OBSCURA

Illegimitation

2012 - Relapse Records

A CURA DI
FABIO MALAVOLTI
09/03/2012
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Solitamente quando una band rilascia una compilation riassume insieme le tappe fondamentali della carriera o di una parte di essa, raccogliendo in un unica release i brani più celebri ed acclamati della discografia. "Illegimitation" degli Obscura, invece, è un'opera "esterna" che contiene i quattro brani dell'omonima demo, con la quale la band di Monaco aveva esordito nel 2003, tre brani estratti dalla fase di produzione di "Cosmogenesis" del 2009, oltre a tre cover di storiche band come Death, Atheist e Cynic, evidentemente fra le principali fonti di ispirazione del geniale quartetto bavarese. Dopo aver iniziato con un buon technical death metal ancora molto grezzo e poco articolato, gli Obscura sono stati protagonisti di una straordinaria evoluzione che li ha visti contaminare le sonorità progressive metal che hanno contraddistinto le ultime, fortunate uscite degli ultimi anni. La demo e questa compilation non hanno in comune solamente il nome, ma condividono persino la stessa copertina raffigurante meteoriti e pianeti in un particolare dello spazio cosmico, una delle grandi passioni della band che ha spesso e volentieri finito per essere parte integrante dei loro testi. L'opening track è "...And All Will Come To An End", uno strumentale di circa tre minuti che mette in risalto la grande linearità del sound degli Obscura, nel quale spiccano soprattutto precisione e duttilità: la sezione ritmica, composta da Jeroen Paul Thesseling (basso) e da Hannes Grossmann (batteria) supporta alla grande le fluenti linee dipinte dalle chitarre di Christian Müenzner e Steffen Kummerer, che si dividono a metà fra energici virtuosismi ed intermezzi più melodici. La seconda traccia, intitolata "Crucified", evidenzia come nel 2003 la musica degli Obscura fosse ancora ben lontana dall'intonazione progressive inserita nei tempi recenti, regalandoci un pezzo in stile technical death metal. Un pezzo che impressiona per l'ingegnoso e policromatico lavoro delle chitarre, ma che al contempo denota l'acerbo stile di Kummerer nella tecnica dello screaming, mentre si dimostra molto valido nell'utilizzo del growl. Tutto sommato buona anche la prova di Grossmann, autore di una sezione ad alta intensità nella parte centrale del brano, che mette in rilievo un notevole bagaglio tecnico. Il ritmo elevato dei primi brani sembra rallentare quando parte il terzo brano "Fear", apera da un bellissimo riffaggio ad opera di Thesseling. Il rallentamento è però solamente istantaneo, poichè poco dopo emerge una violenta sezione thrash / death che rivitalizza l'andamento cadenzato dei primi istanti, mentre fanno comparsa i primi devastanti ed elaborati riff di chitarra a cui il quartetto ci ha abituato con il passare del tempo. Anche in questo caso nulla da dire in quanto a songwriting, ma in particolar modo colpisce un drumming molto variegato, con numerosi blast beat e rullate. "Immanent Disaster" non sposta di molto le coordinate intraprese dal brano precedente, anche se effettivamente questo pezzo risuona molto più "death" e quindi come un vero pezzo da Obscura. A dimostrarlo ci pensa l'onirica parentesi che troviamo circa a metà della traccia, dove viene a formarsi una sognante atmosfera, questo prima che il brano muti nuovamente riprendendo un sound ed un ritmo a noi più famigliare.  La chiusura, dove a predominare è un bel duello chitarra - batteria, spanaca le porte ad "Incarnated", uno dei brani più acclamati di Cosmogenesis. Siamo così entrati nella seconda parte del platter, dopo aver terminato l'ascolto dei quattro brani della demo omonima, e troviamo quindi subito un vero e proprio orgasmo sonoro, rivelando la maturazione della band staccandosi da più o meno tutti i brani ascoltati sino a questo punto della compilation: bellissime le scorrevoli linee percorse dal basso, virtuosi e di grande impatto il riffaggio, di spessore l'intenso e preciso lavoro dietro le pelli da parte di Grossmann. Se a tutto questo aggiungiamo la chirurgica precisione con cui è inserita la sezione clean nella parte centrale, possiamo davvero dire di essere dinanzi ad un masterpiece. Un brutale e martellante intro apre il primo inedito di Illegimitation (anche se a dire la verità il brano era stato inserito come sesto brano nella raccolta "Cosmogenesis Preproduction" del 2006), vale a dire "Open the Gates", pezzo che torna ad esplorare lande technical death metal, riprendendo uno stile molto vicino ai brani della demo del 2003. L'ultima novità è rappresentata da "Headworm"(settimo brano della raccolta Cosmogenesis Preproduction), annichilente brano che se non fosse per la sezione progressive che fa da ponte a metà traccia, ricorderebbe gli altri pilastri teutonici del death metal, i Necrophagist: riff acidi ma ben congegnati, blast beat a raffica e la presenza solo del gutturale growl di Kummerer per quanto riguarda la performance da vocalist. La terza ed ultima parte è quella dedicata alle cover: si parte con "Flesh And The Power It Holds" dei Death di Chuck Schuldiner, probabilmente la performance più riuscita delle tre, fedelissima sotto ogni aspetto nonostante la complessità di questo capolavoro di "The Sound of Perseverance" (1998). Sebbene lo stile vocale di Evil Chuck sia praticamente impossibile da ricalcare, Kummerer riesce a non snaturarla utilizzando la sua tecnica, meno grezza. Strumentalmente parlando, siamo dinanzi ad una rappresentazione sublime della versione originale, con gli Obscura che non sbagliano praticamente nulla. Con la seconda cover la band si avvicina al thrash metal, con una singolare proposta di "Piece Of Time" degli Atheist, dall'omonima pietra miliare che venne data alle stampe nel lontano 1989. La traccia si apre con la sognante atmosfera della versione originale, e lascia poi spazio alla carica ed al virtuosismo del magnifico pezzo del quartetto floridiano, il quale spicca per un buonissimo lavoro ad opera della sezione ritmica. Chiude i battenti "How Could I" dei Cynic, dall'immortale "Focus" del 1993, una chiusura quindi all'insegna della riproposizione dello sperimentale progetto Reinert - Masvidal. Anche in questo caso la cover è nel complesso ben riuscita, ad eccezione di alcuni tratti in cui il ricalco è un pò troppo forzato. Al termine dell'ascolto di questo sunto della storia della band tedesca, non possiamo far altro che complimentarci con loro per la genialità con cui interpretano il concetto di musica.


1) ...And All Will Come To An End
2) Crucified
3) Fear 
4) Immanent Disaster 
5) Incarnated 
6) Open The Gates 
7) Headworm
8) Flesh And The Power It Holds
(Death cover) 
9. Piece Of Time
(Atheist cover)
10. How Could I
(Cynic cover)