NOVEMBRE

Novembrine Waltz

2001 - Century Media Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
15/09/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Voci tanto eteree quanto sinistre, un riff di chitarra semplice ma melodico e intenso ed uno splendido quanto graffiante scream, si apre così "Distances" prima traccia di "Novembrine Waltz", quarta fatica dei Progressive Deathsters italiani Novembre. Dopo 3 album di assoluto valore come "Wish i Could Dream it Again", "Arte Novecento" e l'intenso "Classica" sembra arrivato il momento perfetto per l'exploit definitivo della band. E mentre le eteree clean vocals finali di "Distances" risuonano ancora nelle nostre orecchie veniamo colpiti dal sognante arpeggio di "Everasia" che accompagna le strofe in Italiano recitate dal bravissimo Carmelo Orlando, che con la sua suadente voce clean e il suo growl feroce ed espressivo si rende protagonista di una prestazione maiuscola mentre il fratello Giuseppe si mostra un batterista di primissima classe, devastante nelle sezioni più veloci e brutali e geniale nell'accompagnare gli intermezzi più sognanti e progressive che da sempre contraddistinguono la band, formando una solidissima base sulla quale lo stesso Carmelo Orlando e Massimiliano Pagliuso posso lanciarsi in intricati intrecci di chitarra che contribuiscono a dare una profondità unica alla musica dei Novembre.

Arriviamo quindi a "Come Pierrot", capolavoro di intensità e pathos che si sviluppa attraverso il continuo contrasto tra sezioni in puro stile Death Metal e intermezzi atmosferici dove è la capacità evocativa del Prog a spadroneggiare. Se ancora non siamo stati completamente rapiti dalla genialità dei nostri 4 romani, a vincere le ultime difese ci penserà "Child of the twilight", traccia che inizia con un dolce arpeggio per sfociare in una fuga di chitarre e batteria con continui rimandi ai riff del primo album, che qui creano un intreccio meraviglioso. "Cloudbusting" conferma la bravura dei Novembre nel riarrangiare pezzi lontani anni luce dal Metal. Il pezzo è infatti una cover di Kate Bush (nota cantautrice pop-rock britannica) eseguita dalla brava Ann-Mari Edvardsen (ex singer del gruppo The third and the mortal). Con "Flower" si torna a lidi più pesanti con un bel crescendo di emozioni che va a sfociare in violento growl che potrebbe benissimo gareggiare con quello di mostri sacri come Mikael Akerfeldt e Peter Tagtren, per poi terminare in un etereo outro che è il ponte perfetto per accogliere "Valentine (almost an instrumental)", traccia che mette perfettamente in risalto le capacità strumentali della band, con un occhio di riguardo per le trame di chitarra e per i pattern di batteria che riescono a dare un senso ritmico al pezzo partecipando al contempo alla costruzione della melodia. "Venezia Dismal" è un'altra traccia genialmente progressive che riprende il noto pezzo dei Rondò Veneziano "La Serenissima" e lo incastra in una fitta trama di chitarra e voce creando un pezzo profondo e di rara evocatività che si snoda tra pesanti riff di chitarra distorta e sognanti intermezzi atmosferici che rapiscono completamente l'ascoltatore. A chiudere l'album troviamo la bellissima "Conservatory Resonance" che con il suo pesantissimo growl e le sue fitte trame di chitarra chiude perfettamente un album intenso e complesso, quasi in antitesi con l'attuale situazione musicale dove l'arte della musica sta diventando materiale di consumo per IPod ed affini e l'easy-listening ormai spadroneggia in tutta l'industria.

Grazie Novembre!


 1) Distances
 2) Everasia
 3) Come Pierrot
 4) Child Of The Twilight
 5) Cloudbusting
 6) Flower
 7) Valentine
 8) Venezia Dismal
 9) Conservatory Resonance