy in quanto l'acronimo S.A.T.O. significa Sharon Adrian Thelma Ozzy e parla dell'intreccio d'amore delle coppie che interessavano il cantante. Sharon è il nome della futura moglie, Adrian il nome dell'ex ragazzo di Sharon mentre Thelma era il nome dell'ex moglie di Ozzy. (Qui siamo ai livelli di romanticismo dark con un tocco glamour degni di una soap opera modello Beautiful! :D).
A chiudere il cd in maniera gloriosa arriva la favolosa titletrack e tutto si trasforma in magia pura. Dagli arpeggi introduttivi di Randy fino al mid tempo e al break centrale si respira aria di grande musica con un sottofondo quasi favolistico, anche grazie ai considerevoli inserimenti vocali dai toni elegiaci di Ozzy che riescono a rendere il pezzo ancora più fatato e avvincente. In aggiunta come ciliegina sulla torta finale va citata la presenza in versione live di I Don't Know, bonus track presente solamente nella ristampa del 2002, una gemma in più che impreziosisce un lavoro già di per sè esaltante e sontuoso.

Alla fine dei giochi possiamo fare delle brevi ma importanti considerazioni. Questo album è uno dei tanti capolavori che Ozzy ha inanellato nella sua lunga carriera da solista, anche se come ahimè è noto sarà l'ultimo capitolo dove comparirà Randy Rhoads prima dell'incidentale aereo mortale datato 1982. La mancanza della figura cardine centrale e indispensabile nella tessitura sonora del gruppo sarà un duro colpo per Ozzy tanto che non riuscirà mai a digerirla fino in fondo. Anche per questo motivo questa opera assume un significato ancora più grandioso se si pensa a cosa Randy poteva ancora contribuire a dare con il suo estro unico, la sua formidabile tecnica e il suo forte carisma... elementi davvero quasi introvabili al giorno d'oggi. Parlando invece di numeri DIARY OF A MADMAN è riuscito a vendere fino ad ora la bellezza di 15 milioni copie in tutto il mondo facendo proiettare Ozzy nell'olimpo delle leggende del rock. Altra constatazione degna di nota è che l'intensità sprigionata in questo lavoro è ancora intatta e molto difficile da scalfire nonostante siano passati più di 3 decenni. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla caparbietà e alla maestria del grande Ozzy Osbourne che, assieme al suo grande ma sfortunato collega/amico Randy Rhoads, si sono guadagnati anticipatamente il lasciapassare per l'immortalità perpetua. Leggende!

1) Over The Mountain 
2) Flying High Again
3) You Can't Kill Rock & Roll
4) Believer
5) Little Dolls
6) Tonight
7) S.A.T.O.
8) Diary Of A Madman

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