NEREID

Bloodridden Love

2011 - Self produced/Indipendent

A CURA DI
THE MASTER
05/09/2011
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

Facciamo una breve (E dovuta) introduzione a questa recensione in esclusiva per Rock & Metal In My Blood. Sono nativo di una regione che, anche per il Metal, e per 1000 ed 1 motivo ha ben poco da offrire. Potremmo parlarne, ne potremmo disquisire, entrare in conflitto, litigare, ma la realtà dei fatti, aldilà degli affetti legati alla terra, resta ed è una e inequivocabile! Il Molise (Ok, lo so che 8 su 10 non sa nemmeno dove si trova... Nessuno stupore se qualcuno di voi va a spulciare Google Maps!) non ha molto da offrire, anche se potenzialmente...

Per il Metal, appunto, da quando mi son scoperto metallaro, non ha mai mosso un dito, anche se negli ultimi anni il "movimento" ha scoperto una seconda vita, grazie anche ai locali del capoluogo soprattutto, grazie a numerosi bangers in generale e ad alcuni che han creato eventi e organizzazioni per supportarlo e per farlo crescere.

Con questo non voglio dire che semmai ci fosse qualche piacevole sorpresa non sarei pronto ad apprezzarla! E la sorpresa arriva quasi inaspettatamente per me... Specie se si tratta di amici o semplici conoscenti! Se ci spostiamo verso la costa, a Termoli precisamente (Per americanizzare un pò il tutto potremmo dire la nostra "East Coast"), luogo costiero e di villeggiatura molisano, scopriamo un band Death Core che di strada ne ha fatta, da quelle serate live al famoso (Per chi è di li) locale "Pozzo Dolce", arrivando a chiudere il loro primo contratto con la Extreme Agency di Genzano di Roma, al seguito del quale, ad ottobre grosso modo, verrà rilasciato il loro debut album oggetto di questa recensione, ripeto, in anteprima assoluta per Rock & Metal In My Blood.

Leggiamo e citiamo un pò della loro autobiografia, nella quale Fabrizio d'Apote, leader e vocalist della band, ci spiega com'è stata formata.

I Nereid vengono ufficialmente formati nel 2007 grazie alla volontà, appunto, di Fabrizio e del chitarrista Emanuele Criasia. I soliti problemi legati alla ricerca di vari elementi, finchè non vengono aggiunti Giuseppe Centonza alla batteria, Nicola d'Auria alla seconda chitarra e Cristian d'Amico al basso.

Un susseguirsi di eventi dal vivo porta la band immediatamente alla ribalta del panorama del Basso Molise, al seguito del quale rilasciano una demo di 4 pezzi (Cito testualmente) "dedicati interamente all'amore, alla sfera più cupa di questo sentimento, quella malinconica, che logora e consuma".

Un buon inizio in effetti, e non posso negare che dal vivo, avendoli visti non meno di 2 volte, sono degli abili trascinatori! Ricorderò sempre con quale carica eseguivano "Pinball Map" degli In Flames, facendo letteralmente esplodere il locale..!

A solo un anno di distanza ecco il loro primo grande traguardo! La stipula del contratto con la suddetta agenzia, recensiti di fianco a nomi ben più altisonanti del loro, quali Sadist, Origin, etc etc. Un bel (E meritato) salto in avanti per i nostri 5 molisani! Un salto minato dall'abbandono di Nicola, il chitarrista e del bassista Cristian... Ma prontamente sostituiti dal fratello del batterista, Riccardo Centonza alle chitarre e da Fabio d'Apote al basso (Oh yeah! Keep it in the family!)! Formazione di nuovo in pista, quindi, e al lavoro per il loro debut album che ho avuto la fortuna di avere in anteprima e che mi appresto felicemente a recensire (Come vedete, non discrimino le mie origini sommariamente! ).

L'album parte con "Intro" con rumori di un bosco, con un tappeto di pianoforte, poco più di un minuto di intro per portare l'ascoltatore nel giusto "mood", nel giusto ambiente, per predisporlo al giusto ascolto della release...

"Darkmoon Nereid" è nettamente qualcosa di diverso rispetto all'intro. Grandi chitarroni da subito, forse anche un pò troppo "presenti" rispetto agli altri strumenti... A farne le spese credo sia soprattutto la voce e i cori, da ascoltare facendo "conchiglia" con la mano. Impossibile comunque non apprezzare il brano, stupendamente eseguito, puro Death! Menzione particolare va fatta per la batteria. Giuseppe crea un ottimo tappeto, preciso al BPM!

"An Horrible Dream In My Soul" mi pare voler strizzare l'occhio a qualche pezzo famoso, almeno nell'intro, e, in generale, ritengo sia un pezzo molto, molto tecnico! Amanti del Death, questo è quel che fa per voi! Si riesce finalmente a sentire al voce del nostro Fabrizio, notevole nonostante la giovane età. La batteria è veramente qualcosa di assurdo in questa terza traccia. Bellissima, non sbaglia un colpo! E i giochi di chitarre creano un'effetto globale non indifferente!

Piccola parentesi: anche in questo caso, elogio ai Nereid per non aver "allungato" il brodo come fanno tante bands italiane! Trovo fin'ora, e in generale, tutti i pezzi giusti nella loro durata, senza fronzoli inutili.

Passiamo a "Devouring Fire", la quarta traccia. Un ritmo un pò più incalzante, con un intro tipico da live (Si vede che se ne son fatti "un pò"), ci ricorda , in alcuni tratti, qualcosa degli In Flames. Ormai ci siamo abituati, ma non stancati di dirlo: grandi chitarre e grande batteria che creano una giusta song che non fa storcere il muso a nessuno, anche ai Deathster più convinti!

"Love Is A Prison" ha un titolo abbastanza ingannevole... L'intro di batteria e lo stile dell'esecuzione fa pensare a tutto furchè all'amore! Notevoli i giochi tra le due chitarre, ma purtroppo la produzione distrugge la voce che rimane quasi seppellita dal resto. Un vero peccato!

Nella parte centrale della song ammirevole è il cambio di tempo e anche di stile...

"Phobia" parte con un gran riffone di chitarra in tapping, amore e godimento per i malati dello strumento, e si conclude con dei bei Power Chords da pogo selavaggio. Ritmo nettamente più sostenuto (E voce ricomparsa) anche grazie alla batteria di Giuseppe che non manca di fare il suo eccellente dovere! Ottimi anche i cori effettati e messi al punto giusto. Cosa chiedere di più?

"The Waste Land" ci accompagna verso la fine di questo album. Un intro di basso ci traghetta verso un brano in puro Death Metal tecnico... Anche qui, cosa chiedere di più?

"Infernal Eos" è il perfetto epilogo di questa release. Death veloce, spinto, da testa sulle spie! Niente storie e tanta violenza!

Cos'altro dire? You must have it! Una chicca dal nostro Bel Paese che dovremmo avere tutti nella nostra discografia! Da ascoltare anche più di un paio di volte, diciamocelo francamente! Veramente consigliatissimo ai cultori del genere soprattutto, ma anche a chi ama i ritmi e le sonorità veloci e "forti"! Come sempre, da parte di tutti noi, me per primo, un grosso "In bocca al lupo!" per la vostra (Si spera) lunga e fortunata carriera!


1) Intro
2) Darkmoon
3) An Horrible Dream In My Soul
4) Devouring Fire
5) Love Is A Prison
6) Phobia
7) The Waste Land
8) Infernal Eos