OZZY OSBOURNE

Blizzard Of Ozz

1980 - Epic Records

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
14/12/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Dopo la pubblicazione di Never Say Die coi Black Sabbath, per il padrino dell'heavy metal JOHN MICHAEL "OZZY" OSBOURNE si profilava un periodo di drastici cambiamenti nella sua vita.
Siamo a cavallo tra la fine del 1978 e l'inizio del 1979 e proprio in questo lasso di tempo Ozzy Osbourne viene fatto allontanare via dal gruppo di Birmingham (decisione presa da Tony Iommi e Geezer Butler) per via della sua cattiva condotta (eccessivo abuso di stupefacenti, incomprensioni personali al limite della sopportazione).
Tale fatto coglie in contropiede un incredulo Ozzy Osbourne, suscitando in lui uno stato di forte crisi identitaria che culmina nel male oscuro della depressione. In quel momento Ozzy accumula un senso di frustrazione che coincide con una situazione di disagio individuale perenne che dura per diversi mesi. Si sa però che anche nelle zone d'ombra più buie si può trovare una luce in fondo al tunnel.
E' infatti da qui che arriva uno degli stimoli più benevoli e allo stesso tempo decisivi per la stabilità emotiva del cantante, e cioè quello dato dalla futura moglie nonchè manager personale Sharon Rachel Arden, la quale invita il buon Madman a lasciarsi alle spalle il recente passato e a pensare di ricreare un nuovo progetto musicale al di fuori dei Black Sabbath.
Ozzy Osbourne accetta di buon grado l'idea di creare una band e decide così di visionare degli elementi validi per formare il futuro gruppo. La prima mossa del Madman è quella incentrata nella ricerca promozionale del nuovo ensemble che avviene a Los Angeles nel settembre 1979 tramite un'intervista riservata a Robert Olshever e a Scott Stephens di Raw Power Magazine.
In questa occasione il Madman afferma che sta esaminando diversi musicisti di talento e tra i possibili chitarristi cita dapprima George Lynch (che in seguito si aggregherà nei Dokken) e poi un certo Randall William Rhoads, conosciuto come Randy Rhoads, all'epoca giovane membro degli statunitensi Quiet Riot.
In realtà (come dichiarato in tempi recenti) la richiesta di visionare questi esordienti era partita da un contatto con un vecchio amico di Ozzy, Dana Strum (anche lui musicista con un futuro da bassista nei Vinnie Vincent Invasion e negli Slaughter.)
Poco dopo la chiamata ai 2 talentuosi musicisti, avviene un provino che vede coinvolti sia Lynch che Rhoads; entrambi in questa prova mettono in scena le loro incredibili perizie tecniche ma tuttavia Ozzy rimane folgorato dal giovane Randy e decide così di scartare Lynch! (In seguito Ozzy dichiarerà che con Randy Rhoads era come se fosse entrato un Dio nella sua esistenza terrena!)
D'altro canto Randy Rhoads (come specificato da Kelly Garni, suo amico nei Quiet Riot) era poco propenso a lasciare la band americana per aggregarsi al Madman. Su questo va citato uno degli aneddoti più incredibili sui pensieri del giovane chitarrista nei confronti della vecchia formazione di Ozzy: negli anni della gioventù considerava i Black Sabbath una band "tra il dilettevole e il faceto dedita a un culto semiserio delle tematiche sataniche!" :D
Nonostante ciò Randy accetta l'incarico di collaborare al nuovo progetto di Ozzy grazie anche al richiamo di sua madre, la quale spingeva il figlio a trovare fortuna in Europa per un salto definitivo verso il successo.
Randy Rhoads, (arrivato in Inghilterra nel gennaio 1980 munito della sua Polka Dot Flying V), si affianca subito a Ozzy Osbourne e sceglie di aiutarlo nella ricerca degli altri componenti del gruppo. Nel giro di poche settimane vengono contattati (e successivamente ingaggiati) il talentuoso bassista australiano Bob Daisley (che all'epoca fuoriusciva dai Rainbow), il batterista Lee Kerslake (proveniente dagli Uriah Heep) e il tastierista turnista Don Airey (Gary Moore, Deep Purple e Rainbow).  
Ozzy Osbourne trova finalmente il giusto nucleo per dare forma al suo nuovo side project. Fin da subito il Madman ha delle idee che appaiono abbastanze chiare: in origine Ozzy pensa che il nuovo progetto debba chiamarsi BLIZZARD OF OZZ, ma tuttavia dopo vari ripensamenti medita di conferire questo nome solo all'album di inediti, mantenendo così il monicker OZZY OSBOURNE.  
Il titolo BLIZZARD OF OZZ nasce per un semplice motivo: Ozzy pensa che l'intestazione, (tradotta letteralmente significa "La Bufera di Ozz"), sia riferibile all'assonanza con il film The Wizard Of Oz ("Il Mago di Oz") pellicola del 1939 che vedeva protagonista Judy Garland. Tra l'altro, come si può facilmente immaginare, la dicitura BLIZZARD OF OZZ (La Bufera di OZ) è palesemente riconducibile allo stato d'animo di Ozzy che aveva vissuto in quel periodo dopo i problemi legati alle sue traversie e alle vicissitudini negative). Possiamo dire che BLIZZARD OF OZZ è quindi un'intitolazione perfetta a metà strada tra realtà e fantasia (un mix di esperienze personali rapportate al mondo dell'occulto e della stregoneria.)
Il disco che Ozzy & company vanno a comporre è un concentrato di hard n' heavy puro che idealmente fa da ponte di collegamento tra gli anni 70 e gli anni 80. BLIZZARD OF OZZ, uscito nel settembre 1980 per la Epic Records, si compone di 9 tracks molto trascinanti e coinvolgenti.
Si parte alla grande con I Don't Know, brano dai tratti bellici che appare come una dichiarazione di guerra sonora a tutti i benpensanti in giro per il mondo: dopo il breve stacchetto ritmico introduttivo, Randy Rhoads ci delizia con un riff killer di chitarra che assieme al basso pulsante e reattivo di Bob Daisley fanno da collante al brano. Il timbro marcato e la voce stentorea di Ozzy sono quelli di sempre, ma il momento clou arriva al centro del pezzo con un assolo altrettanto micidiale di Randy (tutt'ora materia di studio per generazioni di metalkids.)  
Procede quella che negli anni diventerà un classico assoluto per Ozzy e soci e cioè la celeberrima Crazy Train. Il brano, diventato un inno del metal, riflette non solo la perfetta sintonia del sound espresso da Ozzy e Randy, ma anche la sinergia perfetta che si è creata all'interno del gruppo. Tra il memorabile riff iniziale, il bridge e il chorus centrale che ti resta in mente fin dal primo ascolto, il pezzo si avvia (un pò come dice il titolo) nella stessa misura di un treno impazzito che corre ad una folle velocità senza che nessuno lo fermi. La musicalità, l'orecchiabilità e la ritmica qui fanno la differenza per uno dei brani più rappresentativi di tutto l'heavy metal.
Si passa così a Goodbye To Romance, una power ballad dolce e malinconica, caratterizzata da un solo di Randy molto bello e significativo. Nel complesso potremo dire il pezzo scorre piacevolmente e si fa ascoltare molto volentieri. Si arriva a Dee, un breve interludio acustico suonato splendidamente da Randy Rhoads. Lo stacchetto ricorda molto da vicino uno stile che rimanda alla mente un grande della chitarra classica come Andres Segovia.
Dopo brevi istanti si passa a delle sonorità più accese e fragorose con Suicide Solution, pezzo che Ozzy dedica al compianto singer degli AC/DC Bon Scott, morto proprio a causa dell'uso smodato di alcolici! (P.s. Se vogliamo leggere tra le righe, il testo rimanda a una situazione analoga che rispecchia in parte il burrascoso passato di Ozzy assime al suo rapporto con l'alcol e le droghe!). Tuttavia questa canzone verrà molto discussa in merito al contenuto delle liriche che secondo alcuni detrattori contengono messaggi subliminali segreti che istigano all'atto di togliersi la vita ("Get The Gun and Try It! Shoot! Shoot! Shoot!). In realtà queste voci sono frutto di una falsa interpretazione del pezzo dovute in parte al rilascio di una vecchia intervista di Ozzy dove riferiva che all'età di 14 anni pensava di continuo al suicidio per vedere cosa accadeva una volta defunti.
Si arriva a un altro classico, Mr.Crowley, pezzo questa volta dedicato ad Aleister Crowley, occultista e mistico britannico nonchè personaggio molto discusso e controverso. (N.b. Tanto per restare nel mondo del rock è nota la stima nei suoi confronti da parte di uno come Jimmy Page, che dopo aver collezionato buona parte dei tesori di Crowley ha perfino acquistato la sua casa a Boleskine House in Scozia, nei pressi del lago di Loch Ness giusto per farci un'idea! :)
Musicalmente parlando, la canzone è strutturata in maniera strepitosa. L'inizio del brano è aperto dalle tastiere eteree di Don Airey (nei primi secondi sembra un brano dei Rainbow), ma ad un certo punto arriva il riff imperioso di Randy Rhoads che fa tornare in mente i primi Black Sabbath; la voce cupa e sulfurea di Ozzy Osbourne fa il suo meritevole lavoro riempiendo il pezzo con un cantato molto intenso, ma lascia subito spazio nel finale all'assolo avvolgente e memorabile di Randy. Anche questo brano entrerà negli annali dimostrando tutto lo showcase e il potenziale tecnico di un grande musicista come Rhoads.
Il pezzo successivo, No Bone Movies, è un brano molto accattivante che denota ancora una volta tutte le formidabili capacità tecniche di Rhoads senza dimenticare poi l'apporto vocale di un ispirato Ozzy Osbourne. Revelation (Mother Earth) ha i connotati di una preghiera laica disposta e tradotta in musica che Ozzy Osbourne vuole dedicare all'intero ecosistema del pianeta Terra, sempre più dominato e martoriato da devastazioni ambientali, guerre cruente e da conflitti sociali interminabili. Anche in questo episodio Randy Rhoads da prova della sua grande maestria alternando parti acustiche a parti più elettriche mentre Ozzy Osbourne sfodera una grande prestazione vocale anche grazie al suo timbro unico e inimitabile.
La conclusiva Steal Away (The Night) traccia ancora una volta tutte le abilità e i virtuosismi del gruppo con un Rhoads altisonante e sensazionale che si eleva sopra tutti, mentre sia Ozzy che il resto del gruppo recitano la loro parte come da copione andando a chiudere in modo straordinario un capitolo discografico unico e irrepetibile. Per dovere di cronaca va infine menzionata You Lookin' At Me Lookin' At You, bonus track esclusa dall'album che apparirà solamente nella ristampa del cd avvenuta nel 2002.
In definitiva possiamo dire che questo platter rimane forse una delle opere più illustri nella carriera da solista, riuscendo a vendere fino ad ora un totale di ben 11 milioni di copie a livello mondiale! In aggiunta con BLIZZARD OF OZZ, Mr. Osbourne consegna allo storia un disco favoloso dove a fare capolino sono dei musicisti eccezionali e impareggiabili con in primis il geniale Randy Rhoads, che purtroppo solo una tragica fatalità lo strapperà alla vita troppo presto. Oltre a questo c'è da sottolineare un altro aspetto che riguarda il carisma e la tenacia di un personaggio unico come OZZY OSBOURNE. Unico perchè ha saputo uscire brillantemente da una situazione di stallo che in quel periodo lo attanagliava, usando come cura sussistente un solo metodo... quello di comporre della grande musica. Per OZZY OSBOURNE andrebbe bene un motto: la vita è rialzarsi dopo le cadute! Ebbene lui ci è riuscito e lo ha fatto con lo spirito dell'istrione che non molla mai! Cheapeau... grande Madman!

1) I Don't Know
2) Crazy Train   
3) Goodbye To Romance
4) Dee
5) Suicide Solution
6) Mr.Crowley
7) No Bone Movies    
8) Revelation (Mother Earth)
9) Steal Away (The Night)

Bonus Track:
10) You Lookin' At Me Lookin' At You

 

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