NEW DISORDER

Dissociety

2013 - Revalve Records

A CURA DI
DIEGO PIAZZA
30/05/2013
TEMPO DI LETTURA:
6,5

Recensione

Giovane realtà del panorama underground metal alternativo romano, i New Disorder giungono al loro primo full-lenght dal titolo quanto mai emblematico di “Dissociety”. Definiti nelle note biografiche sul profilo in Facebook come un mix unico tra Rock, Metal e Punk in un contesto originale, devo dire che fortunatamente con questo primo vero lavoro studio non disattendono le aspettative dei palati più esigenti, essendo molto più metal di quello che si possa dedurre dai suddetti cenni biografici. Certo, prima di avventurarci nella consueta analisi track by track ricordiamo che i New Disorder sono una realtà nata nel 2009 quindi è inevitabile trovare nel loro songwriting elementi moderni , soprattutto nell’utilizzo di alcuni effetti sonori e sovra incisioni. Un avvertimento importante per il lettore; non siamo di fronte ad un prodotto studiato e pensato a tavolino per il mercato discografico, le 10 canzoni che compongono "Dissociety" sono sudore e sangue dei New Disorder non stiamo certo parlando, senza fare nomi, di spazzatura spacciata per rock da classifica italiana. Da queto punto di vista è  Interessante l'artwork di copertina che in tema con titolo dell'album, mostra una serie di fotografie, apparentemente messe alla rinfusa che rappresentano a mio avviso anche lo stordimento quotidiano dei mass media, con telegiornali sempre più grondanti di notizie di cronaca nera allucinanti.  “From Life to Death” è un ottimo biglietto da visita della band, la prima strofa, prima sussurrata viene poi ripresa quando un potente riff heavy prende il soppravvento.   Buon lavoro anche sul refrain così come è ottimo l’inglese pronunziato da Francesco “Fran” Lattes alla voce. Un ottimo spunto al basso di Stefano “Steve” Rossi ci introduce “Escape” , brano decisamente più introspettivo e “progressive” da un certo punto di vista, prima di un ottima escalation verso il vero refrain. Tornando al vocalist “Fran” pur nella sua buona padronanza della lingua anglosassone sembra talvolta avere un approccio acerbo al microfono, molto giovanile come ugola e, forse proprio per questo non convince al 100 %.   Pezzo più funky blues la successiva “Break our into disorder” , a dimostrazione di come i New Disorder  non siano facilmente catalogabili in un genere preciso. Piacciono le accelerazioni nel ritornello e la doppia cassa di Luca Marini dopo il bridge. Pregevole e molto curato il lavoro melodico delle chitarre di Fabrizio “Biz” Ferretti e Giordano Chiavoni.   L’approccio moderno dei New Disorder e ben evidenziato da alcune sovra incisioni e voci modificate , per la verità non troppo gradite da chi ha amato il rock/metal anni 80 (come il sottoscritto) , sicuramente saranno invece apprezzatee da chi è cresciuto con il nu metal o band come Slipknot (solo come approccio alle registrazioni in studio, sia ben inteso non c'entrano nulla con i nostri musicisti romani).  Un breve considerazione sul videoclip ufficiale della canzone che, seppur girato in una periferia romana con pochi mezzi, risulta quanto mai attuale e anche ben fatto, sempre considerando lo scarso budget a disposizione.    “ Atomic Suicide ” alterna diverse atmosfere in cui si colgono ancora pregi e difetti dei New Disorder ; il brano ci parla come si deduce dal titolo del pericolo atomico e dalla sue conseguenza atroci sul pianeta.    “ Free from the dark” ha un impatto ritmico quasi pop , salvo poi acquisire maggiore spessore nel proseguo , una sorta di finta ballad che riesce comunque a raggiungere alte vette emozionali nelle voci che si rincorrono nel ritornello.    Marini e Rossi attaccano con una violenza ritmica inaspettata “Another hero to save” ; quello che si comincia ad apprezzare ormai dopo diversi ascolti è la bravura comunque dei New Disorder di costruire chorus  non banali, ma anche piuttosto ricercati a livello melodico.  Splendidi gli arpeggi alla sei corde , che mi hanno ricordato anche qualcosa dello stile di Brian May , leggendario chitarrista dei Queen. Quando pensi di aver scoperto tutte le facciate dei New Disorder ecco che “Sick feeling as you” ti sorprende per alcuni momenti reggae resi palesi nel modo di suonare le chitarre. Nel complesso comunque non uno dei pezzi migliori del disco. Suoni new age effettati aprono in maniera soffusa, quasi a fari spenti “Last Breath” poi il brano assume bruscamente un taglio rock all’attacco della prima strofa e mi piace sottolineare ancora una volta l’ottimo lavoro corale nel refrain.   “Blue skies” non ha le qualità per eccellere rispetto a quello che già sentito fino ad ora mentre “Hollywood burns” è forse il brano più lineare nel suo incedere, con un chorus questa volta più diretto senza troppi fronzoli.   “Escape pt. II” riprende solo in parte la canzone dallo stesso titolo (con la ripetizione della prima strofa) , una ballad elettrica dalle sfumature molto malinconiche che per altro si chiude in maniera piuttosto rapida. Non ci siamo dilungati molto nel descrivere i testi, del resto non siamo di fronte alle classiche palesi manifestazioni di intolleranza nei confronti di una società malata, deturpata in cui con cinismo vengono descritte prevaricazioni, ingiustizie sociali e quant’altro, tipiche di molti gruppi metal. I New Disorder lasciano le loro liriche aperte all’interpretazione del singolo, sebbene sia chiaro , si parli comunque di gran lunga di sentimenti e stati d’animo certo comuni a tutti noi.  Per quanto riguarda una valutazione finale sull'album, devo dire che se da un lato la band mostra una certa originalità (non a caso non ho citato alcun band di riferimento) dall'altro mostra tantissime idee interessanti ma appena abbozzate, rendendo talvolta un pò confuso l'ascolto.  L'impressione è che "Dissociety" pur essendo un disco assolutamente non banale sia un album di transizione verso un lavoro ancora più maturo e perfetto; non ci resta che attendere in futuro cosa ci proporranno di New Disorder, l'età è dalla loro parte e non posso che perfezionare ulteriormente il loro trademark.


1) From Life To Death
2) Escape
3) Break Out Into Disorder
4) Atomic Suicide
5) Free Me From The Dark
6) Another Hero To Save
7) Sick Feeling As You
8) Last Breath
9) Blue Skies
10) Hollywood Burns
11) Escape Pt. II