NOVEMBRE

Materia

2006 - Peaceville Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
19/03/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Parlando di Metal, le prime nazioni che ci vengono in mente sono sicuramente Gran Bretagna, America, Svezia e Norvegia, paesi che hanno dato i natali ad alcuni dei più grandi musicisti ed innovatori del genere. Sarebbe un delitto dimenticarsi anche di tutti quei paesi il cui underground musicale ha generato grandi musicisti anche loro in grado di regalarci ore e ore di pregevole musica. Tra questi paesi figura anche l'Italia, paese la cui "cultura di massa" è lontana anni luce dal Metal, ma che ha comunque dato i natali a ottimi musicisti che stanno scrivendo una parte della storia di questo meraviglioso genere.



E tra i portabandiera in questo campo troviamo sicuramente i Novembre, band romana dei fratelli Carmelo e Giuseppe Orlando, assoluta contemporanea di Opeth e Katatonia in quel geniale processo di fusione delle sonorità Death Metal con le sonorità progressive rock. E oggi voglio parlarvi proprio di uno dei miei album preferiti di questa band, ovvero quel "Materia" che, uscito nel 2006, ha confermato l'estrema bravura di questo gruppo e la sua capacità di competere con i mostri sacri del genere.



L'album si apre con "Verne" che subito mostra le nuove coordinate stilistiche dell'album. Lasciatisi alle spalle le sfuriate Death/Doom tipiche di album come "Classica" e "Novembrine Waltz", "Materia" si sposta in territori progressive con melodie ed atmosfere che strizzano l'occhio al Gothic. Lasciandoci alle spalle il meraviglioso outro in Italiano di "Verne", veniamo accolti dall'ottima "Memoria stoica/Vetro", traccia dove le chitarre di Carmelo Orlando e Massimiliano Pagliuso si intrecciano con fare ipnotico sorrette dal precisissimo Drumming di Giuseppe Orlando, fino a sfociare nel meraviglioso intermezzo finale cantato interamente in Italiano e dalle ottime atmosfere progressive.

Un bell'intro acustico ci regala la bella ed eterea "Reason", pezzo dove chitarre acustiche ed elettriche si fondono in modo pregevole (merito anche dell'ottima produzione curata dallo stesso Giuseppe Orlando) in un intreccio suggestivo ed etereo che trasporta l'ascoltatore in un mondo lontano fatto di sole emozioni.

Il viaggio in questo mondo continua con "Aquamarine", pezzo dove gli ipnotici riff delle chitarre si fondono alla bella e melodica voce di Carmelo (che si esibisce anche in uno dei rari scream di quest'album) regalandoci un intreccio di sicuro effetto.

Un intro acustico che lascia presto spazio ad ottime melodie di chitarra elettrica introduce "Jules", quinta traccia dell'album nella quale il testo torna ad essere misto tra italiano ed inglese e le atmosfere si fanno più dure, ma senza mai tralasciare la melodia.

Siamo quindi arrivati a quello che, a mio avviso possiamo considerare il capolavoro dell'album, ovvero la bellissima "Geppetto" che, dopo un intro acustico che riprende lo storico tema di Pinocchio in chiave gothic doom, ci regala una vera poesia in italiano con chitarre che evocano vividamente il suono delle onde del mare in maniera assolutamente pregevole, portandoci direttamente all'interno dell'animo di un vecchio pescatore e ci permette di vivere il fascino del mare dai suoi occhi.

L'etereo outro di "Geppetto" è il perfetto contraltare al furioso intro di "Comedia", brano dove a far da padrone sono l'ottima voce di Carmelo Orlando e il fantasioso ed eclettico Drumming di Giuseppe, accompagnati da intrecci di chitarra veloci ma al contempo ipnotici ed eterei.

L'ottava traccia è una bella cover di "The promise", brano del gruppo pop degli anni '80 Arcadia (dove compare Simon le Bon, storico frontman dei Duran Duran, alla voce) qui perfettamente riarrangiata in chiave prog Metal.

Un riff di chitarra ai confini della psichedelia ci introduce la titletrack "Materia" che, con il suo incedere marziale ma al contempo etereo e sognante ci regala un vero capolavoro progressive Metal che non uscirà tanto presto dalle nostre menti.

Arriviamo a "Croma", eterea ballad quasi completamente in italiano scritta inizialmente per l'album "Novembrine Waltz" ma poi non inclusa nell'album.

L'album si chiude con il capolavoro "Nothijngrad", brano anch'esso escluso da "Novembrine Waltz" e inserito in quest'album come degna chiusura di un meraviglioso viaggio musicale, complesso e ipnotico come pochi partorito da uno di quei gruppi che ci rende sempre più orgogliosi di essere italiani.


1) Verne
2) Memoria Stoica / Vetro
3) Reason 
4) Aquamarine 
5) Jules
6) Geppetto 
7) Comedia 
8) The Promise
(Arcadia cover)
9) Materia 
10) Croma
11) Nothijngrad