OBSCURA

A Valediction

2021 - Nuclear Blast

A CURA DI
ANDREA EVOLTI
14/03/2022
TEMPO DI LETTURA:
9,5

Recensione album

Sembra che le coincidenze cosmiche si servano degli Obscura per comunicare l'evolversi degli eventi e, con la (si spera) fase conclusiva di una pandemia ma, sfortunatamente, l'incipt di un nuovo, inconcepibile (per noi occidentali del XXI secolo) conflitto, la band tedesca guidata dal virtuoso chitarrista Steffen Kummerer, ci consegna l'opera sesta della sua discografia, una sorta di summa filosofica/musicale del five-piece bavarese, ormai diventato una colonna portante dell'attuale e sempre fertile scena death progressive.
La formazione di Monaco di Baviera, attraverso dischi complessi, virtuosi ma poggianti su basi compositive personali ed ispirate, come Comsogenesis, Omnivium o il precedente Diluvium, è sempre stata vista come l'erede dei Death del compianto Chuck Schuldiner (coverizzati nell'esordio Retribution, con una versione di Lack of Comprehension): fortunatamente, sono diventati qualcosa di più. Sì, perché gli Obscura hanno una loro personalità fortissima che si basa si sulla straordinaria band della Florida, ma anche su Cynic, Necrophagist, Nocturnus (oggi Nocturnus A.D.), Origin, Obliveon e, proprio in questo ultimo 'A Valediction', anche a riferimenti thrash melodici e swedish death, il tutto condito da stupendi testi di filosofia cosmico/astronomica davvero di alto livello.
Da questo, infatti, parte l'ultimo lavoro dei 5 tedeschi che a dispetto del titolo, non è per nulla un manifesto di pessimismo cosmico nè un drappo funebre per il principio di un'era sventurata, ma un'arma (oscura) temibile e meravigliosa, quasi un artefatto per sopravvivere, affrontare ed uscirne umani, da un periodo che verrà ricordato come tra i più travagliati della storia mondiale contemporanea.
?Ritornati nei ranghi altri due sublimi artisti del death metal progressivo, i quali avevano fatto parte della spina dorsale di 'Comsogenesis' e 'Omnivium', vale a dire l'altro virtuoso della 6 e 7 corde, Christian Münzner ed il funambolo 'orange' del fretless, Thesseling (ex-Pestilence di 'Spheres'), gli Obscura hanno accolto il nuovo drummer David Diepold, musicista dallo stile maggiormente improntato alla fluidità ritmica ed alla dinamica che, in parte, è responsabile di alcuni fondamentali sviluppi stilistici di questo 'A Valediction' ('Un discorso di commiato'), album che ripesca alcuni tratti della frenesia virtuosistica di 'Comsogenesis' e 'Omnivium', ma unendo l'agilità ritmica di 'Diluvium' e cementando il tutto con un'iniezione melodica che compare in molte tracce, soprattutto il singolo 'When Stars Collide'. Ma andiamo con ordine.

Le danze stellari (il cosmo e lo spazio sono da sempre argomento molto amato dalla formazione tedesca) iniziano con l'arpeggio atmosferico di 'Forsaken' (Dimenticato) e proprio questo senso di vastità cosmica, con il basso di Thesseling che accarezza prima dell'esplosione del brano, ci mostra la forte anima melodica, il tripudio di un brano che ben sintetizza un album eterogeneo ma ben coeso nelle sue molteplici sfaccettature. 'Forsaken' ci lancia nelle coreografie stellari, tra battaglia e esplosione estatica, dove proprio la velocità ritmica della batteria di Diepold da nerbo agli excursus melodici degli assoli e lead di Kummerer e Mnüzner, dove gli assalti brutali ed i tempi progressive s'incastrano splendidamente. Un brano che ti prende per mano e ti conduce in danze stellari e che sintetizza a dovere la complessità della tracklist che si andrà ad ascoltare.

Con 'Solaris', infatti, si ritorna molto alle atmosfere frenetiche e contorte di 'Cosmogenesis', un estatico tormento interiore, uno spasmo dell'anima che ha molti richiami chitarristico/classicheggianti dei Necrophagist, sempre splendidamente snellito dalla sessione ritmica e reso incisivo dal growl di Kummerer, oscuro ma sempre comprensibile, carico di una sofferenza visionaria che ben si sposa con gli assoli dinamici del duo teutonico.

Siamo al discorso di commiato, nel senso della title-track, che parte rapidissima e freneticamente virtuosa, ma con un senso di tensione stemperato dalla voce filtrata, nell'incipit, in stile Cynic che si alterna ai vorticosi assoli della coppia di sei corde tedesche. Il brano, privo di voce growl, ma supportato dalle vocal eteree, è una spirale ascendente verso il multiverso, con un drumming abbastanza lineare (per i canoni degli Obscura, s'intende), che si chiude improssivamente con la ripresa dell'arpeggio iniziale e che dona quel senso di sospensione nello spazio che ci riporta ai grandi classici della fantascienza introspettiva, come le opere di Bradbury, Clark o Lem, prima di introdurci al singolo 'When Stars Collide'. Questo brano, che vede la partecipazione come guest di 'Speed' Strid dei Soilwork, autore degli incisi in clean vocal, è la track con la più spiccata anima melodic death metal, forse proprio per la presenza del frontman di una delle principali formazioni della seconda ondata dello swedish-melodic death. Il refrain, cantanto in pulito, è letalmente catchy e ben s'incastra con una struttura agile ma ricca di spunti anche complessi, nonostante la marca death tecnica la faccia da padrone ma, come tutto il disco, improntata alla varietà. Lo dimostra la successiva 'Devoured Usurper' un brano death oscuro, in stile Morbid Angel del periodo Covenant, quasi una nuova 'God of Emptiness'. Il mid-tempo, supportato dalla doppa cassa di Diepold e dalle avvolgenti divagazioni di Thesseling al basso, incide lo spirito con la lama arruginita del growl oscuro di Kummerer, prima di sprintare in velocita verso gli assoli ricchi di uso del tremolo, assoluto omaggio a Trey Azaghtoth. Mentre affoghiamo lentamente in questo estatico mare lovecraftino che altro non è che il nostro animo di fronte ad un mondo a volte più spietato dei nostri incubi più malati, arriva la tempesta di 'The Beyond' (forse ispirata da Lucio Fulci), fulmineo, sinfonico e vorticoso, con una sessione ritmica che fa da impalcatura a riff, lead ed assoli che sono la versione death metal di Bach, Mozart, Beethoven uniti alle visioni del solitario di Providence, con un tripudio epico nel finale che si riallaccia al successivo strumentale 'Orbital Elements II', forse uno dei brani più lineari a livello ritmico, con Thesseling sugli scudi. Una composizione che è una specie di FM rock track in versione death per un viaggiatore che, invece di sfrecciare sulla Route 66, si ritrova a driblare detriti tra gli anelli di Saturno, per poi contemplare l'immensità del suo peregrinare.

'Neuromancer' (sottile gioco di parola tra neuromante e l'assonanza 'New romancer', neo romanziere, ma anche corteggiatore o bugiardo affabulatore) ci riporta nel centro delle tempeste, con il suo songwriting vorticoso e drammatico, dove tutto il dolore e la paura di fronte all vastità dell'ignoto si converte in energia spirituale, pronta ad animare la volontà dell'esploratore delle paure cosmiche dell'uomo, così aliene da lui, eppure così radicate nel suo intimo, lì per essere affrontate con il terrore che diventa coraggio, incarnato dalla successiva 'In Adversity', un brano dal forte spirito swedish death, quasi i Death che incontrano gli At the Gates per la magniloquenza del songwriting, l'energia ritmica e l'eroica sofferenza espressa dalla voce di Kummemer, come interpretazione molto vicina a Tompa Lindberg.

Il viaggio iniziato con il 'Discorso di Commiato', sta giungendo al termine e gli arpeggi di 'Heritage' subito lasciano spazio a riff elaborati ed in contorsione, dove il dolore della voce growl si sovrappone alle vocal eteree e gli assoli di Münzner e Kummerer sono momenti di illuminazione in un'oscura meditazione, quell'eredità che ci lascia non risposte definitive, ma indizi e domande che ci conducono su altre strade, suadenti dita di vento stellare che ci invitano a continuare la nostra ricerca verso una dimensione divina, superiore, oltre ogni cosa che è apparenza, per capire la semplicità della complessità.

Un disco straordinario, coinvolgente ma che ha bisogno di molti ascolti per essere apprezzato al 100% perchè, se gli Obscura vi prendono e vi portano via dal primo ascolto, per riuscire a seguirli e non accontentarsi di un'estasi superficiale, essi vi chiedono di perseverare nella loro luminosa comprensione della materia oscura dell'anima e, in questi momenti storici, il non fermarsi di fronte alla paura dell'ignoto, per scoprire la vastità di quello che ci aspetta, è vitale. Un ulteriore passo in avanti, un quantum leap non indifferente e che potrebbe sollevare qualche critica a causa di una buona dose di melodia in più che è stata inserita nel songwriting (ma che è da sempre una peculiarità del five-piece bavarese), come se questa fosse segno di 'idebolimento artistico' e non, magari, ulteriore capacità di sperimentare e ricercare, perchè è palese che è il viaggio, e non la meta, il momento più importante per gli Obscura.
?Partiamo, pertanto, in questo viaggio verso lo spazio esterno e l'animo interno e accogliamo l'invito di questo 'commiato' per ritrovare sè stessi.

Tracklist:

1. Forsaken 07:16

2. Solaris 03:41

3. A Valediction 03:27

4. When Stars Collide 05:08

5. In Unity 04:48

6. Devoured Usurper 05:30

7. The Beyond 03:49

8. Orbital Elements II 04:01

9. The Neuromancer 04:41

10. In Adversity 04:09

11. Heritage 05:02

correlati