NOVEMBRE

Arte Novecento

1996 - Polyphemus Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
05/04/2011
TEMPO DI LETTURA:
10

Recensione

Un lontano tuono, la pioggia e una chitarra che arpeggia solitaria. Basta questo per farci entrare nella fosca e grigia atmosfera di "Arte Novecento" secondo album degli italiani Novembre dalle tinte fortemente doom ma con un'enorme dose di progressive Metal. Lasciandoci alle spalle la malinconica "Pioggia... January tunes" ci troviamo subito di fronte ad un pezzo veramente geniale, ovvero quella "Homecoming" dove la batteria lascia il suo ruolo di strumento solamente ritmico e diventa uno strumento solista in grado si creare una vera e propria melodia grazie ai suoi stacchi e al sapiente uso di ogni componente di questo strumento spesso sottovalutato. Passiamo poi alla progressiva "Remorse", pezzo che torna a colorare l'atmosfera con tinte fosche e nebbiose come nella migliore tradizione Doom Metal. È proprio il doom Metal il filo principale di questo album, come conferma la bellissima cover di "Stripped" dei Depeche Mode, qui rivista in una chiave che potremmo definire Prog Doom. Dopo "Stripped" troviamo la bellissima "Worn Carillon", traccia dove Carmelo Orlando mostra tutte le sue capacità di chitarrista e cantante imbastendo un pezzo dove le melodie di chitarra e voce sono assolute protagoniste, sorrette ottimamente dalla batteria suonata dal bravissimo fratello Giuseppe. Un lontano suono di acqua che scorre ci introduce "A Memory", vero grande capolavoro dell'album grazie al suo songwriting che fonde benissimo le fosche tinte del Doom all'evocatività del Progressive Rock. Una chitarra acustica introduce "Nursery Rhymes", secondo capolavoro dell'album che mostra un sapiente uso del contrasto tra chitarre acustiche ed elettriche e l'attenzione riposta nella produzione di tutto il disco che mette in evidenza ogni singolo strumento senza per questo aggredire l'ascoltatore con volumi troppo alti. Lo strumentale "Photograph" è un piacevole intermezzo prima di lanciarci nella malinconica ma al contempo aggressiva "Will" che con il suo meraviglioso finale di batteria ci permette di viaggiare verso "Carnival", traccia finale dell'album che chiude degnamente questo lungo viaggio attraverso atmosfere fosche e malinconiche, lasciandoci addosso quella meravigliosa sensazione che spesso le prime giornate d'autunno ci portano addosso.


1) Pioggia... January tunes
2) Homecoming
3) Remorse
4) Stripped
(Depeche Mode Cover)
5) Worn carillon
6) A Memory
7) Nursery Rhymes
8) Photograph
9) Will
10) Carnival