OPETH

Sorceress

2016 - Nuclear Blast

A CURA DI
SOFIA COLLU
19/09/2016
TEMPO DI LETTURA:
10

Introduzione Recensione

Ormai manca poco, dopo quasi un anno e mezzo dedicato esclusivamente ai live e al riposo, il 30 settembre arriverà in tutti negozi il nuovo lavoro degli Opeth: Sorceress. Nel frattempo i nostri amati svedesi ci coccolano rilasciando l'appetitoso singolo monotraccia contenente la title track, che ci apprestiamo a "passare al setaccio" per voi. L'uscita del nuovo disco viene annunciata sul sito e nei social Lunedì 18 luglio 2016, per la gioia di tutti i fan, che aspettavano con trepidazione la fine del periodo di pausa che la band aveva deciso di prendersi tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015. La band lo stesso giorno svela: la data di rilascio del disco (il 30 settembre del 2016), l'artwork, ancora una volta curato da Travis Smith, mette in evidenza l'enorme lavoro che ogni volta questa band mette nella parte "artistica" delle loro releases, ed il buon Travis ha curato anche la tracklist. Inoltre annuncia il rilascio di alcuni singoli, anche in formato digitale (infatti, potete tranquillamente scaricarli dalla loro pagina facebook, oppure dal sito ufficiale) e la possibilità di prenotare la propria copia della loro dodicesima fatica. Il tutto condito da succulenti video, divisi in episodi, che ritraggono la band alle prese con la registrazione della stessa. Il nuovo album degli Opeth è anche il primo inciso per la Nuclear Blast con l'interposizione dell'etichetta indipendente della band, la Label Moderbolaget Records, ed è interamente curato dal frontman svedese. A proposito di questo nuovo lavoro il leader della band  durante un'intervista ha dichiarato: "Il nuovo album, Sorceress, è il nostro 12 ° album in studio Se penso che abbiamo iniziato nel 1990 trovo difficile credere che dopo 26 anni siamo ancora qui, per non parlare del fatto che abbiamo fatto 12 dischi di cui sono molto fiero. "Sorceress" non fa eccezione. Amo questo album, così come tutta la band. L'ho composto in 5-6 mesi e abbiamo impiegato solo 12 giorni per registrarlo ai Rockfield studios in Galles. Trovo che ancora una volta abbiamo fatto un passo avanti. O di lato o indietro. Da qualche parte!? È diverso! E 'estremamente diverso. E se mi permettete di dirlo, estremamente buono. Sento il diritto di dire (o almeno mi piace pensare) che conosco questa band meglio di chiunque altro sul pianeta. Inoltre, riesco sempre a staccarmi dal ruolo di musicista/ autore e ascoltare come fan. In questo momento è l'album che preferisco della nostra discografia. Ovviamente. Dovrebbe essere sempre così, giusto? E 'sia fresco e vecchio, sia progressivo e rimaneggiato. Pesante e calmo. Mi piace. Speriamo che anche gli altri, in tutto il mondo, condividano la mia opinione. E 'stata una gioia farlo. Una cazzo di gioia registrarlo, e una gioia pura ascoltarlo. Così il gioco è fatto!" Dunque, come abbiamo letto dallo stralcio di intervista ad Akerfeldt, gli Opeth, per incidere questo disco sono tornati ai Rockfield Studios in Galles. Uno studio di registrazione prestigioso che ha visto passare tra gli altri anche gruppi come Queen, i Rush e i Judas Priest, nonché, nel 2014, gli stessi svedesi per la registrazione di Pale Communion con la supervisione ed il supporto di Tom Dalgety. Con questo disco il cantante ha voluto continua ad esplorare e mettere alla prova le sue capacità canore, rendendo così Sorceress il terzo album consecutivo (dopo Heritage e Pale) in cui impiega uno stile tradizionale. Akerfeldt, a tal proposito, in un'intervista rivelò di scegliere la tecnica canora da adoperare in base al singolo brano. In altre parole, non è detto che un giorno non lo risentiremo cantare in growl o magari e cimentarsi nello scream, dipende da quello che secondo lui e gli altri componenti della band valorizza di più il singolo brano. Tuttavia, ammette anche che "dopo aver consumato death metal per 20 e più anni, non riesco più a trarre  molta ispirazione da questo genere". Inoltre con il canto pulito, posso ampliare i miei orizzonti, imparare sempre di più. Non posso dire lo stesso del growl". Invece a proposito del singolo che stiamo prendendo in esame il frontman svedese ha dichiarato: "Ho iniziato questa canzone con la piccola introduzione Fusion-esque, due riff e non c'è la chitarra. Mi sono chiesto 'Cosa succede ora?' Ho sintonizzato verso il basso, così ho avuto due corde A ( ovvero La ), stavo solo giocando, poi mi venne l'idea di fare un'apertura con riff pesanti. E 'un trucco, davvero. Immagino che qualcuno sentendo l'inizio della canzone  penserà 'Oh, non un altro brano fusion!' E poi, sorpresa! Il riff entra in gioco ... è davvero pesante. E 'una canzone orecchiabile, ma non dispone di un coro. E 'molto pesante, quasi quanto uno stufato di carne e patate. Penso che suoni come se qualcuno stesse per essere picchiato. Il brano termina con una parte melodica che è stato molto influenzato da Abba. E poi si finisce con il più grande accordo di sempre! " Con queste premesse, la curiosità è ovviamente molta, come ogni volta che la band nord europea rilascia nuovo materiale, andiamo ad ascoltarci la futura title track di questo dodicesimo studio album degli Opeth.

Sorceress

Sorceress (Incantatrice) è una traccia accattivante, decisamente orientata al progressive, ma con sonorità più cattive e spinte rispetto a quelle che si potevano ritrovare negli ultimi due dischi della band. Il testo è anch'esso più aggressivo degli ultimi scritti da Akerfeldt, ma mantiene il suo stile unico, contorto, aperto a più interpretazioni. Essa viene aperta dal rullante e dalla cassa di Axerot. Al termine della sezione di batteria(che dura appena un secondo), c'è una pausa brevissima, quasi impercettibile, poi si ha l'ingresso corale di tutta la strumentazione: Mendez si diverte con le ghost notes, per una sezione ritmica che sta a cavallo tra il blues e il jazz, le chitarre restano "morbide", "delicate" doppiando perfettamente la sezione ritmica, fatta eccezione per le tonalità più acute, per un effetto globale dal sapore fusion-esque, che si articola in un crescendo lento ma inesorabile di volume e velocità, fino a raggiungere l'acme intorno al primo minuto. Ormai sappiamo bene che una delle caratteristiche peculiari di tutti i lavori opethiani sono i silenzi (pause) intra-canzone e anche qui Sorceress non fa eccezione. La prima la troviamo proprio alla fine di questa sezione strumentale, quasi jazzistica, lunga un minuto e qualche manciata di secondi. Ancora una volta, essa è brevissima e viene sfruttata per segnalare il cambiamento di tema musicale e l'ingresso della voce. Tutta la strumentazione tace per pochi attimi, poi dal silenzio emerge la chitarra ritmica, che per un po' è l'unica protagonista, poi viene affiancata man mano dall'altra chitarra che la emula e infine poco prima ( due battute per essere esatti) che faccia il suo ingresso anche la voce di Akerfeldt, torna a farsi sentire anche la coppia Mendez- Axenrot. Siamo solo al 1/3 della traccia. Il vocalist si esprime con un canto melodico, pulito, a tratti quasi lamentoso, creando un netto contrasto con le sonorità cupe della musica che lo sostiene. Al termine della prima parte cantata arriva un brevissimo "momento di gloria" per Mendez, che viene lasciato libero di far sentire il suono del suo Fender. Il bassista si limita a eseguire il giro che stava suonando fino a qualche momento prima, per due volte, ogni tanto gli fa eco la chitarra, con qualche arpeggio, poi entrano anche la batteria e la chitarra. I musicisti eseguono un giro, poi silenzio, un altro giro e di nuovo silenzio, anche in questo caso per due battute. In seguito si ha un nuovo lieve cambio di tema : una delle sei corde continua ad eseguire l'armonia precedente, l'altra invece se ne distacca funambolico in un riff più melodico e delicato, che richiama un po' la sezione strumentale che apriva la traccia. Rientra poi la voce, accompagnata dai cori di Akesson e da una sezione strumentale cupa, talmente articolata da sembrare quasi caotica per alcuni secondi, poi c'è un rallentamento, quasi uno stop, sul quale le urla di Akerfeldt si elevano quasi come un lamento. Siamo giunti alla fine di questo singolo, il tempo rallenta di nuovo, basso e chitarre si inseguono snocciolando scale per ricongiungersi infine con la batteria ed eseguire la chiusura del brano. L'autore si definisce un peccatore fin dall'inizio del testo, più avanti invece diviene chiaro che ancora una volta la sua interlocutrice è una donna, che qui viene definita " strega" e " prostituta" morente, senza speranze. Un quadro non  proprio roseo, quindi. Tuttavia a ben guardare questa figura femminile potrebbe essere sia una donna in carne ossa, sia la morte o ancora , potrebbe essere entrambe . Vi starete chiedendo " come può essere una donna viva, in carne e ossa e la morte al tempo stesso?" . Bene, vediamo di spiegarci meglio: tra le corsie di un ospedale , se parlate con personale un anche po' esperto, vi dicono che in qualche modo si percepisce quando una persona è arrivata alla fine del suo viaggio ed è solo questione di tempo. C'è una sorta di velo negli occhi dei morenti, così come nelle loro stanze si percepisce un'atmosfera , un odore strano, indefinibile che folkloristicamente definiamo " odore di morte". Una definizione orribile, ma rende bene l'idea. In pratica è come se si sentisse la morte in quella stanza. Ecco quindi he la donna può essere anche un'immagine della morte stessa, che attende, nascosta in un angolo il momento propizio per portare a termine il suo lavoro. In un certo senso, anche "puttana" è un sostantivo che ben si addice alla nera signora, lei non disdegna nessuno, si accompagna con donne, uomini e bambini. Ella può anche essere strega , se la intendiamo come raffigurazione femminile del "male", non perché la morte sia il male in quanto tale, ma perché nessuno di noi, la vede come una buona cosa: i più disillusi la vedono come una cosa naturale e inevitabile, i più ottimisti sperano sempre di sconfiggerla o sfuggirle il più a lungo possibile. Ancora potremmo dire che in tutto il testo rimane il binomio vita/morte, ma più si va avanti nella lettura e più ci si convince che l'autore parli della nera signora , piuttosto che della morente, anche se sembra un po' strano leggere che la morte piange. Dunque abbiamo un Akerfeldt peccatore, amante del sangue, di quel velo sottile di liquidi e cellule che scorre dentro il nostro organismo e che spesso si associa con la morte nell'immaginario collettivo, anche grazie alle migliaia di film in cui si vedono i morenti o i cadaveri puntualmente ricoperti di sangue. Dall'altro una donna in punto di morte e la nera signora poco distante, silenziosa, eppure triste, in lacrime, come se ne avesse abbastanza del suo lavoro ingrato.

Conclusioni

Che dire , se il "buongiorno si vede dal mattino", il dodicesimo disco si preannuncia come un altro lavoro impeccabile del geniale frontman svedese e dei suoi compagni di avventura.  La copertina dell'ultimo album di Opeth, Sorceress si discosta da quella che è apparsa come la copertina ufficiale dell'album, che vede un pavone disegnato come un quadro appollaiato su un mucchio di carne in decomposizione. Nel caso del singolo invece si è voluto andare su un soggetto "umano"; ed ecco infatti che ci ritroviamo l'incantatrice che da il titolo al singolo stesso, rappresentata come una ardente fiamma che brucia il cielo. Il tutto nei colori del marrone, oro e bronzo, sottolineando ancor di più quel che è l'argomento della canzone stessa. Il tratto è sempre artistico, pennellate quasi nervose e al tempo stesso morbide, il logo della band a sinistra ed il nome al di sotto del disegno. E 'un simbolo che Akerfeldt ha  deliberatamente scelto per pubblicizzare la forza della band, un modo di dire " alla faccia delle vostre critiche, lamentele, anche se qualcuno di voi è caduto talmente in basso da arrivare a minacciarci, noi siamo ancora qui, più forti e motivati che mai". La copertina del singolo è l'emblema del connubio tra bello e del disgustoso; abbiamo una bellissima donna la cui rappresentanza però è negativa, una simbologia che in qualche modo ricollega il nuovo ai vecchi lavori della band, una sorta di linea evolutiva della loro discografia. Oltre l'ego c'è anche spazio per le belle iniziative, come quella che gli Opeth hanno annunciato a Luglio: una parte dei vinili verrà stampata in un'edizione speciale e il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto all'associazione Gilda Club di NY, che è stata fondata in memoria del comico vincitore del Grammy Award Gilda Radner, morta di cancro alle ovaie nel 1989. E 'disponibile come picture disc e in una gamma di colori che includono menta anche perla, blu, legno di rosa e arancio. Merita un piccolo commento anche la scelta del titolo e il contenuto del singolo, attraverso le parole del suo stesso autore "Nonostante le implicazioni che il titolo possa portare, l'album non è intento a rimarcare lo stereotipo delle donne, che con la loro sessualità devastano gli uomini. Sicuramente hanno influito gli aspetti negativi delle relazioni sulla sua creazione . Ho avuto un paio di anni molto difficili, nei quali ho pensato molto a queste cose, sono andato anche in terapia per questo. Tuttavia la donna è un bersaglio facile, si sa, ho cercato di evitare per quanto ho potuto. Ma un po' di quella rabbia è rimasta nei testi". Tornando al singolo in sé, crediamo che il messaggio sia chiaro: è semplicemente geniale, una matrioska musicale, che vi accoglie con succulenti colpi di scena, man mano che andate avanti nell'ascolto. Dunque non vi resta che assaporalo in prima persona. Noi ve lo consigliamo caldamente, ovviamente sempre con le orecchie e mente ben aperte e in religioso silenzio, così da poter gustare a pieno ogni singola sfumatura. Acquistarlo diventa quasi un obbligo per i fan nudi e crudi del gruppo, ma l'ascolto perentorio lo consigliamo anche a chi degli Opeth ha sentito poco e niente (anche se per apprezzarli in pieno bisognerebbe prima fare un passo indietro e cercare di capire perché si è arrivati a sonorità così complesse ed articolate). La traccia in sé fa ben sperare per l'ennesimo disco memorabile di una band la cui carriera ha il colore del diamante; nonostante le furenti critiche nel corso del tempo, particolarmente da chi li aveva seguiti fin dai tempi di Orchid, Mikael e la sua musica se ne sono sempre "fregati" delle dinamiche che relegano gli ascoltatori ai generi. Gli Opeth sono, da sempre, sinonimo di una sola parola, sperimentazione. E questo lo troviamo in ogni angolo della loro musica, dagli esordi nudi del Death più oscuro, fino alle morbide ritmiche Prog di Heritage e di questo futuro Sorceress. Una musica celebrale sotto tutti gli aspetti, e che non può non catturare l'attenzione dell'ascoltatore con la mente abbastanza aperta da potersi infilare in questo dedalo di note e suoni così particolari. 

1) Sorceress
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